Frutta snack reloaded

frutta snack

Il progetto Frutta Snack e dei distributori che contengono frutta e derivati avanza ed è arrivato nelle Marche. Venerdì scorso sono andata alla presentazione e sono tornata a casa con l’immancabile cartellina e materiale divulgativo. Mi sono presa qualche giorno per ragionarci sopra.

Cosa ho imparato?

-Che si parla di promozione del consumo di frutta fresca ma per la precisione nei nuovi distributori ci sono anche frutta essiccata, yogurth e parmigiano reggiano con cracker.

-Si parla di promuovere le produzioni del nostro territorio, in questo caso delle Marche,la mia regione. Ci si propone di offrire la possibilità di diversificare ed incrementare il reddito delle cooperative agricole della Val d’Aso. Staremo a vedere, per ora la macedonia è preparata con frutta sia nazionale che estera.

-I prezzi? Dalle 0.50 a 1.50 euro come stabilito e come accade nelle altre regioni dove l’iniziativa ha gia alle spalle diversi mesi di sperimentazione, sembra con successo.

-Il prezzo del prodotto fresco, la macedonia, è costituito per circa un quarto dal valore della materia prima e dagli altri tre quarti dai costi dei servizi e dai margini riservati alla rete distributiva per cui, del prezzo che paga il consumatore, solo un 20-25% arriva al produttore.

macedonia

-Sembra che i gestori dei distributori automatici di merendine e bibite gassate eroghino alle scuole X mila euro per avere l’esclusiva. E con i tagli alle scuole, cosa possiamo fare?

-I gestori di distributori di merendine ostacolano in alcuni casi l’ introduzione dei distributori alternativi.

Da leggere:Frutta snack (pdf)

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16 commenti on “Frutta snack reloaded”

  1. Grissino ha detto:

    Devo essere sincero, non comprerei mai la frutta al distributore. Parmigiano e crackers invece sí perché adoro il Parmigiano.

    Quanto a quelli che danno a noleggio i distributori, non ho una buona opinione. Almeno di quello che avevo in ufficio a Milano. Poi c’era la mia responsabile che era una mollacciona che capiva poco di alimentazione e non li ha mai cambiati malgrado io insistessi per quelli BIO con frutta secca, cioccolato “serio” e non Junk Food.

  2. Corsaro ha detto:

    Quante domande che ti fai…

  3. Elena ha detto:

    A me non piace questa idea…ho assaggiato dalle mie parti (Veneto) la mela essicata,è molto dolce e cmq ha un costo non indifferente!
    Ma perchè non si possono semplicemente abolire i distributori?…dubito che venga scelta frutta o qualcos’altro di salutare quando a fianco si trovano sempre tramezzini e altre porcherie…

  4. gianna ha detto:

    Basterebbe organizzarsi, gli studenti potrebbero farlo, no?

  5. paolo ha detto:

    Questo é un classico esempio di proposta commerciale mascherata da progetto salutistico. Si tratta di intercettare a monte la capacità di chi produce un packaging adattabile al distributore automatico, in questo caso per la IV gamma, ed a valle la richiesta di prodotti “salutari”. Nel caso specifico c’é anche un progetto ministeriale congiunto che incentiva, quale migiore occasione? Ovviamente il max del ricavo va a chi gestisce la rete dei distributori, ne so qualcosa perché é un business che ho fatto anch’io alcuni anni fa con caffé e succhi di frutta (buoni).
    Potremmo accontentarci se i ragazzi modificassero le loro abitudini almeno per un pò di tempo.

  6. Marco ha detto:

    Portarsi una mela, un’arancia o una banana (magari biologica) da casa è troppo trash?

    C’è un professore disposto ad insegnare ai suoi studenti come si sbuccia una frutta o sono tutti impegnati (come certi docenti di educazione fisica) ad insegnare come si rollano certe sigarette?

    Però il vantaggio della frutta già sbucciata è enorme: avremo nuove scatolette di plastica per insegnare agli studenti la raccolta differenziata!!!!

  7. Elena ha detto:

    Vi rendete conto quanto stiamo tornando indietro?
    Addirittura dover insegnare a scuola a sbucciare un frutto che tra l’altro a parte alcuni casi (kiwi, banana,…) sarebbe meglio consumare con la buccia?
    Se si vuole che davvero questi distributori funzionano nella loro valenza “salutisca” si dovrebberor proporre solamente frutta fresca di stagione già lavata, yogurt e acqua…

  8. Gianna Ferretti ha detto:

    Elena, è prevista una indagine sul gradimento dei prodotti. Vedremo tra qualche mese.

    Io ripeto comunque che gli studenti e gli inseganti potrebbero organizzarsi autonomamente.:-)

  9. Elena ha detto:

    Pienamente d’accordo con te Gianna circa la libera iniziativa!!!

  10. Laura ha detto:

    Tu dici
    “I gestori di distributori di merendine ostacolano in alcuni casi l’ introduzione dei distributori alternativi.”

    Ma Federalimentare dichiara che dai distributori si stanno eliminando le merendine, come da documento programmatico sugli impegni dell’industria alimentare italiana di aprile 2007. O almeno, le stanno eliminando dalle scuole elementari e medie inferiori.

    Forse proprio per questo alle superiori non mollano?

    Comunque resto dell’idea che se fosse più semplice trovare frutta “facile” all’uso, in molti ne mangerebbero di più.

  11. Stefania ha detto:

    D’accordo con Paolo e Marco. Sono iniziative che gli uffici ministeriali devono portare avanti con l’industria, per aiutare il terzo ‘polo’, ovvero la societa’ civile, ovvero noialtri. Perche’ alla fine della giornata l’obiettivo e’ quello di rieducare chi si e’ scordato di mangiare frutta, e qualsiasi cosa va bene. Non scordiamoci che siamo di fronte all’emergenza obesita’, e che anche se non se ne parla poi tanto in Italia (a parte parlare di obesita’ sempre insieme all’anoressia, per cui eludendo il problema dei cibi preparati che sono densi di zuccheri e grassi nascosti). Per quanto riguarda il commento di Laura – posso confermare che entrambe le iniziative sono presenti nel paese in cui vivo, l’UK – e che alla fine entrambe possono essere utili, e come dicevo prima, l’impegno ministeriale e’ comunque quello di tentare tutto quello che puo’, proprio per soddisfare sia la persona che gradisce mangiare la mela a morsi in mezzo alla strada, che quella che vuole tutto quanto sbucciato e tagliato. L’osservazione di Paolo e’ poi molto importante: cosa fanno poi i ragazzi che una volta terminata la scuola sono fuori dalla portata delle machinette automatiche? se non hanno genitori con un minimo di sale in zucca, torneranno a mangiare porcherie invece di frutta fresca. Alla fine il problema di creare l’ambiente giusto e’ importante …. e questo puo’ crearsi pure con le macchinette proprio per una questione culturale…

  12. Marco ha detto:

    Stefania credo che le iniziative degli uffici ministeriali su queste macchinette facciano bene più all’industria che alla società civile. Demandare ad una macchinetta l’educazione ad una sana alimentazione è semplicemente folle!!! L’educazione alle sane abitudini alimentari nasce dall’esempio in famiglia e dall’insegnamento a scuola.

    In Italia (o perlomeno in Toscana) c’è una buona educazione alimentare nelle scuole materne ed elementari. Le mense offrono pasti bilanciati con menù elaborati da dietiste e spesso vengono usati alimenti di origine biologica. Contemporaneamente vengono fatte delle lezioni sulle abitudini alimentari in classe. Dalle Medie in poi queste iniziative scompaiono (anche perché spesso gli studenti tornano a mangiare a casa e non hanno più la mensa). Alle scuole superiori il massimo che puoi trovare, in termini alimentari, sono le macchinette e talvolta il bar che spesso è più diseducativo delle macchinette.

    Secondo me è un problema di “età evolutiva” degli studenti. Alle medie e alle superiori siamo in piena adolescenza con conseguenti “ribellioni” e “rifiuti” comportamentali(anche di tipo alimentare)… Continuiamo a dare l’esempio e crescendo i nostri figli capiranno da soli che non saranno le porcherie industriali a farli diventare più simpatici!!!

    Infine facciamo fare tanto sport a questi ragazzi: spesso un buon allenatore riesce a convincere i ragazzi a fare una dieta equilibrata più di un genitore!!!!

  13. Stefania ha detto:

    si, questo si, succede, purtroppo, ma anche e’ vero che non in tutte le scuole il progetto mense sostenibili e biologiche funziona (so da amiche in centro-nord Italia che la mensa e’ biologica ma viene importato dal SudAmerica o altri paesi extra europei: che senso ha il bio?). Quello che voglio dire e’ inoltre che con queste iniziative non si vuole demandare il progetto dell’educazione alientare alle macchinette!!! ma e’ solo un’iniziativa fra le tante, molte delle quali rimangono a livello locale, perche’ l’Italia e’ fatta di regioni, provincie e comuni, e cosi’ a noi piace: quante volte abbiamo rifiutato un programma nazionale proprio perche’ inadatto alle realta’ locali? E d’altronde lo stato e gli enti pubblici hanno bisogno dell’industria perche’ e’ l’unico modo per ‘invitarla’ cordialmente a vendere qualcosa di meglio delle patatine fritte o dei tramezzini, delle barrette di cioccolato o delle lattine di Coca Cola. Bisogna iniziare in qualche modo da qualcosa…. anche per vedere se funziona o no.

  14. Salvatore ha detto:

    Sono un imprenditore che pertecipa a questo progetto con la fornitura di un prodotto. Vi sembrerà strano ma sono d’accordo con tutto quello che è stato detto. In effetti tutte le aziende, compreso quelle coinvolte, hanno l’obbiettivo di fare profitto, se poi si riesce anche a fare del bene all’umanità tanto meglio. Questa iniziativa non cambierà certamente il grado di salute del consumatore che ogni tanto mangia una mela invece di un tramezzino, credo piuttosto che il vero vantaggio sia quello di fare parlare di alimentazione e quindi di far riflettere su cosa e quanto si mangia, del biologico, della sostenibilità, degli ingredienti, ecc. Mi pare che questo scopo voi l’abbiate raggiunto e mi fa piacere. Vi ricordo che nessun cibo è veleno ed è giusto variarlo perchè ogni alimento ha spesso una specifica proprietà benefica, il vero problema, specie per gli obesi, è la quantità che deve essere limitata. E infine…. spegnete questa macchina “infernale” e andare fuori a fare una bella corsa che vi farà bene!

  15. […] il post sul progetto Frutta Snack presentato qualche mese fa. Tra i commenti, è arrivato quello di Salvatore Facondini, uno degli […]

  16. Emanuele ha detto:

    L’imprenditore ha centrato il bersaglio con il suo commento, certo, quello che scoraggia davvero è il fatto che per ogni cosa venga fatta in Italia, specie se innovativa si debbono sempre creare dibattiti, controversie, ingiurie, accuse etc…


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