Beijing: A pranzo nel villaggio olimpico

Cuisine at the Olympic village

A pochi giorni dall’apertura dei Giochi Olimpici, a cui seguiranno le Paraolimpiadi, uno sguardo al menù che sarà offerto agli atleti. Tra Cina e USA negli ultimi anni ci sono stati attriti in tema di importazioni di carne e di altri prodotti, e così gli americani hanno manifestato l’intenzione di portare le loro derrate alimentari e cucinarle in un struttura allestita per lo scopo. Gli organizzatori cinesi del catering offerto nel villaggio olimpico di Beijing non hanno ovviamente gradito poiché ciò significa mettere in discussione la sicurezza di ciò che verrà servito e continuano a ripetere: “Tracciabilità, e controlli assicureranno piatti sicuri per gli atleti che mangeranno nel villaggio olimpico”.

Il ristorante principale è attrezzato per servire circa 5.000 clienti. Vi sono anche teahouses e caffetterie. Circa 2.300 chefs cinesi e di altri stati lavoreranno per offrire un servizio aperto per 24 ore.

I menù cambieranno ogni 8 giorni. Nel menu del Villaggio si troveranno piatti asiatici tra cui cinesi, giapponesi e coreani, ma essi costituiranno solo il 30% dei piatti inclusi nel menù pensato per gli atleti che troveranno anche pizza, lasagne, Beijing roast duck e kosher food.
Per cercare di soddisfare le richieste degli atleti di piu’ di 200 paesi, vi saranno un menu’ mediterraneo, uno asiatico e uno internazionale. Non mancheranno thè e caffè.
Tra i piatti cinesi ci sarà il Sichuan preserved cabbage. Il menu’ asiatico consisterà di piatti fritti con verdure, carne, funghi e pollo con arachidi.
I menu’ degli atleti forniranno anche le calorie in modo da dare l’opportunità di quantificare gli apporti calorici. Dai distributori refrigerati verranno servite le bibite e gli altri prodotti degli sponsor delle Olimpiadi: Coca-Cola, Sprite, Fanta e acqua minerale.

A vegliare su tutto la società internazionale Aramark a cui per la quattordicesima volta, sono stati affidati i catering olimpici.

Fonte: en.beijing2008.cn

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4 commenti on “Beijing: A pranzo nel villaggio olimpico”

  1. don Nicola ha detto:

    Essere aperti e disponibili ad accogliere il diverso è da sempre segno di civiltà e di maturità. Purtroppo in Cina, come in Italia, si stanno facendo molti passi in dietro: ricordo che l’arma più forte e potente in mano ai governanti non è la guerra, i soldi, il potere ma è la paura. Se la gente ha paura sarà ben disposta a qualsiasi scelta per contrastare questo sentimento.

    BIsogna cambiare tante cose, soprattutto nel nostro cuore

    http://nicoladon.blogspot.com/

  2. Stefania ha detto:

    Sul sito del comitato olimpico http://www.olympic.org/uk/index_uk.asp si puo’ scaricare un documento ufficiale che ha come obiettivo il rispetto del principio della crescita sostenibile. In questo senso, anche l’organizzazione dei giochi olimpici rispetta gli impegni dell’Agenda 21 (a proposito, notate lo sponsor, Shell 🙂 )

    http://multimedia.olympic.org/pdf/en_report_300.pdf

    poco pero’ si dice di come verranno mantenuti questi obiettivi. Le TV straniere hanno gia’ apertamente denunciato i soprusi per mandare via chi viveva nella zona destinata alla costruzione del villaggio olimpico.

    Tante le persone che sono state mandate via senza alternative – i piu’ fortunati sono stati ospitati da parenti, gli altri sono finiti in mezzo alla strada, c’e’ chi e’ finito in ospedale nel tentativo di difendere la sua dimora dagli agenti incaricati dello sgombero. E’ un argomento difficile, questo. E si parla molto poco di cibo e dell’impatto che tutto questo gran fracasso avra’ sulla catena alimentare locale. si sa per certo che le grandi industrie e i grandi distributori sono gia’ li’, pronti a proporre cibi preparati e diversi per la neonata classe media cinese.

    Ma forse il senso che il mondo occidentale vuole dare a questo evento ha a che fare con la volonta’ di modernizzare il paese, non solo materialisticamente parlando, ma proprio di ‘educarlo’ ai diritti civili, alla cultura, all’approccio verso altre culture diverse etc etc. Ieri guardavo un documentario che intervistava diversi personaggi che in qualche modo stanno contribuendo alla realizzazione di questo evento, anche se in maniera diversa. Fra tutti, una cinese di educazione occidentale, che insegnava le buone maniere ai bambini (che a loro volta avrebbero educato i propri genitori e nonni) – fra gli insegnamenti su come comportarsi in pubblico, quello di non sputare in mezzo alla strada!

  3. […] pranzo nel villaggio olimpico di Beijing tra chef internazionali e menu’ forniti di […]

  4. […] lo sguardo ai menù del villaggio olimpico, oggi si punta su Casa Italia, la struttura di 10.000 metri quadrati che è […]


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