Nesquik, 82% di zuccheri al gusto fragola

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Questa è l’immagine che ci accoglie sul sito della Nesquik..Quando il gusto di Nesquik incontra la fresca piacevolezza della fragola, nasce il nuovo Nesquik plus al gusto fragola. Provalo col latte freddo!

Sembra anche a voi una immagine ingannevole? non ci sono fragole nel prodotto, sono sostituite appunto da aromi naturali e dal colorante rosso barbabietola. Per la precisione ecco gli ingredienti: Zucchero, maltodestrine, aromi naturali, colorante rosso di barbabietola, vitamine (C, niacina, acido pantotenico, B6, tiamina, folacina, D).

Ecco come si presenta il prodotto:

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Ben 81,9 g di zuccheri semplici su 100g, non molto diverso dalla versione al cacao

OK ci sono le vitamine, ma esistono molte altre fonti alimentari gustose che ne apportano ad un contenuto inferiore di calorie senza considerare anche il prezzo.

Fonte immagine

Update: Mi ha scritto Manuela Kron, Direttore Corporate Affairs. La ringrazio e pubblico il contenuto.

Ho avuto modo di leggere il suo articolo pubblicato lunedì 9 settembre, sul sito web Il Fatto Alimentare e sul suo blog Trashfood riguardo a Nesquik gusto fragola. Vorrei innanzitutto informarla che Nesquik Fragola è un prodotto per incentivare anche in estate i bambini a consumare più volentieri il latte, fonte di principi nutritivi essenziali. Questa referenza è infatti presente a scaffale solo durante il periodo estivo.

Per quanto riguarda le immagini di fragole fresche presenti sul sito, non era certo nostra intenzione condurre il consumatore a considerazioni non corrette sull’eventuale presenza di fragole fresche nel prodotto, ma semplicemente ritenevamo potessero rendere immediatamente l’idea della diversità del gusto rispetto al tradizionale Nesquik al cacao.

In ogni caso, proprio per evitare qualsiasi possibile malinteso o male interpretazione, sarà nostra cura sostituire le immagini.”


Professione gastro-photoreporter. Hai mai visto un sandwich di marshmallow?

Cosa fanno insieme, sciroppo di glucosio-fruttosio, zucchero, destrosio, proteine del latte idrolizzate, gelatina di suino, acidificanti, aromi e coloranti vari?

fanno questo sandwich di marsmallows avvistati in autogrill da Fabio in veste di gastro-photoreporter.

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ET.chettibus® – 27

Nuova puntata di ET.chettibus®, la caccia all’etichetta da identificare.

Ingredienti : pasta di mandorle (zucchero, mandorle [24%], sciroppo di glucosio, maltodestrina, acqua, zucchero invertito coloranti [E100, E120, E171], composto alla panna (panna montata, acqua, zucchero, proteine del latte, stabilizzante [acido alginico], addensante [farina di semi di carrube],pan di spagna (uovo, zucchero, farina di frumento, amido di mais, agenti lievitanti, (E450, E500ii), acqua, emulsionannte émono e digliceridi degli acidi grassi,*crema alla vanigia (acqua, zucchero, grassi vegetali, amido di mais, latte scremato in polvere, sale, aromi naturali), salsa di lampone (7,5%) (lamponi, sciroppo di glucosio, acqua, zucchero,amido di mais, succo di limone, addensante EE440 (grasso vegetale, zucchero,cacao in polvere a basso contenuto in grassi,latte scremato in polvere, emulsionante [lecitina di soia]

Come nelle ultime puntate, al vincitore un omaggio offerto da Surbir la bottega di golosità Made in Emilia.


E 320, il Butil-idrossi-anisolo (BHA) nei tortellini

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Nota la mia passione per le etichette e gli ingredienti, vi racconto cosa ho trovato nel fine settimana. In una confezione di tortellini nel banco frigo, ho trovato il butil-idrossi-anisolo (BHA) nell’impasto. Recupero quindi un mio contributo dall’archivio del randomestrale Trashfood.

Il BHA (Butil-idrossi-anisolo) e il BHT (butil-idrossi-toluene), identificati rispettivamente dalle sigle E320 e E321 sono due additivi antiossidanti di sintesi. Gli antiossidanti, sono molecole che con meccanismi diversi ritardano o inibiscono l’ossidazione dei cibi, soprattutto quelli che contengono grassi. Per quanto riguarda il butilidrossianisolo (BHA) è ammesso come additivo alimentare nel latte in polvere per distributori automatici, grassi e oli per la produzione professionale di alimenti trattati termicamente; viene utilizzato anche con noci, patate disidratate, cereali lavorati, miscele per dolci, zuppe e minestre, salse, snack a base di cereali, condimenti, integratori alimentari e gomme da masticare.
Non è consentito in alimenti per l’infanzia. E ‘stato vietato in Giappone nel 1958.

Il BHA trova impiego come antiossidante anche nella produzione di mangimi per animali. Inoltre ha numerose applicazioni come additivo negli imballaggi per alimenti.

In considerazione del largo impiego di questo additivo, ne sono esposti non solo i consumatori ma anche gli addetti che lavorano nelle industrie che li producono. E’ segnalata inoltre una potenziale esposizione al BHA del personale dei fast food in cui si impiegano oli contenenti BHA. Infatti questa sostanza è tra le molecole che si liberano tra i 150°C e i 170° C durante la cottura.

L’EFSA si è di recente occupata del BHA. Il gruppo di esperti scientifici sugli Additivi alimentari e sulle fonti di nutrienti aggiunte agli alimenti (Ans), utilizzando una nuova metodologia, ha riconosciuto che l’esposizione al Butilidrossianisolo (BHA) potrebbe superare la Dose giornaliera ammissibile (Dga) a causa della sua presenza non solo negli alimenti ma anche nei materiali e negli oggetti a contatto con gli alimenti (Moca). Secondo il gruppo di esperti l’esposizione al BHA come additivo alimentare non supera in genere la Dga di 1 mg/kg di peso corporeo al giorno; tuttavia, tale dose può essere superata se viene presa in considerazione anche l’esposizione ai Moca. Per questa valutazione, il gruppo Ans si è basato sul consumo di 1 kg di cibi confezionati contenenti BHA nella quantità massima autorizzata.

Qualche prodotto che contiene BHA o BHT:

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BHT nella gomma da masticare

Fonti: Conserviamo i conservanti?

- Butylated Hydroxyanisole (BHA). CAS No. 25013-16-5

-A new method to determine oxidative stability of vegetable fats and oils at simulated frying temperature

-BHT. Material Safety Data Sheet

-A Fresh Look at Food Preservatives

-Antioxidants – Good Cops or Bad Cops

-EFSA Journal


I nanomateriali e il colorante biossido di titanio ( E 171) negli alimenti

Visto che negli ultimi giorni ho incontrato il colorante biossido di titanio (TiO2) ( E171) in diversi prodotti, torno sull’argomento. L’impiego principale del biossido di titanio è nella produzione di vernici. Lo troviamo comunque in numerosi altri prodotti, tra i cosmetici (filtri solari), tra i prodotti per l‘igiene personale (dentifrici) e negli alimenti, tema che ci interessa piu’ da vicino. Attenzione crescente è rivolta al suo impiego come nanomateriale che chiamerò nano Ti02. La produzione di nano TiO2 è aumentata negli ultimi anni, di conseguenza oltre all’esposizione umana, è aumentata l’immissione nell’ambiente. Sono definiti come nanomateriali quei materiali che hanno componenti strutturali con almeno una dimensione nell’intervallo 1-100 nm.
Le particelle di nano TiO2 sono sintetizzate a partire da Sali di titanio e si arriva a strutture cristalline diverse (anatase, rutile o brookite). Le particelle di biossido ad uso alimentare sono eterogenee. Si fa presto a dire biossido di titanio, le dimensioni delle particelle che troviamo negli alimenti sono comprese tra 40 e 220 nm come mostra l’immagine tratta dall’articolo recente “Titanium Dioxide Nanoparticles in Food and Personal Care Products” in cui sono riportati i livelli di biossido di titanio (E 171) in alcuni prodotti in vendita negli Stati Uniti (Weir 2012). Fino ad oggi un solo studio era stato condotto per quantificare i livelli di biossido di titanio in alcuni prodotti alimentari (Lomen 2000).

Titanium particles

Studi finalizzati alla valutazione della tossicità delle particelle hanno evidenziato una relazione con la struttura e le dimensioni delle particelle. Il biossido di titanio sotto forma di anatase è 100 volte piu’ tossico del rutile. Alcuni studi recenti hanno attribuito proprietà proinfiammatorie alle particelle inalate (Hussain 2011), inoltre le interazioni con la superficie gastro-intestinale potrebbero essere coinvolte nell’insorgenza del morbo di Chron (Lomer 2002). Altri autori hanno attribuito al biossido di titanio un ruolo potenzialmente carcinogenico (CCohs.ca) Secondo l’International Agency for Research on Cancer (IARC)il biossido di titanio è incluso nel gruppo IARC 2B carcinogen (possibly carcinogen to humans).

Veniamo ai risultati dello studio di Weir et al (2012) . I livelli piu’ alti sono stati trovati nel prodotto Dickinson Coconut curd (3,59 ug/mg), la crema ritratta nella foto.

Dickinson Coconut curd

Seguono le Mentos Freshmint Gum. Diversi prodotti contenevano da 0.01 a 1 mg per porzione. Tra i prodotti con le concentrazioni maggiori, le gomme da masticare con livelli > 0,12 ugTi/mg. I livelli sono stati quantificati anche in confetti al cioccolato. Ad es. negli M&M il Titanio risultava 1,25 ug/mg. Sono stati anche analizzati dei prodotti caseari, ricordate la mozzarella al biossido di titanio? Alcuni drinks a base di latte scremato possono contenere il biossido aggiunto per rafforzare il colore. In media nei prodotti analizzati i livelli di titanio erano compresi tra 0,02 e 0,006 mg per porzione (240ml).

Gli autori hanno valutato anche la potenziale esposizione di diverse fasce di popolazione. L’esposizione dipende ovviamente dalle abitudini alimentari. Poiché il biossido di titanio è presente in molti prodotti per l’infanzia (caramelle, marsmallows, gomme da masticare), per la popolazione statunitense si è concluso che i piu’ piccoli sono i piu’ esposti (in media l’apporto giornaliero sarebbe tra 1-2 mg di Titanio /kg di peso). Per gli adolescenti si è stimato un apporto di circa 0,2-0,7 mg/kg di peso corporeo. Circa il 36% del biossido presenta dimensioni < 100 nm, quindi possiamo ipotizzare l’esposizione a nano TiO2 e non possiamo sottovalutare le sue conseguenze tossicologiche soprattutto per i bambini. Anche in Europa la legislazione europea riserva delle novità per i nanomateriali che in futuro dovrebbero essere indicati in etichetta.

Curiosi di sapere i livelli negli altri prodotti esaminati da Weir e colleghi? Ecco una immagine che riassume tutti i dati raccolti. Cliccare per avere una immagine piu’ grande.

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Fonti

- Titanium Dioxide Nanoparticles in Food and Personal Care Products Environmental Science & Tecnhnology 2012

-Determination of titanium dioxide in foods using inductively coupled plasma optical emission spectrometry.Analyst. 2000

-Fine and ultrafine particles of the diet: influence on the mucosal immune response and association with Crohn’s disease.Proc Nutr Soc. 2002

- Titanium Dioxide Classified as Possibly Carcinogenic to Humans. Canadian Centre for Occupational Health & Safety

-International Agency for Research on Cancer (IARC): Titanium dioxide (IARC Group 2B), Summary of data reported, Feb. 2006

Nanoparticles in your food? You’re already eating them

-Mozzarella al biossido di titanio, frodi alimentari al tempo del Codex alimentarius

-On voluntary and obligatory nanotechnology labelling

-Rischio alimentare delle nanoparticelle: le Linee Guida dell’Efsa per individuarlo in tutte le fasi della filiera produttiva


Le ricette salate di Jamie Oliver e di Nigella Lawson

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IL numero di dicembre 2012 del British Medical Journal (BMJ), ospita l’articolo “Nutritional content of supermarket ready meals and recipes by television chefs in the United Kingdom: cross sectional study” di Simon Howard, Jean Adams, e Martin White. I tre ricercatori hanno esaminato gli apporti calorici e le proprietà nutrizionali di piatti pronti in vendita nel Regno Unito. I dati sono stati confrontati con ricette proposte da noti chef. Gli apporti nutrizionali dei primi e dei secondi sono stati messi in relazione alle linee guida pubblicate dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e dalla UK Food Standards Agency (FSA).

Sono stati selezionati in modo casuale 100 ricette attinte da cinque libri bestseller di cucina scritti da alcuni cuochi che animano Show televisivi britannici e 100 piatti pronti. Tra le ricette selezionate alcune provengono da 30 Minute Meals di Jamie Oliver, Baking Made Easy di Lorraine Pascale, Kitchen di Nigella Lawson, e River Cottage Everyday di Hugh Fearnley-Whittingstall. I piatti pronti sono stati scelti tra gli scaffali di Asda, Sainsbury e Tesco.

Cosa è emerso? Nessuna ricetta o piatto pronto rispettava le raccomandazioni dell’OMS per la prevenzione di patologie legate all’alimentazione. Entrambi i tipi di pasti tendevano ad avere un alto contenuto di proteine, di grassi, di grassi saturi e sale.

Inoltre i piatti confezionati seguendo le ricette degli chef televisivi piu’ popolari sono risultati contenere più calorie, piu’ proteine e grassi se confrontati con i piatti pronti. Al contrario l’apporto in fibre è risultato minore.

Se si usassero le etichette a semaforo proposte per veicolare informazioni nutrizionali, ecco come ne uscirebbero in media i piatti pronti e le ricette degli chef.

Etichetta nutrizionale

In conclusione gli autori pur ammettendo alcuni limiti della ricerca, suggeriscono che sarebbe utile inserire informazioni nutrizionali anche sulle ricette di libri di cucina bestseller.

Non siete curiosi di fare altrettanto con i libri di cucina bestseller in Italia?

Fonte: BMJ


Specialità alimentari ittiche al rosso carminio


Cosa fanno il 43 % di polpa di pesce (quale? ) di cui solo l’8% salmone affumicato dell’Atlantico insieme ad addensanti, stabilizzanti, esaltatore di sapidità e coloranti? fanno questo preparato avvistato ieri nel banco frigo. Leggo che il prodotto di cui ho immortalato l’etichetta è tra gli eletti come Sapore del’Anno 2012, iniziativa che ha l’obiettivo di “certificare la qualità gustativa dei prodotti alimentari mediante un test”.

Qualcuno dei partecipanti al test si sarà chiesto a cosa era dovuto il colore del preparato? avrebbero scoperto che oltre alla paprika c’è il rosso carminio, forse piu’ conosciuto come rosso cocciniglia e di cui ho scritto abbondantemente in passato.


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