A pranzo da Ferran Adrià

 Per mangiare nel suo ristorante doveste essere disposti a due cose: a fare una lunga attesa, e essere pronti a spendere qualche centinaio di euro. La Nestlè gli ha affidato qualche settimana fa il lancio di nuovi prodotti dolciari per rivitalizzare il settore. Stiamo parlando dello chef-gastronomo molecolare piu’ celebre del momento. D’altra parte lo chef-scienziato è una professione emergente.

E’ Ferran Adrià, definito il Salvador Dalì della cucina spagnola, osannato da molti e criticato da altri soprattutto dopo aver promulgato il suo manifesto. Molti non condividono l’uso di ingredienti industriali quali emulsionanti, gelificanti e altri ingredienti e coadiuvanti (cloruri, citrati e alginati) sostendendo che per proporre ricette innovative non occorre fare uso di certi additivi. Tra le sue creazioni, il gelato al parmigiano, una pipetta che spruzza mozzarella liquida, il caffè solido e un cucchiaino con cubo di patata cotta con sopra una goccia di caffè della Lavazza con cui collabora da tempo. Per la Nestlè il guru spagnolo sta lavorando ai cioccolatini della linea Cailler con nuovi aromi  tra cui praline al tea jasmine.

 

adria_chips_1.jpg laysback.jpg

 

E ci basterebbero solo 1,50 euro per assaggiare le potato chips preparate con una sua ricetta. Per ora sono in vendita solo in Spagna ma lo stesso creatore ha anticipato che potrebbero essere presenti sul mercato anche al di fuori dei confini spagnoli. Ho una amica che sta trascorrendo i suoi studi in Spagna, ne me porterà qualche sacchetto. Potrò sempre dire di aver mangiato una ricetta del cuoco piu’ rivoluzionario e innovativo del momento e di aver speso meno di due euro. Si accettano prenotazioni.:-)

 

Fonte immagine:Yankeefog.com


25 commenti on “A pranzo da Ferran Adrià”

  1. Sigrid Verbert ha detto:

    beh, a parte che si tratta della nestlè (che poi tutti dovremmo boicottare ma che nessuno boicotta, ma passiamo), trovo l’idea divertente. Pure in belgio si trovano piatti firmati da chef al supermercato (ne ho parlato qui), e ti dirò che il risultato non è del tutto da buttare (ovvio che non si tratta di mangiare un piatto come uscisse dalla cucina di…, ma evidentemente i grandi chef hanno anche grandi esperienze di sotto vuoto, conservazione e preparazione, cose che servono per fare dei prodotti industriali migliori), quindi perché no… Anzi, troverei divertentissimo di poter acquistare al gs chessò la passatina di ceci secondo pierangelini, sotto vuoto!

  2. Grissino ha detto:

    E perchè mai bisogna boicottare Nestlè?! Cos’è una moda? Se il prodotto è buono lo si compra, se il prodotto fa schifo no. Punto. Son d’accordo che la buona cucina non deve permettere l’uso di sostanze “estranee”. Non per niente sono molti gli chef che sottolineano l’uso di materie prime fresche e una cottura / lavorazione rispettosa della materia prima. Se emulsionanti o gelificanti vuoi usare, OK, ma solo naturalissimi come l’uovo o la gelatina di pesce.

  3. AscorbicAcid ha detto:

    perchè mai bisognerebbe boicottare nestlè?

    avete la minima idea di quanta gente lavora mangia e fa mangiare la propria famiglia grazie a nestlé?

    anche in italia.

  4. gianna ferretti ha detto:

    @Sigrid, benvenuta, vado a leggere il tuo post sull’intreccio gourmet-GDO!

  5. rosso fragola ha detto:

    non basta sapere che una grande compagnia dà lavoro a tanta gente per approvare le sue scelte e la sua condotta.
    Riguardo agli chef-scienziato ben vengano purchè si adoperino per realizzare
    prodotti sempre più naturali, a partire da coloranti e conservanti.
    Personalmente dedico un’attenzione quasi maniacale alle etichette sulle confezioni degli alimenti prima di acquistare, e se le cosine veloci non mi convincono molto meglio il caro classico pane olio e sale, possibilmente
    semi-integrale e a lievitazione naturale!

  6. AscorbicAcid ha detto:

    sì, decisamente molto meglio seguire delle liste di proscrizione di aziende cattive…… è di moda al giorno d’oggi….
    ed è molto meglio pane olio e sale….
    il pane lo fai tu a casa Rosso? hai anche un frantoio in cantina? oppure compri tutto dal contadino perchè “fa le cose come si facevano una volta”?
    non dimentichiamo che una volta si moriva… ben più di adesso… e se non ci sono dati è perchè nemmeno si sapeva di che cosa si moriva….
    paradossalmente però ora si torna a come si faceva una volta… col risultato che se una latteria/caseificio in piena emergenza aflatossine nel latte non ritira più dal contadino il latte contaminato, il buon paesano fa il formaggio da solo con quel latte (“mica posso buttarlo via! sono le paranoie dei dottori… il mio latte non ha niente!”)e lo vende come formaggio genuinofattocomesifacevaunavoltasenzaschifezze a tutti quelli che in preda a deliri bucolici vanno a fare la spesa in campagna anzichè al supermercato.

  7. petula ha detto:

    in italia ci aveva provato marchesi negli anni 80..i risultati furono pessimi tanto che nel giro di un annetto sparirono dal mercato. costosi e non a livello di tanto chef.
    le patatine le ho assaggiate proprio ieri a barcellona, fame da aeroporto e nulla che non contenesse formaggio o carne, come molte altre, con dei bei conservanti e aromi naturali tanto olio e sale. da adrià mi aspetteri di meglio!
    per il resto, il pane lo faccio in casa, non compro nestlè da dieci anni soprattutto dopo le condanne dell’OMS per il comportamento in africa, sto attenta alle etichette e solo se sono costretta mangio qualcosa che contiene conservanti o aromi naturali.
    se posso compro in loco, ma con testa e attenzione anche lì…come dire non dal primo contandino che incontro sulla strada!
    produttori onesti e bravi ci sono basta trovarli!

  8. Sigrid Verbert ha detto:

    Quello del boycott ovviamente era un luogo commune voluto, e trovo interessante e a volte anche divertente di osservare i sentimenti contrari che un’azienda gigantesca del genere polarizza immancabilmente (un po’ meno divertente quando si tratta di debito del Togo – non parlo del biscottino pavesi – o del latte materno ma comunque…).
    Grissino: … e come sappiamo i prodotti industriali, buonissimi per carità, sono pieni di prodotti naturali e a sani e non ‘estranei’ (venuti da mars tipo?).
    Ascorbico: di questo passo possiamo tutti andare a nutrirci da macdo’. Ovvio che ci sono imbrogli, dovunque, ovvio anche che la fuori c’è ancora un bel po’ di gente che fa cose con amore e consapevolezza, basta essere un’attimo in grado di orientarsi. Che i grandi scandali alimentari poi ci sono pure – e/o prevalentemente?? – nell’industria è solo un dettaglio suppongo?

  9. Grissino ha detto:

    Credo che tutto vada fatto con buon senso. Anche a me fa schifo il salame super-genuino-fatto-dal-contadino con tutto il grasso irrancidito come quello che mi hanno offerto quest’estate. Brrrr, rabbrividisco al solo ricordo. Bisogna fare le cose con buon senso. Prendere le cose più genuine possibile che, come ha detto AscorbicAcid, non sempre coincidono con quelle del contadino ma che spesso non sono quelle delle grandi aziende. E’ un pò una gara ad ostacoli senza possibilità di sapere in anticipo dove sono gli ostacoli e quanto sono alti. Io non voglio boicottare Nestlè o qualsiasi altra azienda non perchè danno lavoro alle persone ma perchè il boicottaggio è uno strumento da usare in casi estremi e qui non ne vedo mica… ti fa schifo quello che producono? Non lo compri e basta, non vai a rompere le palle a quelli a cui piace.
    😛

  10. AscorbicAcid ha detto:

    Quasi sempre nella PICCOLA industria Sigrid, e comunque sono dove si può avere un controllo effettivo di quel che accade(se sbaglio/a, ce ne accorgiamo!), non certo dove nemmeno si sa cosa si fa (qualcuno si è lamentato del formaggio all’aflatossina di cui sopra? no, perchè nessuno ha saputo niente, eppure ne è stato prodotto, te lo assicuro)
    Che le persone oneste e che lavorano con amore esistano nelle realtà locali (così come nell’industria, te lo assicuro!) è evidente ma sai, tante volte si CREDE di fare qualcosa bene perchè l’esperienza porta a dire così, perchè si è sempre fatto così ma in realtà non si è a conoscenza di tante piccole cose che rendono anche un prodotto fatto con amore e tradizione un potenziale pericolo.
    in quanto a Mc Donald’s ti invito a non essere prevenuta, è molto meglio di quanto pensi e di tutto il male che se ne dice (se poi i panini non ti piacciono, è un altro discorso…). il mio sport preferito è sfatare il gran numero di luoghi comuni che si sono sommati a quel (poco) che davvero non va da MC.

  11. Grissino ha detto:

    Non per deluderti ma MC fa davvero del cibo spazzatura… che sia appetitoso è una cosa, che sia “sintetico” un altro. I veri sapori non li trovi certo da McDonalds… che poi si possa cucinare male anche con ingredienti genuini, OK ma da lì a dire che McDonalds non è poi così male ce ne passa!

    Per conoscere le piccole cose (come le chiami tu) basta assumere un laureato in Scienze e Tecnologie Alimentari. Ma, sempre come hai detto tu, a nessuno gliene frega nulla e quindi… io ho cambiato lavoro eh eh eh.

    Per il resto concordo: l’amore per gli alimenti non è solo artigianale, può anche essere industriale. Se il titolare ha questo dono, fa lavorare bene anche la sua azienda.

  12. Roberto Giuliani ha detto:

    Ragazzi, evitiamo inutili confusioni o di prendercela gli uni con gli altri, fa solo il gioco di chi ha più mezzi e potere di noi.
    Boicottare la Nestlé non serve solo per un motivo, perché danneggerebbe la gente che ci lavora e non coloro che hanno le mani sporche. Basta informarsi per sapere perché la Nestlé andrebbe boicottata, se avete la pazienza di leggere:

    Nestlè esporta il suo latte nelle “colonie” fin dal 1873, sono 126 anni che la compagnia ignora le leggi. Attualmente Nestlè è sotto processo in India per via delle etichette, ma per fare un altro esempio, nel 1939 la compagnia esportava i suoi prodotti in Singapore e Malesia etichettati come “ideali per bambini delicati”, mentre era stata vietata la commercializzazione in Gran Bretagna per via dei casi di cecità e rachitismo.

    Come ripetutamente segnalato dall’UNICEF la Nestlè viola il codice internazionale redatto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla stessa UNICEF, che proibisce la promozione dell’uso di latte in polvere per l’alimentazione dei neonati.

    L’uso di tale latte, in sostituzione a quello materno, fornito gratuitamente negli ospedali nei primi giorni di allattamento, crea nel lattante disaffezione al latte materno. Ciò ha causato e causa la morte di un altissimo numero di bambini nei primi mesi di vita, poichè nel terzo mondo il latte in polvere viene preparato con acqua spesso malsana. Fonti dell’UNICEF parlano di più di 1.000.000 neonati morti all’anno nel Sud del mondo perchè non più nutriti al seno.

    Nestlé è uno dei simboli della globalizzazione, della distruzione di ciò che non è mercato globale, ma anzi uno dei promotori dell’appiattimento globale, per favorire i loro profitti di grandi economie, prodotti unificati per tutti i consumatori del pianeta, un po’ come il McDonald’s, di cui è infatti sempre più spesso partner, anche con Disney, per aggredire i piccoli consumatori del nord del mondo.

    Nestlé è il più grande produttore di cibo mondiale, il gigante del settore agroalimentare, con stabilimenti in più di 80 paesi ed un giro d’affari di circa 52 miliardi di dollari. Con un budget pubblicitario di circa 8 miliardi di dollari all’anno, Nestlè ha un notevole vantaggio sulle donne che producono naturalmente il latte per i loro neonati e non hanno “una fortuna” da investire per promuovere la bontà del loro prodotto.
    Nestlè ha infatti dalla fine del 1999 iniziato una vera e propria operazione di contropropaganda, a partire dalla Gran Bretagna, che cercasse di ridare lustro al marchio della compagnia oramai logorato dai 23 anni di boicottaggio, che si sono fatti sentire ed hanno lasciato il segno nell’opinione pubblica, e che hanno posto problemi, come quello di avere campagne pubblicitarie bloccate perchè giudicate ingannevoli dalla Advertising Standard Authority o dal fatto che il parlamento europeo vorrebbe convocare delle multinazionali in audizioni pubbliche per gli abusi e i danni da queste causate negli anni. Nestlè è la prima compagnia che vorrebbero mettere in questa scomoda posizione.
    Così Nestlè ha cercato di incrementare, e molto pubblicizzare, le sue iniziative di beneficienza verso attività dedicate ai bambini ed alle chiese. La loro nuova tattica comprende anche arrivare a mettere la pubblicità su media abbastanza rispettati per i loro contenuti attenti (come “The Big Issue”) per recuperare immagine anche nei settori che più sono stati attenti ai motivi del boicottaggio e per cercare di cancellare l’immagine che si è diffusa negli anni ossia che Nestlè tragga i suoi massimi profitti succhiando con avidità dai paesi del terzo mondo (ma in effetti è così). Ed anche per far recedere le chiese che si sono molto impegnate nelle campagne di boicottaggio a causa della devastante pratica di diffondere il latte in polvere nei paesi poveri con la susseguente mortalità dovuta a diarrea, che non si verificherebbe con l’allattamento al seno (secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità più di un milione di bambini muoiono ogni anno a causa di una nutrizione con biberon/latte in polvere fatta in modo non igienico, solitamente a causa delle acque non potabili).
    In pratica un bambino ogni 30 secondi.

    Nestlé controlla il 40% del mercato mondiale del latte per bambini, pubblicizzandolo con molta aggrssività nei paesi del terzo mondo, cercando anche di scoraggiare l’allattamento al seno. Chiaramente dopo un piccolo periodo di allattamento da biberon il latte della madre si asciuga e non viene più prodotto dall’organismo… un nuovo consumatore è nato.

    Nestlè “incoraggia” gli operatori della sanità a spingere i suoi prodotti. Lo fanno facendo donazioni, per esempio agli ospedali del Gabon (Africa), malgrado il governo di quel paese abbia chiesto alla Nestlé di farla finita. Nelle Filippine la compagnia ha dovuto subire lo scandalo di essere stata scoperta a “affittare” delle infermiere diplomate in funzione di “educatrici sanitarie” per andare per le case e convincere le madri ad usare i prodotti Nestlé. Ignorando i consigli della Organizzazione Mondiale della Sanità che raccomanda che i cibi complementari debbono essere utilizzati dopo i sei mesi di vita, i prodotti Nestlè sono etichettati come utilizzabili dopo la seconda settimana di vita. Le etichette non forniscono informazioni chiare, e, in alcuni casi, in lingue che le madri non possono capire.

  13. Grissino ha detto:

    Ma ancora una volta non vedo la colpa della Nestlé. Mi spiego. Se il delinquente vede che a rubare non rischia nulla, perchè deve smettere di rubare? Tornando a noi. Perchè Nestlé fa certe cose in Africa e non qui da noi? perchè qui verrebbe bastonata. In cocnlusione, è vero che Nestlè fa “la furba” ma con la complicità dei governi che potrebbero tranquillamente proibirle di operare in un certo modo con delle leggi apposite. ma se le leggi non vengono fatte o non sono fatte rispettare…

  14. Grissino ha detto:

    E comunque io direi di boicottare anche l’azienda familiare che sfrutta i lavoratori ^_^ Io non vorrei dire ma fino ad ora i posti dove mi sono trovato meglio sono stati quelli all’interno di multinazionali.

  15. AscorbicAcid ha detto:

    Nella mia ingnoranza in materia mi sono sempre chiesto perchè una multinazionale dovrebbe “spingere” a rendere indispensabili dei suoi prodotti
    in mercati dove la gente non ha le possibilità di acquistarli.
    Mi risulta difficile pensare che famiglie intere vivano con un pugno di riso e una focaccia di miglio al giorno perchè hanno impegnato i loro soldi nell’acquisto del latte nestlè.con questo vorrei chiudere, da parte mia, il discorso global/no global e tornare a parlare di food, argomento che mi risulta più interessante.

    caro grissino, non sono a dirti che Mc sia l’emblema del mangiar sano, ma ha un gusto suo (ben diverso dai sapori della tradizione, per carità!!)che può piacere o meno ma soprattutto ha dei vantaggi non indifferenti se si parla di sicurezza alimentare.
    ricordati sempre che è la quantità che fa il veleno, e quel simpaticone che quasi muore per girare una cosa che già tutti sapevano (super size me) avrebbe avuto gli stessi effetti se avesse mangiato in ugual quantità e per lo stesso periodo bucatini all’amatriciana piuttosto che polenta e cassoeula.

  16. Grissino ha detto:

    AscorbicAcid, hai ragione ha un gusto tutto suo e per di più appetitoso. Come un sacco dl altre cose compresi i sofficini, i 4 salti in padella e così via. Però il punto non è se sia gustoso o meno. Il punto è se sia un cibo costruito o un cibo naturale (sano non lo dico neanche…). McDonald distribuisce lo stesso cibo, dal gusto identico, su tutto il pianeta in non so quanti punti vendita. E’ possibile? Certo! Basta selezionare un cibo di qualità media e mischiarlo con dell’ottimo o dello schifoso per renderlo mendiamente buono tutto l’anno in tutte le parti del globo. Il cibo inoltre viene riempito di una serie di additivi (su Flickr Gianna li ha elencati) che non ci sono nei cibi naturali. In definitiva siamo davanti a un cibo gustoso ma realizzato più in laboratorio che in cucina (dove si accontentano di riscaldarlo, scottarlo o friggerlo). Io credo che quello che server McDonalds non sia un piatto di cucina ma un “sostituto di pasto”, come può essere il beverone dimagrante che compri in farmacia. Siccome io credo che la cucina sia un’arte, non posso giudicare positivamente ciò che serve McDonalds. Non lo condanno, ma non lo vado a mangiare e non lo consiglio. Super Size Me secondo me serve a far capire questo e anche a combattere l’idea che propaganda McDonalds che un pasto con i suoi prodotti sia sano sempre e comunque, anche se consumato tutti i giorni. Se guardi bene, è questo il messaggio che viene dato e tu hai ben da dire che sarebbe lo stesso se si mangiasse cassoeula tutti i giorni. I fatti dicono che nel mondo c’è un sacco di gente che mangia da McDonalds tutti i giorni e nessuno che ordina cassoela (o equivalente) 365 giorni all’anno. Come me lo spieghi?

  17. Grissino ha detto:

    N.B.: non sono contrario agli hamburger con le patatine fritte ma oltre a essere mangiati solo ogni tanto, devono essere degli hamburger fatti con della buona carne e delle patate tagliate e fritte in buon olio (arachide?).

  18. AscorbicAcid ha detto:

    Con ordine:
    1) è vero, additivi, ma non più che in altri prodotti commercializzati e non in TUTTI i prodotti come si vuole far credere
    2)la qualità è quella che paghi, standar e livellata al basso ma non per questo i cibi sono meno sicuri (so di un sacco di ristoratori che..)
    3) i cibi in cucina vengono COTTI e sono conservati in freezer (sì, uguale a tutti quelli che abbiamo a casa, solo un po’ più grosso!)e in frigorifero (sì, ci sono prodotti freschi!)
    4)Mc Donalds è un’impresa, il suo obbiettivo è il profitto. quindi più clienti ha più guadagna. non capisco quale sia il problema se invita ad entrare il più spesso possibile. il problema è l’ignoranza, la mancanza di valori, la mancanza di hobbies, la pigrizia che inducono la gente a ingurgitare hamburger piuttosto che fare altro. è più comodo. ma non è certo colpa di MC.
    5)ti assicuro che conosco gente che mangia pasta tutti i giorni e non è messa tanto bene (se mangi e ti siedi, non consumi, nè carboidrati nè grassi!)
    6)la carne non è ovviamente prima scelta ma ha grassi Con ordine:
    1) è vero, additivi, ma non più che in altri prodotti commercializzati e non in TUTTI i prodotti come si vuole far credere
    2)la qualità è quella che paghi, standar e livellata al basso ma non per questo i cibi sono meno sicuri (so di un sacco di ristoratori che..)
    3) i cibi in cucina vengono COTTI e sono conservati in freezer (sì, uguale a tutti quelli che abbiamo a casa, solo un po’ più grosso!)e in frigorifero (sì, ci sono prodotti freschi!)
    4)Mc Donalds è un’impresa, il suo obbiettivo è il profitto. quindi più clienti ha più guadagna. non capisco quale sia il problema se invita ad entrare il più spesso possibile. il problema è l’ignoranza, la mancanza di valori, la mancanza di hobbies, la pigrizia che inducono la gente a ingurgitare hamburger piuttosto che fare altro. è più comodo. ma non è certo colpa di MC.
    5)ti assicuro che conosco gente che mangia pasta tutti i giorni e non è messa tanto bene (se mangi e ti siedi, non consumi, nè carboidrati nè grassi!)
    6)la carne non è ovviamente prima scelta ma ha grassi <15% e proviene da allevamenti controllati dal servizio veterinario nazionele 8esattamente come quella che compri al supermarket o dal macellaio)
    7)l'olio vegetale x frittura, con punto di fumo buono. guarda un po' il mio post su come controllano i composti polari liberi… ed è solo un esempio!
    8) se non ti piace, non ti piace! a me non piace la tagliata… con tutto quel sanguE!!

  19. Roberto Giuliani ha detto:

    Mi dispiace ma dissento assolutamente, soprattutto su Mc Donald’s.
    La qualità dei prodotti è pessima, basterebbe andarsi a leggere quante cose non sono state dichiarate e solo ora ammesse sotto denuncia. Le patate (e non parliamo delle carni) contengono grassi idrogenati, che favoriscono il gusto ma sono profondamente dannosi per la salute. E i ragazzi che vanno da Mc non sono poche centinaia ma miliardi nel mondo, e ci vanno spesso, non una volta al mese. Se ragioniamo così tutti i prodotti sono commestibili ed è inutile di sforzarsi di salvaguardare la salute della gente. Chi vuole andare da Mc ci vada pure, ma deve sapere cosa mangia, non essere ingannato. Questo ovviamente vale per tutti, ma quando si tratta di multinazionali (vedi Monsanto cosa sta facendo con gli Ogm e con i suoi brevetti, che ha messo sul lastrico gente che coltivava grano senza ogm, e si è ritrovata i propri campi contaminati, con conseguente denuncia di Monsanto che ha preteso risarcimenti e sequestro de i prodotti di quegli agricoltori).
    Ho il sospetto che non vi rendiate proprio conto di quale immenso potere abbiano multinazionali come Nestlé. Le regole se le fanno loro, hanno abbastanza miliardi per comprarsi fior di avvocati e vincere la maggior parte delle cause, che in Africa non gli vengono neanche fatte, perché la gente non ha i mezzi e non sa neanche cosa mangia.

  20. gianna ferretti ha detto:

    Scusate sono stata assente, ho letto ora con attenzione i vostri commenti,sarebbe utile poterci tornare e magari approfondire alcuni spunti interessanti. Avete ragione, solo il nome Nestlè e/o McDOnald’s evoca reazioni pruriginose in tutti coloro che non si fermano a disquisire sui soli aspetti nutrizionali dei loro prodotti, ma è informato sul loro modo di procedere a livello internazionale. La sicurezza alimentare è importante, ma non è abbastanza, occorre anche guardare oltre.

  21. Grissino ha detto:

    1) Non mi dirai che la carne del mio macellaio o quella dell’Esselunga è uguale a quella di McDonald, VERO?
    2) Stiamo parlando di qualità o di sicurezza? Sono due cose ben diverse, non puoi mischiarle così!!
    3) Carne e patate vengono cotti e infatti io avevo scritto “fritto e scottato”. Ma in realtà le patatine sono preferitte e quindi credo che l’unica cosa che viene cotta davvero è la carne…
    4) Il problema non è dire “venite da noi, vi regaliamo anche il giochino” o “venite che i nostrio locali sono allegri”. Il problema è che fanno passare il loro cibo per sano e non lo è. Concordo che pure un fritto di pesce non è sano ma, te lo ripeto, nessuno mangia fritto di pesce tutti i giorni mentre hamburger sì.
    5) E questo cosa c’entra con Mc?! Ci sono altre migliaia di persone che mangiano bene!
    6) Cosa c’entrano i grassi?! Mi sa che hai perso un pezzo di frase…
    7) Non è solo il punto di fumo da considerare in un olio da frittura. Ci sono altre cose che fanno sì che una frittura sia di buona o cattiva qualità
    8) Sbagli, non è una questione di gusti. Io ti ho apposta sottolineato che le pietanze che compongono il menù di McDonalds mi piacciono. Non mi piacciono come le “cucina” McDonalds.

  22. AscorbicAcid ha detto:

    Forse non mi sono ben spiegato. In breve: come tutto, non fa male se preso a piccole dosi.
    La carne che prendi al supermercato è la stessa di Mc dal momento che il Gruppo Cremonini in Italia ha praticamente il monopolio del settore carne e degli allevamenti e Cremonini è fornitore di Mc a livello Europeo!
    Insomma, le bestie sono le stesse. Puoi non crederci, potete non crederci, continuando a credere a frottole e luoghi comuni, ma è così.
    P.S. suggerisco di fare attenzione alle campagne “open door” e “visita i fornitori”. vai a buttare uno sguardo nelle cucine e negli stabilimenti dei fornitori. se poi,da quanto ho capito, hai anche la possibilità di avere un occhio crico grazie alla tua formazione personale… tanto meglio.
    ti accorgerai che i diavolo non è così brutto come lo si dipinge.
    p.p.s. anche un idiota sa che mangiare hamburger tutti i giorni non fa bene o, se non lo sa, se ne accorge da solo. la gente è libera di entrare o non entrare da mc. se ne abusa la colpa è sua, non di mc. forse che è colpa dei produttori di vino se esistono gli alcolizzati?

  23. gianna ferretti ha detto:

    Propongo un testa a testa Grissino-Ascorbic Acid, vi va di scrivere un post ciascuno su come la pensate su McDonald’s?.. Un Processo in piena regola, avvocato difensore e l’accusa..Molte cose sono state già scritte.ci state? con calma…senza fretta..
    grazie!

  24. antonella ha detto:

    Io boicotto la Nestlè! da diversi anni, lo faccio perchè rivendico per me e i miei figli un mondo migliore! un utopia?
    Si probabilmente, ma se nessuno fa niente nel suo piccolo, certo il mondo non cambierà da solo, o più che cambiare non migliorerà anzi andrà sempre più allo sfascio.
    Quando si boicotta una azienda non lo si fa per mettere a rischio i posti di lavoro…figuriamoci siamo una
    goccia nel mare…ma solo per richiamare l’attenzione di tutti gli strateghi aziendali sulle flessioni della vendita, lanciare un messaggio e sperare che cambino qualche scelta!
    D’altronde miei cari…come mai quando ci sono le rivendicazioni di qeusta o quella categoria ( medici, benzinai, giornalisti, metalmeccanici) serrano le braccia…scioperano…e noi consumatori che strumenti abbiamo per protestare e rivendicare attenzione? NON COMPRARE!
    Un ultima cosa, mangaimo atnte schifezze è vero…è impossibile evitare, verdure transegniche, carni agli ormoni, garssi vegetali idrogenati e quant’altro….ma almeno qualcosa avremo il diritto di evitarlo?
    Non posso, pur andando a comprare nel negozio migliore…se la carne è agli ormoni, ma se LEGGO UNA ETICHETTA,e vedo che ci sono grassi idrogenati, conservanti e coloranti…evito di comprarlo!
    Riflettete gente… riflettete..

  25. […] Comunque la partnership non è nuova, anzi già nel 2005, il celebre chef aveva offerto la sua consulenza a PepsiCo Spain’s per la produzione di zuppe surgelate (Alvalle brand) e per le chips Lay’s Artesanas, ne avevo parlato qui. […]


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