I giovani e la dieta di transizione in Italia (2)

Gli italiani stanno passando da una dieta di tipo mediterraneo  ad una dieta tipica delle societa’ industrializzate per diverse ragioni socio-culturali:

  • percezione della relativa salubrita’ / genuinita’ di tali alimenti; questo e’ sopratutto il caso dei surgelati.  Questa percezione viene rinforzata dalla etichettatura degli alimenti
  • mass media e pubblicita’, sopratutto in TV
  • facile accesso di tali alimenti o pasti pronti (si trovano un po’ ovunque)
  • sono pronti (come per il McItaly) o quasi pronti (come tanti semi-preparati in vendita in molti esercizi, pensiamo alle basi per le pizze o al pane stesso da infornare a casa), pertanto utilizzati da chi ha poco tempo per stare ai fornelli ma sopratutto poca voglia/tempo di pianificare il proprio pasto
  • molti considerano il cucinare come un evento che richieda molto tempo, e preferiscono trascorrere il loro tempo libero in altre attivita’
  • molti alimenti pronti sono esotici: se pensiamo ai kebabs o ai noodles di cui abbiamo parlato anche su questo blog: questi soddisfano la curiosita’ verso l’etnico e contribuiscono alla transizione da una dieta di tipo ‘tradizionale’ (ad es. mediterranea) a quella tipica dei paesi industrializzati

contribuiscono a questa transizione anche questi comportamenti:

  • l’idea di comprare questi prodotti viene ora generalmente accettata dalle donne che vengono tradizionalmente indicate come coloro che ‘danno da mangiare’ (sin dall’allattamento al momento della nascita), che ora cercano un’affermazione professionale
  • l’aumento di nuclei famigliari con un solo genitore o di ‘singles’
  • ore di lavoro piu’ lunghe
  • porzioni piu’ generose nei piatti: questo fatto viene da  molti indicato come reazione ad eventi storici (ad es. la seconda Guerra mondiale) dove sopratutto in Europa si soffri’ molto la fame
  • l’atto del mangiare viene usato come mezzo di negoziazione sia nelle famiglie (ad es. Come forma di protesta del figlio nei confronti dei genitori, la ricerca di una propria identita’ all’interno della famiglia etc) che nel settore lavorativo (si porta a cena fuori il proprio socio o il capo o la bella donna per fare una buona ‘impressione’)

Dalla fine della seconda Guerra mondiale, le iniziative governative hanno avuto come obiettivo la prevenzione del deficit vitaminico, il miglioramento degli standards di igiene e il facile accesso alimentare (leggi: alimenti buoni e non costosi per tutti).  Oggi invece le iniziative governative sono fondamentalmente legate all’informazione relativa ai problemi nutrizionali tipici dell’era moderna: l’abbondanza e l’abbondanza di alimenti ‘sbagliati’, ricchi di ‘calorie vuote’.

Nel suo ‘Guadagnare Salute’ il Ministero della Salute spiega che una buona dieta contribuisce a stare in salute.  MiPAAF, il ministro delle politiche agricole, ha lavorato molto per migliorare gli standards di etichettatura e per promuovere alcune filiere tipiche italiane (ad es. Il prosciutto di Parma, che anni fa era inaccessibile ai piu’, e’ ora piu’ diffuso non solo in Italia ma anche all’estero).

Stefania Puxeddu

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Espansioni…

Mentre la campagna sulla crisi energetica e alimentare si intensifica a ritmi asfissianti, i dibattiti su ambiente e cibi genuini, obesita’ e dieta si moltiplicano nel tentativo di trovare soluzioni che siano efficaci e a lungo termine, mentre scienziati ed esperti ci avvisano che il ritmo di crescita dell’obesita’ e malattie ad essa associate e’ piu’ veloce rispetto al passato e che andra’ a colpire sopratutto i paesi meno affluenti (Popkin & Gordon-Larsen: Nutrition Transition : worldwide obesity dynamics and their determinants; International Journal of Obesity, 2004, 28), che cosa mi capita di leggere nelle varie newsletters dell’industria alimentare? Che l’italiana Socib, a gestione familiare, verra’ assorbita dalla ellenica Coca-Cola Bottling Company per E270 milioni. La societa’ ellenica e’ convinta che questa acquisizione aiuti ad migliorare gli affari in Italia di almeno il 25%. Gli ellenici possiedono gia’ altre societa’ in franchise in Italia centrale e settentrionale, e l’acquisizione di Socib rafforzera’ la loro presenza anche nel sud e nelle isole.

Vado a curiosare nel sito di Socib, e leggo con interesse il discorso ‘acque di scarico’ (consideriamo per un attimo che gli stabilimenti sono in Campania, prov. di Caserta, Calabria, Puglia e Sardegna). Cito:

Qualunque produzione di dimensioni notevoli, produce un proporzionale impatto ambientale, ma alla SOCIB il rispetto dell’ambiente è faccenda di primaria importanza.
Ecco perché si effettua la depurazione delle acque di scarico con un processo esclusivamente biologico.
Le acque reflue passano attraverso una serie di vasche che ne consentono l’ossigenazione grazie al trattamento con alcuni reagenti; si producono cosi dei fanghi destinati ad essere usati come fertilizzanti, mentre l’acqua, ormai pura, viene eliminata senza conseguenze biologiche.

E che dire della faccenda bottiglie? le ‘preziose‘ bibite (La Coca Cola ha gia’ avvertito che aumentera’ i prezzi dei propri prodotti; gli analisti pensano che tale aumento riguardera’ solo il concentrato che viene venduto alle aziende imbottigliatrici, a causa degli alti costi delle commodities utilizzate per produrla, ovvero mais / sciroppo di mais, a cui si e’ accennato spesso su questo blog) vengono imbottigliate in bottiglie PET e lattine. Sui vari siti aziendali non si parla pero’ dell’impatto che la produzione e l’uso di queste bottiglie ha sull’ambiente. Ricordo inoltre che in questi stabilimenti, oltre la Coca Cola, vengono prodotti anche i marchi Sprite, Fanta, Powerade, Minute Maid, Nestea, Burn e Beverly.

Negli Stati Uniti, dove il vuoto della bottiglia di plastica e la lattina viene rimborsato dal commerciante (la raccolta dei vuoti infatti e’ diventata l’occupazione di molti nullatenenti), l’azienda ha deciso di rilanciare la produzione limitata di bottiglie di vetro vintage, nella speranza di incentivare il mercato dei soft drinks. Altre strategie riguardano, come gia’ discusso su questo blog, l’introduzione di acque ‘funzionali’. Non scordiamoci inoltre il forte giro d’affari creatosi in occasione delle Olimpiadi che si stanno svolgendo a Bejing.

E la faccenda dieta? Una lattina di Coca Cola (330 ml) ha circa 139 Kcal, e oltre al peso di queste calorie ‘vuote’ (perche’ prive di valore nutrizionale), oltre al problema delle carie sopratutto fra i giovanissimi, la comunita’ scientifica ci ha da tempo avvisato che questo tipo di bibite interferisce con l’assorbimento del calcio durante la crescita, a causa del contenuto di caffeina…

Che dire… ma non e’ piu’ semplice bere acqua?

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L’alimentazione del futuro ?

Volevo segnalare a chi non ne avesse conoscenza, l’uscita di un documentario Franco-Canadese, prodotto dalla TV canadese, su Monsanto, colosso agroalimentare. Il documentario, diretto e scritto da Marie-Monique Robin, ha destato molto interesse perche’ mostra i vari problemi legati all’uso della chimica in agricoltura ma allo stesso tempo tempo solleva dubbi di natura ‘morale’: e’ giusto che una societa’ agroalimentare possieda il brevetto per produrre certe specie vegetali, e che quindi possa in un futuro non troppo lontano, ‘possedere’ risorse agricole che dovrebbero essere – come l’acqua e l’aria – un bene di tutti? Certo, potremmo obiettare che chi non vuole usare gli OGM non li usa, e semina quello che vuole, ma avete mai pensato al fatto che e’ praticamente impossibile controllare (nel senso proprio di limitare) la crescita degli OGM nei soli terreni consentiti (ovvero quelli dove il contadino, di sua spontanea volonta’ ha coltivato previo acquisto di brevetto, i semi)? Infatti il documentario mostra come un ignaro contadino puo’ scoprire il proprio terreno invaso da queste varieta’ OGM e in piu’ pure ritrovarsi legalmente costretto a pagare una multa perche’ non ha comprato la licenza per queste colture.

Quindi oltre ai dubbi legati all’uso di tutte queste sostanze e colture e alla salute, di cui ancora non si sa tanto (e.g. e’ stato scoperto che una sostanza usata per la produzione di GMO e’ la stessa rinvenuta nella pelle dei pazienti colpiti dalla Morgellons, una forma di parassitosi) proviamo invece a soffermarci sulla questione morale e legale della faccenda. Mi auguro che possiate seguire in inglese questo bel documentario, presente su YouTube, o capire se la produzione lo abbia tradotto in altre lingue straniere… ne vale la pena. Su YouTube e’ stato diviso in diverse sezioni, vista la durata (108 minuti). Questa che vedete è una prima parte. Il resto potete seguirlo qui: The World According to Monsanto

Buona visione!


The World According to Monsanto

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Crisi alimentare e G8

Torno a proporre l’argomento del rincaro dei prezzi dei generi alimentari e delle conseguenze a livello globale. Anzi, inizio con il passarvi il commento pubblicato da Joachim Von Braun, direttore generale dell’istituto internazionale di ricerca per le politiche alimentari (IPFRI). All’indomani del G8 tenutosi in Giappone, Von Braun parla apertamente di quanto e’ stato fatto e di quanto resta da fare – l’intero testo, in inglese, si trova qui

http://www.ifpri.org/themes/foodprices/20080711jvbG8comments.pdf

1) e’ rassicurante che la sicurezza alimentare globale sia ora inclusa nell’agenda G8 e sapere che i leaders politici vorranno controllare i progressi fatti al prossimo incontro
2) e’ incoraggiante vedere che alcune azioni sui mercati globali e l’aumento di produzione siano stati presi in considerazione; d’altra parte, un’attenzione insufficiente e’ stata dedicata alle popolazioni povere, la cui alimentazione era gia’ precaria prima della crisi alimentare. Gli alti prezzi alimentari limitano il consumo alimentare e portano i meno abbienti a diete meno bilanciate, con conseguenze irreversibili per la propria salute ed equilibrio nutrizionale. I programmi di sicurezza alimentare possono risolvere questi problemi con enormi vantaggi in termini di produttivita’ economica, riduzione della fame e miglioramento della nutrizione
3) E’ cosa nota come la recente attenzione si sia concentrata sullo sviluppo della seconda generazione di benzine verdi. Ma pur sapendo che queste benzine sono responsabili dell’aumento di circa 30% dei prezzi dei cereali negli anni fra il 2000 e il 2007, il G8 non ha adottato misure a breve termine, come il congelamento della produzione ai livelli attuali, o la riduzione o l’introduzione di una moratoria che sospenda temporaneamente l’uso dei cereali e dei semi oleosi per la produzione di queste benzine sino ad una riduzione dei prezzi a livelli ragionevoli, che aiutassero i piu’ poveri
4) E’ rassicurante che il G8 abbia preso nota delle vaste risorse necessarie per superare la crisi alimentare, incluso il bisogno di invertire il generale declino degli aiuti e investimenti nel settore agricolo, e di raggiungere aumenti significativi dei sostegni alle iniziative dei paesi in via di sviluppo. E’ importante che misure vengano prese per assicurare che fondi, inclusi i US$10 miliardi che sono stati promessi in Gennaio 2008, vengano dispensati in tempo. Comunque e’ deludente che non ci siano state chiare proposte sul come spendere tali fondi; l’unica menzione ha riguardato la ‘giusta proporzione’.
5) Bisogna notare che il G8 ha prestato attenzione all’architettura della governance globale dell’ agricoltura e della sicurezza alimentare, ma non basta aggiungere un altro gruppo di attori e incontri (‘partnership globale‘, ‘rete globale di espertissimi‘, ‘gruppo esperti G8‘, incontri dei ministri dell’agricoltura G8‘ senza una chiara comprensione e delineamento dei meccanismi per la coordinazione.
6) I progressi nella riduzione della fame dalla meta’ degli anni 1990 in poi sono stati deludenti, e la poverta’ rimane enorme e persistente in molte parti del mondo in via di sviluppo. L’attuale crisi alimentare spingera’ ancora un numero maggiore di persone verso la poverta’ e la fame. Il G8 ha intrapreso importanti passi nel suo impegno ad assistere persone e paesi vulnerabili. E’ importante che queste buone intenzioni siano tradotte in azione a livello globale, regionale e nazionale. La strategia per procedere dovrebbe includere un pacchetto ben strutturato di azioni che indirizzino l’emergenza attuale, insieme ad un pacchetto di azioni che offrano una ripresa del sistema alimentare e che aiutino a prevenire un’altra crisi. In vista dei cambiamenti climatici che minacciano la sicurezza alimentare futura, il G8 deve collegare meglio i problemi della sicurezza alimentare con quelli relativi al clima.

Il dibattito relativo al rincaro dei prezzi alimentari e’ infuocato – da oggi sino all’ 8 di agosto Von Braun fara’ parte del dibattito pubblico che si terra’ presso l’Economist online. Gli interessati possono seguirlo o parteciparvi qui

http://www.economist.com/debate/

L’IFPRI dedica un’intera sezione del suo sito al rincaro dei prezzi, chi voglia seguire questo ed altri temi lo puo’ fare qui

http://www.ifpri.org/

su questo link trovate una relazione pubblicata dal Fondo Monetario Internazionale, sempre incentrata su questi problemi, crisi alimentare, prezzi, petrolio

http://www.imf.org/external/np/pp/eng/2008/063008.pdf

buona lettura


Sicurezza Alimentare:si farà la nuova agenzia italiana?

Riuscirà Foggia ad aggiudicarsi come sede italiana dell’Agenzia per la Sicurezza Alimentare? Per ora l’altra candidata è Salerno. A Foggia ci credono in molti, ci sono i testimonials, nuovi e vecchi ministri, pugliese Gianni Alemanno e pugliese è anche il nuovo Ministro dell’Agricoltura: Paolo de Castro.C’è anche il sito pronto dove si presentano le strutture che supporterebbero l’Istituzione dell’Agenzia. Nominato anche il Sottosegretario all’Agricoltura con delega per l’Authority Nazionale sulla Sicurezza Alimentare: G. Mongiello che ha dichiarato: "La Puglia e la mia Capitanata non troveranno in me un giudice ma un avvocato difensore. Non ci sono dubbi, quindi, che ci impegneremo al massimo per ottenere questo traguardo. Foggia ha tutte le carte in regola per ottenere questo riconoscimento: produzioni, centri di ricerca, tradizioni, storia. E poi mi pare che anche il ministro De Castro si sia già speso in tal senso pronunciandosi a favore della candidatura di Foggia". Faccio un giro in rete, ma tu guarda le coincidenze, trovo queste altre notizie su Foggia e sulle condizioni dei lavoratori stranieri impegnati nella raccolta dei pomodori e la candidatura di Foggia mi appare ora lontana. Scrive in un articolo il quotidiano francese Le Monde: "Le organizzazioni criminali italiano hanno ormai abbandonato il traffico di esseri umani, concentrandosi sullo "sfruttamento del pomodoro molto più redditizio, in particolare per la Camorra, che detiene quasi il monopolio della trasformazione dei frutti raccolti in Puglia".

 

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Panino extralarge

XXL Hamburger

A Varese chiude uno dei locali McDonald’s. Invece Burger King si amplia, o meglio l’offerta ingigantisce con Staker Quad1000 calorie, un panino farcito con 4 hamburger, 4 strati di formaggio, 3 strati di pancetta e salsa, niente ortaggi. La campagna avrà come testimonial personaggi generati dalla fantasia, i V.I.P., Very Insatiable Person: Mr. Shark, Lady Cong e T-Rex ringrazieranno Burger King per aver soddisfatto il loro appetito insaziabile. Poi dopo due AlkaSelzer please!

Fonte: Pubblicitalia.it

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La Nestlè si mette a dieta

alley

Un settore in crescita, quello dei prodotti dietetici.  E il gruppo svizzero Nestlè ha pensato bene di investire risorse in questa direzione. Acquisita da pochi giorni la societa’ americana Jenny Craig per circa 600 milioni di dollari. Craig, fondata nel 1983, vende piatti pronti dietetici e programmi di fitness; il suo fatturato si aggira sui 400 milioni di dollari ed e’ realizzato nei mercati statunitense, canadese, australiano e neozelandese. Nell’immagine la testimonial, l’attrice Kirstie Alley, la protagonista del reality-show  Fat Actress. Adesso capiamo perchè il suo blog sul sito della Jenny Craig non sia aggiornato da parecchi mesi.


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