Nel blue dipinto di Blue Patent V

Prodotti alimentari di colore blue

Mi erano sfuggite le novità degli ultimi mesi in tema di alcuni coloranti.

Fino ad oggi, e sarà così ancora in futuro per molti prodotti, il colore blue di caramelle, confetti, bibite continuerà ad essere impartito utilizzando i coloranti Blue Patent V (E 131) e Brilliant Blue (E133). Sarà così fino a quando coloranti alternativi non saranno messi a punto, non dimostreranno di avere specifici requisiti, non raggiungeranno prezzi competitivi.

Ma la richiesta di soluzioni diverse dai coloranti di sintesi, ha già permesso di ottenere dei primi risultati. Ricordate quando un paio di anni fa si smise di produrre Smarties di colore blue perchè non si erano trovati coloranti alternativi “naturali”?

Oggi mi è capitato di leggere che dal febbraio scorso, la Nestlè nel Regno Unito, ha reimmesso in commercio i confetti azzurri confezionati grazie all’ impiego di un composto ottenuto dall’alga Spirulina. L’alga era già utilizzata come supplememto dietetico per l’elevato contenuto di proteine, acidi grassi essenziali e micronutrienti (vitamine e sali minerali).

Ho trovato queste foto di colture dell’alga e al centro, sono mostrati i campioni contenenti un estratto di ficocianina, il pigmento che è sintetizzato dalla Spirulina e che è importante per la sua fisiologia.

Tubi di colture e di estratti dalla Spirulina

Ma quali altre fonti alimentari possono essere impiegate per ottenere coloranti? I primi frutti che ci vengono in mente sono i mirtilli. E infatti l’estrazione di antociani da questi frutti è già una realtà. Gli antociani sono dei composti appartenenti alla famiglia dei polifenoli e impartiscono il colore blue anche ad altri tipi di frutta e ortaggi.

E’ stato pubblicato recentemente su J Food Science un articolo “Anthocyanin Degradation of Blueberry–Aronia Nectar in Glass Compared with Carton during Storage” di K. Trost et al. in cui si riportano i dati sulla stabilità degli antociani come coloranti alimentari. Il gruppo di ricercatori ha testato la stabilità dei composti contenuti nel nettare ricavato dalle bacche di mirtilli (Vaccinium angustifolium) e di aronia (Aronia melanocarpa). Il nettare è stato poi confezionato in contenitori di vetro o di cartone e conservato per sei mesi. L’analisi di alcuni parametri sulla stabilità dei singoli antociani, ha dimostrato che la cianindina è la piu’ stabile seguita dagli altri tra cui la malvidina. Quindi questi coloranti, sono candidati a futuri impieghi nell’industria alimentare.

E per finire, torniamo ai coloranti utilizzati attualmente, l’avevate visto il ketchup blue della Heinz?.

ketschup bluee

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16 commenti on “Nel blue dipinto di Blue Patent V”

  1. Grissino ha detto:

    Giá non mi piace il ketchup, quello blu é proprio terribile.
    😦

  2. Loste ha detto:

    Giusto un inglese può ingozzarsi di checiap blu … ma dico ! Ma ti rendi conto il checiap blu … e quello verde? Quando mi fanno quello verde ?

    Loste

  3. Marco ha detto:

    Nelle mie ultime ferie estive ho fatto un viaggio in Francia e gironzolando per l’Uzège, ho anche visitato il Museo (con annesso spaccio) del Bon Bon della Haribo di Uzés… http://www.haribo.com/planet/fr/info/frameset_musee.php?musee=1&frame=musee

    Anche loro spiegavano che non facevano gli “ours d’or” di colore azzurro per mancanza di coloranti naturali.

    Pur andando fuori tema vi segnalo questa iniziativa che si svolge in questi giorni dalle mie parti http://www.pomarium.net/

  4. Gianna Ferretti ha detto:

    Loste, l’hanno già fatto ketchup green e anche purple! Sono notizie di qualche anno fa, non so se sono ancora in produzione.

  5. Meristemi ha detto:

    La ficocianina, a differenza degli antociani, è una proteina. Mi chiedo (ma sono ignorante in materia di proteine) se questo può determinare differenze in termini di stabilità.

  6. Dario Bressanini ha detto:

    Il ketchup blu è proprio tremendo.
    Il colore delle antocianine (ma perchè in italia le chiamano antociani?) è fortemente dipendente dal pH, quindi non va molto bene come colorante alimentare se il ph può variare. In particolare, mi pare di ricordare che il blu sia stabile solo a ph basici, e in presenza di acidi viri al rosso. Quando facciamo la confettura casalinga di mirtilli, ad esempio, vira subito al rosso/viola e purtroppo non rimane di quel bel blu.

    A parte questo, non capisco proprio questa tendenza a cercare a tutti costi un colorante “naturale” blu. Non sarebbe più semplice e onesto spiegare invece al consumatore che “naturale” non è assolutamente sinonimo di “migliore” o “innocuo” ? Perchè il marketing si deve sempre basare sulla mitologia e non sulla scienza? 😦

    Dario

  7. gianna ha detto:

    @Meristemi, non ho trovato dati sulla stabilità della ficocianina, però ho letto dei titoli su Pubmed in cui le vengono atribuite proprietà anti-infiammatorie. Vuoi vedere che tra qualche anno le Mars blue verranno proposte con qualche claim salutistico? 🙂

    Bisognerebbe leggere per intero questo articolo recentissimo di Eriksen NT.: Production of phycocyanin–a pigment with applications in biology, biotechnology, foods and medicine. Appl Microbiol Biotechnol. 2008 Aug;80(1):1-14.

  8. Gianna Ferretti ha detto:

    Io trovo positivo invece che sia attiva la ricerca di molecole alternative, poi è vero, alcune aziende fanno leva su certe scelte a fini commerciali. Sta a noi lettori e consumatori decodificare i messaggi.

    Adesso non mi ritrovo piu’ i dati, ma senza pensare al legame tra coloranti di sintesi ed effetti sulla salute,credo che si possa affermare che la produzione di alcuni coloranti ricavati dalla frutta abbia meno ripercussioni negative sull’ambiente e sulla salute dei lavoratori.

    ho letto da qualche parte, ma ripeto, ora non trovo i riferimenti,che alcune aziende produttrici hanno delocalizzato le produzioni in Cina o in altri stati asiatici dove gli standard di sicurezza sono diversi da quelli vigenti in Europa.

  9. Dario Bressanini ha detto:

    Beh, io sono un appassionato di “molecole alternative” (non solo in cucina 😉 )
    per i normali consumatori però è molto difficile decodificare i messaggi, specialmente se hanno il “pregiudizio” che quello che è “naturale” è anche “buono”. E temo che le aziende se ne approfittino.

    ciao Dario

  10. loste ha detto:

    Per la miseria non c’è più limite alla degenerazione mi rassegno silenziosamente… ma sta storia della melamina nel latte cinese?

  11. […] – Nel blue dipinto di Blue patent V E133) […]

  12. […] in cui era presente, ricordate? la Nestlé–Rowntree decise di smettere la produzione delle Smarties blue nel 2005. Nel febbraio 2008 la produzione riprese con l’utilizzo della spirulina come […]

  13. […] in cui era presente, ricordate? la Nestlé–Rowntree decise di smettere la produzione delle Smarties blue nel 2005. Nel febbraio 2008 la produzione riprese con l’utilizzo della spirulina come […]

  14. […] Fonte immagine; Yummy dough; Nel blue dipinto di blue patent V […]

  15. […] 131? vecchie conoscenze, sono rispettivamente la Curcumina (E100), il rosso cocciniglia (E120) e il Blue patent […]

  16. […] Cosa spinge un produttore di miele ad aggiungere dei coloranti e aromi per ottenere il miele alla mela verde? Il prodotto intercettato è così composto. Miele al 93%. Semilavorato frutta 7% contenente: sciroppo di glucosio-fruttosio, zucchero, succo di mela 35%, acidificante:acido citrico, aromi. Addensante: pectina, coloranti alimentari: curcuma e Blu patentato V. […]


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