Contraffazioni e sorprese Made in China

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Sono molti i prodotti alimentari italiani imitati, il parmigiano reggiano è il prodotto piu’contraffatto diventa Parmesao in Brasile, Regianito in Argentina, Reggiano e Parmesano in tutto il Sudamerica o Parmesan dagli Stati Uniti al Canada, dall’Australia fino al Giappone. Ma anche i prodotti dolciari sono imitati. I Ferrero Rocher per esempio.

L’ azienda dolciaria italiana Ferrero che opera in Cina dal 1984 tramite Ferrero Asia limited ha ottenuto una vittoria contro la contraffazione dei Ferrero Rocher. L’ Alta Corte di Tianjin, a 150 chilometri da Pechino, ha infatti ingiunto alla cinese Montresor di mettere immediatamente fine alla produzione di cioccolatini impacchettati in modo identico a quelli dell’ azienda italiana. La Montresor e’ stata inoltre condannata a pagare alla Ferrero un indennizzo di 87mila dollari.
La Ferrero aveva denunciato già in passato la contraffazione di molti dei propri prodotti. L’azienda dolciaria albese detiene una posizione importante sul mercato cinese che comporta il subire copiature dei suoi prodotti (oltre a Rocher anche Raffaello, Kinder sorpresa e Kinder bueno) con un conseguente danno economico  e si vede costretta a investire parecchie migliaia di euro per la difesa dei propri diritti. Comunque viene riportato che “I cioccolatini Made in China pur riportando un diverso logo, avevano la stessa apparenza e pressoche’ un identico gusto."  Dimenticavo, anche gli ovetti Kinder, sembra riescano molto bene e anche le sorprese, visto che  la stessa Ferrero appalta in Cina a ditte locali la loro produzione.


12 commenti on “Contraffazioni e sorprese Made in China”

  1. Grissino ha detto:

    Ahimé la Ferrero si è talmente ingrandita che non è più in grado di produrre prodotti di qualità. Per carità, è tutto molto buono (i Ferrero Rocher piacciono un sacco anche a me) ma è tutto costruito per essere sempre uguale, sempre con lo stesso gusto, la stessa cremosità e così via. A partire dalla Nutella al Ferrero Rocher, è tutto “costruito” per essere perfettamente buono come (non lapidatemi) da Mc Donalds.
    Sbaglio?

    P.S.: Gianna ma come corri! Non riesco a stare dietro a tutti i tuoi post!

  2. gianna ferretti ha detto:

    Alessandro, dici che devo tirare il freno a mano? 🙂

    post-dossier sulla Ferrero in arrivo….stay tuned!

  3. paula ha detto:

    Ci sono dei prodotti che si vendono in Argentina dicendo che sono di origine italiana tipo l’aceto balsamico di Modena, che secondo me per il prezzo si tratta di un inganno.
    Nel caso dei formaggi, tanto il regianito, il roquefort, il gouda, il groullere e tanti altri, si tratta di tipi di formaggi, simili a quelli di europei, ma di produzione locale, e sappiamo che non sono importati.
    In Sud america ce tanta popolazione di origine europea, ed è logico che certi nomi e prodotti siano stati portati dalla immigrazione.

  4. Grissino ha detto:

    Gianna: sì, ferma, non si ha il tempo di discutere un attimo!! ^_^
    Un conto se è un diario personale per cui uno commenta e basta. Nel tuo caso bisogna documentarsi, cercare, giardare, pensare…

    Paula: però le materie prime, le tecnologie e le stagionature probabilmente sono diverse e quindi il prodotto non ha le caratteristiche dell’originale…

  5. susi ha detto:

    che poi già le uova kinder sono velenose…quelle fatte in cina come saranno?

  6. paula ha detto:

    @ Grissino
    Sicuramente il risultato non sarà lo stesso ma se si utilizzano gli stessi ingredienti e lo stesso processo di elaborazione il tipo di prodotto si lo è.
    Prodotti alimentari come il formaggio, il vino, i salumi, ed altri, con tutte le sue varianti sono stati introdotti dagli immigranti da piu di 1 secolo. Con loro si portarono i metodi di elaborazione cosi come la denominazione di origine, che per tradizione si conserva. Questi non sono casi di imitazione bensì di transculturazione.

  7. gianna ferretti ha detto:

    @Paula, non sono daccordo….i casi di cui parlavo io, sono casi ben noti di contraffazione…..

  8. Grissino ha detto:

    Paula, cos’è un’imitazione? Cercare di fare qualcosa di simile all’originale ma che non sarà mai uguale all’originale. Mi sembra che questo sia il caso. Che lo facciano immigrati italiani non c’entra proprio nulla. Il prodotto originale deve essere fatto esclusivamente con latte proveniente da certe zone e il nome non può richiamare quello originale. Se il parmigiano argentino lo chiami “Stagionatello” allora OK ma visto che usano nomi che richiamano l’originale, si tratta di contraffazione.

  9. AscorbicAcid ha detto:

    Sarebbe il caso di astenersi se non si sa di che cosa si parla…. questo vale per chi dice che le uova kinder sono velenose (perchè mai, vivaddio?), per chi paragona roquefort e gouda cheese al regianito (così mi sembra di aver capito…. spero tanto di avere frainteso) e per chi esprime i suoi dubbi sulla standardizzazione dei prodotti industriali.
    Dimmi un po’ Grissino, se tu acquistassi un barattolo di nutella non prodotto secondo precisi standard e quindi con un gusto estrememente variabile da confezione a confezione (in dipendenza della % compositiva, della shelf life, della modalità di conservazione, delle materie prime impiegate)non ti sentiresti fregato? non penseresti che è avariato? ma soprattutto…. rimasto scontento una volta lo acquisteresti di nuovo?
    penso proprio di no.

  10. Paolo colasberna ha detto:

    é vero che nei wurstel ci sono i cani ?

  11. simo ha detto:

    vivendo in cina da un paio d’anni mi e’ ripresa la voglia di mangiare italiano in tutti i sensi, e ovviamente son ritornata anche al junk food nostrano cioe’ la nutella che non toccavo da anni… Ho trovato vasetti italiani, vasetti provenienti dalla Germania (e ci sto) sempre soverchiati da un adesivo dedicato ai cinesi con traduzione dell’etichetta, ma mi ha messo un forte senso di inquietudine trovare i vasetti di Nutella con l’etichetta completamente in cinese (venduti tra l’altro alla supersciccosissima Piazza Italia della Crai di Pechino): cosa significa? esiste una fabbrica di Nutella in Cina??? Gia’ sento il sapore diverso tra quella prodotta in Germania e quella italiana, ma se c’e’ uno stabilimento qui in Cina, non mi fido piu’ delle materie prime utilizzate e rinucio alla Nutella con etichetta completamente cinese. Qualcuno sa se per caso la Ferrero esporta direttamente in Cina con etichetta scritta direttamente in cinese? Se cosi’ fosse sarei piu’ serena…

  12. gianna ferretti ha detto:

    ciao simo,non ho trovato notizie di impianti produttivi in Asia, quindi credo che sia confezionata ed esportata,magari con una formula diversa per incontrare i gusti dei consumatori cinesi…


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