Mandorle Californiane tra nutrizione e business

Quando ho visto questa pagina sull’American Journal of Clinical Nutrition, una delle riviste piu’ seguite dai nutrizionisti di tutto il mondo, prima ho curiosato nel sito Almonds are In dell’Associazione Californiana di produttori di mandorle. Poi mi sono chiesta in che situazione fosse la mandorlicoltura italiana. In rete ho trovato solo questo sito di una associazione di produttori di Agrigento, i dati sulle produzioni risalgono al 1998 e gli aggiornamenti del sito internet sono fermi al 2002. Un segnale molto eloquente che la situazione non è affatto positiva?.

Ho trovato che il mercato è tutto nelle mani della California, che produce circa il 70% delle mandorle commercializzate nel mondo. Se l’Italia, ha ricoperto per molti anni un ruolo di rilievo, è scivolata al terzo posto e poi al quarto posto alla fine degli anni novanta. Il calo drastico di superfici e di produzione in Sicilia è iniziato negli anni ’70, ma le cause del declino sono precedenti e risalgono all’immediato dopoguerra. In quegli anni la politica agraria inseguiva un solo parametro, la quantità. In Sicilia e in Puglia è iniziato l’espianto dei mandorleti, relegati nelle zone più povere, aride e inaccessibili, mentre le terre fertili sono destinate a colture capaci di produrre dieci volte tanto: agrumi, pesche, uva da tavola. I trent’anni che hanno annientato la mandorlicoltura italiana sono gli stessi che hanno consegnato la supremazia assoluta alla California. Le circa 6.000 aziende americane sono giganti, il ciclo colturale è completamente meccanizzato, i costi di produzione molto bassi e le associazioni di produttori curano alla perfezione il collocamento sul mercato, offrendo un prodotto standard, rifornimenti costanti e prezzi concordati un anno prima della consegna. Le mandorle californiane sono belle, regolari, tutte uguali. Anche se sono considerate scadenti dal punto di vista organolettico, gli americani esportano mandorle anche in Italia e nei porti italiani arrivano già calibrate e perfettamente insaccate, poi le troviamo sugli scaffali dei supermercati. Altri paesi in crescita sono quelli del Nord Africa come la Tunisia.


 

Gli USA non sono solamente produttori di mandorle, elevato è anche il consumo e vastissima anche l’offerta di prodotti derivati, come i flavoured almond milk.

Si è davvero sorpresi dalla mole di dati forniti sul sito dell’associazione californiana di produttori di mandorle.

Volete le ricette? Ci sono?

Statistiche, dati economici e produttivi? Ci stanno

News sui mercati ed eventi? of course.

Informazioni sulla composizione in nutrienti? fibre, grassi, carboidrati, proteine, sali minerali, vitamine, ecc? certo!

E così i californiani ci fanno da maestri anche in tema di nutrizione proponendo il consumo di mandorle per i loro effetti positivi sulla salute del cuore.

Ecco a cosa serviva la scatola, in vendita nello shop del sito.

23 mandorle=1 ounce, la porzione perfetta secondo ‘Almond Board.

fonti: Slowfood, AlmondsAreIn

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11 commenti on “Mandorle Californiane tra nutrizione e business”

  1. Grissino ha detto:

    Ah non ci sarei mai arrivato per la scatola.

    vero, le mandorle italiane sono buonissime, migliori di quelle americane. Io a Milano prendevo quelle all’Esselunga e avevano un sapore superiore di quelle di qui americane.

    Come al solito, l’Italia si butta via da sola. Non é una novitá. Anziché buttare i soldi nel portale Italia.it o darli ai politici, farebbero meglio a sovvenzionare i mandorleti 😛

  2. Stefania ha detto:

    Gianna, in un post ‘insolito’ (chi avrebbe mai pensato alle mandorle?) hai riassunto il disastro che ha colpito tutta l’Europa con l’introduzione del paradigma produttivo partito dal dopoguerra in poi, che si e’ concretizzato nell’allargamento dei terreni alle monocolture, la meccanizzazione e l’uso scellerato di pesticidi ed erbicidi. Pero’ bisogna anche capire che le intenzioni a livello politico erano buone – perche’ si voleva garantire una certa produttivita’ (in termini di volume) – l’Europa non doveva piu’ vivere la fame – una data fra tutte: 1944, anno della carestia in Olanda, anno in cui non c’era niente da mangiare e la gente moriva di giorno in giorno. Parliamone ma anche in senso positivo, perche’ ora si e’ capito quello che questo tipo di politica ha causato, e infatti le riforme della CAP ora incentivano le aziende in base a quello che producono non in base ai volumi. e cosi’ tante colture si stanno recuperando, si parla infatti di biodiversita’ anche per questa ragione…. E riguardo la California… qui importano solo le noci, ma le mandorle oramai vengono dal Cile. E’ di questi paesi che dobbiamo preoccuparci di piu’ ora come ora… cosi’ come degli GM

  3. salvo ha detto:

    ho 35 anni e sono sposato, ho intenzione di investire su una piantagione di mandorlo,su una estenzione di quattro ettari di terreno.Considerando che da come sono informato ci sono dei contributi del 60% a fondo perduto vorrei provare.Ma leggendo un po’come va’il mercato dovro’stare attento prima di fare delle spese inutili.Grazie aspetto magari qualche consiglio, a risentirci!

  4. Gianna Ferretti ha detto:

    In bocca al lupo Salvo! raccontaci, dove hai il mandorleto?

  5. Anna Chiara ha detto:

    salve ..per motivi didattici sto lavorando all’elaborazione di uno yoghurt a partire da latte di mandorle…
    vorrei fermentarlo con qualche altro microrganismo…sapreste aiutarmi anche semplicemente fornendomi siti materiale idee grazie
    Anna Chiara Ragone

  6. […] solo una parte di prodotto è frutta a guscio e quindi piu’ sensibile a contaminazione. Le mandorle arrivano dalla Puglia, se manca la disponibilità, dalla California. Le nocciole provengono dalla […]

  7. Giuseppe ha detto:

    In risposta a Salvo:
    Non so quanto ti convenga investire su una piantagione di mandorle…
    Prima di partire assicurati dei contributi realmente richiedibili.
    Poi attualmente i prezzi non sono per niente buoni, parlo così perchè ci sono dentro, quando le porti a vendere sembra che ti stanno facendo un favore…dicono:”la california sta arrivando a quattro soldi”.
    L’anno scorso vedendo la situazione decisi di farle snocciolare, qualcosa in più ho preso, ma ho dovuto anche selezionarle…insomma una faticaccia!!!

    PS:Non dimenticare che ci vogliono anni (una decina) per cominciare a fare una buona raccolta

  8. Leonardo ha detto:

    Salve, l’hanno scorso ho acquistato un terreno di 7000 mq ed ho piantato 310 alberi di mandorlo, varietà Filippo ceo e Genco, spero di aver fatto la scelta giusta (mi è stato detto che il mandorlo non necessita di tante cure o attenzioni). Cosa mi consigliate di fare o a chi rivolgermi per ottenere un prezzo decente quando sarà tempo di vendere?
    Grazie

  9. Stefania ha detto:

    azzardo un’idea: camera di commercio della tua citta’ / area? settore agroalimentare

    http://www.cameradicommercio.it/cdc/id_pagina/26/id_cp/53/t_p/agroalimentare.htm

  10. savino pietro ha detto:

    Salve a tutti,noi compriamo mandorle il mio numero telefonico e 3498656873 localita sammichele di bari.Viva le mandorle italiane Viva il buonn gusto piantate le mandorle e sarete ricompensati.

  11. inmaculada galea ha detto:

    hola io sono mecolata galea hija de maria mandorla vivo en argentina y busco familiares ya que hace 58 años que no los he vuelto a ver (jusepe galea regio calabria italia )(maria mandorla regio calabria italia)(pietro mandorla regio calabria italia)


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