64 Food rules

Eravamo rimasti a “Eat food. Not too much. Mostly plants.” una delle esortazioni del libro precedente. Ora nel nuovo libro “Food rules” l’autore aggiunge numerose altre “regole” fino ad arrivare a 64. Per scriverlo Pollan ha consultato antropologi, dietologi, nutrizionisti e anche i lettori di Well blog , , da cui ha raccolto circa 2.500 suggerimenti. In rete ho trovato alcune:

-Avoid foods you see advertised on television.

– If it came from a plant, eat it; if it was made in a plant, don’t.

– Eat your colors.

– Eat all the junk food you want as long as you cook it yourself.

– Do all your eating at a table.

– Don’t eat breakfast cereals that change the color of the milk.

Chi ha già letto il nuovo testo, trova che stavolta Pollan sia stato ripetitivo e non abbia aggiunto grosse novità rispetto al precedente. Qualcuno lo ha già letto?

Se sono questi i cereali a cui si riferisce, come si fa a non essere daccordo?

cereali colorati

Edit: Ne ho trovate altre:

-It’s not food if it’s served through the window of your car.

-It’s not food if it’s called by the same name in every language.

Mi piacerebbe curiosare nella cucina di Pollan 🙂

Fonte immagine

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5 commenti on “64 Food rules”

  1. BirraZen ha detto:

    Cit. “It’s not food if it’s called by the same name in every language.” – allora niente pasta, pizza o lasagne!? (o couscous). p.s.: BELLI (trash) i cereali 😀

  2. gianna ferretti ha detto:

    Dall’intervista a Pollan: “It’s not food if it’s called by the same name in every language.” Think Big Mac, Cheetos or Pringles.” 🙂

  3. […] compilare le 64 regole del libro, Pollan ha sentito medici, antropologi, infermieri, esperti di folclore, nutrizionisti, dietologi, […]

  4. L’ho letto due settimane fa in un ora, mi sembra poco letterario e molto creato per far cassa.
    Non vale gli 11 dollari che costa, è una semlice lista buona per chi non ha voglia di leggere “Il dilemma dell’onnivoro” ed “In difesa del cibo” che sono tutta un’altra cosa e che consiglio a tutti.

  5. Fabiana Del Nero ha detto:

    Sicuramente una buona educazione alimentare sarebbe auspicabile sia per crescere in modo sano e salutare chi ancora deve crescere, sia per correggere gli errori di chi in modo meno sano è già cresciuto!!
    Ciò detto in questo caso non mi trovo in accordo, non tanto per l’evidente sapore troppo commerciale dell’operazione, quanto per l’impianto, la struttura del lavoro.
    L’elenco dei divieti e delle prescrizioni ricorda la lettura dei 10 comandamenti……. solo molto più lungo e molto meno autorevole!

    Molti cordiali saluti

    Fabiana


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