Bloggers in Scienze Gastronomiche

giornale scienzegastronomiche
Sono partita da questa notizia, l’asta promossa dall’Associazione Volontari per il diritto allo studio all’Università di Scienze Gastronomiche. L’asta è finalizzata alla raccolta di fondi per sostenere l’attività didattica dell’ateneo e per far crescere il numero di borse di studio. Possibile –mi sono chiesta -che nessuno dei ragazzi dell’università di Bra o dei master di Colorno abbia sentito il desiderio di raccontare in un blog le lezioni, gli incontri, le visite didattiche? Bastava cercare: ecco “Scienze gastronomiche.blogspot.com e il blog della condotta degli Studenti iscritti a Scienze Gastronomiche. Per ora poche lezioni, ma l’anno accademico sta per ripartire. La quota di iscrizione al Master in Scienze Gastronomiche e Prodotti di Qualità? tenetevi forte: 21.000 euro, vitto, alloggio, materiale didattico e stages inclusi.

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11 commenti on “Bloggers in Scienze Gastronomiche”

  1. Grissino ha detto:

    21.000 euro?
    Sono scandalosi… chissá quanti magna-magna (e mai modo di dire fu piú appropriato) ci fanno sopra.

    Qui con la stessa cifra ci si vive quasi due anni… e questo la dice lunga sulle speculazioni che si fanno in Italia. Che poi mi viene da ridere: “Volontari per il diritto allo studio”?!

    PRRRRRRRRRRRRRRRRRR!!!!!!!!!!

    Conviene fare gli idraulici: si guadagna di piú!!

  2. Grissino ha detto:

    P.S.: Gianna aggiusta il 2° link
    😉

  3. Paolo ha detto:

    Beh, a loro discolpa c’è da dire che
    1) è un master (e quindi, se buono, caro)
    2) 5000 di quei 21000 euro sono di alloggio…

  4. davide ha detto:

    pensa gianna che un mio professore, diciamo il sancta sanctorum della tecnologia alimentare è andato in pre pensionamento ed è assunto quale esperto del settore…
    e altri diversi umbri lo han fatto, sempre del “giro”.

    boh, rimango perplesso nonostante siano tre anni che conosco questo corso di laurea, pensa che pure veronelli lo sosteneva, così come le più importanti cantine italiane

  5. Antonio. ha detto:

    Ciao.
    Stavo scorrendo le categorie, ed ho visto che mancano i dolcificanti.
    Che ne sai della stevia?
    Ciao.
    ^_^

  6. gianna ha detto:

    La stevia? dolcissima!:-) l’ho potuta assaggiare a casa di un amico che ne aveva una pianta in giardino.

  7. miki ha detto:

    21.000 euro e allora? Non sarebbe opportuno informarsi meglio prima di sparare sentenze?

  8. gianna ha detto:

    Caro/a Miki, mi sono informata,ecco un elenco dettagliato di tutto ciò di cui si ha diritto con 21.000 euro.

    “L’Università di Scienze Gastronomiche offre ai propri iscritti un pacchetto completo di servizi per rispondere ad ogni loro esigenza, dalla ricerca di una sistemazione abitativa, al reperimento dei testi scolastici o all’organizzazione dei viaggi studio (stage). La quota annuale comprende infatti:
    • la sistemazione per tutto l’anno in appartamenti (Case dello Studente) in stanza singola, in locali opportunamente arredati, con connessione internet
    • i pranzi (con l’esclusione dei sabati, delle domeniche e dei periodi di chiusura dell’Università)
    • gli stage previsti dal piano di studio
    • il viaggio, vitto, alloggio e trasferimenti durante i periodi di stage
    • i libri di testo (volumi, dispense)
    • la copertura assicurativa durante i periodi di stage e l’assistenza sanitaria all’interno dei Paesi dell’Unione Europea
    • la partecipazione a tutti gli eventi promossi dall’Università di Scienze Gastronomiche
    Il costo previsto per l’iscrizione e i servizi descritti è di 21.000 euro. Su richiesta, è possibile non usufruire della sistemazione negli alloggi messi a disposizione dall’Università. In questo caso, la quota annuale è di 16.000 euro.
    Qualora lo studente proponesse un tirocinio aziendale di propria iniziativa, vitto, alloggio e trasporti potrebbero non essere garantiti.

    Per gli studenti comunitari è prevista l’erogazione di prestiti d’onore messi a disposizione da istituti bancari. L’Università sta cercando di estendere tale opportunità anche agli studenti extracomunitari.

  9. miki ha detto:

    “il viaggio, vitto, alloggio e trasferimenti durante i periodi di stage”. Ha presente dove, spesso avvengono questi stages? Certo, 21000 euro non sono pochi, ci mancherebbe, però …

  10. raffaele ha detto:

    intervengo nella discussione del sito visto che sono il blogmaster del sito di cui si parla nell’articolo (www.scienzegastronomiche.blogspot.com) per dire poche cose. Il sito è nato come un modo per mettere nero su bianco, per segnare attraverso un po’ di scritto la nostra esperienza di masterizzandi in scienze gastronomiche. Non certamente una fedele ricostruzione di scritti, ma più il diario di un viaggio lungo un anno. Le lezioni, sicuramente interessanti sulle scrivanie d’università o durante i viaggi, sicuramente non sarebbero state piacevoli per i lettori di un blog. Quello che trovate adesso è la raccolta di fatti ed esperienze fatte alla fine del master, da parte di ognuno di noi studenti.
    Poi vorrei aggiungere una piccola postilla sulla questione del prezzo del master: concordo pienamente che 21000 euro non siano assolutamente pochi, ma posso tranquillamente aggiungere che sono tutti spesi per la gestione del master e per i tanti viaggi che vengono fatti durante i 12 mesi. I “magna magna” sono davvero inesistenti. Fra gli spostamenti che abbiamo fatto vi segnalo otto giorni in Spagna, otto o nove in Francia, Croazia, Sicilia, Cinque Terre etc. etc. durante i quali ogni spesa era compresa, dai trasporti, i pasti e ovviamente gli alloggi. A conti fatti, le spese dell’università potrebbero facilmente superare i 21.000 euro di iscrizione.
    Ovviamente bisogna avere molto interesse nella materia,altrimenti è inutile partecipare! 🙂

  11. Papone ha detto:

    Quale pregio il dileggio pubblico…
    mi interessa sapere come i conti in tasca altrui siano la matrice di questa discussione “altamente gastronomica”.
    Certo, la classe dirigente merita un sistema studi frazionato,burocrate,baronale come quello delle “U”niversità pubbliche più che l’alternativa tanto invisa di un ateneo privato,che è contenitore di interesse senza barriere umane ingombranti.
    Gentile Dottoressa Ferretti…l’Università di Scienze Gastronomiche è un libro aperto, magari scomodo, ma umilmente a disposizione.
    Vuole un’intervista???


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