Fast food? No …."Slot food"

pictgram02.gif Li troviamo ormai ovunque. Sono i distributori automatici di panini, merendine e bibite di qualsiasi genere, lo slot-food. Lo sapevate che l’Italia è il maggior produttore europeo di vending-machines"? Parola di Confida, Associazione italiana distributori automatici che rappresenta l’80% del mercato nazionale.

Lo Slot-food in cifre 780.000 il numero di distributori automatici in funzione in Italia. 17 milioni di persone, che le usano regolarmente. Nel 2004 il fatturato ha superato il miliardo e mezzo di euro. Piu’ di 450 aziende italiane. 30.000 addetti. Una indagine AcNielsen ha evidenziato che il luogo in cui sono piu’ presenti i distributori sono gli uffici (19%), seguiti da ospedali (15%) e stazioni di servizio (7%). E’ facile trovarli anche in musei, gallerie d’arte, biblioteche, negozi, palestre. Per quanto riguarda la tipologia dei consumi al primo posto si colloca il caffè e i suoi derivati che detengono una quota del 66%, seguito da acque minerali (12%), bevande (8%) e snack (14%). Per contrastare i divieti imposti in alcuni stati europei alla introduzione di vending-machines nelle scuole come accaduto in Franciae Belgio, l’Associazione Europea di Produttori (EVA), ha stilato un documento approvato anche dal Consiglio Direttivo di Confida dal titolo "Distribuzione Automatica e sani stili di vita". Nel documento si ribadiscono i requisiti igienico-sanitari del servizio offerto e l’impegno a diversificare l’offerta e proporre cibi piu’ salutari come yogurth e frutta al posto di snacks ipercalorici e ricchi di grassi e di sale. Bene, peccato che questo accade solo in due,tre regioni italiane e l’offerta “salutare” riguarda solo una infinestimale parte dei distributori automatici sparsi sul territorio nazionale.


5 commenti on “Fast food? No …."Slot food"”

  1. Grissino ha detto:

    Io sto combattendo in ufficio per cambiare quella merda (quando ci vuole, ci vuole…) di servizio ristoro che fa di tutto per mettere junk-food / trash-food (per dirla all’americana) nel distributore che abbiamo in cucina. Ma possibile che mi debba trovare delle merendine di hard discount? Ma che schifo! Poi è venuto quando abbiamo richiesto di mettere degli snack del Mercato Equo-solidale (che sono migliori di quello schifo standard che abbiamo) e ci ha detto che ce ne poteva mettere solo 3 tipi. Quanti ce ne sono dentro? Uno, massimo due. Se era per me avevamo già cambiato fornitore.
    :-/

  2. Maurizio ha detto:

    sono uno studente in tesi e trascorro gran parte della mia giornata in istituto (CNR). Non abbiamo servizio ristoro né tantomeno un bar indi per cui scarico lo stress della giornata su queste maledette machinette. Vi assicuro che di salutare lì dentro non c’è nulla fuorchè acqua.

  3. gianna ferretti ha detto:

    @Grissino.sono una vera lobby insomma.Una volta installati,non si ottengono modifiche della fornitura…è successo anche a me per il distributore di caffè..
    @Maurizio.Di cosa ti occupi? un bel panino fatto in casa,no?:-)

  4. enzo puccio ha detto:

    Chiedo scusa per la banalità, ma se la gente ricominciasse a cucinare, a fare la spesa al mercato, a mangiare a casa e , se proprio non può, a portarsi la colazione appresso, invece di imbottirsi di roba infida dal contenuto misterioso? Chi l’ha detto che si debba mangiare così male? Io forse sono un uomo fortunato, perchè mia moglie cucina – praticamente, ci dedica quasi tutto il suo tempo libero – fa la spesa personalmente con la massima attenzione alla qualità, e prepara in casa tutto quello che è possibile, comprese cose come biscotti, conserve e marmellate. Il risultato è che i nostri ragazzi il cibo industriale semplicemente non lo mangiano, perchè non gli piace. E se devono restare all’università nell’intervallo,al massimo vanno a farsi fare un panino dal salumiere e si comprano una mela dal fruttivendolo. Mi chiedo cosa sia successo nelle famiglie italiane, e perchè gli scaffali dei supermercati siano stipati di cose come pasta già pronta, solo da scaldare in padella, tortine incellofanate e bibite al sapore di frutta. Qui, dove la frutta c’è tutto l’anno, e buonissima per giunta.

  5. Riccardo Milan ha detto:

    La cosa curiosa è che, se ci sono, le ditte che possono fornire alle scuole (io insegno) merendine più sane: meno zuccheri, meno grassi idrogenati, meno conservanti, meno meno meno… magari anche frutta… queste ditte -dicevo- non si fanno sentire. Non bussano, toc toc, eccoci qua: qualcuno gli aprirebbe.

    Ma esistono?

    Ciao
    Riccardo


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