Perchè rinunciare al sapore del burro?

Burro

A casa ho diversi giornali di cucina. In questi giorni di vacanze ne ho ripresi in mano diversi alla ricerca di idee. Sul mensile “Sale e pepe” del gennaio 1992, guardate cosa ho trovato: una intera pagina dedicata alla promozione del burro.

“Perchè rinunciare al sapore del burro? ne basta poco” si legge.

Ci sono anche i dati di una “dieta ideale” con i quantitativi suggeriti di burro. Dieta targata Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

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4 commenti on “Perchè rinunciare al sapore del burro?”

  1. Grissino ha detto:

    Vorrei vedere le statistiche delle malattie cardiovascolari nei paesi nordici e in Italia. Il burro, specialmente nel sud Italia é praticamente sconosciuto, malgrado questo molte volte si mangia molto grasso, ci si muove poco (al contrario dei paesi nordici) e quindi -> obesitá. Il burro, senza esagerare, é ottimo secondo me 🙂 E’ stata fatta una grande campagna di demonizzazione nei confronti del burro mentre con l’olio la gente ci va pesante senza scrupoli di coscienza. Mah…

  2. Stefania ha detto:

    Grissino, hai ragione! ho incentrato la mia tesi proprio sulla ‘demonizzazione’ del grasso, sia grasso alimentare che grasso inteso come ‘essere grasso’, e quindi sovrappeso.

    vi passo volentieri dei dati: le malattie cardiovascolari sono ancora la primaria causa di morte nei paesi industrializzati (i tumori sono solo la meta’ rispetto alle malattie coronarie e cardiovascolari – fonte: WHO: 2007 & 2008).

    La CAP (Common Agricultural Policy) ha sostenuto la produzione di grassi con fondi di oltre 16 miliardi di euro. Questo include 500 milioni all’anno di sostegno al il settore caseario (mentre pero’ altri organismi governativi dagli anni 70 consigliano una dieta bassa di grassi!). Che significa? significa che il meccanismo di fondi ha prodotto incentivi per moltissimi produttori di latte con un alto contenuto di grassi – questo si traduce in 1.5 kg di grasso per cittadino EU ogni anno. I vari programmi di sussidi per le scuole incoraggiano il consumo di questo latte (pensate alle mense scolastiche etc). Per risolvere il problema della sovrapproduzione di latte, la comunita’ europea ha introdotto quote e multe, ma la produzione ha continuato a crescere e continuera’ a crescere sino al 2009 – una parte di questa sovrapproduzione viene poi passata (sempre con un sistema di sussidi) all’industria manufatturiera (ed e’ per questo che di recente siamo stati inondati di prodotti sempre derivati dal latte ma venduti come ‘sani’). La riforma del CAP del 2003 ha tolto gli incentivi basati sulla produzione e da allora le aziende ricevono sussidi sulla base degli obiettivi ambientali raggiunti. Ovviamente, pero’ il cambio di politica non si riflette ancora, bisognera’ attendere un po’…. Bastava poco latte e burro, come dice la promozione… dunque perche’ inondare il mercato?

    Lloyd-Williams et al: 2008
    Birt: 2007
    FPH: A CAP on Public Health? : 2007

  3. […] pianificarealex su Latte crudo, intolleranza al lattosio e un esperimento da pianificareStefania su Perchè rinunciare al sapore del burro?Grissino su Perchè rinunciare al sapore del burro?Andrea Bez. su Le aziende leggono i blog e […]

  4. Grissino ha detto:

    Prima di Natale, ossia prima di fare i biscotti, avevo qualcosa tipo 1,5 Kg di burro in frigo 😛


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