Do you sushi?

Sushi alla Coop Yamasushi.it

Il sushi va di moda, te ne accorgi perchè leggi che nelle città principali aprono locali in franchising, attività che portano a domicilio il sushi, bar e pizzerie che chiudono e al loro posto compaiono i sushi-bar. Avrete sicuramente seguito i recenti vivaci scambi di opinione. A volte se ne parla anche facendo confusione, sushi non significa solo pesce crudo e il termine si riferisce ad una vasta gamma di cibi preparati con riso. Al di fuori del Giappone invece viene spesso inteso quasi unicamente come pesce crudo, o come riferimento ad un ristretto genere di cibi giapponesi, come il maki o anche il sashimi che sono appunto pesce servito senza il riso. E hai conferma della tendenza quando nel banco frigo del supermercato dove vai abitualmente a fare compere, compare un vassoio con una porzione di sushi. Avvistato in vendita alla Coop il box che vedete nella foto. Alcuni amici mi hanno detto che si trova anche in altri ipermercati. Il box è prodotto dalla Yamasushi. e come vedete è corredato di salsa di soia e bustina di wasabi.

Vediamo gli ingredienti? riso condito (riso,aceto di riso, zucchero,sale),salmone*,gambero cotto*,cetriolo,alga nori, frittata (uova,farina di grano,farina di granturco,latte), semi di sesamo, surimi* (pesce pasta bianca 51%,amido di grano, albume, zucchero, sale, vino di riso, olio di girasole, aroma di granchio,colorante E120,E160c), erba cipollina, tonno sott’olio, maionese, salsa di soia in bustina (acqua, semi di soia, frumento,sale,alcol), wasabi in busta (rafano, sorbitolo, amido di frumento, olio di colza,farina di soia,acqua, acido citrico, gomma di xantan.* Prodotto decongelato

L’aroma granchio e i coloranti usati per il surimi mi hanno fatto tornare in mente questo post e l’impiego di vari processi per arrivare a imitazioni di gamberetti,polpa di granchio o altri prodotti ittici.
La presenza di maionese, tonno sott’olio, mi fanno pensare ad un tentativo di rendere il prodotto piu’ vicino ai gusti di chi cerca un pasto già pronto,in alternativa al sandwich, il surimi mi fa pensare ad un prodotto di qualità non eccelsa.

Il Prezzo? 6.30 euro per 210 g complessivi.

Non sono una esperta di cucina giapponese, ma ho familiarizzato con alcuni ingredienti insoliti per me in occasione di un pranzo preparato a casa mia da Isako,una amica giapponese di mio figlio. Ho recuperato i miei appunti e qualche foto di quella occasione e vi proporrò cosa ho imparato quel giorno.

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9 commenti on “Do you sushi?”

  1. Grissino ha detto:

    La maionese si usa neli California Maki, di buona come di cattiva qualitá. Mi sembra li abbia inventati un cuoco giapponese che lavorava in California. Il Surimi invece é evidentemente un ingrediente di bassa qualitá invece e non ci dovrebbe andare in un buon piatto di sushi.

  2. la giappo ha detto:

    Ciao Gianna, ho scoperto da poco il tuo blog e mi piace molto! Intervengo a proposito del sushi perche’ ho vissuto un periodo in Giappone e ho diversi amici giapponesi. Il sushi tradizionale non prevede l’uso di surimi, tonno in scatola o maionese. Questi ingredienti vengono pero’ spesso utilizzati dalle mamme giapponesi quando preparano il bento (pranzo in scatola da mangiare a scuola). In casa i giapponesi infatti non preparano quasi mai il sushi tradizionale ma ci mettono ingredienti piu’ economici e di proprio gusto. Dal 1980 circa, anche nei supermercati economici (quelli aperti 24 ore su 24) o nei ristoranti che servono sushi sul nastro trasportatore viene fatto uso di surimi, tonno o maionese. In realta’ e’ stato proprio con l’invenzione dei california rolls in America che questi igredienti si sono diffusi all’estero e sono diventati molto popolari. Certo, in un vero ristorante di sushi non troverete mai il surimi o la maionese. Pero’ vi potra’ capitare, com’e’ successo a me, che vi venga offerto del sushi con carne di cavallo cruda, considerata una vera prelibatezza!!!

  3. luca lombroso ha detto:

    ciao gianna:
    altro problema del sushi è quello ambientale: per fare un esempio il tonno spesso è il famigerato tonno rosso, a rischio estinzione in particolare nel mediterraneo, vedi
    http://www.ecoblog.it/post/8111/il-tonno-rosso-potrebbe-scomparire-fra-tre-anni-soltanto
    Poi ci sono i gamberi e gamberetti che si trascinano dietro il problema deforestazione delle zone costiere tropicali, mi sembra te ne avessi già accennato.

  4. gianna ferretti ha detto:

    @grissino @giappo, grazie delle informazioni..

    @luca, ho letto del film http://endoftheline.com/ sul tema della pesca e effetti sull’ambiente e sulla fauna marina. Lo avete visto?

  5. luca lombroso ha detto:

    non lo conoscevo, grazie veramente interessante! purtroppo per ora non sembra in distribuzione in Italia, così anche un nuovo film in uscita il cui titolo è tutto un programma, the age of the stupid: http://www.ageofstupid.net/

  6. Irene ha detto:

    Ciao Gianna,
    leggo spesso il tuo blog perche’ sono un’accanita sotenitrice dello slow food e del mangiare bene.
    Volevo solo fare una doverosa precisazione.
    Tutto il pesce che viene lavorato dai ristoranti e sushi bar e’ decongelato.
    Lo richiede la legge!
    Infatti il pesce crudo puo’ portare facilmente intossicazioni,qualora non sia freschissimo o provenga da acque inquinate.
    Ma il pericolo maggiore che puo’ nascondersi nel pesce crudo consiste nella larva ANISAKIS.
    Questo parassita e’ presente nell’intestino di molti pesci.L’eviscerazione subito dopo la cattura,o comunque entro un massimo di quattro ore, elimina il problema.Oltre questo periodo,invece, la larva si attiva e comincia il suo ciclo vitale di sviluppo, diventando verme e diffondendosi anche nelle carni.L’anisakis e’ termosensibile e cio’ vuol dire che viene inattivata sia con le temperature calde oltre i 60°C sia fredde a -20°C.Per questo, il regolamento europeo 853/2004 impone ai ristoranti e sushi bar il congelamento del pesce fresco a -20°C per almeno 24 ore prima del consumo.
    Naturalmente, occorrono gli strumenti adeguati per non alterare il prodotto e quindi una surgalzione rapida con abbattitori, che lasciano il pesce inalterato dal punto di vista organolettico.

  7. Stefania ha detto:

    Si e’ parlato molto dell’anisakis anche qui su questo blog

    https://trashfood.com/2005/11/pesce_crudo_e_anisakis_istruzi.html

    volevo solo aggiungere che il sushi e’ diventato oramai un altro gran bel business dell’industria alimentare – qui in UK e’ ovunque e segue un po’ i ritmi del fast food (naturalmente ci sono anche bellissimi ristoranti di sushi ma questi sono ben altra cosa). Molti si scordano (o forse non sanno) anche che originariamente il sushi era un metodo di conservazione del pesce…

  8. Luca lombroso ha detto:

    Ecco, a proposito di tonno rosso, la Commissione europea si è schierata per l’inserimento del tonno rosso nella Cites, la convenzione di Washington per la tutela delle specie a rischio estinzione. Ne parla Antonio Cianciullo nel suo blog: a Commissione europea si è schierata per l’inserimento del tonno rosso nella Cites, la convenzione di Washington per la tutela delle specie a rischio estinzione.

  9. raniero ha detto:

    vorrei informazioni per aprire u sushi-way


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