Distributori automatici Sì, No, Forse

Le scelte alimentari sono influenzate da molti fattori e non si può attribuire il soprappeso e l’obesità infantile esclusivamente ai distributori automatici dislocati nelle scuole. Però ho un paio di  domande per Vincenzo Scrigna, nuovo presidente dell’Associazione Italiana della Distribuzione Automatica CONFIDA.

La prima: Come può affermare che i bambini delle scuole elementari e medie inferiori non hanno libero accesso ai distributori automatici che –sono sue parole- sarebbero presenti in luoghi riservati a docenti e personale di servizio? Provi ad entrare in una scuola e vedrà i distributori dislocati ad ogni piano, non è affatto vero che non ci sia libero accesso ai giovani e che i docenti presidiano i distributori.

La seconda : Perché se l’è presa così tanto alla presa di posizione di Federalimentare e AIDI (Associazione Industriali Dolciari) che hanno annunciato la decisione di voler eliminare i dolci dai distributori scolastici? Io oltre ai dolci, troverei delle alternative anche agli snacks salati e vedo positivamente la possibilità di inserire prodotti diversi dai soliti snacks. Ne sento parlare da tanto tempo, e ora lo prevede anche il piano "Guadagnare Salute" del Ministero della Salute (pdf). Non dovrebbe essere così complicato, non stiamo tanto a discutere, facciamolo. In tutte le regioni, in ogni città, in ogni paese, in ogni scuola, e non solo nelle regioni pilota (1,2)

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8 commenti on “Distributori automatici Sì, No, Forse”

  1. Grissino ha detto:

    Mi sembra di leggere il libro di Morgan Spurlock di Super Size Me!
    😀

    Cara Gianna, io ho una mia opinione a tal proposito. Ossia che se i genitori non educano i ragazzi a una corretta alimntazione, dovrebbe farlo la scuola con ore di educazione alimentare inserite fra quelle di scienze. Certo che avendo solo 1 o 2 ore di scienze alla settimana la cosa é dura. Quindi, basta fare 6 ore di latino e due di scienze. Per il bene degli italiani, due ore di latino, tre di scienze e 3 di educazione alimentare e casalinga (pronto soccorso, piccoli lavori elettrici, idraulici, ecc.).

    P.S.: Nell’album fotografico su Picasa trovi qualche etichettina fotografata apposta per te 😉 Alcune sono in tedesco ma se hai bisogno la traduzione, dimmelo. Link nel post su Vienna di ieri.

  2. Lorenzo Valier ha detto:

    vorrei rispondere all’intervento di Grissino:
    purtroppo non si può pensare che la scuola sostituisca i genitori, i ragazzini di oggi sono molto più informati di noi 20 anni fa….alzino la mano gli over 30 che alle elementari conoscevano grassi, proteine e carboidrati….alzate, alzate le mani….
    Un ragazzino di 10 anni di oggi conosce molte cose relativamente all’educazione alimentare, il problema è secolare ed insito nella natura umana…
    I ragazzini vanno guidati…gli si deve insegnare quelle che va fatto/mangiato e quello no….non si può pretendere che se conosce l’esistenza dei carboidrati sappia darsi delle regole/misure!!!!
    Darsi dei limiti è sinonimo di maggiore età (e non sempre è vero!!).
    Purtropo da addetto ai lavori sento dire delle grandissimi castronerie…basterebbe che i genitori si prendessero più tempo per i figli…come lo facevano i nostri genitori per noi!!
    Buona giornata a tutti
    Lorenzo

  3. cdavide ha detto:

    è preoccupante però che l’educazione alimentare dei bambini, da oggi, derivi dalla presa di responsabilità (lodevole) dell’associazione di categoria di produttori snacks.

    forse, prima, avrebbe dovuto intervenire il ministero o qualche progetto nazionale, regionale, locale.

  4. Grissino ha detto:

    E’ vero quello che ha detto Lorenzo ma un pó di scienze in piú a scuola puó solo essere d’aiuto!
    😛

  5. mariella ciani ha detto:

    i bambini e soprattutto agiscono per imitazione: vogliono quello che ha il compagno, se poi “questa cosa” la si trova a scuola tanto meglio soprattutto per i genitori che si tolgono un pensiero.
    Ritengo che vada fatto un grosso lavoro sui genitori oltre che sui ragazzi! Hanno bisogno di riappropiarsi del loro ruolo comodo o scomodo che sia, non si può delegare sempre.
    al Presidente di CONFIDA voglio ribadire che i bambini e i ragazzi hanno libero accesso a tutti gli ambienti della scuola, spesso escono dall’aula durante le lezioni con una scusa per andare a mangiare o bere.
    se certi prodotti non glieli facciamo trovare o non mangiano che sarebbe meglio o optano per delle alternative che sicuramente fanno meglio.
    Mariella

  6. […] Lo sapevo, con la ripresa dell’anno scolastico, si torna a parlare di distributori automatici. […]

  7. rocco ha detto:

    voglio sapere se i docenti possono vietare l’uso dei distributori automatici al di là dell’alimentazione corretta o meno, ma se il servizio e a disposizione di tutti perchè per vari motivi non possono utilizzarlo?
    Vorrei tanto che qualcuno mi aiutasse a recuperare degli articoli per aiutare questi alunni.

  8. gianna ha detto:

    Ciao Rocco, dalla mia esperienza, i disributori automatici godono di ottima salute all’interno delle pareti scolastiche. a quali articoli ti riferisci?


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