San Bitter, spezie e coloranti

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Avrete di certo visto la pubblicità dei nuovi prodotti San Pellegrino alle spezie..Bene, nella versione al Peperoncino, la bibita analcolica a ridotto contenuto calorico con zucchero ed edulcoranti, ecco gli ingredienti:

Acqua, zucchero, aromi, anidride carbonica, acidificanti: acido citrico, edulcoranti: ciclammato di sodio – acesulfame K – aspartame, stabilizzanti: E414 (Gomma arabica), E445 (Esteri della glicerina della resina del legno); estratto di peperoncino {Capsicum Annuum L.} 0,012%, coloranti: E122* (Azorubina) – E110* (Giallo tramonto).

Cosa avete notato tra gli additivi? E445, gli Esteri della glicerina della resina del legno, già visti in altre bibite analcoliche. E poi? una combinazione di coloranti: coloranti: E122 (Azorubina) e E110 (Giallo tramonto). Sì, avete letto bene, l’azienda ha scelto di impiegare due dei coloranti azoici di cui abbiamo già parlato in passato. Il loro impiego richiede obbligatoriamente la dicitura: “Possono influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini”.


Di cosa si tratta? 1,2,3..la soluzione

Per tutti coloro che pensano che i solfiti siano conservanti impiegati quasi esclusivamente nel settore enologico, ecco un esempio di prodotto che li contiene. E si tratta della soluzione del post di qualche giorno fa. Cosa fanno insieme i seguenti ingredienti?

Fiocchi di patate 59%, grassi e oli vegetali, panna disidratata, latte scremato, sale iodato, lattosio, spinaci 2,1%, formaggio fuso 2% (formaggio, siero di latte), proteine del latte, spezie (aglio, pepe, noce moscata, curcuma), siero di latte, emulsionante: mono e digliceridi degli acidi grassi, stabilizzante: sodio citrato – difosfati, antiossidanti: metabisolfito di sodio – palmitato di ascorbile – alfatocoferolo, aromi (contengono derivati del latte).

1,2,3 …Un purè, gusto spinaci e formaggio fuso della Pfanni.

Su Ingredienti e informazioni le varie fasi della preparazione.


Di cosa si tratta?

prodotto

dai che non è difficile!


Professione gastro-photoreporter. Hai mai visto un sandwich di marshmallow?

Cosa fanno insieme, sciroppo di glucosio-fruttosio, zucchero, destrosio, proteine del latte idrolizzate, gelatina di suino, acidificanti, aromi e coloranti vari?

fanno questo sandwich di marsmallows avvistati in autogrill da Fabio in veste di gastro-photoreporter.

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Tutti pazzi per la frutta

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Torno a parlare del progetto Frutta nelle scuole. Avete ancora piu’ di un mese di tempo per partecipare al contest fotografico “Tutti pazzi per la frutta” e magari essere tra i 100 vincitori del soggiorno in palio. L’iniziativa, giunta alla seconda edizione, è sempre promossa dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali con il supporto dell’Unione europea nell’ambito delle iniziative previste a sostegno della comunicazione del programma Frutta nelle Scuole. Ricorderete che in passato non sono mancate polemiche e denunce sulla gestione e organizzazione del progetto

Con 20 milioni e 500mila euro il progetto Frutta nelle scuole proseguirà nel 2014 con il rinnovato supporto della Unione Europea. Ai fondi UE si aggiungeranno fondi nazionali cofinanziati dal Ministero dell’Economia e dalle finanze dal fondo di rotazione dell’Ispettorato Generale per i Rapporti con l’Unione Europea del Ministero dell’Economia e delle Finanze (IGRUE) fino a raggiungere un totale di oltre 35 milioni di euro.

Tornando al contest fotografico, solo a me sembra che non sia questo il modo piu’ utile a sensibilizzare i piu’ piccoli sulla sana alimentazione e avvicinarli alla frutta e alle verdure? Non sarebbe stato piu’ fruttuoso mettere a disposizione gli stanziamenti per migliorare la gestione e la distribuzione dei prodotti nelle scuole?

Link: Tutti pazzi per la frutta


Mono-e digliceridi degli acidi grassi (E471)

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Li troviamo nei prodotti da forno, nei dolci artigianali o dell’industria, nei gelati e nei dessert, sono impiegati come addensanti ed emulsionanti. Chissà quante volte li avrete letti e vi sarete chiesti: come sono prodotti? Parlo dei mono-e digliceridi degli acidi grassi (E471). I primi composti furono sintetizzati probabilmente dal chimico francese Marcelin Berthelot nel 1853, ma solo in seguito iniziarono le applicazioni commerciali. Il loro utilizzo fu prevalentemente nella fabbricazione delle margarine poi il loro uso è stato esteso a numerose applicazioni. Un esempio? questa preparazione gastronomica.

lasagne

A partire dalla seconda metà del 20 ° secolo, una vasta gamma di emulsionanti di sintesi sono stati prodotti e utilizzati su larga scala. Tra essi troviamo appunto i mono- e digliceridi degli acidi grassi, una famiglia numerosa di molecole, infatti se il glicerolo ( chiamato anche glicerina) è il loro denominatore comune, le catene degli acidi grassi che sono legate ad esso possono variare. Ma torniamo alla domanda: Come si ottengono?

Appartengono alla famiglia dei grassi quindi le materie prime di partenza sono grassi vegetali (palma, soia, cocco, canola) o animali. Le due preparazioni commerciali più diffuse di sono : (1) esterificazione diretta del glicerolo che viene messo a reagire con acidi grassi, e (2) una reazione di glicerolisi che coinvolge i trigliceridi contenuti in grassi naturali e oli.

produzione monogliceridi

Si usano anche oli e grassi idrogenati? Può accadere, basta curiosare tra i siti web di alcune aziende e troviamo anche oli idrogenati come materie prime. I prodotti che si ottengono dalle reazioni chimiche descritte sopra, vengono ulteriormente purificati per ottenere una miscela di gliceridi, acidi grassi liberi e glicerina libera. La procedura della glicerolisi è più economica perché i grassi (trigliceridi) sono più economici rispetto agli acidi grassi isolati ed è richiesto meno glicerolo. Poiché le reazioni vengono condotte a temperature elevate (210°C-230°C), reazioni collaterali possono produrre cambiamenti di colore e formazione di composti non graditi. Un nuovo processo produttivo messo a punto prevede l’uso della esterificazione enzimatica. L’enzima che svolge la reazione è la lipasi ottenuta da alcuni microrganismi. Si usano temperature inferiori rispetto ai processi precedenti, si riduce la formazione di composti indesiderati quindi questo processo produttivo è considerato vantaggioso.

gliceridi

Seguono tappe di deodorazione e purificazione. I Monogliceridi possono essere ulteriormente purificati mediante distillazione.
I prodotti che si ottengono possono essere liquidi, solidi o semi-solidi. Ogni azienda ha poi dato dei nomi di fantasia alle varie miscele in relazione ai tipi di olio impiegati. Esempi? Myverol®, Myvacet®, Myvaplex®. Si stima che il 50% degli emulsionanti usati nelle varie filiere produttive sia costitutito dai mono-e digliceridi degli acidi grassi. Da essi derivano poi altri emulsionanti ( della serie E472) che si ottengono facendo reagire acidi organici e monogliceridi distillati. Tra i derivati ci sono monogliceridi acetilati, esteri dell’acido citrico, esteri dell’acido lattico ecc. Inoltre, utilizzando poliglicerolo è possibile ottenere esteri del poliglicerolo tra cui il Poliricinoleato di Poliglicerolo (E476) di cui avevo scritto qui.

E voi Li avete mai incontrati i derivati dei mono-e digliceridi degli acidi grassi?

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Dove sarò stasera?

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Stasera sarò a Ferrara in occasione di Altroconsumo festival, un contenitore con decine di incontri su vari argomenti. In serata presso il Cortile D’Onore parteciperò all’incontro “Cibo sano, quello che non vi dicono”. Con me Dario Bressanini, Margherita Caroli, Lari Boschetti e Franca Braga. Vi aspettiamo!


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