La bistecca: dal laboratorio al piatto

Leggo qui che si riparla di carne coltivata. Avrei qualche domanda per il Dr. Jason Matheny  (Università del Maryland) uno dei ricercatori che propone di crescere carne in laboratorio.

Quanto verrebbe a costare una bistecca? Tissue Engineering è la rivista dove è stato pubblicato il lavoro. Altre utili informazioni sulla carne in provetta si trovano sul sito della New Harvest , un ente di ricerca no-profit finalizzato allo studio di sostituti della carne.

Alcune domande e risposte sulla carne coltivata in laboratorio (from New Harvest)

Che cos’è la carne coltivata? Si tratta di carne che deriva da colture cellulari. Si può partire da cellule ottenute da muscoli di diversi animali (bovini, ovini,ecc) e la crescita avviene in laboratorio. Avvenuta la proliferazione, le cellule vengono fatte aderire a dei substrati adeguati e nutrite con soluzioni apposite (mezzi di coltura) ricche di sostanze nutritive Allo studio dei sistemi per aumentare le dimensioni della carne coltivata e per modificare anche la composizione della carne (proteine, acidi grassi ecc)

In cosa si differenzia la carne in coltura da quella tradizionale?
La carne coltivata è priva di ossa, tendini e altre parti che abitualmente sono prodotti di scarto dei mattatoi. Altrettanto si può dire di altre parti anatomiche come polmoni, cuore, frattaglie.

Che vantaggi ci sono a coltivare la carne? Gli autori della ricerca sottolineano che questo tipo di carne sarebbe piu’ sicura rispetto a quella convenzionale. Tra i vantaggi di cui si parla anche la riduzione degli inquinanti con benefici per l’ambiente.

-Quali sono i nutrienti necessari per far crescere la carne in laboratorio? In laboratorio un mezzo indispensabile per le colture cellulari è il fetal calf serum ottenuto da siero bovino.Per la crescita della carne si è pensato di utilizzare altri mezzi di coltura ricavati da altre fonti tra cui vegetali e alcuni funghi

La carne ottenuta è modificata geneticamente? Fino ad oggi la carne coltivata non è stata ottenuta con tecniche di manipolazione genetica. E’ possibile comunque che in futuro si possano impiegare modificazioni per permettere una proliferazione maggiore e aumentare le rese da un punto di vista economico.
Altre utili informazioni sulla carne in provetta si trovano sul sito della New Harvest, un ente di ricerca no-profit finalizzato allo studio di sostituti della carne e sulla rivista Tissue Engineering dove è stato pubblicato il lavoro.


3 commenti on “La bistecca: dal laboratorio al piatto”

  1. […] dei tessuti animali da destinare all’alimentazione umana. Torna quindi di attualità questo post che avevo scritto un paio di anni fa. La protagonista è ancora lei la New Harvest, […]

  2. rosalucsemburg ha detto:

    Io aggiungerei una domanda: ha buone/sufficienti qualità organolettiche?

  3. […] aver scritto in diverse occasioni degli studi finalizzati alla realizzazione di carne in laboratorio, mi sono abbonata alla newsletter di New Harvest per essere aggiornata […]


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