Sicurezza Alimentare:si farà la nuova agenzia italiana?

Riuscirà Foggia ad aggiudicarsi come sede italiana dell’Agenzia per la Sicurezza Alimentare? Per ora l’altra candidata è Salerno. A Foggia ci credono in molti, ci sono i testimonials, nuovi e vecchi ministri, pugliese Gianni Alemanno e pugliese è anche il nuovo Ministro dell’Agricoltura: Paolo de Castro.C’è anche il sito pronto dove si presentano le strutture che supporterebbero l’Istituzione dell’Agenzia. Nominato anche il Sottosegretario all’Agricoltura con delega per l’Authority Nazionale sulla Sicurezza Alimentare: G. Mongiello che ha dichiarato: "La Puglia e la mia Capitanata non troveranno in me un giudice ma un avvocato difensore. Non ci sono dubbi, quindi, che ci impegneremo al massimo per ottenere questo traguardo. Foggia ha tutte le carte in regola per ottenere questo riconoscimento: produzioni, centri di ricerca, tradizioni, storia. E poi mi pare che anche il ministro De Castro si sia già speso in tal senso pronunciandosi a favore della candidatura di Foggia". Faccio un giro in rete, ma tu guarda le coincidenze, trovo queste altre notizie su Foggia e sulle condizioni dei lavoratori stranieri impegnati nella raccolta dei pomodori e la candidatura di Foggia mi appare ora lontana. Scrive in un articolo il quotidiano francese Le Monde: "Le organizzazioni criminali italiano hanno ormai abbandonato il traffico di esseri umani, concentrandosi sullo "sfruttamento del pomodoro molto più redditizio, in particolare per la Camorra, che detiene quasi il monopolio della trasformazione dei frutti raccolti in Puglia".

 

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7 commenti on “Sicurezza Alimentare:si farà la nuova agenzia italiana?”

  1. susi ha detto:

    Infatti Gianna proprio a questo pensavo mentre ti leggevo, agli schiavi in Puglia e precisamente in provincia di Foggia. Sarebbe abbastanza paradossale…

  2. Russo Antonio ha detto:

    Salve a tutti, Non capisco cosa possa centrare lo sfruttamento degli extra comunitari in capitanata con la istituzione dell’autority a Foggia. lo schiavismo viene effettuato dagli extra-comunitari stessi con il cosidetto “caporalato” son loro che tolgono i passaporti ai connazionali non i datori di lavoro, son loro che danno tre euro all’ora incassondo molto di più. Non è nè più nè meno dello sfruttamento della prostituzione che viene effettuato dagli extracomunitari di cui le vostre città son piene, e non per questo vi viene dato degli “schiavisti”, qualcuno più sù di noi disse: ” non guardate la pagliuzza nell’occhio degli altri quando voi avete una trave”. sulla questione camorra vorrei dire che noi qui a Foggia ci battiamo da anni per farsì che i prodotti della nostra terra vengano qui lavorati, ma ci viene impedito con minacce e attentati della camorra campana (quindi noi nè siamo vittime e non fautori) Io vivo a Foggia e so bene come vanno le cose.

  3. vanni ha detto:

    Non c’è che dire, un articolo infarcito di dietrologia e delirio puro. Per attaccare la terra di capitanata non c’è alcun bisogno di tirare in ballo criminalità, schiavismo,ecc. ecc., tutte cose che storto o morto succedono un po’ ovunque; metterci il condimento della camorra lo trovo anche esaltante per giustificare un così prevenuto attacco.
    Perché non parlare di come si arriva alle condizioni di salari così bassi? Perché non parliamo di leggi che non sono adeguate al mondo dei lavoratori agricoli- stagionali, che per la maggior parte, proviene da paesi extracomunitari?
    Veda dott.Sa Gianna, nel territorio di capitanata ci sono realtà molto importanti da apprezzare, naturalmente non nascondiamo i nostri problemi, ci mancherebbe altro, ,ma il suo delirante castello costruito su: Camorra, Schiavismo, collegato all’Agenzia per la Sicurezza Alimentare non riesco proprio a digerirlo.
    Se poi si pensa cha da indagini effettuate dagli organi di polizia è venuto fuori che a realizzare tutto questo sono stati gli stessi extracomunitari, che, di fatto sfruttano persone dello stesso ceppo, che la camorra nulla c’entra con la realtà foggiana, ma è gente proveniente da fuori regione, ecco che il quadro è meno desolante di quello descritto da lei. Come dire ai Milanesi siete Mafiosi perché parecchi siciliani hanno scelto di abitare in quella zona.
    Se poi lei ha interessi personali a non far realizzare l’Agenzia nella provincia di Foggia ma in altri luoghi, allora è un’altra cosa.
    Ultima considerazione: non c’è solo Salerno, ma vi sono città: Verona, Torino, Parma; quindi, se lei sta puntando sulla prima città menzionata si metta l’anima in pace la lotta è più dura di quanto possa immaginare.

  4. gianna ferretti ha detto:

    Chiedo al Sign. Russo e al Sign.Vanni di collocare temporalmente il post nato da mie considerazioni sulla base di notizie reperibili sui media in quei giorni.

    Desidero anche precisare che non si sta sostenendo nessuna candidatura,

    E’ un tema complesso, ed è giusto quando si parla di alimentazione, riflettere su tutto ciò che è legato alla produzione, compresi i temi ambientali, e le condizioni dei lavoratori.

    Ci sono altre città che si sono proposte? bene, la sottoscritta non ha nessun interesse personale, seguirò la vicenda e facciamolo insieme anzi.

  5. michele scotellaro ha detto:

    Non c’è che dire….sono allibito e senza parole. L’Agenzia per la Sicurezza Alimentare può e deve essere per Foggia una grande conquista. Putroppo il caporalato è sempre esistito è nessuno lo nega. Ma non si può togliere un ruolo primario a Foggia per questo traffico di schiavi. Gli ispettori del Ministero del Lavoro dove sono?? E’ sbagliata, a mio modesto parere, la quantità dei controlli delle forze dell’ordine. Ma come volevo dire bisogna guardare anche ad u altro aspetto. In puglia ed esattamente a Foggia abbiamo una notevole produzione di grano, pomodori e quant’altro. La Barilla ha insiediato stabilimenti a Foggia. Prima avevami pure Casillo e se non ricordo male abbiamo pure dei Mulini della Tamma. Non a caso la Barilla si è insediata da noi. Anzi mi permetto di dire che la stessa azienda emiliana dovrebbe sostenerci in questa impotante iniziativa. Poi, anche se resta una mia utopia, insediare nel foggiano un’ente così importante e che sia un punto di riferimento per tutta l’alimentazione non può che portare benefici a Foggia. Basti pensare che con L’Agenzia si può promuovere meglio la fiera dell’agricoltura. Insomma anche se vivo a Bologna dico che noi meritiamo l’Agenzia!!!!

  6. vanni ha detto:

    Appunto, il confronto deve essere fatto su fatti attinenti l’argomento in oggetto di discussione e Foggia ha i requisiti giusti per l’assegnazione dell’Agenzia, lo disse all’epoca anche il presidente Ciampi che pugliese non è.
    Lasciamo perdere le etichette e i pregiudizi.
    un saluto

  7. Giacomo ha detto:

    Che dire, mi par giusto dott.ssa Ferretti il suo ragionamento: là dove ci son problemi non si devon trovare soluzioni. Là dove c’è del negativo, non si deve mettere del positivo.
    Perchè dare a una città in grave crisi, come Foggia, la possibilità di risollevarsi, o quantomeno di tentare a farlo con un riconoscimento simile, forse l’unico che può avere, data l’attuale situazione economica di quella provincia?

    Di criminali ce ne sono dovunque. Ma siccome il suo ragionamento è corretto, io le chiedo, anzi le suggerisco caldamente, di chiedere all’Unione Europea di togliere l’Authority Europea sulla Sicurezza Alimentare alla città di Parma. Voglio dire, abbiamo avuto uno scandalo come quello Parmalat (prettamente finanziario, e non produttivo, ma d’altronde seguendo il suo ragionamento:non importa l’autore del reato, nè la sua natura, nè la sua gravità, nè il contesto in cui realizzato, [e anzi mi vien da dire che forse qui a Parma, lo scandalo e l’omertà erano diffusi come e forse di più che a Foggia, e se vede la lista degli imputati, se ne renderà ben conto] ma solo il reato in sè e per sè), come è possibile che nessuno abbia pensato prima di togliere quell’agenzia all’Italia? E come è possibile che l’Italia sia ancora nell’Unione Europea? Voglio dire siamo mafiosi, non c’è cura!

    Ribadisco il mio essere d’accordo con lei, i problemi non vanno risolti nè affrontati, anzi, deve solo essere evitato il portatore di quel problema.
    D’altronde che senso avrebbe sforzarsi di trovare una cura?

    Perdonerete l’ironia voluta, ma contro le cose scritte senza ragionare o utilizzando ragionamenti discriminatori, mi par sia l’unica arma.

    Arrivederci,
    Giacomo.


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