Olio di palma e ambiente-1
Viene utilizzato sia nell’industria alimentare che cosmetica, è l’olio di palma. Con la dicitura grasso/olio vegetale, entra in molti prodotti di uso quotidiano come cioccolato, biscotti, patatine, gelati, oli, alimenti congelati, margarina, shampoo, cosmetici, saponi e detersivi. L’olio di palma copre il 21% del mercato mondiale di olio edibile, è l’olio vegetale più usato dopo quello di soia. Le vaste piantagioni di palma da olio stanno sostituendo ad un ritmo allarmante le foreste in Indonesia e Malaysia, i due paesi produttori principali. Quali conseguenze per l’ambiente? Un articolo della rivista Newsweek punta l’attenzione sulla deforestazione e sui rischi ambientali dovuti all’estendersi delle piantagioni.








ma è un’olio che si può utilizzare senza problemi o
è meglio non abusarne, visto che ormai lo si trova
in quasi tutte le preparazioni, dalle merendine alle
verdure surgelate?
Franco
Scritto da franco bellò, il 9 Marzo, 2006 at 11:56
io di solito quando trovo nell etichette olio di palma o olio di cocco
boicotto il prodotto
faccio bene?
e vero che non fanno bene?
Scritto da michele, il 9 Marzo, 2006 at 11:58
Tutto fa bene e tutto fa male. Sono la quantità e il tempo di esposizione che fanno il veleno, non dimentichiamolo mai.
Scritto da AscorbicAcid, il 9 Marzo, 2006 at 12:05
Dedicherò agli aspetti nutrizionali dell’olio di palma un prossimo post, sono partita dalle materie prime e dalla coltivazione perchè, come detto in passato, credo che sia un aspetto altrettanto importante sui cui riflettere.
Scritto da gianna ferretti, il 9 Marzo, 2006 at 12:39
Concordo con Michele. Caro/a AscorbicAcid, boicottare i prodotti contenenti olio di palma è un “dovere” perchè significa che il produttore ha voluto risparmiare nel produrre il dolcetto. Non per nulla i dolci industriali più prestigiosi (e costosi) recano bene in evidenza “fatto con vero burro” o roba del genere. I dolci vanno fatti col burro, se il burro non c’è, il prodotto è di serie B in ogni caso. Che faccia male o meno.
Scritto da Grissino, il 9 Marzo, 2006 at 13:49
Ma vi passa mai per la testa che non tutti si possono permettere i “veri dolci” (come li chiamate)?
Ognuno acquista secondo quanto può spendere…. se entra in un hard discount sa in principio che non sta entrando in una rinomata pasticceria… ma purtroppo può entrare solo lì…
non voglio fare sempre il bastian contrario ma ci sono numerosi aspetti che vanno valutati…..
Scritto da AscorbicAcid, il 9 Marzo, 2006 at 13:57
Chissà se invece tu hai notato che la gente mette sempre in secondo piano la qualità dell’alimentazione per privilegiare altro? (telefonino, cinema, vacanze, ecc.). Senza contare che non è detto che il dolce dell’hard discount sia peggio di quello di marca… A Parigi, andando da Monoprix, i dolci a marchio loro avevano il burro. Non è una questione di supermercato ma di volontà del produttore.
Scritto da Grissino, il 9 Marzo, 2006 at 19:35
la spesa destinata all’laimentazione continua a scendere in Italia come in altri stati occidentali,credo che siamo al 17%, Negli USA si è al 10%.
Scritto da gianna ferretti, il 9 Marzo, 2006 at 21:54
Generalizzare è sempre sbagliato. c’è gente che veramente non ha i soldi per permettersi qualcosa di meglio. Mi togli una curiosità? cosa intendi tu per burro?
Scritto da AscorbicAcid, il 9 Marzo, 2006 at 21:55
ho letto un post sul burro sul blog “Un cuore e una frattaglia 2 e credo che non farà piacere ad Alessandro…
http://ilcuoreeunafrattaglia.splinder.com/post/7119242#comment
Scritto da gianna ferretti, il 9 Marzo, 2006 at 22:05
Proprio lì volevo arrivare…
Scritto da AscorbicAcid, il 9 Marzo, 2006 at 22:12
Penso che usare burro o grassi di qualità
invece che olio di palma non incida moltissimo
sul prezzo finale di vendita.
Leggendo l’etichetta delle merendine Coop
biologiche ho trovato che usano
l’olio di palma per la decorazione della superficie e
nella crema di nocciola biologica della Rigoni
è uno degli ingredienti principali.
E il prezzo di vendita non è inferiore alla crema
della Novi, anzi.
Franco
Scritto da franco, il 10 Marzo, 2006 at 08:20
credo sia gia’ stata affrontata la questione del punto di fumo dei vari olii del burro e dello strutto………sarebbe interessante riportarli…..
Scritto da liloni adriano, il 11 Marzo, 2006 at 11:33
devo smentire franco
nelle merendine coop biologiche quali??
” io ho comprato le tortine ” li usano olio di girasole
tutti gli altri prodotti biologici da forno usano olio di palma biologico
Scritto da michele, il 20 Marzo, 2006 at 14:53
ma in etichettatura, devo dichiararlo come allergene? è considerato un derivato della frutta a guscio oppure no?
Scritto da dario somma, il 11 Agosto, 2006 at 09:46
io ho trovato l’olio di palma nella crema spalmabile alla nocciola e cacao della coop (prodotti del commercio equo e solidale)ed è usato anche per friggere i alcuni dolci che vendono alla conad. il mio problema è: sarà dannoso per la salute?
Scritto da Daniele D.B., il 19 Ottobre, 2006 at 12:39
producco grosse quantita di olio di palma. aiutatemi a venderlo
Scritto da ngo ndjeng marie, il 23 Febbraio, 2007 at 14:57
Sono sorpreso che riguardo agli olii di palma e di cocco non esista ancora un’ opinione univoca circa la loro tossicità o non-tossicità. Alcuni esperti sostengono che sono tossici altri che non lo sono. Ricordo che anni fa, quando se ne cominciava a parlare e se ne paventava addirittura l’utilizzo nella cioccolata al posto del burro di cacao (a causa del loro basso costo), venivano dichiarati ‘molto tossici’ per il sistema circolatorio e le grandi case di cioccolata ci tenevano a tranquillizzare i consumatori che non li avrebbero mai usati. Secondo me, le industrie ormai li usano estesamente senza specificarli tra gli ingredienti (alcune perchè lo fanno ?), classificandolo genericamente come ‘oli vegetali’. Riporto un parere di un medico che ho trovato al riguardo e comunque la domanda è sempre: “sono tossici o no?” Qualcuno ha una certezza al riguardo ? Grazie mille.
Risposta a cura del dr. DARIO GOLDIN, Nutrizionista e Gastroenterologo
I grassi di palma e cocco sono grassi saturi ed idrogenati, cioè trattati chimicamente. Molto dannosi per la salute, perchè “rigidi”, anzichè “flessibili” (come quelli insaturi), quando entrano nella composizione delle membrane cellulari.
Scritto da Eugenio Di Carli, il 16 Marzo, 2007 at 17:11
Ho sentito dire che in USA presto aboliranno l’utilizzo di olio di plama e soia, pensate sia possibile?..o è solo una bufala???
Certo è che l’olio di plama, faccia bene o meno alla nostra salute non fa bene all’ambiente…e penso che questa sia una ragione necessaria e sufficiente per boicottarne i produttori e i prodotti che lo contengono.
Ciao a tutti.
Marco
Scritto da Marco Bassetti, il 12 Aprile, 2007 at 22:56
Perchè a noi, malati di MCS (sensibilità multipla chimica), il dottore ci ha tolto ogni tipo di olio e ci ha detto di usare l’olio di cocco?
Scritto da Aurora, il 27 Aprile, 2007 at 14:55
Se si continua a contestare tutto a prescindere non arriveremo mai a nulla. L’olio di palma è una risorsa naturale che può e deve essere utilizzzata, soprattutto se e quando sostituisce il petrolio. E’ gioco forza che però vengano stabilite regole ferree per la tutela e la salvaguardia del patrimonio ambientale. Una via di mezzo mai?
Scritto da jp, il 11 Settembre, 2007 at 11:41
non esiste in commercio grasso di cocco non idrogenato, visto che i pare di aver capito che la nocività non sta nella materia prima ma nel successivo trattamento chimico? il grasso di cocco è presente in tantissimi prodotti di cioccolateria e in quasi tutti i gelati . nel cioccolato da un effetto di maggior scioglievolezza, e nei gelati da una minor sensazione di freddo al palato.
Scritto da davide tarzi, il 20 Ottobre, 2007 at 14:25
L’olio di palma alla fine è “dannoso” quanto burro e margarina, ha in effetti i difetti di entrambi…partendo dal presupposto che tutti i grassi fanno male se mangiati in eccesso occorre chiedersi perchè così tante aziende dolciarie lo utilizzano…e oltre alla già citata questione dei costi vi rendo noto che l’olio di palma è molto più macchinabile di altri grassi inoltre tende ad irrancidire meno rapidamente…quindi la shelf life dei prodotti si allunga…e questo è purtoppo ciò che richiede il mercato: prodotti che costano poco e che hanno date di scadenza lunghe…il mercato lo abbiamo creato noi, con le nostre vite frenetiche che non ci consentono di comprare il dolcetto fresco tutti i giorni…in tutte le cose ci sono i pro e i contro!!!
Scritto da Mary, il 5 Dicembre, 2007 at 12:27
la questione e’ intricata nel senso che ci sono diversi spunti da tenere in considerazione - il primo riguarda gli effetti dei grassi sulla nostra salute - e qui siamo tutti d’accordo nel dire che i grassi vegetali siano piu’ indicati di quelli animali nella prevenzione dei problemi di natura cardiovascolare etc. In base al principio che l’olio e’ meglio del burro, pero’, negli anni 70-80 ci fu proposta la margarina - grasso vegetale idrogenato - come alternativa al burro. I dubbi espressi (finalmente!) dalla comunita’ scientifica riguardo all’effetto che i grassi vegetali idrogenati hanno sulla nostra salute dovrebbero pero’ ora come ora farci riflettere di piu’ sulle nostre scelte alimentari. Essendo finiti nella catena alimentare di tutti i prodotti preparati, i trans-fats hanno avuto un ruolo chiave sull’incidenza di obesita’ (e’ noto a tutti il caso disperato degli USA ma anche in UK non si scherza: la stima e’ di circa 13 milioni di persone entro il 2010- entrambi i paesi si cibano di prodotti pronti comprati al supermercato o nei caffe’ o negli stands dei centri commerciali). In poche parole si sospetta che tali grassi non vengano assimilati normalmente: il nostro corpo non li riconosce e pertanto li deposita in organi vitali.
Stesso discorso per il punto di fumo - sappiamo che e’ fondamentale per evitare la creazione di tossine dannose alla nostra salute e andiamo a cercare l’olio che rispecchi quella caratteristica, tralasciando pero’ un aspetto molto importante: non ci chiediamo come quel prodotto sia stato ottenuto e ci si lascia rassicurare dal fatto che se e’ vegetale allora va bene. Ora l’industria ci propone l’olio di palma ovunque (la Nutella e’ fatta con olio di palma) e l’industria lo utilizza per via dell’alto rendimento e del fatto che prolunga la durata del prodotto sugli scaffali. L’olio di palma e’ quindi entrato nella catena alimentare ma vi siete mai chiesti come sia prodotto? e l’impatto che le piantagioni di palme da olio sta causando in Asia? La Unilever, Nestle’ (che controlla la Barilla) e la Procter and Gample che producono marchi tipo margarina Flora, il cioccolato Kit-kat e le patatine Pringles stanno comprando questo tipo di olio, il che incoraggia la deforestazione di molte zone dell’Indonesia da parte dei grossi produttori (potete capire che in queste parti del mondo non ci sono regolamentazioni appropriate che tutelino l’ambiente). Peccato che non riesca a trovare su Internet le foto che mi sono state mostrate da un accademico, ma i fumi hanno creato una sorta di ‘nebbia’ perenne che dall’Indonesia arriva sino a Singapore. QUindi morale della favola, abbiamo davvero bisogno di questo olio e dei prodotti fatti con questo olio ?
Concludo con un aneddoto che mi e’ capitato qualche anno fa, quando ad una cena mi sono presentata con una quiche preparata dalla sottoscritta con gli ingredienti canonici: farina, burro e uovo, tutto comprato direttamente dai produttori agricoli. Un’ospite, moglie di un medico, mi chiese come fosse fatta la mia quiche e naturalmente la ‘boccio’ per via del burro. Tranne che poi a cena si servi’ con molta leggerezza di stuzzichini farciti, fatti con ingredienti da supermercato gia’ pronti. Per esperienza, i medici - a meno che non conoscano a fondo l’industria alimentare, non sono in grado di distinguere un prodotto da un altro.
Scritto da Stefania, il 5 Dicembre, 2007 at 21:08
Le ho trovate, le foto, sul sito della NASA. Sono le foto satellitari che mostrano la concentrazione dei fumi causati dalla deforestazione in Indonesia
http://earthobservatory.nasa.gov/Newsroom/NewImages/images.php3?img_id=17423
se andate a curiosare un po’ troverete anche la classifica del livello di deforestazione, e quella in atto in Indonesia e’ simile come portata a quella attuata in Brasile.
Scritto da Stefania, il 6 Dicembre, 2007 at 20:38
mi servono grosse quantità di olio di palma.
qualcuno sa indicarmi qualche produttore da contattare?
Scritto da quadrifoglio project, il 10 Marzo, 2008 at 21:07
si va beh non si capisce un cazzo , uno che dice una cosa , l’altro ne dice un altra , un altro ancora ne tira fuori una nuova…
il punto è….Sto azzo di olio di palma fa male oppure no?!?
Scritto da fil, il 17 Marzo, 2008 at 14:56
vendo grosse quantita di olio di palma
Scritto da salvo, il 27 Marzo, 2008 at 15:19
salvo contattami su a.garzaniti_trade@libero.it
Scritto da quadrifoglio project, il 27 Maggio, 2008 at 00:38