Trashfood

Randomestrale di Incultura Alimentare

26 Settembre 2008

Jiko rice

Sebbene autosufficiente per la produzione di riso, il Giappone importa circa 770.000 tonnellate di riso all’anno, il 9% del consumo annuale, secondo quanto prevedono accordi WTO. Il riso importato viene dirottato prevalentemente alla lavorazione o alla distillazione. Come ha raccontato Lorenzo, è quello che è accaduto anche nelle ultime settimane nonostante il riso non rispettasse standard di sicurezza per essere destinato all’alimentazione umana.

Parte del riso importato dalla Cina conteneva pesticidi a livelli elevati, per la precisione il metamidofos oltre la soglia consentita.
Il riso proveniente dal Vietnam era contaminato da aflatossine.
Tra i paesi esportatori anche gli USA, ma in alcuni quotidiani si riporta uno strano giro di etichette false di riso tra Cina e US. Altre frodi nel villaggio globale.

La Mikasa Foods coinvolta nella importazione, ha ammesso di aver destinato il riso a scuole, ospedali e a diverse aziende, tra cui alcune produttrici di sake,crackers e shōchū, un tipico distillato giapponese. A causa di tutto questo, un milione di bottiglie di shōchū e sake sono state ritirate.

Negli anni precedenti, ci sono stati altri casi di contaminazione di riso in Giappone, il 70% è risultato essere importato dall’estero.

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Fast? Slow? no, ho detto Raw Food!

A lezione a volte mi capita di trattare le modifiche nutrizionali a cui vanno incontro i cibi durante la cottura. Alcuni cambiamenti sono positivi come l’aumento della digeribilità, inattivazione di fattori antitrizionali,aumento della biodisponibilità di nutrienti. Ma si possono avere anche ripercussioni negative come la dimunizione dei livelli di alcune vitamine termolabili, formazione di prodotti da reazioni di perossidazione. La biochimica della frittura poi è uno degli argomenti che preferisco.
Non sapevo che esistessero i raw fooders, in italiano si dovrebbe dire “crudisti” per riferirsi a coloro che mangiano cibi vegetali completamente crudi. Ho scoperto insomma il raw food movement su Nature Network. Nessun soffritto, niente forno, e nessun profumo che si sprigiona dai fornelli. Non servono ai raw fooders. A Boston per esempio presso il ristorante Grezzo preparano gnocchi con sugo carbonara-like. Come sarà?

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25 Settembre 2008

Uliassi e Cedroni: Buon Kungsfenan!

Uliassi e Cedroni

Moreno Cedroni e Mauro Uliassi, sono marchigiani e a Senigallia sono considerati gli “ambasciatori della Rotonda a Mare di Senigallia”, il monumento simbolo della città. Il 30 ottobre prossimo, all’Opera di Göteborg (Svezia), entrambi riceveranno il premio Kungsfenan 2008 per la categoria Gastronomia ittica che la giuria ha deciso di assegnare a entrambi. Le 300.000 SEK in palio verranno quindi divise tra i due chef.

Fonte: viveresenigallia.it

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Melamina: recall globale?

White Rabbit Creamy Candies

Difficile commentare le ultime news sparse in rete sulla melamina.

-Ora che la melamina è stata evidenziata in cartoni di latte -non solo quindi in quello in polvere- Starbucks, ha annunciato che non userà piu’ il latte della ditta Mengniu per i suoi 300 punti vendita sparsi per la Cina. Il latte verrà sostituito con latte di soia Made in Hong Kong.

-Trovata melamina anche nel latte cinese esportato nelle Filippine.

-In Nuova Zelanda a causa della melamina in alcuni campioni, recall delle White Rabbit Creamy Candies, tipiche caramelle cinesi in cui il milk power è tra gli ingredienti.

-Colpite anche le White Rabbit Creamy Candies negli USA. 99 Ranch, una catena di supermercati asiatici ne ha ordinato la rimozione dagli scaffali.

-Recall anche del latte Nestle Dairy Farm Pure Milk venduto a Hong Kong per centri di catering

-Taiwan sta rimuovendo diversi prodotti dagli scaffali, tutti quelli che vedono latte in polvere cinese tra gli ingredienti.

-Annunciati divieti di importazione di prodotti contenenti derivati del latte cinese anche in Corea e in Francia.

Mi fermo qui.

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22 Settembre 2008

Piacere, triptofano

Dopo mesi passati a leggere di rincari di pane e pasta, si volta pagina nei quotidiani on line e su carta.

Sarà che a Foligno tra pochi giorni inizierà ‘I Primi d’Italia’, il festival dedicato alla pasta? All’improvviso la pasta si tramuta in fonte di piacere e benessere e da un sito all’altro rimbalzano le parole:

Roma, 19 set. (Adnkronos Salute) - Felici con un piatto di spaghetti. E non è solo un modo di dire. I nutrizionisti, infatti, promuovono la pasta non solo come toccasana per benessere fisico ma anche per quello psicologico. “La pasta, infatti, contiene il triptofano, un aminoacido che si trasforma in serotonina, il cosiddetto ormone della felicità ed è per questo che mangiando la pasta si ha una sensazione di benessere e di piacere”, spiega Mauro Defendente Febbrari, esperto in malattie del metabolismo e Nutrizione Chimica.

A leggere si potrebbe pensare che la pasta sia l’unica fonte di triptofano, non è così. Il triptofano è un aminoacido essenziale contenuto in maggior quantità nelle proteine di origine animale, ma lo trovaimo anche in quelle derivate dai vegetali. Ci sono però delle differenze notevoli nei quantitativi.

Se pensate alla pasta per esempio, la collocate tra le fonti principali di carboidrati e non di proteine e non ci aspettiamo quindi quantità elevate. Comunque, vi è venuta la curiosità di sapere i livelli di triptofano in alcuni alimenti?

Dalle “Tabelle di Composizione degli Alimenti” dell’INRAN, risulta che nei cereali il triptofano oscilla tra 185 mg nella farina di avena, 62 mg nel pane e 100 mg/100g nella pasta di semola. Livelli maggiori li incontriamo nella carne (200-300 mg/100g), nel pesce (140-250 mg/100g). Nel parmigiano e formaggi stagionati i livelli sono piu’ alti (circa 320 mg su 100g), significativa la quantità anche nella frutta secca (mandorle e pinoli rispettivamente contengono 394 mg/100g e 300mg/100g di triptofano).

Il triptofano esercita anche altri importanti ruoli fisiologici. Oltre ad essere precursore della serotonina, è indispensabile per la sintesi della melatonina, un ormone prodotto dalla ghiandola pineale, coinvolto nella regolazione del ritmo sonno-veglia.

Qualche dato in piu’ anche per la serotonina. Chissà perchè si è guadagnata la notorietà come neurotrasmettitore che svolge un ruolo importante nella regolazione dell’umore e non per altro? E’ anche un fattore aggregante per le piastrine, modula la peristalsi gastrointestinale.

Triptofano a parte, se passate in quel di Foligno a I primi d’Italia, ci raccontate com’è andata?

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La scorsa settimana su Trashfood

-Scandalo melamina. Si torna a parlare di contaminazioni da melamina. Dopo i mangimi che dalla Cina sono stati esportati in altri stati, latte in polvere e altri prodotti del settore caseario -si parla di yogurt-sono risultati contaminati. La melamina veniva aggiunta a latte in polvere o altri prodotti alimentari al fine di aumentare fraudolentemente -alle analisi di controllo- il livello di sostanze azotate.

-Espresso in lattina. Successo o insuccesso?

-Bone Bone. Si chiama così la merendina ideata da un gruppo di studenti dell’Università Federico II di Napoli.Sarà “Bone Bone” a rappresentare l’Italia a “TROPHELIA EUROPE 2008” il prossimo 20 ottobre a Parigi, in occasione del SIAL (Salone Internazionale dell’Alimentazione).

- Nitrati-nitriti-e-barbabietole-anti-ipertensione Tutto quello che sapevate sui nitrati e nitriti è sbagliato?

-Alert weekly. Si riparte con la lettura del report settimanale RAPID ALERT SYSTEM FOR FOOD AND FEED (RASF) per seguire e ragionare sugli alert che colpiscono le merci piu’ varie in transito nel villaggio globale.

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18 Settembre 2008

Scandalo melamina

Melamina

Scandaloso. Non c’è altro da dire per descrivere le contaminazioni da melamina. Dopo i mangimi per animali domestici che dalla Cina sono stati esportati in altri stati, latte in polvere e altri prodotti del settore caseario -si parla di yogurt- sono risultati contaminati in queste ultime settimane.

A che scopo aggiungere melamina a latte in polvere o altri prodotti alimentari? al fine di aumentare fraudolentemente -alle analisi di controllo- il livello di sostanze azotate.

Che cosa ho imparato in queste ultime ore?

Ci sono 4 bambini deceduti, spero tanto che non ci siano altre vittime, si parla di piu’ di 6000 neonati che manifestano sintomi a livello renale, indice che sono venuti a contatto e hanno assunto il latte contenente la melamina.

Sembra che la vicenda fosse nota dai primi di agosto, qualche giorno prima della inaugurazione delle Olimpiadi.

Il gruppo caseario San Lu, coinvolto nella vicenda è stato acquisito per il 43% dalla multinazioanle neo-zelandese Fonterra, che ovviamente non sta facendo un figurone.

La Fonterra è uno dei piu’ grande fornitori di prodotti lattiero-caseari, esporta il 90% dei suoi prodotti lattiero-caseari in 140 paesi.

Un altro marchio straniero probabilmente coinvolto si chiama Kocci, una joint-venture tra Cina-Australia.

Finora nessun problema è stato riscontrato tra gli altri partner commerciali stranieri che si forniscono di latte in polvere tra cui Abbott, Meadjohnson, Nestlè, Wyeth o Dumex.

Tra i marchi cinesi sulla lista nera ci sono Yashili, Yili, Mengniu, e Shengyuan. Tra tutti i prodotti contenenti melamina, il latte in polvere della San Lu è quello in cui è stata evidenziata la qunatità maggiore di melamina (2563 mg per kg). Il contenuto di melamina in altri marchi è risultato tra 0,09 e 619 mg per chilogrammo.

La melamina non è stata trovata in campioni di prodotti lattiero-caseari forniti durante le Olimpiadi di Pechino.

Ci sono degli indagati, tra questi un rivenditore di melamina, è ritenuto responsabile di aver venduto il composto ad alcuni fornitori di latte della San Lu.

Fonte: chinastakes.com

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17 Settembre 2008

EspresSo in lattina

Caffè in lattina

La qualità della foto non è il massimo. Si chiama Esprè: caffè espresso contenuto in una lattina da 100 ml. Non mi ha sorpreso, avevo già letto dell’idea del caffè e cappuccino in lattina, un progetto nato da una joint venture della Illy e Coca Cola, ma poi non ne ho piu’ sentito parlare.

Esprè ha una confezione decisamente piu’ spartana di quella annunciata per il prodotto della Illy.

Comunque, ci mancava il caffè in lattina?

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16 Settembre 2008

Bone Bone

Il nome richiama al tessuto osseo, è il progetto di “Bone Bone”, una merendina da banco frigo che sarà composta da due fette di pan di Spagna farcite da una crema di yogurt arricchita in calcio, probiotici e sostanze come l’inulina per migliorare l’assorbimento del minerale. Ideata da un gruppo di studenti dell’Università Federico II di Napoli, “Bone Bone” ha vinto l’edizione italiana di “Trophelia 2008” e quindi si è aggiudicata l’opportunità di rappresentare l’Italia in “TROPHELIA EUROPE 2008” il prossimo 20 ottobre a Parigi, in occasione del SIAL (Salone Internazionale dell’Alimentazione).

Ad attenderli una giuria che sarà composta da 13 rappresentanti delle principali aziende industriali alimentari tra cui Danone, Nestlè, Unilever e da alcune PMI. Il compito della commissione sarà verificare la fattibilità, qualità della ricetta e della confezione, la correttezza dell’etichetta e dell’informazione, il profilo di responsabilità sociale ed ambientale contenuto nel prodotto presentato.
I ragazzi di Napoli dovranno competere con i progetti vincitori delle competizioni nazionali degli altri 12 paesi. Cosa avranno ideato i ragzzi provenienti da Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Olanda, Portogallo, Repubblica Ceca, Russia, Slovenia, Spagna e Ungheria?

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15 Settembre 2008

Dei nitrati, nitriti e barbabietole anti-ipertensione

Heart beetroot Juice

Ogni mese nuove ricerche su temi nutrizionali vengono pubblicate sulle decine di riviste scientifiche del settore. Alcune confermano dati precedenti, altre sono in contrasto o propongono nuove ipotesi.

Curiosando nel sito New Nutrition Business ho trovato un prodotto che mi ha decisamente spiazzato. Il prodotto HeartBeet è la risposta ad una collaborazione scientifica tra la James White Drinks e alcuni dei ricercatori autori dell’: articolo: “Acute blood pressure lowering, vasoprotective and anti-platelet properties of dietary nitrate via bioconversion to nitrite” pubblicato sulla rivista Hypertension. HeartBeet è un succo di barbabietola della James White Drinks e viene proposto con un claim salutistico inusuale, infatti al succo viene atttribuito un ruolo positivo contro l’ipertensione.

Dovuto a cosa?

Ai nitrati
. E già immagino che vi chiederete:

-I nitriti (E249 ed E250) e i nitrati (E251 ed E252) non sono quei componenti impiegati nella preparazione degli insaccati, usati come antimicrobici per inibire la crescita del Clostridium botulinum? I Nitrati in particolari condizioni non possono trasformarsi in nitriti?

-I nitriti non sono quelle molecole che possono reagire con le ammine formando le nitrosammine, molecole di cui sarebbe meglio non favorire la formazione?

Sono queste conoscenze che hanno portato a stabilire livelli consentiti di nitriti e nitrati nelle carni conservate a dosi di 150mg/kg e 250mg/kg rispettivamente. Oltre alla funzione amtimicrobica, questi sali hanno la capacità di esaltare il colore, il sapore e esaltare il gusto. La stabilizzazione del colore è dovuta alla reazione di nitrosazione dei gruppi amminici liberi della mioglobina contenuta nei muscoli, con formazione della nitrosomioglobina, di colore rosso vivo.

Alcuni produttori di insaccati hanno deciso di ridurre o rimuovere i nitriti dai loro prodotti e si trovano insaccati nitrite-free.

Qualcuno ricorderà che dei nitrati esistono anche dei limiti di riferimento nell’acqua potabile (50mg/litro).

Ma torniamo a Heartbeet. Il meccanimo molecolare protettivo attribuito alla ingestione acuta di nitrati si baserebbe sulla loro conversione in nitriti e successivamente in ossido nitrico, una sostanza che esercita in vivo, una azione vasodilatatoria. Il meccanismo proposto è descritto nell’articolo che ho citato sopra.

Leggo il claim sul sito dell’azienda… “Just 500ml of beetroot juice a day can significantly reduce blood pressure” e mi chiedo che concentrazione di nitrati ci sia nel succo, mi sono letta tutto l’articolo e non l’ho mica trovata.

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