Cadmio, che granchi!

Visto che lo leggo spesso, posso tranquillamente scrivere senza pericolo di smentite, che non c’è mese in cui nel bollettino Rapid Alert System for Food and Feed (RASF) non sia segnalata la presenza di prodotti ittici contaminati con cadmio. E’ capitato anche nelle scorse settimane (1,2). E chi sono i prodotti coinvolti? granchi Cancer pagurus importati in Italia dalla Francia. I mercati per queste specie sono costituiti soprattutto dalle esportazioni dal Nord-Europa verso gli altri stati, e ci sono tre categorie principali di prodotti: granchi vivi, refrigerati o congelati. Il prodotto vivo è quello di maggior valore, a causa dei costi di produzione e di trasporto.

Il cadmio è un metallo che è considerato molto dannoso se si superano certi livelli di assunzione. Visto il ripetersi della segnalazione, da mesi, anzi da anni ho cercato di saperne di piu’. I molluschi e crostacei marini sono tra gli animali che assorbono piu’ metalli dall’ambiente in cui vivono. Riescono a sopravvivere, anche in ambienti particolarmente inquinati pertanto diventano una fonte alimentare per l’uomo. Il cadmio e altri metalli vengono assorbiti e si localizzano in maggiori quantità in alcuni organi tra cui l’epatopancreas. Da reminiscenze dei miei studi di anatomia comparata, l’epatopancreas è un organo degli invertebrati che assolve le funzioni di due organi (digestione e assorbimento) e si è dimostrato che molluschi e crostacei concentrano in maggior quantità il cadmio e altri metalli proprio in questo organo. Gli esemplari su cui è stata dimostrata la presenza di livelli elevati di cadmio, sono risultati pescati nel Nord Est Atlantico e spediti in Italia dalla Francia.

Il Regolamento (CE) 1881/ 2006, della Commissione definisce i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari e prevede un tenore massimo in cadmio pari a 0,50 mg/kg di peso fresco dei crostacei ad eccezione delle carni scure del granchio. Le parti commestibili non sono soltanto le carni bianche delle chele, delle zampe e del carapace, ma anche le branchie e l’apparato gastroenterico compreso l’epatopancreas e negli animali femmine dal corallo (uova), quindi le autorità interessate si sono mosse per approfondire il problema che richiede ovviamente grande attenzione sul piano metodologico e di specificare la matrice dell’omogenato analizzato e le metodiche analitiche utilizzate.

Due domande:

-Quale può essere stata la causa della contaminazione in quella zona dell’Oceano?

e soprattutto, i risultati sfavorevoli e le non conformità si ripetono da parecchio tempo. Possibile che gli esportatori non sappiano queste cose?

Links:

Rapid Alert System for Food and Feed (RASF)

Field and experimental studies on cadmium in the edible crab Cancer pagurus

Macro and trace elements in two populations of brown crab Cancer pagurus: Ecological and human health implications

Cadmium.org

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2 commenti on “Cadmio, che granchi!”

  1. […] Cadmio, che granchi! Visto che lo leggo spesso, posso tranquillamente scrivere senza pericolo di smentite, che non c’è mese in cui nel bollettino Rapid Alert System for Food and Feed (RASF) non sia segnalata la presenza di prodotti ittici contaminati con cadmio. E… read more […]

  2. gunther ha detto:

    conoscendo qualche importatore personalmente dubito che sappia neanche cosa sia il cadmio, la realtà e che quei granchi non dovrebbero essere in circolazione


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