Alimenti Funzionali sul Corriere

vending machine

Sul Corriere della Sera in edicola domani,come ogni domenica ci saranno le pagine interne dell’inserto Salute. Ci sarà un articolo sugli alimenti funzionali alla cui stesura ho contribuito con piacere, coinvolta da Carla Favaro, la biologa Specialista in Scienze dell’Alimentazione che da numerosi anni collabora con il quotidiano. Di nuovi prodotti immessi sul mercato ne ho parlato in diverse occasioni. Margarine, formaggi e minidrinks con fitosteroli (1,2), prebiotici e probiotici (1,2),yogurth con polifenoli e fattori proposti come sazianti. Una mail tira l’altra e nel mese di agosto Carla ed io abbiamo confezionato insieme anche una tabella che riassume le varie tipologie di prodotti in vendita in Italia fino ad oggi. Adesso sono curiosa di vedere come la redazione assemblerà il tutto. A domani in edicola.

Edit:una parte dell’articolo
Articolo Corriere della sera/

Fonte vignetta hospitalityguild.com


Alimenti funzionali:nuovi arrivi

Chi è l’azienda italiana prossima allo sbarco sul fronte dei cibi “funzionali”, quegli alimenti che si differenziano dai tradizionali perchè contengono ingredienti aggiunti allo scopo di portare benefici specifici alla salute o con funzioni di prevenzione?

Prima lettera B. E’ nata a Parma nel 1871. Avete indovinato? bravi.

E’ preannunciata per l’autunno l’introduzione sul mercato italiano di una serie di prodotti a nuovo marchio, si tratterà di alimenti funzionali che riguardano la salute cardiaca, le difese immunitarie, disturbi intestinali. Vediamo, cosa potrebbero contenere? fibre e acidi grassi omega3, sono i primi ingredienti “funzionali” che mi vengono in mente.
I prodotti coinvolti saranno pane, cracker, brioche, snack e cereali, novità anche nel settore delle bevande. Confezioni monodose e un pubblico di consumatori giovani come target.

Negli Stati Uniti, dove dove la dieta Low Carb non sta attraversando un periodo felice, l’azienda è già uscita con PLUS:una pasta in sei formati diversi arricchita appunto in fibre, proteine ed acidi grassi Omega 3. Di cosa si tratta? Eccola.

Un anno fa su TRASHFOOD: Burger King al cinema


Raisio e Unilever litigano: questione di fitosteroli e fitostanoli.

Si fa presto a dire drinks contenenti fitosteroli. Drinks che si aggiungono ad altri alimenti arricchiti come margarine e formaggi spalmabili. Sapevate che esistono circa duecento tipi diversi di fitosteroli e derivati in natura? l’ho imparato scrivendo la review Phytosterols, phytostanols and their esters: from natural to functional foods pubblicata sulla rivista rivista Mediterranean Journal of nutrition and metabolism.
Negli ultimi quindici anni a livello mondiale si è assistito ad una rapida crescita del mercato degli alimenti funzionali contenenti fitosteroli e fitostanoli. Ne abbiamo già parlato in altre occasioni. Numerose aziende hanno investito nel settore: la Raisio Plc. con Benecol ® , la Cargill Inc. con Corowise TM, la Pharmaconsult Oy Ltd con Multibene ®, la Teriaka Ltd. con Diminicol TM, la Degussa Food Ingr. con Cholestatin. Inoltre alcune GDO hanno i loro brand tra cui Carrefour (EU), Kesko (Finlandia), Migros (CH) Sainsbury (UK), Tesco (UK). Sebbene numerosi studi clinici abbiano chiaramente dimostrato che i fitosteroli e i fitostanoli riducono i livelli del colesterolo-LDL, e l’EFSA abbia autorizzato il claim “Plant sterols have been shown to lower/reduce blood cholesterol. Blood cholesterol lowering may reduce the risk of coronary heart disease” alcuni lavori recenti aprono interrogativi sull’effetto positivo sulle malattie cardiovascolari. La nostra review si è concentrata sulla biochimica dei fitosteroli e derivati, sul loro metabolismo e sul ruolo sulla salute in condizioni normali e patologiche.

Proprio nelle ultime settimane è scoppiata la lite tra due delle principali aziende che si dividono il mercato: la Raisio da una parte e la Unilever dall’altra. A che proposito? a proposito della composizione in molecole dei loro prodotti. Per seguire la vicenda occorre necessariamente avvicinare le caratteristiche strutturali dei composti coinvolti. Infatti a seconda dell’azienda, il prodotto commerciale contenente la generica dicitura “fitosteroli” può essere una miscela di fitosteroli, una miscela di fitosteroli e fitostanoli liberi, esteri di steroli e stanoli. Cosa indicano questi termini?
I fitosteroli, fitostanoli e loro esteri sono un gruppo di steroidi che si trovano naturalmente nelle piante. La loro struttura chimica è molto simile a quella del colesterolo ma il loro metabolismo è diverso. Il beta-sitosterolo,il campesterolo e lo stigmasterolo sono gli steroli vegetali più frequenti negli alimenti.

I fitostanoli al contrario, sono la forma satura dei fitosteroli, da essi differiscono per l’assenza del doppio legame. I nomi dei piu’ comuni fitostanoli sono beta-sitostanolo, stigmastanolo e campestanolo.

In aggiunta alla forma libera, esistono anche dei derivati dei fitosteroli in cui il gruppo -OH è esterificato con un acido grasso o con altre molecole. Vediamo alcune strutture nella figura.

Vi siete mai chiesti da dove derivano i fitosteroli e i fitostanoli aggiunti agli alimenti funzionali? possono essere isolati da oli vegetali o derivare ​​da sottoprodotti della lavorazione del legno. Essi sono purificati mediante distillazione, estrazione, cristallizzazione e lavaggio con conseguente isolamento di prodotti di elevata purezza.

I fitosteroli possono essere convertiti in fitostanoli mediante reazione di saturazione (idrogenazione). Quando leggiamo quindi il termine Fitosteroli su drinks, margarine e creme spalmabili, potremmo trovare fitosteroli o fitostanoli o loro derivati.

Torniamo alla contesa. La finlandese Raisio è stata la prima azienda a investire su una margarina arricchita esclusivamente in derivati dei fitostanoli ottenuti da pine oill. La prima margarina fu lanciata da Raisio in Finlandia alla fine del 1995.

La Unilever che usa fitosteroli nei suoi prodotti (Es. Proactiv) dichiara che non esistono differenze nel loro metabolismo se confrontato con i fitostanoli.

La Raisio al contrario difende la sua scelta di aver adottato fin dall’inizio unicamente fitostanoli e ci terrebbe che venisse fatta una distinzione. Inoltre si è dimostrato che un aumento nell’apporto alimentare in fitostanoli si riflette in ulteriori diminuzioni del colesterolo-LDL. La Raisio scalpita per poter usare queste conoscenze nella pubblicità, sarebbe di certo un vantaggio per l’azienda finlandese.

Ora vi chiederete se steroli e stanoli vegetali siano presenti anche in alimenti non arricchiti. Buone notizie! non solo le corteccie contengono fitosteroli. Anche frutti, ortaggi, oli vegetali, frutta secca, semi, cereali e legumi sono delle buone fonti alimentari. In alcuni studi recenti si è anche quantificato l’intake compreso tra 200–400mg di fitosteroli. I fitostanoli sono molto meno presenti e di conseguenza l’apporto è inferiore (circa 25-50 mg/die). Per i vegetariani si stima che l’apporto sia almeno il doppio.

Fonti:

Phytosterols

You-say-stanol-I-say-sterol-Raisio-clashes-with-Unilever-over-cholesterol-lowering-terminology

fitosteroli & fitostanoli tra gli scaffali


Agenda di ottobre

Dove sono finita? sono qui, con la valigia semi disfatta e già penso nuovamente a cosa metterci dentro per la prossima partenza. Infatti la settimana scorsa sono stata a Modena dove ho partecato a Sicura Convention, l’evento dedicato alla sicurezza nel settore alimentare.
Ottobre si presenta denso di impegni, riprendono le lezioni e si preannunciano vari appuntamenti. Giovedì 6 ottobre 2011 sarò ad Ascoli Piceno in occasione del 15° Convegno Scientifico di Nutrizione del Piceno organizzato dalla Dr.Paola Nanni. Parlerò di Alimenti funzionali con attenzione rivolta in particolare agli effetti sull’apparato intestinale. Buona occasione per fare il punto della situazione sui probiotici. Durante la manifestazione è prevista anche una degustazione che mi incuriosisce: il Gelato Tricolore preparato in occasione de “I 150 anni dell’Unità d’Italia”.

Domenica 9 0ttobre invece sarò a Pesaro, ho accolto l’invito della Dr.ssa Elsa Ravaglia, Dirigente SIAN e animatrice dell’Obesity day locale. Le attività si svolgeranno in centro tra Palazzo Ricci e la Piazza del Mercato delle Erbe. Dalle 9,30 alle 11,00 ci sarà una passeggiata culturale in collaborazione con UISP, obbligatorio quindi portare scarpe comode. Alle ore 11,00 presso Palazzo Ricci è previsto il rientro, uno spuntino e a seguire in Sala Rossa un incontro rivolto alla cittadinanza dove interverrò su “I nuovi ingredienti alimentari: conoscere per scegliere.” Di materiale in archivio ne ho, dai grassi vegetali prodotti per interesterificazione agli addensanti, emulsionanti ecc…si tratta di riordinare le idee e preparare un intervento che sia interessante e che catturi l’attenzione.

Dal 23 al 26 ottobre sarò in Sicilia, a Erice per un impegno accademico. A Erice si terrà il convegno internazionale The Obese species presso il prestigioso Ettore Majorana Foundation and Centre for Scientific Culture International School of Ethology. Un programma ricco di interventi che spaziano dagli aspetti psico-biologici alla clinica. Il mio intervento “Is Prader-Willi syndrome associated with oxidative damage?” è previsto per martedì 25 ottobre 2011.

Mi metto al lavoro per il primo impegno :).


Dacci oggi il nostro Acido docosaesaenoico (DHA) quotidiano

Stavo cercando immagini e dati per una lezione per gli studenti della Facoltà di Medicina. Argomento: Gli acidi grassi essenziali: acido linoleico (C18:2, precursore della famiglia di acidi grassi omega 6) e acido alfa-linolenico (ALA, C18:3, capostipite della famiglia omega 3) e loro derivati, mi ero ripromessa anche di fare una ricognizione su nuovi alimenti funzionali e fortificati a cui è stato aggiunto l’acido docosaesaenoico (C 22:6,DHA), uno degli acidi grassi poliinsaturi (della serie omega 3) piu’ studiati per i suoi ruoli fisiologici.

Visto il materiale raccolto, ecco una sintesi e qualche riflessione.

Avevo scritto a proposito di latte arricchito in DHA tre anni fa. L’interesse rivolto al DHA come “ingredient funzionale” è aumentato supportato dalle conoscenze biochimiche sui suoi ruoli fisio-patologici. Sappiamo che è uno dei principali acidi grassi a livello del sistema nervoso centrale, entra nella composizione della mielina, della retina e svolge un ruolo nella prevenzione di processi neurodegenerativi. Ci sono centinia di articoli scientifici sull’importanza di un suo apporto adeguato nella maturazione del sistema nervoso durante il periodo fetale e neonatale. Altro settore attivo è lo studio dell’effetto degli acidi grassi omega 3 sui livelli di lipidi plasmatici e sulla prevenzione delle dislipidemie.

Come mostra la tabella, le principali fonti alimentari di DHA sono i prodotti ittici: tonno, salmone, aringhe, alici, e in percentuali maggiori l’olio che si ricava da essi.

A partire dai primi supplementi a base di fish oil comparsi parecchi anni fa, centinaia di nuovi prodotti alimentari arricchiti in DHA sono stati immessi sul mercato.

Non è un elenco completo, oltre al latte, tra gli scaffali c’è la margarina, ci sono le uova ottenute da galline alimentate con mangimi contenenti DHA o Omega 3.

Attenzione! il significato è diverso, la famiglia degli acidi grassi omega 3 è numerosa e senza indicazioni specifiche si potrebbe trattare di altri acidi grassi, pur della stessa serie, come l’acido alfa-linolenico (C18:3).

Non in vendita in Italia, ma già distribuito in vari stati anche l’olio d’oliva e altri oli vegetali con omega 3.

In Germania è stato sfornato il il pane Wonder + con 15 mg di DHA ogni due fette di pane.

Sono arrivati anche i succhi di frutta fortificati e gomme da masticare per i piu’ piccoli.

Stupore e meraviglia, ci sono anche i fagioli in scatola.

In Cina un cooking oil contenente 450 mg di omega 3 in 100g.
Avranno pensato a cosa succede durante la cottura? gli acidi grassi poliinsaturi sono i piu’ sensibili all’ossidazione.

Da dove deriva il DHA impiegato per fortificare questi prodotti? Inizialmente si ricavavano dagli oli di pesce (fish oil). Negli ultimi anni, si è osservata una crescita della domanda di fish oil soprattutto nel settore dell’acquacoltura, nell’ industria farmaceutica e alimentare.

Ed ecco affermarsi il ruolo delle biotecnologie. Per evitare il rischio di contaminazioni da metalli pesanti, negli ultimi anni, grazie a biotecnologie adeguate, è stato possibile ottenere la sintesi dell’acido docoesaenoico (DHA) da alcune micro-alghe come la Crypthecodinium cohnii e Schizochytrium s. Il DHA ottenuto dall’alga Schizochytrium s. è stato autorizzato come novel food in Europa e in altri stati.

Trovo che la possibilità di ottenere il DHA dalle micro-alghe sia un risultato molto importante, unottimo esempio di quali traguardi si possono raggiungere grazie alle tecnologie applicate al settore agro-alimentare. Poi mi sono imbattuta nel video pubblicitario delle Purple Champs DHA-Fortified gum (40 mg di DHA) che vedete sotto e mi chiedo fino a dove il marketing nutrizionale si può spingere.

Che voto diamo al papà? 🙂

Del parere favorevole formulato dall’EFSA sul DHA nei latti artificiali e neonati parlerò in un prossimo post.

Fonti:

I lipidi: struttura e funzione

Oli di pesce e acidi grassi omega 3

Acidi grassi essenziali omega 3


Betaglucani reloaded

PastaRiso Scotti

Il tempo passa veloce, sono già passati due anni da questo post in cui avevo ricostruito le caratteristche nutrizionali e il mercato dei beta glucani, ipotizzando il loro ingresso nel mercato degli alimenti funzionali.

I betaglucani, inclusi tra le fibre vegetali solubili, sono polimeri del glucosio. I legami tra le varie molecole non sono scissi dagli enzimi intestinali ma sono demoliti dai batteri della flora batterica intestinale.

I betaglucani aiutano a ridurre il colesterolo? Tra i meccanismi regolatori della colesterolemia, in comune con altre fibre vegetali, è stato ipotizzato che i betaglucani eserciterebbero una riduzione dell’assorbimento del colesterolo nell’intestino, inoltre dalla loro fermentazione, si formerebbero acidi organici a corta catena a cui è stato attribuito un ruolo inibitore della sintesi epatica di colesterolo.

Tra le aziende che li hanno scelti come ingredienti funzionali vi è la Kellogs con i cereali Optivita. Beta glucani anche in Alixir e biscotti Galbusera. Ora la Pastariso Scotti.

Stamattina ho incontrato appunto la pubblicità della Pastariso, un tipo di pasta con i seguenti ingredienti: Farina di riso, fibra di orzo con betaglucani (7%), gemma di riso 2%, emulsionante: mono e digliceridi degli acidi grassi.

Dall’etichetta nutrizionale risulta che in 100 g di pasta sono contenuti 1,7 g di betaglucani.

Leggo che:
75 g di PastaRiso permettono di coprire il 25% della quantità giornaliera di betaglucani.

Ma da quando è stato stabilito il fabbisogno giornaliero in betaglucani?

Ora sto cercando in che quantità i betaglucani esercitano il loro effetto ipocolesterolemizzante.

Update 25-9-2010. Vi riporto alcune informazioni utili sui beta glucani. Il commento di Ivana mi ha fatto realizzare che non avevo dato seguito al post.

Troviamo indicazioni sull’apporto di beta glucani anche nei documenti dell’EFSA
“Regular consumption of beta-glucans contributes to maintenance of normal blood cholesterol concentrations”. In order to bear the claim, foods should provide at least 3 g/d of beta-glucans from oats, oat bran, barley, barley bran, or from mixtures of non-processed or minimally processed beta-glucans in one or more servings. The target population is adults with normal or mildly elevated blood cholesterol concentrations.

Sul precisare le fonti alimentari concordo, infatti su Pubmed si trovano evidenze scientifiche su effetti fisiologici diversi in relazione alle proprietà chimico-fisiche dei beta-glucani.


Processing affects the physicochemical properties of beta-glucan in oat bran cereal.
J Agric Food Chem. 2010 Jul 14;58(13):7723-30.

Physicochemical properties of oat β-glucan influence its ability to reduce serum LDL cholesterol in humans: a randomized clinical trial. Am J Clin Nutr. 2010 Oct;92(4):723-32.


Le destrine di Nutri(ose)

Quali prodotti derivano dal mais? farina, amido, olio. Sono i primi che ci vengono in mente. Poi ci sono etanolo, destrosio, lecitina, sciroppo di glucosio e fruttosio. E anche le destrine si ricavano dal mais. Si tratta di composti che sulla base della nuova nomeclatura, sono considerati “fibre alimentari con effetto prebiotico”

Diverse aziende si sono specializzate nella produzione di prebiotici e di destrine da aggiungere a snacks, yogurth, bibite o altre applicazioni.
Le fibre prebiotiche di Actilight® per esempio, sono usate in Fibresse.

Destrine le troviamo in Fitness della San Pellegrino e in Alixir.

Nei nuovi Prebiotic Drink della San Benedetto che ho avvistato nei distributori automatici sul piazzale della stazione troviamo le fibre solubili Nutriose®. Sono destrine, fibre “solubili” che l’azienda francese Rochette ricava dal grano o dal mais.

Si allunga quindi l’elenco di prodotti “funzionali” pensati per “nutrire e stimolare la crescita di batteri buoni naturalmente presenti nell’intestino”.

Ecco la pubblicità del prebiotic drink Batik break della San Benedetto che contiene il 12% di frutta, crema di latte e vari altri ingredienti. Non l’ho ancora trovato sul sito dell’azienda.

Ma i prebiotici e i prodotti per il benessere intestinale si rivolgono solo al pubblico femminile? a giudicare dalle pubblicità di altri prodotti come questo (1, 2) o questo, sembrerebbe di sì.

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Questa settimana su Trashfood

-Calorie obbligatorie nei menù dei fast food in alcune città americane. In Italia invece impazza il menu’ a km zero.

-Errare humanum est. Il fattore Esse colpisce ancora.

– E’ qui la festa? Non solo addobbi nelle aree destinate alle feste di compleanno. Nei negozi di giocattoli, tra le cibarie, troviamo gli spumanti analcolici di cui i festeggiati possono fare decisamente a meno.

-Come si chiama una delle ultime invenzioni del cibo da strada? È la proposta coreana col-pop.

– Se ne parla spesso, si afferma che svolge un ruolo nella prevenzione delle patologie cronico-degenerative, avviate le pratiche per dichiararla patrimonio immateriale dell’UNESCO.Di cosa stiamo parlando? Dell’alimentazione mediterranea. Ma calcoli, conti e porzioni alla mano, quanti la stanno realmente seguendo?

-Sono tra gli ingredienti funzionali piu’ usati negli alimenti funzionali, troviamo già le bibite, gli yogurth, gli snacks e il latte. Sono i FOS, frutto-oligosaccaridi,insieme a vitamina E e biotina diventano Regoplus.


Latte fortificato: effetti collaterali

Nel settore degli alimenti funzionali, in Italia abbiamo il latte arricchito in fibre, in vitamine, in acidi grassi omega 3 (DHA) di cui ho intenzione di parlare presto, ma non ho mai visto un tipo di latte arricchito in ferro come questo del video. Attenzione agli effetti collaterali 🙂

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Latte fortificato con ferro
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Il Beta glucano

Il Beta glucano, un polimero costituito da molecole di glucosio, si candida come protagonista del mercato degli alimenti funzionali. Lo ha scelto la Kellogs per comunicare l’effetto anti-colesterolo dei suoi nuovi cereali Optivita. Il beta glucano è incluso infatti tra le fibre vegetali solubili. Tra i meccanismi regolatori della colesterolemia è stata ipotizzata una riduzione dell’assorbimento del colesterolo nell’intestino, inoltre dalla fermentazione del beta glucano, si formano acidi a corta catena che inibiscono la sintesi epatica di colesterolo.

Beta glucano anche in alcuni prodotti da forno della linea Alixir della Barilla che ha scelto di rifornirsi in Nuova Zelanda dalla GraceLinc che ricava il betaglucano dall’orzo. Un grande risultato per i neozelandesi perchè sul mercato ci sono diverse altre aziende produttrici che ricavano il betaglucano sia da cereali (1,2) che da microrganismi. Il betaglucano infatti è un costituente della membrana cellulare di funghi e lieviti. Orzo, avena e grano ne contengono in percentuale del 7%,2% e 1%.

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