Sport drinks

Prendo spunto da un post del neonato blog "La colazione dei campioni " per parlare di sport drinks e integratori rivolti a chi pratica sport e attività fisica. I protagonisti principali sono sempre gli stessi. Pepsico da una parte e CocaCola dall’altra. Ma stavolta non parliamo di bevande con le bollicine, ma di sport drinks: Gatorade contro Powerade rispettivamente. Un mercato in crescita quello degli sport e energy drinks, non solo negli USA ma anche in Europa. Lo testimoniano le innovative proposte di numerose aziende. Una breve panoramica su vecchi e nuovi protagonisti del mercato.

Se in una prima fase di lancio entrambe le due multinazionali hanno rivolto il marketing all’ambiente sportivo sponsorizzando competizioni agonistiche soprattutto rivolte ai giovani, in una fase successiva gli investimenti si sono rivolti ad ampliare il mercato anche al di fuori dell’ambiente sportivo. Lo dimostra la presenza massiccia dei due marchi non solo nei distributori automatici presso palestre e impianti sportivi ma anche in bar, autogrill, supermercati, caffetterie universitarie.
Le Olimpiadi di Atene, sono state l’occasione per riaffermare prodotti già esistenti e per lanciare altre formule. La CocaCola con i suoi 6 milioni di dollari di investimenti pubblicitari puntava ad affermare il suo Powerade come ‘Sports drink of 2004’.

La GlaxoSmithKline con due milioni di dollari di investimenti, era presente ad Atene per confermare ulteriormente il suo Lucozade Sport, brand diffuso fino ad or soprattutto nel Regno Unito.


I giochi di Atene hanno costituito l’occasione per testare prodotti e ingredienti innovativi come il nuovo sport drink arricchito in proteine. Lo hanno chiamato Accelerade prodotto dalla tedesca DSM.

E non è stata a guardare la Quest International, anche lei impegnata nella fabbricazione di un prodotto innovativo arricchito in peptidi. Il nome? Hyprol, già introdotto sul mercato in 10 diversi paesi dalla Extreme Drinks.

Anche altre aziende come la Novartis con Isostar è presente nel settore sebbene con percentuali inferiori.

Un mercato in espansione quindi quello delle bevande rivolte a sportivi e non.

Ma cosa c’è dentro?
Per un prezzo addirittura superiore alle altre bevande analcoliche troviamo acqua,sali minerali e additivi (coloranti e aromi artificiali).

Sono davvero insostituibili e così essenziali per reintegrare le perdite della sudorazione come vogliono farci credere con i messaggi della pubblicità?

Una risposta la troviamo nel sito della Società Italiana di Nutrizione Umana, l’autore è Michelangelo Giampietro, coordinatore del gruppo tematico "Alimentazione e sport" della società scientifica..

"Poiché l’attività fisica si caratterizza in genere per un aumento del dispendio energetico e per una conseguente maggiore produzione di sudore, necessaria per disperdere il calore prodottosi all’interno delle cellule del nostro corpo durante i processi chimici che sostengono la contrazione muscolare, può essere giustificato ricorrere a prodotti per integrare la perdita di Sali minerali.Tuttavia, va ribadito che lo stesso risultato si può ottenere consumando cibi comuni e "bevande domestiche" opportunamente preparate (20-60 grammi di zucchero, l’equivalente di 4-6 cucchiaini, e 1/2 cucchiaino da caffè di sale da cucina disciolti in 1 litro di acqua, aggiungendo succo di arancia e/o di limone), oppure succhi di frutta diluiti con acqua, in modo da ridurre la concentrazione di zuccheri del prodotto base. Gli integratori idrico-energetico-minerali così ottenuti, se da una parte sono penalizzati da un gusto certamente meno gradevole delle bevande commerciali, dall’altra hanno l’innegabile pregio di essere altrettanto validi e decisamente molto più economici!

 


 



6 commenti on “Sport drinks”

  1. brando ha detto:

    Gianna ho avuto la possibilità di parlare con un tecnico alimentare che mi ha confermato come il costo di produzione degli sport drink si aggiri sui 20 centesimi al litro a fronte di alcuni euro di prezzo di vendita.

  2. gianna ferretti ha detto:

    Brando, farò un aggiornamento con questa cosa… anche se credo che dipenda molto dal tipo di “formula”..grazie!

  3. Trashfood ha detto:

    Il Gatorade, nell’immagine in veste  di sponsor dei mondiali di calcio 2006,  disseterà la Juve anche in serie B?…

  4. paolo ha detto:

    diciamo che quando si ha a che fare con queste multinazionali ,a loro interessa solo guadagnare e quindi pubblicita’ a go-go,il prodotto nn e’ qualitativo ed in genere sono pieni di zuccheri,nn a caso i + economici,in genere saccarosio(zucchero da cucina)le bevande serie per integrare i sali per con il sudore hanno altre caratteristiche!!!!!
    il gatorade la bevanda per i sportivi?? si per quelli che non capiscono 1 caz..o!!!!!!!

  5. […] mi ha perciò segnalato, che si era occupata di integratori, in un articolo dedicato proprio agli sport drinks pubblicato nel […]

  6. […] perchè permette di avvicinare famiglie e bambini. Serve un testimonial di successo. Insomma la mia idea sulla reale utilità di certi prodotti non è cambiata. Servono certi integratori? Sono […]


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