Professione gastro-photoreporter. La tartrazina sotto zero.
Pubblicato: 2012/06/21 Archiviato in: Additivi, Aromi, Coloranti 3 Commenti »Antonella in veste di gastro-photoreporter ha trovato un esempio di gelato al gusto banana in cui è impiegato l’olio di cocco raffinato di cui ho scritto di recente. Gli fanno compagnia il latte scremato in polvere, zuccheri e addensanti vari, aromi e il colorante tartrazina. E la frutta? non pervenuta.
La cartella di Flickr in cui ho archiviato le etichette di prodotti contenenti la tartrazina tra gli ingredienti si arrichisce quindi di un nuovo esemplare in attesa di capire come mai il discusso colorante sia scomparso dalla nuova etichetta adesiva aggiunta all’imballo.
Grazie Antonella!
ET.chettibus® 24
Pubblicato: 2012/05/07 Archiviato in: E.T.chettibus 12 Commenti »Un nuovo prodotto da cercare. Come nelle ultime puntate, al vincitore un omaggio offerto da Surbir la bottega di golosità Made in Emilia.
Cioccolato fondente [77%] con cacao min.60,1% (pasta di cacao, zucchero,burro di cacao, emulsionante:lecitina di soia; aromi), farina di grano tipo 0, zucchero, grasso di cocco raffinato,olio di mais, amido di mais, emulsionante:lecitina di soia; destrosio, latte scremato in polvere, tuorlo d’uovo in polvere, sale, farina di soia, caramello naturale,aromi.
Stevia: dalla foglia al dolcificante da tavola
Pubblicato: 2012/04/23 Archiviato in: L'angolo chimico, La borsa della spesa, Uncategorized 30 Commenti »Siete anche voi tra i fans della Stevia rebaudiana Bertoni e attendevate da tanto il suo ingresso nel mercato? E magari la acquistate on line? Preferite le foglie essiccate o le piu’ comode compresse o zollette? C’è anche in forma liquida. Ho dato uno sguardo tra gli scaffali e le proposte dei vari siti web. Cambiano le filiere produttive, il contenuto dei vari prodotti e i prezzi. Non mancano le sorprese, i termini STEVIA e NATURALE sono sempre in bella evidenza ma i glicosidi dolcificanti derivati dalle foglie della Stevia rebaudiana Bertoni sono in compagnia di altri edulcoranti, lattosio, fruttosio, eritritolo e perfino il sucralosio..
Cosa ho trovato nel web sulla stevia? La pianta ha una lunga storia e il suo nome è legato a tre scienziati che ne studiarono le proprietà. Il nome deriva dal botanico spagnolo Pedro Jaime Esteve, che nel 16th la studio’ per la prima volta. Alla fine del 20th secolo, il chimico Ovidio Rebaudi fu il primo a pubblicare le analisi chimiche delle foglie e identifico’ gli zuccheri che furono chiamati stevioside e rebaudioside. Fu così che al nome latino della pianta fu aggiunto il termine rebaudiana. Il botanico svizzero Moisés de Santiago Bertoni, di passaggio in Paraguay in quegli anni, divenne ben presto affascinato dal modo con cui le tribù locali usavano le erbe per dolcificare naturalmente le loro bevande. Una pianta in particolare sembrava molto interessante. Bertoni scoprì che gli indigeni utilizzavano la stevia sia come dolcificante sia come medicina naturale. Pubblico’ i suoi dati nel 1899, e accennò al gusto particolarmente dolce che poteva essere derivato dalla pianta di stevia. Ulteriori ricerche furono condotte nei primi anni ’30 da due chimici francesi Briedel e Lavieille che riuscirono a cristallizzare i glicosidi responsabili del sapore dolce. Si scoprì anche che le sostanze presenti erano fino a 300 volte più dolci del saccarosio. Il seguito lo conosciamo. Dopo l’autorizzazione definitiva alla commercializzazione della stevia da parte di Efsa e dell’Unione europea, il mercato della stevia si è ampliato e numerosi prodotti sono stati immessi nel mercato.
Per il mercato italiano, esiste Truvìa dietro il cui nome ci sono il gruppo Eridania e Cargill. Poi c’è Misura Stevia, dolcificante prodotto da Merisant, un gruppo specializzato in dolcificanti da tavola e anche Dietor ha immesso diversi prodotti contenenti glicosidi derivati dalla Stevia.
Vediamo i vari prodotti:
Bustine Misura: agente volumizzante: eritritolo, edulcorante : glucosidi dello steviolo (estratti dalla stevia), antiagglomerante (cellulosa in polvere), aromi naturali.
Compresse Misura : lattosio (proviene dal latte), edulcorante: glucosidi dello steviolo (estratti dalla stevia), coadiuvante E468, stabilizzanti sali di calcio degli acidi grassi e biossido di silicio, aromi naturali.
Zollette Misura : agente volumizzante : eritritolo, edulcorante : glucosidi dello steviolo (estratti dalla stevia), stabilizzante (cellulosa in polvere), aromi naturali.
Precisiamo, l’eritritolo presentato come agente volumizzante, è anche lui un edulcorante, lo troviamo infatti in Essenza di natura
Dietor CuoreNaturale, una confezione 30 bustine (30g) costa 2,50 €
Fruttosio, edulcorante: glicosidi steviolici, aromi naturali
90 compresse di Dietor Cuore Naturale costano 2,75 € e gli ingredienti sono:
Lattosio, edulcorante: glicosidi steviolici, supporto: cellulosa microcristallina, carbossimetilcellulosa sodica reticolata, aromi naturali.
On line troviamo l’azienda Stevialis. Ci fidiamo di una azienda che affida a google translate i suoi testi? Qui 100 bustine costano 11 euro. La composizione è: Reb A 98 12.5%, erythritol (agente di carica naturale http://www.stevialis.it/
50 bustine di Stevia su stevia-italia.com/ costano 5,50 €. Le bustine di Stevia in polvere contengono: miscela di estratto di Stevia pura (98%) e Inulina
Ci sono anche qui le compresse. 150 Costano 4,1: Euro e gli ingredienti sono: Stevia Reb A98 35%, acido tartarico, bicarbonato di sodio
E la Stevia pura? La troviamo: (Rebaudioside A puro al 98%). 15 g di rebaudioside A a
10,90 euro
- 100 compresse da 60 mg costano 4,80 euro sul sito Gli ingredienti sono: eritritolo, steviol glicosidi e magnesio stearato come antiagglomerante.
Altro sito è questo Costa 10,00 € una confezione di Stevia liquida (60 ml) così composta: Acqua filtrata, stevioglycoside biológico (25%) acido malico, sorbato di potassio, glicerina vegetale. Anche qui i testi meriterebbero una bella correzione.
-Sullo stesso sito troviamo le compresse. 250 Costano 12,00 € ed ecco la composizione Steviana REB A (Rebauside A 97%), bicarbonato sódico, acido cítrico, stearato di magnesio.
In rete si trovano molti altri siti che propongono la vendita on line di foglie essiccate e i vari derivati. I prezzi variano e anche la composizione degli ingredienti. Non sempre è mostrata la percentuale dei glucosidi dello steviolo.
Dimenticavo! La stevia abbonda ed è in vendita anche su Ebay, e i prezzi per certi prodotti scendono notevolmente. Ci sono anche i semi, qualcuno ha provato a coltivarla?
Fonti: Nutrimenti
MInced Pork Tom Yum flavour
Pubblicato: 2012/03/24 Archiviato in: Aromi, Filiere 3 Commenti »Guardate cosa ha trovato mio figlio nel negozio di prodotti asiatici , instant noodles MInced Pork Tom Yum flavour.
Pasta: farina di grano 68.52%,olio di palma 9.87%
Bustina di aromi: aroma di carne artificiale 4.66%, zucchero 4%, sale 2.07%, erba cipollina secca 1.3%, aglio in polvere 1.06%,chili in polvere 1%,acido citrico 0.92%, glutammato monosodico 0.8%, aroma di lime 0.8%
Busta olio: olio di palma 4%,aglio 1%
Come sarà prodotto l’aroma di carne artificiale? sfruttando la reazione di Maillard, come già trattato in altre occasioni a proposito di “imitation meat flavours“. I precursori dell’aroma di carne possono essere suddivisi in due categorie: ci sono componenti solubili in acqua (amminoacidi, peptidi, carboidrati, nucleotidi, tiamina ecc) e componenti lipidici insolubili in acqua. La celebre Reazione di Maillard, in cui reagiscono aminoacidi e zuccheri è responsabile della formazione di numerosi composti tra cui come già ricordato, quelli che contribuiscono all’aroma della carne.
In particolare, la reazione tra l’aminoacido cisteina e lo zucchero porta alla sintesi di molecole che impartiscono il sapore che caratterizza la carne di pollo e di maiale.
Altri posts sul tema degli “imitation flavours” e sulla reazione di Maillard:
- Da Maillard ai chicken flavours
-Come si dice junk food in cinese
-Dalla reazione di Maillard agli Advanced Glycation End-products (AGes)
Cosa ci fa la silice colloidale negli alimenti? l’antiagglomerante E551
Pubblicato: 2012/02/15 Archiviato in: Additivi, L'angolo chimico, La borsa della spesa 6 Commenti »Fave,mais, arachidi, olio vegetale, sale, peperoncino in polvere, esaltatore di sapidità, E621,aromi, antiagglomerante silice colloidale. Cosa ci fa la silice colloidale come ingrediente di questo mix proposto come idea aperitivo? Svolge il suo ruolo di additivo A-N-TI-AGG-LO-ME-RAN-TE come indicato. Il termine indica un “composto che riduce la tendenza di particelle individuali di un prodotto alimentare ad aderire una all’altra“.
Qualche domanda : il silicio ha qualche ruolo fisiologico nell’organismo umano? il silicio colloidale viene assorbito? ci sono differenze tra il silicio che trovo nelle piante e quello usato come additivo? che livelli troviamo nei tessuti umani? si hanno dati sulle applicazioni delle nanoparticelle di biossido di silicio SiO2? basta domande, cerchiamo risposte.
Il Biossido di silicio (SiO2) è il composto di silicio più comune della crosta terrestre. In natura lo troviamo in forme cristalline (principalmente quarzo) o amorfo. Si trova in numerosi tipi di roccia. I cosiddetti amorfi non cristallini di biossido di silicio possono essere di origine biologica o sono formati da materiale roccioso sottoposto ad alte temperature. Il biossido di silicio è una sostanza molto resistente alle sostanze chimiche, trova numerose applicazioni nell’industria del vetro, nell’industria ottica e in edilizia. Diversi tipi di SiO2 sono utilizzati per la fabbricazione di materiali da costruzione (calcestruzzo ed altri). Il composto, quando utilizzato per le sue proprietà adsorbenti ed essiccanti, prende generalmente il nome di Gel di silice.
E veniamo all’utilizzo nell’industria alimentare come additivo (E551). La silice colloidale è un composto chimico polimerico, con peso molecolare variabile, costituito da unità di biossido di silicio unite fra loro. Durante la lavorazione si formano nanoparticelle (5-50 nm) che poi si aggregano in particelle di dimensioni maggiori (150-200 nm). La silice può essere aggiunta ad alcuni alimenti in polvere, come sale da cucina, condimenti, integratori alimentari e alimenti secchi per evitare la formazione di agglomerati. Le quantità non devono superare il 2% del peso del prodotto. E’ consentito anche l’uso in sostanze impiegate come vettori di emulsionanti, coloranti, aromi. Secondo le norme comunitarie in materia di agricoltura biologica, additivi a base di silice sono omologati anche per l’uso in alimenti biologici “soltanto come agente antiagglomerante per erbe fini e spezie”. Cercando in rete sul suo utilizzo come additivo, scopro che è usato come antiagglomerante molto spesso, l’ho trovato in diversi integratori (es di fibre). Dimenticavo, il biossido di silicio fa anche parte degli ingredienti della pasta della Tisanoreica.
Ci chiedevamo dei suoi ruoli fisiologici nell’organismo umano. il Silicio è considerato un minerale traccia e si trova a livelli simili allo zinco e al selenio. La dieta è ovviamente la fonte principale di silicio (circa 20-50 mg/die l’apporto nei paesi occidentali). Il Silicio si trova negli alimenti come biossido di silicio (SiO2, silice) e silicati. Alti livelli di silicio si trovano negli alimenti derivati da piante, e in particolare dei cereali non raffinati. L’Acido ortosilicico [Si(OH)4] è la specie di silicio principale nell’acqua potabile e altri liquidi, compresa la birra, ed è la fonte più facilmente disponibile di silicio per l’uomo dopo somministrazione orale. I meccanismi di assorbimento del silicio non sono comunque ben definiti. Leggo qui che il biossido di silicio amorfo non viene assorbito, né recuperato dall’organismo umano e viene escreto a causa della sua scarsa solubilità. Come per altri metalli ed elementi della tavola periodica, la forma chimica dei composti modula quindi l’assorbimento nel tratto gastrointestinale.
Il crescente impiego di nanoparticelle di SiO2 ha sollevato interrogativi su potenziali effetti dannosi per la salute umana. Su Pubmed trovo per esempio l’articolo The role of reactive oxygen species in silicon dioxide nanoparticle-induced cytotoxicity and DNA damage in HaCaT cells.
Per ora l’EFSA si è espressa sull’uso di nanomateriali a base di biossido di silicio per fabbricare imballaggi alimentari. Tutta da approfondire lo studio delle applicazioni delle nanoparticelle di biossido di silicio nelle filiere alimentari e la relazione tra dimensione delle particelle e loro effetti.
fonti:
Dietary silicon intake and absorption
What are the uses of nanoparticles in consumer products?
Nanoscale semiconducting silicon as a nutritional food additive
ET.chettibus®-22 risolto. La chimica del punch
Pubblicato: 2012/01/13 Archiviato in: Aromi, Coloranti, E.T.chettibus 2 Commenti »ET.chettibus®-22 risolto da Marcantonio che ha individuato che la combinazione degli ingredienti “alcool idrato, aromi, coloranti E 102, E124 e E110” corrisponde al punch al mandarino.
E con la prima versione illustrata della caccia alla etichetta misteriosa, nasce la partnership tra il mio blog e Surbir, il negozio online specializzato nella vendita di prodotti alimentari tipici provenienti prevalentemente (ma non solo) dall’Emilia. E’ di Surbir l’omaggio che è già arrivato a casa del vincitore. Alla prossima!
Da quando al centro Tumori di Aviano si occupano della classificazione degli additivi alimentari
Pubblicato: 2012/01/03 Archiviato in: Additivi, Coloranti, Conservanti 3 Commenti »Un lettore mi chiede di confermare i contenuti della tabella. Veramente questa tabella l’ho già vista parecchi anni fa, errori compresi. L’E330 non corrisponde al glutammato di sodio, si tratta dell’acido citrico e non è tossico alle dosi usate negli alimenti. Come può accadere che chi diffonde queste mail non faccia una verifica?
L’appello che evidentemente ha ripreso a circolare come confermato qui inizia con un elenco di sigle di additivi che sarebbe stato “distribuito dal centro anti-tumori di Aviano (Pordenone)“.
Leggo che la prima versione della lista risale addirittura al 1976 e veniva diffusa via fax. L’EFSA non esisteva ancora. Mentre continuva a circolare la lista senza che nessuno correggesse, ci sono state diverse revisioni sugli additivi. Nel 2007 per esempio è stata ultimata una prima valutazione sulla relazione tra alcuni coloranti alimentari e iperattività nei bambini. Sappiamo che a seguito della revisione si è introdotta l’obbligatorietà della dicitura “può influire negativamente sull’attenzione dei bambini per i prodotti contenenti i coloranti azoici. L’EFSA in questi ultimi anni ha anche abbassato la DGA per il colorante amaranto (E123).
Di additivi abbiamo parlato in tante occasioni, per capire le funzioni che svolgono e chiederci se sono davvero indispensabili, se la loro presenza è fuorviante e serve a mascherare qualità non eccelse delle materie prime impiegate. Se vogliamo documentarci seriamente sugli additivi, sui livelli d’uso, su quali prodotti è ammesso l’impiego, come auspicato anche qui in tante occasioni, vi suggerisco un riferimento ufficiale recentissimo. Si tratta dell’elenco pubblicato da pochi giorni nella Gazzetta Ufficiale: il REGOLAMENTO (UE) N. 1129/2011 dell’11 novembre 2011 che istituisce l’elenco di additivi alimentari diffusi nell’UE. Il regolamento contiene vari allegati in cui troverete
— la denominazione degli additivi alimentari ammessi in UE e il numero E corrispondente,
— gli alimenti ai quali possono essere aggiunti,
— le condizioni del loro impiego,
— le restrizioni alla vendita diretta al consumatore finale.
Volete saperne di piu’ sugli additivi alimentari? ecco l’elenco (regolamento (CE) n. 1333/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio) relativo agli additivi alimentari autorizzati negli additivi alimentari, negli enzimi alimentari, negli aromi alimentari e nei nutrienti.
buona lettura!
E non dimenticate l’alfabeto di Trashfood, con gli ingredienti trattati nei vari posts.

fonti:
- REGOLAMENTO (UE) N. 1129/2011 dell’11 novembre 2011 sugli additivi alimentari
ET.chettibus®-22
Pubblicato: 2011/12/27 Archiviato in: Additivi, Aromi, Coloranti, E.T.chettibus | Tags: additivi, alcool, coloranti, tartrazina 13 Commenti »
Cosa fanno insieme alcool idrato, aromi, coloranti E 102, E124 e E110?
Surrogato crema e coloranti E102 e E110
Pubblicato: 2011/11/02 Archiviato in: Aromi, Coloranti 12 Commenti »Fecola di patate, coloranti:E102, E110, aromi. Ecco com’erano gli ingredienti del preparato per crema all’aroma vaniglia, o meglio del surrogato della crema. Cosa troviamo ora?
Primo avvistamento quindi della dicitura “può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini” come prevede l’allegato V del regolamento europeo 1333/2008 sui coloranti azoici tra cui ci sono l’E102 (tartrazina) e l’E110 (sunset yellow).
Ne abbiamo già parlato qualche giorno fa a proposito di biscotti e coloranti. e in altre occasioni.
Mai usato prodotti simili? secondo voi quanto sono diffusi anche tra i laboratori artigianali di pasticceria?
Biscotti e coloranti azoici
Pubblicato: 2011/10/29 Archiviato in: Additivi, Aromi, Coloranti, Conservanti, L'angolo chimico 10 Commenti »Cosa è successo ai biscotti dall’azienda La Rustichelli?
Se prima comparivano in etichetta:
Ingredienti: Farina di grano tenero tipo “0″ -zucchero- margarina vegetale (Grassi e oli vegetali-Emulsionanti: mono e digliceridi degli acidi grassi,lecitina- Sale- Conservante:Acido sorbico- Aromi- Correttore di acidità:Acido citrico-Colorante:betacarotene)- semi naturali di anice- Carbonato acido d’ammonio- Coloranti: E102,E110,E122,E124,E131,E151,E514
Ora troviamo:
Ingredienti: Farina di grano tenero tipo “0″ – zucchero- margarina vegetale (grassi e oli vegetali, emulsionanti: mono e digliceridi degli acidi grassi,lecitina -Sale-Conservante:Acido sorbico, Aromi, Correttore di acidità: acido citrico- Colorante: beta carotene) -Semi naturali di anice- Cacao- Carbonato acido d’ammonio, E503ii – Aromi- Colorante naturale:betacarotene -Aromi naturali
Eccoli a confronto nelle due versioni, Prima e dopo il remake.
Cosa è cambiato? Sono scomparsi i coloranti azoici.


Si cominciano quindi a vedere le conseguenze della presa di posizione della comunità europea contro i coloranti azoici.
Come detto in precedenza a partire dal 20 luglio 2010 gli alimenti contenenti i ccoloranti E 102, E 104, E 110, E 122, E 124 ed E 129, dovrebbero recare, accanto alla denominazione (E), anche la scritta “può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini” come riportato nell’allegato V del regolamento europeo 1333/2008.
Avevo già intercettato l’esempio della cedrata Tassoni che senza troppo clamore ha sostituito la tartrazina con estratto di cartamo, e voi avete altri da segnalarne?


























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