Il futuro del fast food?


col-pop

Si chiama Col-pop.

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18 commenti on “Il futuro del fast food?”

  1. liloniadriano ha detto:

    COLite POPolare? :-o)

  2. giusi ha detto:

    Speriamo che questo mix di pollo e soda non diventi un ripiego per i sempre più numerosi italiani squattrinati.

  3. Grissino ha detto:

    Beh mica un’idea stupida! Davvero simpatico!!

  4. gianna ha detto:

    Questione di portability. 😉

  5. Giorgio ha detto:

    Scusa una curiosità ma come faranno a friggere con olio extra vergine di oliva senza che tutti i cibi sappiano di oliva in modo allucinante ?
    Io ho provato ad utilizzare olio extra vergine di oliva (vero !) nella friggitrice ma l’ho utilizzato una sola volta perchè lasciava un gusto troppo forte di oliva sulle fritture, praticamente sapeva tutto di oliva !
    Molto probabilmente sarà trattato stranamente.

  6. Stefania ha detto:

    si, considera che molto viene passato nella pastella previa frittura – quindi quello un po’ evita il problema. Inoltre vengono accompagnati tipicamente da salse e salsette , quindi il gusto e’ sempre un po’ sfasato.

    Invece io mi chiedo da dove caspita prendano l’olio d’oliva – mi stupisce che non usino olio di palma, ad esempio. In seguito al bando dei grassi trasformati negli US si e’ allargato il dibattito in vari paesi sugli olii usati dall’industria e dai fast foods. Molti titolari stanno facendo il passaggio verso gli olii di palma, perche’ vegetali e non trasformati, la principale area di produzione e’ l’Indonesia / Malesia, non troppo lontano da Singapore… certamente piu’ vicina delle aree a produzione di olio d’oliva…

  7. Giorgio ha detto:

    Grazie Stefania
    In effetti tra la pastella e le salsine si maschera parecchio, io invece niente salsine quindi…
    Ora sono passato all’olio di oliva “meno vergine” o alla palma bifrazionato che non lascia il minimo retrogusto.

  8. gunnar ha detto:

    Che maialata, questi americani mangiano come dei barboni del buongusto – mangiare schifezze e bere cola camminando per strada.

    Io ci metterei anche un gelato all’aglio e acciuga, che si abbina bene al pollo e cola.

  9. Grissino ha detto:

    Gli americani (almeno non tutti) non sono barboni… semplicemente su certe cose mangiano diverso da noi. In ogni caso se noi mangiamo il gelato o la focaccia a passeggio, perché non una crocchetta di pollo e un pó di coca cola?

  10. gianna ha detto:

    Si Grissino, ma voglio scegliere io cosa abbinare, perchè devo esere obbligato a quell’abbinamento? comunque abbiamo degli esempi anche in Italia, cosa vi viene in mente? 😉

  11. Stefania ha detto:

    sono curiosa, cosa c’e’ in Italia??!!!!

    @Grissino e Gunnar – non ci sarebbe neanche niente di male nel mangiare cavolate in bicchieri di plastica e cannuccia, per carita’, ognuno e’ libero etc etc. Solo che – e se volete posso passare le tavole a Gianna che le pubblica – gli USA e’ un paese spaventosamente obeso !!! e l’obesita’ non e’ arrivata cosi’ di punto in bianco – ma e’ graduale. Inoltre non dipende solo dal fatto di mangiare doughnuts o patate fritte, La stragrande maggioranza non e’ piu’ abituato a bere acqua insieme all’hamburger o al pollo fritto! o a mangiare verdure (a parte le insalate in foglia , di verdure cotte nei menu’ non c’e’ ombra in US. O a sedersi e mangiare con calma in un ambiente che non sia il proprio ufficio o la macchina o la metropolitana. E questo perche’ si e’ creato un ambiente tale che rende difficile fare la scelta ‘giusta’. C’e’ stato poco tempo fa un dibattito sul fatto che la Coca Cola avesse in mente di installare delle fontanelle da cui far uscire le sue bibite (se non erro in india, dove oltretutto ci sono problemi di acqua). Se ci viene detto che dobbiamo mangiare meglio, dovremmo essere anche messi nelle condizioni di poter fare la scelta giusta, o no? invece questo non succede mica spesso…. mentre al contrario le trovate per farti mangiare cavolate abbondano alla grande….

  12. Paolo ha detto:

    Penso che gianna si riferisca a “Nutella snack and drink”, il bicchiere che contiene finti grissini, finta crema al cioccolato (visto che la Nutella in realtà è crema allo zucchero) e finto tè freddo (estathe).

  13. Paolo ha detto:

    Comunque, a proposito dei prodotti americani, ho appena postato sul mio blog un esempio di spesa sana fatta a New York… insomma, non è difficile comprare cibo sano; è però piuttosto difficile trovarlo quando si mangia una cosa al volo in strada.

  14. Stefania ha detto:

    no infatti a NY – sopratutto a Manhattan – si puo’ trovare facilmente il modo di comprare ‘sano’. Ci vai ai farmers markets di Union Square e di downtown, Paolo?

    Indubbiamente i problemi maggiori sono con il take out…

  15. Paolo ha detto:

    La spesa la faccio in generale a Brooklyn, dove vivo, e i negozi non mancano neanche li’ – anche se ammetto che ho dovuto girare per qualche settimana prima di trovare un posto interessante, e nella grocery sotto casa compro solo le banane.
    Per il resto, i locali col migliore cibo “to go” sono a mio parere i messicani – in particolare quelli gestiti da famigliole messicane…

  16. riccardo ha detto:

    Lui, comunque, non mi sembra un modello di equilibrata alimentazione. Mi vedo allo specchio: tante calorie e poco movimento. E poi fritto, zuccheri, grassi… meglio per lui che mangia camminando.

  17. Stefania ha detto:

    il fatto di mangiare camminando puo’ essere controproducente – puo’ inibire il senso di soddisfazione alimentare che si ha mangiando seduti e dedicando quel momento solo per mangiare (oltre al fatto che mangiando a casa o anche in ristorante si puo’ avere una scelta alimentare migliore – tipo insalata). Il che ti spinge a cercare altro cibo dopo un paio d’orette e fare probabilmente la stessa scelta alimentare. Questa essenza del mangiare ‘con calma’ e’ proprio uno degli elementi di riferimento della filosofia di Slow Food.

  18. Stefania ha detto:

    @Paolo – se ti capita prova ad andare al tuo farmers market locale perche’ la qualita’ e’ decisamente meglio – chiaramente ti devi accontentare di quello che trovi. Io ho vissuto a NYC nel 1993-6 e allora non erano tanto forniti, immagino che ora sia molto meglio. D’estate trovavo la rucola discreta e gli ortaggi tipici estivi non erano male.


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