Olio Made in Italy:Bocciati e promossi

olio

Buono a sapersi, cresce il consumo di olio extravergine nel Regno Unito, il messaggio salutistico e il legame con la dieta mediterranea, sono i fattori trainanti. Ma come si collocano gli oli extravergine made in Italy importati nel Regno Unito? come vengono giudicati? non troppo bene a quanto pare. Una insufficienza grave (3/10) viene attribuita al Filippo Berio Extra virgin. It smells like bath oil  ha sentenziato  Rose Gray in un articolo recente del Guardian. Cosa si pensa all’estero di alcuni marchi Made in Italy?

Circa un anno fa dalle pagine del New York Times è partito un attacco all’olio extravergine di oliva Made in Italy. Con una inchiesta da Massarosa, provincia di Lucca, dove ha sede l’impianto che produce il marchio Filippo Berio, sconosciuto in patria, ma diffusissimo negli Stati Uniti e nel Regno Unito, il quotidiano di New York svelava ai consumatori americani che solo il venti percento dell’olio venduto nei supermercati Usa come “importato dell’Italia” era realmente italiano. Il resto derivava da Spagna, Grecia, Tunisia. «L’industria italiana dell’olio di oliva – scriveva il New York Times – poggia da tempo su un’illusione. I consumatori vogliono quell’olio perché ricorda la dolce vita. In realtà però l’Italia non produce abbastanza olive nemmeno per il soddisfare il mercato interno».


L’inchiesta del giornale punto’ in particolare  sulle attività della Salov, l’azienda guidata da Alberto Fontana che produce il marchio Berio negli  stabilimenti dotati di due differenti impianti completi di raffinazione attivi 24 ore su 24, 7 giorni la settimana per permettere un adeguata disponibilità di tutti i tipi di oli alimentari.

Tra i consumatori vi è una grande disinformazione sugli oli vegetali e sull’olio extra vergine. Diverse indagini mostrano che i consumatori non dispongono di sufficienti informazioni per fare scelte consapevoli sulla qualità dell’olio; in particolare non è facilmente compresa la denominazione ‘extra vergine’, e negli Stati Uniti, principale mercato di esportazione, l’olio è esclusivamente identificato dai marchi commerciali, in primo luogo Bertolli, poi Berio (Ismea 2000). La Berio – uno dei marchi della Salov – esporta addirittura un tipo di olio "extra light olive oil" che contiene basse quantità di extravergine. Nell’esportazione l’indicazione made in Italy sta a significare la provenienza doganale del prodotto, senza riferimento al luogo di origine delle materie prime e del processo di produzione. E’ sufficiente che un olio di qualsiasi provenienza venga riconfezionato in Italia.

 

Serve aggiungere altro?

 

 

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16 commenti on “Olio Made in Italy:Bocciati e promossi”

  1. liloni adriano ha detto:

    NO!….evo del garda a 4.50 il litro…..
    provato a caldo ed a crudo…..ma va’ la’!…..
    d’altro canto altro evo da 45 euro litro….buono ma consegnato l’anno 2002 mi sono incazzato mica poco!!….come vedete i margini di miglioramento sono larghi…..:-(

  2. gianna ferretti ha detto:

    Ciao Adriano,Evo del Garda? si produce dalle tue parti? racconta!

  3. liloni adriano ha detto:

    be’ mi preoccupo difatti che quello che e’ definito olio del garda in molti casi lo ha visto sull’etichetta il garda…basta calcolare la resa chilo di olive per quantita’ di olio per capire che un olio del garda extravergine non potra’ mai costare 4.50 euro litro(a meno che non siano olive modificate geneticamente, cioe’, si staccano da sole si buttano nei canestri si frantoiano da sole e saltano nella bottiglia chiudendosi il tappo dietro!)
    discorso inverso invece, che un olio garantito con olive del garda e frantoiato per frangitura e non per spremitura costi comunque 45 euro litro!(ecche’ l’han frantoiato col sedere della marini?)
    scusate se ho fatto paragoni divertenti e paradossalima la situazione stessa e’ paradossale!…

  4. gianna ferretti ha detto:

    ..Adriano…..ti prego….continua…..:-)

  5. liloni adriano ha detto:

    il primo e’ una truffa legalizzata
    il secondo e’ l’olio di marketting….
    una via di mezzo meno male che si impone…..
    abbasso l’olio tunisino e viva il culo della marini!
    non ci resta che ridere….. 🙂

  6. Grissino ha detto:

    (a meno che non siano olive modificate geneticamente, cioe’, si staccano da sole si buttano nei canestri si frantoiano da sole e saltano nella bottiglia chiudendosi il tappo dietro!
    ***
    ah ah ah
    😀

    impianti completi di raffinazione attivi 24 ore su 24, 7 giorni la settimana
    ***
    Quali impianti di raffinazione? L’olio di oliva SERIO si fa pestando le olive, schiacciando la massa che si ottiene, filtrano o lasciando decantare l’olio. Il resto è porcheria estratta chimicamente bleaaaaaah!

  7. liloni adriano ha detto:

    grissino se mi scrivi sulla e.mail ti faccio ridere ancora di piu’…..

  8. liloni adriano ha detto:

    grissino se mi scrivi sulla e.mail ti faccio ridere ancora di piu’…..

  9. gianna ferretti ha detto:

    Bravi ragazzi!! Adriano come va l’organizzazione della iniziativa a Torino?

  10. liloni adriano ha detto:

    mah…si tirano indietro tutti….nessun ristoratore che voglia prestare (dietro compenso) la cucina….
    non so che dire…io a torino ci saro’….

  11. Carlo Zaccaria ha detto:

    Più che pensare, all’estero invidiano i prodotti made in Italy. Inoltre, vista la scarsa qualità dei prodotti che inviano da noi, non credo siano nelle condizioni di darci delle lezioni.
    In particolare gli Stati Uniti, i primi a non voler riconoscere le Dop, se vogliono olio prodotto con olive italiane, lo possono benissimo avere, basta comprare proprio quello dop.

  12. Giovanni ha detto:

    L’olio Berio è il più venduto negli Usa e in Inghilterra ed è l’unico marchio ancora italiano, dato che Bertolli è della multinazionale Unilever e Carapelli è stato comrato dagli spagnoli…teniamocelo stretto.

    Ps: Io in America lo compravo sempre, sono toscano e quindi di oli un po’ me ne intendo, sinceramente lo trovavo anche molto buono e a portata di tasca è chiaro che se spendi molto di più trovi prodotti migliori, ma per tutti i giorni è ottimo

  13. Antonio Tombolini ha detto:

    Beh, capita che per il prossimo week end io sia ospite proprio dei signori Fontana… vi saprò dire 🙂

  14. […] a parlare dell’olio Made In italy visto da fuori. Stavolta dalle pagine del New Yorker il giornalista Tom Mueller parla di frodi alimentari legate […]

  15. […] torna a parlare dell’olio extravergine d’oliva “Made In italy” visto da fuori. Stavolta dalle pagine del New Yorker è il giornalista Tom Mueller che parla di frodi alimentari […]

  16. arcavgelo bufano ha detto:

    ciao gianna da tempo sto pensando di commercializzare dell olio ma non so come fare!ti dico questo perchè ho l olio piu buono al mondo non per vantarmi ma ti spiego:è prodotto con il metodo tradizionale a freddo molite con macine e pressate sui fiscoli propio come una volta!ti dico questo perche nessuno conosce codesto anche perche i metodi ora sono a ciclo continuo.non so se sono stato chiaro cmq ti posso garantire che qui nella mia zona ce ne sono pochi.grazie dell attenzione aspetto yue notizie


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