Filiere creative

Cosa fanno insieme oli di semi, clorofilla e beta-carotene? secondo alcuni produttori del foggiano diventerebbe olio extravergine d’oliva.

olio clorofilla e Beta-carotene

Fonte:Repubblica.it

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4 commenti on “Filiere creative”

  1. Elena ha detto:

    Ho letto l’articolo intero…mi viene solo da commentare con: “Triste Italia”…

  2. Giorgio ha detto:

    Vedi ciò che mi rattrista di più e che nel mondo sono queste le cose che si ricordano:
    Vino adulterato, mozzarelle sbiancate e con diossina, olio “taroccato”……
    Lo so che siamo un paese di “creativi” ma forse sarebbe il caso di smetterla di inventare imitazioni di cibi, così perdiamo qualunque credibilità !

  3. Sardegna Radio ha detto:

    Salve,

    interessante il discorso. Lavoriamo su una radio online che trasmette esclusivamente musica di tradizione orale della Sardegna.
    Abbiamo intenzione di aprire il discorso anche all’enogastronomia in quanto parte di un progetto culturale della valorizzazione del gusto come elemento connotante del rapporto tra uomo e ambiente (Gusto per il cibo, per il vino, per la musica)
    Se ti interessa passa a trovarci
    http://www.sardegnaradio.it

  4. davide ha detto:

    ora capisco perchè quel piccolo comma della normativa per l’olio vieta l’utilizzo di caroteni e clorofille.

    la prima domanda, sull’argomento, alla docente di processi della tecnologia alimentare fu proprio questa…le chiesi: per aumentare l’appetibilità degli oli di semi non è possibile colorarli come il più naturale olio di oliva, utilizzando caroteni e clorofille?

    lei mi disse: Davide datti una risposta da solo e poi fammela sapere
    io molto ingenuamente, andai a studiarmi le transizioni elettroniche in presenza di raggi uv in oli di semi arricchiti con queste molecole e conseguente diminuzione di conservabilità del prodotto.
    Che ingenuo, sarei potuto diventare ricco…

    o forse è proprio questo il punto, al di fuori della frode “merceologica” (perchè olio è olio, mica fa male l’olio di semi)

    il punto è che la conservabilità (in termini cinetici, s’intende, studiando l’energia di attivazinoe) si riduce al 14%.
    ma tutti sono più interessati all’aspetto merceologico… quello si risolve con una multina e, al massimo, con una condanna. Io sono più preoccupato dell’olio extravergine di oliva che ho comprato in un discount. Rientrerà chimicamente nei parametri di legge?
    come faccio a saperlo, da consumatore? (da chimico ho un laboratorio, mi faccio due analisine, ma non tutti potrebbero avere un laboratorio a disposizione).

    piccolo suggerimento per l’EFSA, dato che la paghiamo e dato che a qualcosa deve servire: dite nome e cognome, lotti, e per favore, ritirate dal mercato il prodotto SCADENTE…


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