Guadagnare Salute: Un Web-kit per 50.000 alunni

Sono giorni frenetici e non ho tempo per aggiornare il blog come vorrei, però vi passo questa notizia sul nuovo Progetto del Ministero della Salute. Si chiama ‘Forchetta e scarpetta’ e ho letto che coinvolgerà con un kit multimediale quasi 50.000 alunni in 2.600 scuole elementari in tutta Italia. Istituto superiore di sanita’ (Iss) e Inran hanno contribuito al progetto realizzato in collaborazione con il ministero dell’Istruzione.

Solo a Roma ci sono piu’ di 150.000 alunni nelle scuole elementari. In tutta Italia ci sono circa 2.400.000 alunni nella scuola primaria. Se è questo il piano anti-obesita’ del Ministero è irrilevante la percentuale degli alunni che saranno coinvolti.

Tutto qui? viene da chiedersi, visto che il 2010 -lo ricordo- è stato definito l’anno anti-obesità dal sottosegretario Francesca Martini.

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Guadagnare Salute, passaparola e marketing sociale

Contribuisco anch’io al passaparola e alla divulgazione del programma Guadagnare Salute, il progetto trasversale e di prevenzione che è stato approvato durante il precedente governo. Il progetto, come ricorderanno i piu’ attenti, si articola in quattro aree (pdf)

– comportamenti alimentari salutari
– lotta al tabagismo
– lotta allʼabuso di alcol
– promuovere lʼattività fisica.

Il progetto biennale in svolgimento in questi mesi, è portato avanti dal Centro di Formazione e Studi Formez con cui il Ministero della Salute ha stipulato una convenzione. Ogni anno in Italia si realizzano centinaia di progetti che riguardano la salute e che trattano temi riguardanti l’alimentazione, l’attività fisica, prevenzione dell’abuso di alcool e tabagismo. C’è una grande eterogeneità negli interventi, il progetto si prefigge, tra i suoi obiettivi, di creare un archivio nazionale e di sostenere 2 dei migliori in ogni regione. Non si parla mai però di sostegno economico. Ci sarà una commissione che valuterà le iniziative. Ieri in occasione della presentazione del progetto in Ancona, ho ascoltato le esperienze dei consulenti Formez e degli operatori di alcune aziende sanitarie della Regione Marche.

PASSI : Un’indagine sugli stili di vita dei cittadini marchigiani
Sono serviti 56 operatori dei Dipartimenti di Prevenzione durante i mesi di maggio giugno 2005 per fare delle interviste telefoniche a 800 cittadini (18-69 anni), un campione definito rappresentativo della popolazione marchigiana che risulta essere di circa 1.027.563 abitanti (rilevamento anagrafe sanitaria del 2004)

– “ Okkio alla salute” è un programma di sorveglianza nutrizionale che prevede la realizzazione di un sistema di indagini sulle abitudini alimentari e sull’attività fisica dei bambini delle scuole primarie.

-Con l’intervento “Progetto di…vino” ho sentito parlare di nuovo del Marketing della Salute e di Marketing Sociale. Il progetto “Cantinando di vino in vino (dallo sballo al gusto del buono e del bello)” presentato dalla Zona territoriale sanitaria 2, Urbino, ASUR Marche e dalla Comunità montana di Montefeltro si è aggiudicato nel 2005 il primo premio della seconda edizione del concorso Marketing della Salute, sulle esperienze di promozione della salute pianificate utilizzando i principi del marketing sociale.

-Il Dr. Francesco Bottaccioli, Consulente Formez ha trattato il tema “Comunicare e guadagnare salute”. Il Dr. Bottaccioli ha riferito che fino alla metà degli anni ’80 il rapporto tra i cittadini e gli altri attori del sistema salute era costruito e rappresentato da movimenti e associazioni che si facevano portatori di bisogni, aspettative e, talvolta, di concezioni generali della salute e della medicina che venivano raccolti da partiti e istituzioni e tradotti in riforma degli ordinamenti. La comunicazione della salute era quindi parte integrante della più generale comunicazione sociale e politica. Negli ultimi venti anni, essa è in larga misura interna al sistema dei media che garantiscono una diffusione capillare e permanente di informazioni che orientano culturalmente e praticamente settori rilevanti della popolazione.

-Il medico di medicina generale continua ad essere un punto di riferimento importante per le scelte di salute, ma come fonte informativa principale è passato dal 71,6% del 2003 al 65,8% del 2006, fino al 48,6% del 2007

-La TV è cresciuta dal 22,8% del 2003 al 43,2% del 2006.

-Internet è passata dal 2,8% del 2003 al 13,1% del 2006 fino al 19,9% del 2007 (che diventa oltre il 34% tra i laureati)

Allego la Scheda Rilevazione Formez per tutti quelli che vogliono partecipare e presentare i propri progetti.

C’è tempo fino al 30 giugno 2008.

Ecco le 44 pagine del programma Guadagnare Salute

Poi seguiremo nei prossimi mesi il sito Formez e le esperienze che verranno sostenute.

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Guadagnare Salute nelle Marche

Domani mattina vorrei seguire gli interventi del convegno “GUADAGNARE SALUTE NELLE MARCHE. Alla ricerca delle buone pratiche”

Sono curiosa di ascoltare in particolare i progetti: “PASSI : Un’indagine sugli stili di vita dei cittadini marchigiani” e “ Okkio alla salute”. Ecco il programma completo

Poi vi racconterò.


Guadagnare Salute? ci pensa Nonna Papera

Se abitate a Milano, Torino, Roma o Napoli, avete ancora qualche ora di tempo per provare il percorso informativo e formativo eco-gastronomico proposto dalla Slow Food per praticare una sana alimentazione. La Slow Food è tra le Associazioni che hanno aderito al progetto "Guadagnare salute" promosso dal Ministero della Salute. Stasera sono previsti anche concerti. Per l’occasione la Slow Food ha preparato gadget e kits vari, come la borsa per gli adulti che contiene un libro di ricette e racconti sui prodotti ortofrutticoli o di pesca, un sacchetto con lenticchie di Ustica o cicerchie di Serra de’ Conti (Presìdi Slow Food),  confezioni di riso (Presidi Slow Food), succhi di frutta biologici, un vademecum con consigli su buone pratiche di alimentazione e acquisto e una cartolina Slow Food. I più giovani nella borsa troveranno il fumetto in italiano e inglese di Gip e Carlito, due personaggi custodi della biodiversità, una t-shirt e un succo di frutta biologico.
"Guadagnare salute" supportato anche da altri minsteri, si propone di promuovere atteggiamenti di consumo e di scelta alimentare consapevole, per migliorare il livello di benessere e salute sul territorio nazionale. Sorprende quindi che siano così  poche le città che hanno partecipato alla manifestazione. Scarsa sensibilità delle amministrazioni? mancanza di sensibilizzazione e/o di coordinamento? Niente gadgets, sfilate Disney e informazioni se non abitate nelle città coinvolte.
Ehi, c’è anche il link al sito della Disney sul Sito del Ministero della Salute, potete sempre consolarvi scaricando il fumetto con Nonna Papera, Paperino & Co che vi spiegano, l’importanza dell’alimentazione corretta.

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I giovani e la dieta di transizione in Italia (2)

Gli italiani stanno passando da una dieta di tipo mediterraneo  ad una dieta tipica delle societa’ industrializzate per diverse ragioni socio-culturali:

  • percezione della relativa salubrita’ / genuinita’ di tali alimenti; questo e’ sopratutto il caso dei surgelati.  Questa percezione viene rinforzata dalla etichettatura degli alimenti
  • mass media e pubblicita’, sopratutto in TV
  • facile accesso di tali alimenti o pasti pronti (si trovano un po’ ovunque)
  • sono pronti (come per il McItaly) o quasi pronti (come tanti semi-preparati in vendita in molti esercizi, pensiamo alle basi per le pizze o al pane stesso da infornare a casa), pertanto utilizzati da chi ha poco tempo per stare ai fornelli ma sopratutto poca voglia/tempo di pianificare il proprio pasto
  • molti considerano il cucinare come un evento che richieda molto tempo, e preferiscono trascorrere il loro tempo libero in altre attivita’
  • molti alimenti pronti sono esotici: se pensiamo ai kebabs o ai noodles di cui abbiamo parlato anche su questo blog: questi soddisfano la curiosita’ verso l’etnico e contribuiscono alla transizione da una dieta di tipo ‘tradizionale’ (ad es. mediterranea) a quella tipica dei paesi industrializzati

contribuiscono a questa transizione anche questi comportamenti:

  • l’idea di comprare questi prodotti viene ora generalmente accettata dalle donne che vengono tradizionalmente indicate come coloro che ‘danno da mangiare’ (sin dall’allattamento al momento della nascita), che ora cercano un’affermazione professionale
  • l’aumento di nuclei famigliari con un solo genitore o di ‘singles’
  • ore di lavoro piu’ lunghe
  • porzioni piu’ generose nei piatti: questo fatto viene da  molti indicato come reazione ad eventi storici (ad es. la seconda Guerra mondiale) dove sopratutto in Europa si soffri’ molto la fame
  • l’atto del mangiare viene usato come mezzo di negoziazione sia nelle famiglie (ad es. Come forma di protesta del figlio nei confronti dei genitori, la ricerca di una propria identita’ all’interno della famiglia etc) che nel settore lavorativo (si porta a cena fuori il proprio socio o il capo o la bella donna per fare una buona ‘impressione’)

Dalla fine della seconda Guerra mondiale, le iniziative governative hanno avuto come obiettivo la prevenzione del deficit vitaminico, il miglioramento degli standards di igiene e il facile accesso alimentare (leggi: alimenti buoni e non costosi per tutti).  Oggi invece le iniziative governative sono fondamentalmente legate all’informazione relativa ai problemi nutrizionali tipici dell’era moderna: l’abbondanza e l’abbondanza di alimenti ‘sbagliati’, ricchi di ‘calorie vuote’.

Nel suo ‘Guadagnare Salute’ il Ministero della Salute spiega che una buona dieta contribuisce a stare in salute.  MiPAAF, il ministro delle politiche agricole, ha lavorato molto per migliorare gli standards di etichettatura e per promuovere alcune filiere tipiche italiane (ad es. Il prosciutto di Parma, che anni fa era inaccessibile ai piu’, e’ ora piu’ diffuso non solo in Italia ma anche all’estero).

Stefania Puxeddu


1986-2009, 23 anni tra linee guida, task force,lotta all'obesità e Gran galà

Leggo che il 2010 è stato dichiarato Anno di lotta all’obesità. Se ne parlerà domattina a Roma in una conferenza stampa,tra i presenti l’On. Francesca Martini, Sottosegretario di Stato al Lavoro, alla Salute e alle Politiche Sociali. Annunciata una serie di iniziative e corsi di formazione rivolti ai medici di famiglia.

Ma da quanti anni si sta parlando del problema in Italia? Cosa è stato pianificato, svolto, annunciato, dai predecessori della Martini e da altri esponenti dei governi precedenti? Quante campagne informativesono state avviate? Chi sono stati i protagonisti principali? Quali le società scientifiche che piu’ spesso hanno collaborato con i vari ministeri?

Vi va di ripercorrere con me cosa è accaduto in questi anni? Ovviamente non è un elenco completo. Da dove parto? Dal 1986, anno in cui vengono diffuse dall’INRAN per la prima volta le Linee guida per una sana alimentazione.

1986 Le “Linee guida per una sana alimentazione italiana” vengono diffuse in milioni di copie a consumatori e addetti ai lavori, contengono le indicazioni per mangiare meglio e con gusto, nel rispetto delle tradizioni alimentari del nostro Paese, proteggendo contemporaneamente la propria salute.

-1997 viene predisposta dall’INRAN la prima revisione delle linee guida

obesityday-

2001 A Ottobre nasce l’Obesity day, giornata nazionale contro l’obesità promossa dall’Adi (Associazione italiana dietetica).

-Al Ministero della Salute è insediato Girolamo Sirchia. In Italia, secondo il rapporto sull’obesità dell’Istituto Auxologico Italiano, un adulto su tre è in sovrappeso (33,4%) e il sud supera il nord. Più o meno 17 milioni di italiani sono in sovrappeso, e quasi cinque milioni sono obesi. Nel triennio ‘94-‘97 l’incremento è stato del 25% e i dati lasciano prevedere una crescita costante. In occasione dell’Obesity Day, la giornata nazionale contro l’obesità promossa dall’Adi (Associazione italiana dietetica), il ministro della salute, Girolamo Sirchia, afferma che: ” gli italiani dovrebbero evitare di mangiare in maniera smisurata, evitando così l’obesità, inestetica e pericolosa. La battaglia contro l’obesità per il ministro passa attraverso la cultura e l’informazione. Lo svago dell’italiano non deve essere quello di andare a mangiare fuori, e chi lo fa in continuazione deve cambiare abitudine per vivere meglio.


-2002
Viene diffuso il Quarto rapporto sull’ obesità in Italia, redatto, tra gli altri, dal professore Michele Carruba. Il quadro che emerge è preoccupante. Ameno 20 milioni di italiani hanno problemi di peso. Di questi, oltre 4 milioni sono veri obesi e il 27 per cento soffre di cardiopatie, diabete e ipertensioni. Ma solo pochi si curano. Chi va dal medico è una percentuale minima.

Linee guida alimentazione

2003 Arriva la terza revisione delle Linee guida per una sana alimentazione italianacome in passato si rivolge a chi desidera avere semplici chiarimenti sugli aspetti-base dell’uso degli alimenti per la vita quotidiana e approfondimenti di tipo scientifico, senza essere costretto a ricercarli consultando altre pubblicazioni. La maggiore novità rispetto alle edizioni precedenti è certamente rappresentata dall’inserimento di tre nuove Direttive destinate a rispondere all’esigenza di una maggiore completezza rispetto ai problemi e alle domande che il consumatore si pone in tema di nutrizione.

-Nel 2003 viene pianificata la campagna divulgativa sulla Corretta alimentazione – “Vivi sano mangia bene” Con spot radiofonici e altri interventi sui media gli italiani sono invitati a a riflettere sul nesso causa-effetto tra alimentazione e salute. Il messaggio è rivolto a tutta la popolazione in generale e in particolare a giovani, donne/mamme e soggetti a rischio. “Evitare gli eccessi alimentari, curare una dieta varia ed equilibrata (come la dieta mediterranea) ed avere uno stile di vita non sedentario possono combattere l’insorgenza delle patologie collegate ad una cattiva alimentazione come i rischi cardiovascolari, l’obesità, il diabete. Sconsigliate le diete-fai-da-te.
Riconoscete il testimonial?

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-Prosegue nel 2004 l’attività anti-obesità del ministro che ha deciso di promuovere il tema degli stili di vita salutari in particolare realizzando una campagna stampa incentrata sulla corretta alimentazione e sulla attività fisica. Le due tematiche, l’alimentazione e il movimento, sono trattati congiuntamente come elementi complementari di una consapevole scelta di vita. Ecco la locandina diffusa in quel periodo.

http://www.ministerosalute.it/

-Tra i collaboratori del ministro Sirchia vi è il presidente dell’Ansisa (Associazione Nazionale degli specialisti in Scienza dell’alimentazione), Michele Carruba che in una intervista afferma: Il sovrappeso costa 44.300 miliardi ogni anno, di cui ben 21.350 a carico del servizio pubblico.

2004 Nel frattempo Letizia Moratti,ministro dell’Istruzione (MIUR) sigla il patto con la Federalimentari.

2005 Gli italiani imparano che la circonferenza vita è un fattore di rischio cardiovascolare, viene promessa la distribuzione dell'”obesometro” ma poi non se ne fa nulla.

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-Viene partorita la linea guida della dieta “di Stato” e nuove indicazioni nutrizionali per contrastare il problema dell’obesità. E’ realizzata dal gruppo di lavoro nominato dal ministro Sirchia. Tra loro c’è anche il Prof.Carlo Cannella. Viene diffusa la piramide alimentare che include anche gli alimenti ipercalorici. Sì a frutta e ortaggi, che si trovano alla base della struttura, da consumare 5 volte al giorno. Salendo si trovano pane, patate, riso, pasta e biscotti da consumare, combinandoli, 4 volte al dì. Un gradino sopra carne, pesce, uova e legumi (alternati 3 volte al giorno); seguono olio, burro, latte e derivati. Infine dolci e alcool. La novità e che la quantità indicata è relativa. Niente calcoli di grammi e calorie: la nuova unità di misura si chiama Qb, “Quantità benessere”, che ognuno adatta in base all’attività giornaliera, maggiore per gli sportivi, minore per i sedentari. Ecco il sito della Piramide alimentare italiana.

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-2005
Al Ministero della Salute arriva Storace e vi resterà fino al 2006. Anche lui si trova a combattere contro l’obesità Cosa propone? Un elenco di indicazioni utili, alimentari e non, per contrastarla le aiutare i cittadini italiani a raggiungere un maggiore benessere. Viene annunciate il decalogo contro l’obesità nel corso di un incontro sulla Piattaforma Ue sull’alimentazione, l’attività fisica e la salute organizzato dalla SIO, la Società italiana contro l’obesità, e dalla International task force on obesity. Niente più merendine nei distributori delle scuole; sacchetti di carote mignon al posto delle tradizionali patatine fritte, confezioni di macedonia e fette di mela già lavate e pronte per essere sgranocchiate, in sostituzione delle brioches. Come sottolineato dal ministro Storace, obiettivo dell’iniziativa, per la quale si stanno studiando ulteriore possibili interventi, non è quello di dare vita ad una dieta di Stato ma combattere il fenomeno-obesità informando e sensibilizzando i cittadini sull’argomento, anche con l’avvio di azioni politiche che coinvolgano diversi attori interistituzionali, dai Comuni, ai medici, alle famiglie. Di fronte a questo stato di cose la parola d’ordine è necessariamente “prevenzione”.

Michele Carruba, ancora lui, in veste di presidente della società Italiana dell’Obesità SIO afferma “L’obesità è una malattia che può essere controllata, ma da cui non si guarisce, come il diabete, quindi l’unica cosa che possiamo fare è prevenire”; e questo soprattutto attraverso una corretta alimentazione e lo svolgimento regolare di attività sportive.

2006 Livia Turco diventa Ministro della Salute. Nasce il programma “Guadagnare salute un libro bianco per la promozione di scelte di vita salutari, frutto del lavoro di nove ministeri approvato dal Consiglio dei Ministri e dalla Conferenza Unificata.La scelta è quella del convincimento del cittadino e dell’alleanza tra i diversi attori delle varie filiere coinvolte. Vengono firmati specifici protocolli d’intesa con 22 soggetti, dal mondo delle imprese, del sindacato e dell’associazionismo. Con loro si vuole sviluppare una “Politica delle alleanze” per promuovere insieme stili di vita sani con specifici interventi nell’offerta, nell’informazione e nella pubblicità a garanzia della salute dei cittadini.

2007 Il ministro Fioroni presenta il Piano per il benessere dello studente. Livia Turco e Giuseppe Fioroni propongono l’inserimento dell’ora di educazione alla salute nella scuole. Lezioni per imparare ad assumere corretti e salutari stili di vita, a partire dall’alimentazione, con l’auspicio di porre anche un freno al preoccupante fenomeno dell’obesità tra i giovani.

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Settima edizione dell’Obesity day promossa dall’ADI:

-Nel marzo 2007 viene pubblicata l’indagine multiscopo dell’Istat “Condizioni di salute, fattori di rischio e ricorso ai servizi sanitari”, (riferita all’anno 2005)

-Il Ministro Del Turco aderisce anche all’idea di un calendario anti-obesità destinato ai centri antiobesità e diabetologici di tutta Italia, perché «chi ha la conoscenza e la responsabilità ha il dovere di indicare la strada». Fra i messaggi rivolti agli italiani: «La salute comincia dal carrello della spesa». « «Un intervento forte e mirato» spiegano gli organizzatori dell’iniziativa «che punti alla prevenzione e individui anche soluzioni per aiutare gli obesi ad affrontare la quotidianità».

2008. Il sottosegretario al Lavoro, Salute e Politiche Sociali Francesca Martini dopo la difesa della dieta padana, propone il pomeriggio ginnastica anti obesità nelle scuole.

-Divulgati i dati di Okkio alla Salute. Obesità e sovrappeso sono aumentati in tutte le regioni italiane.

2009 Viene avviato il nuovo portale INRAN Saper mangiare.mobi.
https://i0.wp.com/sapermangiare.mobi/video/img/0_intro.jpg

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-A Ottobre 2009 decima edizione dell’ Obesity Day.

-Arriviamo alle ultime settimane.

-Il ministro Gelmini in collaborazione con diverse associazioni tra cui Coldiretti e con un comitato di esperti e nutrizionisti guidato da Giorgio Calabrese” avvia il progetto “Scuola e cibo” con la collaborazione del sottosegretario al Lavoro, Salute e Politiche Sociali Francesca Martini. Obiettivi? Fermare la vendita delle merendine e dei dolci nelle scuole a favore di alimenti locali, freschi e sani come spremute, frutta e verdura di stagione anche da sgranocchiare e in grado di assicurare senso di sazietà e garantire un adeguato apporto idrico può contribuire. Obiettivo che può anche essere incentivato con l’aiuto dei nuovi distributori automatici di frutta e verdura snack che si stanno diffondendo e dove è possibile acquistare a prezzi calmierati frutta fresca, disidratata o spremute senza aggiunte di zuccheri o grassi come alimento rompi-digiuno per una merenda sana alternativa al “cibo spazzatura”.

E domani sera a Roma Gran Galà, con politici, ministri, attori, Miss & Mister Salute 2009.
Anche l’obesità fa spettacolo.


Healthy Vending Machine

Distributore snacks

Distributore di snacks e bibite presso l’Ospedale Regionale di Torrette di Ancona.

Uno scatto per segnalare che se fossimo in Galles, forse diversi prodotti non ci sarebbero. Infatti il ministero della Sanità del Galles ha formulato delle linee guida che vietano -da poche settimane- la vendita di alcuni snacks dolci e salati e bibite nei distributori automatici collocati all’interno degli ospedali.

Rileggendo il progetto ministeriale “Guadagnare Salute” ho scoperto che nella sezione dedicata all’alimentazione, ci si occupa anche dei distributori automatici, sempre piu’ diffusi. “Essi dovrebbero fornire una maggiore varietà di cibi compatibili con le Linee Guida per una Sana Alimentazione. Tra i punti contemplati si indica che negli ospedali dovrebbe essere evitata la diffusione di distributori automatici di cibi ad alto contenuto energetico e scarso valore nutrizionale.”

In Galles dove le nuove linee guida sono operative, ovviamente non sono mancate le reazioni, in particolare quelle della British Sandwich Association (BSA). Leggete qui.

Fonte: Wales.nhs.uk

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Mangiare sano in corsia

Rassegna stampa sintetica sul recente Protocollo d’Intesa tra Ministero della Salute, Slow Food e rappresentanti della Società italiana di Medicina Preventiva nell’ambito del programma Guadagnare Salute: MENU DOC IN OSPEDALE, La Turco paga Slow Food per abolire il brodino in corsia, I prodotti locali arrivano in ospedale, Brodino d’oro.
Dal sito del Ministero leggiamo che il protocollo è finalizzato alla promozione di una corretta alimentazione in ospedale e al sostegno delle produzioni alimentari locali di qualità.

La RISTORAZIONE OSPEDALIERA-Oggi
• gli appalti sono spesso assegnati con una logica del miglior prezzo senza una particolare attenzione alla qualità del prodotto e del servizio offerto.
• ancora troppo spesso il menù è unico e imposto
• tempi e luoghi dell’alimentazione del malato rispondono alle esigenze e ai tempi dell’organizzazione ospedaliera e non tengono conto dei tempi del degente
• il 50 % del cibo somministrato viene buttato via con sprechi di risorse

E domani?
• gare d’appalto che puntino al miglior rapporto costo-qualità
• una ristorazione collettiva con servizi sostenibili da un punto di vista ambientale in tutte le sue fasi: approvvigionamento, trasformazione e distribuzione.
• approvvigionamento del cibo quanto più possibile in un area di riferimento circoscritta in ambito regionale o transregionale per evitare degenerazioni della materia prima e inquinamento dell’ambiente
• un pasto consumato con più calma, riempiendo in modo piacevole i lunghi tempi che un malato ha in ospedale, dandogli la possibilità, almeno per chi non è costretto a letto anche di condividere il pasto con altre persone in modo conviviale, in luoghi più confortevoli
• l’obiettivo è invogliare il malato a consumare il pasto, nutrendolo e insegnandogli a mangiare in modo salutare e piacevole, utile anche quando lasci l’ospedale.

Qualcuno ha la memoria corta, nessuno ha fatto riferimento -almeno io non l’ho trovato- alla legge 488/1999 (Finanziaria 2000) che interveniva sull’argomento con: l’obbligo di inserire quotidianiamente nelle mense scolastiche e ospedaliere sia prodotti biologici tipici e tradizionali, tenendo conto delle linee guida e delle altre raccomandazioni dell’Istituto Nazionale di Ricerca sugli alimenti e la Nutrizione, prevedendo che negli appalti di servizi relativi alla ristorazione si attribuisse valore preminente alla qualità dei prodotti agricoli offerti.

Intanto in Emilia Romagna, stanno già avviandosi cambiamenti nei criteri degli appalti per mense, ristorazione collettiva ed ospedaliera”. Leggi il seguito di questo post »


Distributori automatici Sì, No, Forse

Le scelte alimentari sono influenzate da molti fattori e non si può attribuire il soprappeso e l’obesità infantile esclusivamente ai distributori automatici dislocati nelle scuole. Però ho un paio di  domande per Vincenzo Scrigna, nuovo presidente dell’Associazione Italiana della Distribuzione Automatica CONFIDA.

La prima: Come può affermare che i bambini delle scuole elementari e medie inferiori non hanno libero accesso ai distributori automatici che –sono sue parole- sarebbero presenti in luoghi riservati a docenti e personale di servizio? Provi ad entrare in una scuola e vedrà i distributori dislocati ad ogni piano, non è affatto vero che non ci sia libero accesso ai giovani e che i docenti presidiano i distributori.

La seconda : Perché se l’è presa così tanto alla presa di posizione di Federalimentare e AIDI (Associazione Industriali Dolciari) che hanno annunciato la decisione di voler eliminare i dolci dai distributori scolastici? Io oltre ai dolci, troverei delle alternative anche agli snacks salati e vedo positivamente la possibilità di inserire prodotti diversi dai soliti snacks. Ne sento parlare da tanto tempo, e ora lo prevede anche il piano "Guadagnare Salute" del Ministero della Salute (pdf). Non dovrebbe essere così complicato, non stiamo tanto a discutere, facciamolo. In tutte le regioni, in ogni città, in ogni paese, in ogni scuola, e non solo nelle regioni pilota (1,2)

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Una insegnante 10 e lode!

logobenesserestudente

Mi ha scritto Mariella,  un’insegnante di scienze di Udine.  Mariella si occupa di educazione alimentare da quindici anni  e si è sempre interessata a progetti sull’argomento. E’ arrivata su TRASHFOOD cercando notizie sulla giornata del benessere dello studente promosso dal Ministero dell’Istruzione per il 21 Aprile prossimo. Voleva saperne di più, ha partecipato l’anno scorso al concorso FOOD4U ed è stata selezionata con grande gioia di tutti i partecipanti. In provincia di Udine ha partecipato al progetto " Sani e Sicuri" in cui le tematiche sono: educazione alimentare, lotta alla sedentarietà e sicurezza stradale. Mariella lamenta il silenzio delle Istituzioni, poiché ha scritto a più livelli istituzionali affinchè l’educazione alimentare non si traduca ad un evento estemporaneo. E’ anche in contatto con un responsabile presso i ‘WHO del dipartimento che si occupa della lotta all’obesità, e ha tradotto le linee guida 2006 sulla refezione scolastica per poterle divulgare.  Sta cercando di introdurre a scuola, ma ci sono molte resistenze, dei distributori automatici alternativi per il loro contenuto. Mariella non dovrebbe avere queste difficoltà perchè tra le proposte del progetto ministeriale "Guadagnare Salute" è contemplata questa opportunità. In occasione dell’evento INNOVACION YOUNG che si è tenuto alla fiera di Udine nel mese di febbraio una sua classe ha presentatao una merendina " dietetica" che ha riscosso molto favore, ora sta cercando chi si prenda carico della produzione.

Penso che ci vorrebbero tante Marielle nella scuola italiana e che i suoi studenti sono fortunati ad avere una insegnante così ricca di stimoli e determinata.

Intanto un aggiornamento sulla Giornata del Benessere, è stato presentato il nuovo sito internet voluto dal MIUR e il nuovo logo. E’ ancora spoglio, mancano venti giorni alla Giornata, qualche telefonata ai referenti regionali e non si hanno molte notizie. Speriamo che abbia un futuro migliore di questo o di questo.

 

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