E’ arrivato un carico di..

Terminal Fruit a Genova

…..carico di 90.000 cartoni di kiwi prodotti dal colosso neozelandese internazionale Zespri. Tutto a bordo della Cygnus Reefer, attraccata al Terminal Frutta del porto di Genova ai primi di maggio. Fino ad ottobre si prevedono ulteriori arrivi per un milione e .800.000 cartoni di kiwi delle varietà classico verde e della varietà gold. E’ un nuovo tipo di kiwi, si produce anche in Italia e si conserva in frigorifero fino ad oltre 6 mesi.

Nell’anno 2007 la produzione mondiale di kiwi è stata di circa un milione di tonnellate, l’Italia ha contribuito con più di 400000 tonnellate a questa cifra. L’avreste mai detto? Dell’attenzione riservata da molti imprenditori italiani a questa coltivazione che ha sostituito altre produzioni, ne parla perfino il Los Angeles Times. La Nuova Zelanda è attualmente il secondo produttore con circa 300000 tonnellate, poi ci sono Cile e altri produttori. Avanza la Cina che ha piani ambiziosi, lo scopo è di raggiungere una produzione di 100.000 tonnellate di kiwi entro il 2010.

Negli ultimi anni alcune imprese hanno cercato di sfruttare le proprietà benefiche del frutto che è ricco di antiossidanti, vitamina C, folati. Un occhio attento è riservato quindi al mercato dei nutraceutici. Il leader neozelandese Seeka Kiwi Industries, per esempio ha prodotto un supplemento a base di kiwi, è proposto per i suoi effetti lassativi.

Negli USA viene prodotto Efficas, e si è chiesta l’autorizzazione all’impiego come ingrediente alimentare per il mercato europeo. KiwiBerry è un concentrato derivato dall’Actinidia, sarà destinato a prodotti alimentari salutistici come bevande, cereali, dolciumi e snack salati.

Una società neozelandese guarda con interesse anche al settore dei cosmeceuticals con un nuovo ingrediente derivato dall’olio estratto dai semi di kiwi. E’ il Kiwi Estract Venture Ltd (KEVL)ricco dell’alfa-acido linolenico (ALA) della serie omega-3. Mi chiedo che resa può dare estrarre l’olio dai semi del kiwi.

E parlando di importazioni non può non tornare in mente il termine food miles e cambiamenti climatici. Ecco qualche link tra favorevoli e contrari.

Food miles: The true cost of putting imported food on your plate

Some Carbon With Your Kiwi?

Food miles debate reignited by climate change report

Contro-la-spesa-a-chilometri-zero

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11 commenti on “E’ arrivato un carico di..”

  1. Grissino ha detto:

    Ahimé i Kiwi proprio non mi piacciono 0 di 0.

  2. Stefania ha detto:

    eh eh – il primo e’ un ottimo contributo di Joanna Blythman, l’autore di Shopped. Ho usato questa tavola per il mio paper sui gamberi. Il secondo link e’ ugualmente interessantissimo, raccomando gli appassionati di architettura etc di controllare quello che sta succedendo nel settore e come tante soluzioni eco-compatibili stanno nascendo. Quanto al kiwi gold, se posso dire la mia… a me non piace per niente, mi sa di frutto ‘passato’…

  3. Marco ha detto:

    Io sono ghiotto dei classici kiwi verdi, ma li mangio solo in stagione e cerco, per quanto possibile, produzioni italiane BIO. Il kiwi gold non l’ho ancora assaggiato.

  4. Giorgio ha detto:

    Era ora che importassero seriamente i Kiwi Gold, mi piacciono molto ma sono difficili da trovare.
    Sono molto dolci e non hanno quel retrogusto acidulo di quelli verdi.
    Mi spiace per Stefania che non lo apprezza.

  5. Marco ha detto:

    A me piace proprio il retrogusto acidulo…

  6. Barbara ha detto:

    ciao Gianna, chiedo a te per una cosa piuttosto grave. Pare che la UE abbia approvato la norma americana per il lavaggio dei polli con il cloro (finora in UE si potevano lavare solo con acqua potabile). Ciò per consentire l’importazione dei polli americani.

    A me pare cosa seria, puoi dirci di più? Grazie!

  7. Stefania ha detto:

    e’ ancora una proposta

    http://www.eubusiness.com/news-eu/1211997722.44

    comunque considera che il cloro e’ largamente usato per lavare tanti prodotti, anche impensabili, ad es. le noci o le insalate in busta pronte che si trovano al supermercato etc.
    Questa mossa mi sa che verra’ promossa per ragioni economico-finanziarie (per via del dollaro debole)…

  8. gunther ha detto:

    Nel 1998 c’è stato un accordo internazionale tra Italia e Nuova Zelanda, per come dire “dividersi” il mercato a seconda della stagionalità invece che farsi concorrenza dal momento che la maturazione avveniva in tempi diversi. Quando maturano da noi arrivano nell’altro emisfero e viceversa. La pianta di kiwi che ha origine cinesi nella zona sud, Sichuan, con un clima caldo e umido caratterizzato da abbanondanti pioggie. E’ una pianta che consuma molta acqua, anche più di 40/50 litri d’acqua per pianta e ha visto diverse associazioni ambientaliste muovere critiche per l’estensione delle coltivazioni, proprio per alto consumo d’acqua.

    Sulla spesa chilometri zero, volevo dare una diversa lettura, volevo dire che al di là di essere favorevoli o contrari, c’è un nuovo elemento che entra nella discussione che è l’aumento del prezzo del petrolio e di conseguenza del trasporto. Fino ad ora molti prodotti, dato il prezzo basso del petrolio riuscivano ad essere concorrenti sul mercato, pertanto si riusciva ad avere fragole tutto l’anno ad un prezzo accettabile, ora questo meccanismo è entrato in crisi per l’aumento del costo del trasporto. Un conto è acquistare fragole d’inverno a 4/5 euri al kg, un conto a 12 euro al kg. è probabile che le scelte dei consumatori si orientino su altro.

  9. Stefania ha detto:

    anche io mi interrogo nello stesso modo esposto da gunther. Mi chiedo anche, ad esempio, se questo non possa indurre i titolari di ristoranti e fast food a riformulare le loro offerte ed eventualmente ridurre le porzioni, sopratutto in US e in Spagna, dove sono decisamente piu’ grandi rispetto ad altri paesi. Con l’aumento del costo del latte in alcuni paesi (poiche’ il consumo si e’ spostato nei paesi in via di sviluppo, sopratutto India e Cina) come puo’ un fast food tipo Starbucks continuare a vendere i vari ‘grande’ etc? dovrebbe aumentare ancora di piu’ i prezzi, ma sono gia’ assai piu’ alti di altre catene di caffetteria. Non resta altro che diminuire le dosi, secondo me.

  10. […] Sulla rivista BMC Genomics sono state pubblicate 130.000 sequenze del DNA dell’Actinidia, gli autori della ricerca lavorano presso il New Zealand’s Hort Research e partner del progetto è la Genesis Research and Development Corporation. L’Italia è uno dei principali produttori di kiwi e diverse aziende stanno rivolgendo attenzione a questo frutto per le sue interessanti proprietà nutrizionali. […]

  11. daniele ha detto:

    Ma su questi frutti che arrivano nei porti duri come sassi, perchè non si controlla più il grado zuccherino?


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