La sconfitta di Kokopelli

Il nome Kokopelli non è sconosciuto a tutti gli appassionati di vecchie varietà di frutta e ortaggi. Infatti vendere, distribuire, scambiare sementi in difesa della biodiversità erano delle attività dell’associazione. Purtroppo in Europa queste attività sono considerate illegali e in Francia l’associazione Kokopelli ha ricevuto dal tribunale 35.000 € di sanzioni per aver commercializzato e diffuso varietà non iscritte ai registri. Da alcuni giorni sul sito capeggia un documento che inneggia: Citoyens, au semences! (Cittadini, alle sementi!). Da una parte trattati internazionali per la difesa della biodiversità e dall’altra si ostacola una associazione che ha come finalità quella di conservare una collezione vivente di 2.500 varietà. Gli accusatori? Una grande compagnia sementiera la Baumaux e l’associazione delle ditte sementiere francesi, che incasseranno i danni oggetto della sanzione comminata a Kokopelli.

Fonte: biodiversita.info

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4 commenti on “La sconfitta di Kokopelli”

  1. davide ha detto:

    mi chiedo quante finalità politico-economiche vi siano dietro questo evento.
    resto perplesso soprattutto perchè si sia voluto procedere ad una sanzione
    1) che abbia creato un precedente per i futuri tentativi di conservazione delle biodiversità
    2) con l’intento preciso di essere da monito a chi osi minacciare meccanismi, ormai noti, della diffusione di sementi unicamente attraverso il canale delle multinazionali.

    sono generalmente a favore delle multinazionali, ma rispetto chi combatte per la biodiversità.
    Questo evento mi preoccupa per quanto le finalità “dei pochi” siano perseguite all’interno delle istituzioni “di tutti”.

  2. Stefania ha detto:

    si infatti – li’ dipende anche dal giudice che ha seguito l’istanza. Mi chiedo: non hanno cercato di fare lobby anche con altre associazioni (tipo Slow Food) – non conosco il caso …

  3. paolo ha detto:

    Da alcuni anni lo Slowfood si impegna per la libertà nella gestione dei semi.
    Non é assolutamente possibile che i contadini del mondo intero debbano piantare solo i semi venduti loro dalle multinazionali. I rischi di questo scempio sono altisimi: dalla scomparsa di varietà, all’estinzione di specie animali. Questo precedente é grave e ci dimostra quanto la UE sia succube delle multinazionali e quanto l’EFSA sia sorda e cieca. Per esempio nel settore vinicolo molti produttori piantano le barbatelle comprate nei vivai, cloni delle solite varietà, e pochissimi innestano. Ne consegue che le viti sono sempre più deboli ed esposte a malattie che una volta le piante stesse sopportavano. E quindi non resta che abbondare con la chimica…

  4. Non capisco una cosa: se l’accusa è “aver commercializzato e diffuso varietà non iscritte ai registri”, perché le compagnie sementifere “incasseranno i danni oggetto della sanzione”? Avrebbe senso se avessero commercializzato varietà iscritte e di proprietà di una compagnia…


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