(Non) mi fido di te

Qualche ora del pomeriggio e ho terminato Mi fido di te di Massimo Carlotto e Francesco Abate.
Mi è passata la fame. Quanti personaggi come Gigi Vianello,il protagonista, sono in attività?. Ho riconosciuto tra le pagine alcuni fatti di cronaca realmente accaduta in Italia. Perchè Vianello è specializzato in ogni genere di frode e sofisticazione alimentare, dal vino chimico, al riso OGM ma con certificazioni OGM-free, il peperoncino con il sudan 1, il grano contaminato da ocratossine e le ricordate le uova non commestibili che venivano comunque lavorate per produrre gli ovo-prodotti? Anche di quelle Gigi si è interessato. Poi pelati pieni di pesticidi made in Spagna o Made in China. Non manca cenno ai polli olandesi e ai prosciutti sofisticati. I primi sottoposti al processo del tumbling per farli gonfiare. Gli animali decongelati verrebbero infilati dentro giganteschi macchinari simili a betoniere e rigirati fino a quando non assorbono un bel po’ d’acqua. I secondi, i prosciutti importati dalla Romania con certificazione sanitaria fasulla,tanto la salatura avrebbe sterminato i batteri.

Un assaggio del libro? eccolo.

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4 commenti on “(Non) mi fido di te”

  1. Grissino ha detto:

    Molto simpatico, ho letto il pezzo!! Se quelli “sveglioni” arretrati e paleolitici dell’Einaudi l’avessero venduto a poco in formato elettronico l’avrei preso. Ma allo stato attuale 14 euro per un libro di cultura alimentare romanzata é un lusso che non mi posso permettere. Comunque appena trovo lavoro lo riprendo sicuramente (messo nei preferiti).

    Quanti personaggi come Gigi Vianello,il protagonista, sono in attività?
    ***
    No comment.

  2. Stefania ha detto:

    Ho sentito parlare di questo libro e appena avro’ tempo di leggere per ‘passatempo’ lo leggero’. Intanto da queste righe mi pare che Carlotto si sia davvero ben documentato. Questi processi sono utilizzati realmente dall’industria alimentare, e il gonfiore dei polli e’ dovuto sia agli antibiotici amministrati per farli crescere a dismisura, che alle iniezioni di acqua una volta macellati. Se posso consigliare una bella e illuminante lettura, che per fortuna e’ stata tradotta anche in italiano (una volta tanto!) eccola : Non c’e’ sull’etichetta, di Felicity Lawrence. La Lawrence e’ una giornalista per il quotidiano Guardian ed il libro e’ il risultato di un suo viaggio nel mondo agroalimentare, che dal Regno Unito la porta verso altri paesi. La Lawrence si e’ perfino finta operaia e ha lavorato nei campi sotto falso nome, denunciando una realta’ che anni fa in Gran Bretagna nessuno si sognava di fare. Una bella lettura, che dovrebbe far riflettere anche coloro che pensano di essere ‘immuni’ da questi problemi. Particolarmente bello il capitolo che riguarda il pane (sapete che anche l’Italia sta registrando la lenta scomparsa di panifici artigianali? E che dire del caffe’ prodotto in Vietnam (pur non essendo una zona di produzione tipica) e dei gamberi, anch’essi provenienti da quell’area?

  3. Giorgio ha detto:

    Ho letto qualche tempo fa il libro consigliato da Stefania e debbo dire che la voglia di mangiare mi è decisamente passata. Consiglio a tutti di leggerlo è una rivelazione per le frodi e adulterazioni dei prodotti alimentari, peccato che poi quando ci si trova in un supermercato non si sa più cosa comprare!

  4. […] una nuova vita e si rimettevano in vendita. Tutta la vicenda mi fa tornare in mente il libro “Mi fido di te“. Chi l’ha letto ricorderà che non era difficile riconoscere tra i reati commessi dal […]


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