Il Beta glucano

Il Beta glucano, un polimero costituito da molecole di glucosio, si candida come protagonista del mercato degli alimenti funzionali. Lo ha scelto la Kellogs per comunicare l’effetto anti-colesterolo dei suoi nuovi cereali Optivita. Il beta glucano è incluso infatti tra le fibre vegetali solubili. Tra i meccanismi regolatori della colesterolemia è stata ipotizzata una riduzione dell’assorbimento del colesterolo nell’intestino, inoltre dalla fermentazione del beta glucano, si formano acidi a corta catena che inibiscono la sintesi epatica di colesterolo.

Beta glucano anche in alcuni prodotti da forno della linea Alixir della Barilla che ha scelto di rifornirsi in Nuova Zelanda dalla GraceLinc che ricava il betaglucano dall’orzo. Un grande risultato per i neozelandesi perchè sul mercato ci sono diverse altre aziende produttrici che ricavano il betaglucano sia da cereali (1,2) che da microrganismi. Il betaglucano infatti è un costituente della membrana cellulare di funghi e lieviti. Orzo, avena e grano ne contengono in percentuale del 7%,2% e 1%.

Tra le aziende che hanno puntato sul business del beta glucano con suo isolamento da materie prime diverse vi è la Cargill che ha brevettato il metodo per estrarre il beta glucano dall’orzo. Il prodotto ottenuto si chiama Barlív™ (70% in beta glucano) da applicare a prodotti da forno, barrette, bibite, yogurth, Tortillas.
L’Agricultural Research Service del National Center for Agricultural Utilization Research in Peoria, IL, ha isolato Nutrim™.

Hifi, la cultivar di avena piu’ ricca in beta glucano

Gli scienziati dell’Agricultural Experiment Station in North Dakota, hanno registrato il loro HiFi, una nuova cultivar di avena con piu’ del 50% di beta-glucano rispetto ad altre cultivar. La svedese Nutritech International, ha lanciato Aktiv. OatVantage, un concentrato di beta-glucani (54%) è prodotto dalla Nurture.
La Cevena propone Viscofiber, con il 60% di beta-glucani. La giapponese Takeda-Kirin Foods Corporation, ha prodotto Pureglucan®, con il 90% beta-glucani derivati dalla fermentazione microbica del glucoso.

In Italia a che punto è la ricerca? sul sito cerealicoltura.it troviamo un progetto riguardante l’orzo e valutazione del contenuto in beta glucano in genotipi diversi: Tidone, Nura, Aiace, Zacinto. Fra tutti, i genotipi Priora e Alamo hanno il livello maggiore in beta glucano. Sono in corso anche esperienze di panificazione con farine a diverso contenuto in beta glucano.

Per i curiosi che si interrogano su come si ottiene il beta glucano dai cereali, ecco qualche schema che sintetizza le tappe principali.

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6 commenti on “Il Beta glucano”

  1. francesca ha detto:

    … sono interessata a ricevere informazioni circa i beta glucani.. sono una studentessa di farmacia e sto facendo la tesi proprio sui beta glucani. com’è la loro struttura chimica? come si estraggono? il loro meccanismo d’azione? in attesa di ricevere una risposta… distinti saluti Bocola Francesca

  2. maria ha detto:

    sono un infermiera interessata al betaglucano per le sue capacita di difesa per l organismo sono spesso affetta da bronco polmoniti potrei trarne giovamento? in quali alimenti si trova ?uso gia il lievito di birra.grazie

  3. Fabio ha detto:

    Salve!!! Sono uno studente della facoltà di Agraria di Perugia. Sarei interessato ad avere informazioni circa il beta glucano nel latte e nei formaggi. è ammesso dalla legge addizionarlo al latte? in caso, ci sono limiti quantitativi? Come si trova in commercio? Esistono ricerche in proposito? Soprattutto può alterare l’aroma e lo shelf life del futuro formaggio? Spero tanto che mi risponda. Cordiali saluti

  4. mariachiara di crescenzo ha detto:

    sono una studentessa della facoltà di agraria di mosciano san’angelo..le volevo chiedere qualche informazione in più sull estrazione del beta glucano dagli sfarinati e in particolare dall orzo…se puo consigliarmi qualche sito in proposito.la riongrazio

  5. Rocco Roberto ha detto:

    sono uno studente della facoltà di agraria di bari, le volevo chiedere se ha del materiale da inviarmi per email sull’estrazone del beta glucano dall’orzo e dai lignani dai semi di lino. Grazie

  6. gargano mariarita ha detto:

    spero che l’orzo di cui si parla in questo articolo non sia geneticament modificato.


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