La foto del giorno. Junk food generation

Snacks dolci e salati, fries, fast food consumati in un anno da bambini tra 4 e dieci anni nel Regno Unito.

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30 commenti on “La foto del giorno. Junk food generation”

  1. mammafelice ha detto:

    Mi vengono alla bocca solo esclamazioni poco fini nel vedere questa foto.
    Io non sono una talebana del cibo sano, ma è possibile far mangiare diversamente i nostri bambini. E per esperienza posso dire che se li si abitua a sapori naturali rifiuteranno bevande frizzanti e caramelle dalle consistenze strano. Siamo noi genitori che acquistiamo e diamo l’esempio. No insegnamo loro a mangiare questa m…. vi prego!

  2. Mauro Ronci ha detto:

    @Mammafelice: concordo pienamente! Inzia tutto da lì. Poi interviene, certo, la scuola. Lì infatti si dovrebbe insegnare educazione alimentare come si insegna storia e geografia. o ripeterò fino a diventare noioso e patetico.

  3. Mario Reiner ha detto:

    Un atomo di spirito critico please: non è chi non veda l’esagerazione. A parte che tra il “junk food” vedo pure il LATTE (!), i cereali per la colazione (!) i succhi di frutta arancia e mela(!) i bastoncini di pesce tipo findus (!) i biscotti da prima colazione (!) osservo pure che vi sono 25 barrette Mars (equivalenti a 1 ogni 15 gg, il ché mi pare tollerabile) e 20 buste di caramelle gommose Haribo (una ogni 18 gg) 150 lattine di bibite (una ogni 3 gg) insomma, non mi pare una gran tragedia. Capisco che la foto faccia impressione, ma suvvia… mettere latte e succhi di frutta (non dovrebbero passare inosservati eh!) per fare massa serve solo a .

  4. Mauro Ronci ha detto:

    @Mario L’hai mai letti gli ingredienti del Mars? 1 lattina di bibita tipo Sprite o Coca Cola ogni 3 giorni secondo te rientra in una normale alimentazione di un bimbo? Non faccio il pediatra, ma mi viene naturale domandarmelo. Biscotti per la prima colazione?!?!!? Da produttore ti dico: vai a leggere gli ingredienti…il vero junk-food spesso parte da lì, proprio dal primo mattino, una bella scorpacciata di grassi idrogenati o cmq grassi non meglio specificati…
    E’ chiaro che la foto è stata creata per provocare…ma il dato di fatto è c’è ed è allarmante. E poi i bambini obesi e addirittura alcuni di essi malati di diabete di tipo 2 sono in aumento in tutta europa: non lo dico io…ti linko tutto: http://www.worldbakers.com/index.php/component/content/article/1-latest-news/350-third-of-european-kids-are-obese-warns-datamonitor-report
    Saluti

  5. Wyk72 ha detto:

    @Mario Reiner

    E’ stato proprio questo tuo atteggiamento del “prendere alla leggera” da parte dei genitori che ha permesso il proliferare di queste schifezze, e conseguentemente i problemi di sovrappeso, obesità e diabete, anche nei più piccoli.

    Moltissimi di questi prodotti viziano il gusto dei bambini in pochissimo tempo, rendendo la nutrizione praticamente un gesto nevrotico condizionato. Sono appositamente studiati per un’appetibilità esagerata, per generare un consumo spropositato da parte dei piccoli, perché, e i produttori di queste schifezze lo sanno bene, non c’è niente di meglio di un bimbo che “frigna” per far cedere un genitore all’acquisto, che spesso viene pure reso economicamente conveniente (il junk food di questo tipo viene spesso usato per “riciclare” la sovrapproduzione di zuccheri e grassi di provenienza industriale, per chi non lo sapesse)

    Ci costruiscono su interi modelli di marketing su queste cose.

    Una persona con un minimo di buonsenso boccerebbe senza appello questi modelli alimentari, altro che atomi.

  6. Marco ha detto:

    @Mario Reiner…

    visto che parliamo di “spirito critico” è fuorviante dire che si tratta genericamente di “biscotti o cereali da prima colazione”. Che vuol dire? Bisogna leggere gli ingredienti e vedere cosa c’è dentro… quanti grassi idrogenati, quanto zucchero, quanto sale, quanti conservanti, coloranti e additivi chimici vari e di che tipo sono… Ad esempio, pensa solo ai cereali da prima colazione: sai che in genere, secondo le indicazioni di pediatri e nutrizionisti, contengono troppo sale? Sono dolci… eppure contengono troppo sale… Ma che ce lo mettono a fare il sale?

    E poi, sempre parlando di additivi chimici, conservanti e compagnia bella, vogliamo parlare dell’accumulo di queste sostanze e della loro somma? Presi singolarmente sono tutti sotto le soglie di legge ma sommandoli tutti insieme e mettendoli nel corpo, delicato e in crescita di un bimbo, siamo sicuri che non facciano danni???? Un po’ di colorante dell’aranciata, un altro po’ nelle caramelle, qualche residuo chimico nella farina dei biscotti, qualche grasso idrogenato nelle patatine, un altro po’ nell’hamburger e magari anche nelle merendine… Singolarmente tutti in regola e innocenti… ma la loro somma???????

  7. mammafelice ha detto:

    Mi spiace che Mario sia stato un po’ tartassato. Però quoto gli interventi successivi: quei cereali da colazione non sono certo buoni cereali, di cereali c’è ben poco e li chiamano per bambini solo perchè arricchite di vitamine e minerali. E ti credo mancano i veri ingredienti! Sono concentrati di zuccheri.
    Le bevande per me andrebbero quasi vietate guarda. E poi si parla di bambini piccoli, si forma il senso del gusto da bambini. Nessun corpo è strutturato per ricevere la botta di zuccheri, coloranti e acidificanti che sono le bevande gassate, il tutto senza fibre, micronutrienti nè senso di sazietà.
    Per il latte, va bè, discorso lungo. Il latte è l’unica cosa che non si può considerare junk food lì in mezzo. Anche se il latte non mi convince per altri mille motivi e spesso è consumato in eccesso dai bambini (e non solo).
    I succhi di frutta, suppongo, che non siano succhi 100% frutta. Non posso averne la certezza, perchè nella foto non si vede. Ma la maggior parte dei succhi di frutta, se non è scritto 100%, contengono acqua, zucchero e acidificanti. Se non anche coloranti…
    Sono d’accordo con Mauro, la corretta alimentazione andrebbe insegnata a scuola.
    E invice alla riunione di primo incontro all’asilo c’erano il panettone (e vabbè), le patatine e le solite bevande.
    E danno spesso le caramelle le maestre. Come premio. 2 cose diseducative in 1.
    Mi consola almeno scoprire qui che non sono l’unica pazza a trovarlo grave!

  8. Marco ha detto:

    @mammafelice

    Sono ormai parecchi anni che mia figlia ha lasciato l’asilo ma mi ricordo ancora le assurdità a cui ci sottoponevano le maestre, sia all’asilo che alle scuole elementari. Se volevi fare la festa di compleanno di tuo figlio o portare qualcosa alle festicciole di carnevale o di fine anno doveva essere per forza acquistato e accompagnato da scontrino fiscale. Era assolutamente vietato portare a scuola torte, biscotti e schiacciatine fatti in casa. Potevi fare le cose più buone del mondo con ingredienti biologici freschi ma non potevi portarle a scuola, perchè solo lo scontrino fiscale metteva al riparo da ogni responsabilità le maestre, contro eventuali diarree che potevano capitare ai bimbi! Guai a portare un ciambellone fatto in casa: erano molto meglio i grassi idrogenati e i conservanti delle tortine del discount, che facevano male ai bambini ma tranquillizzavano tanto le maestrine!!!!!

  9. Mauro Ronci ha detto:

    @Marco Incredibile! Mi fa quasi sorridere questa cosa dell’asilo. Pazzesco…

  10. Stefania ha detto:

    Bravo Marco che ha accennato proprio a queste assurdita’ in cui il settore pubblico spesso sguazza. Pensando di guadagnarci in sicurezza alimentare, mortifica la missione di ‘educare’ i bimbi, che inizia davvero dai primi giorni di vita. Wyk ha parlato di educazione al gusto, che abitua i bambini fin da piccoli a certi gusti, e io aggiungo anche che il genitore che fa trovare gli alimenti sbagliati in casa, crea l’ambiente sbagliato (si parla di ambiente obesogenico infatti, che niente ha a che fare con i geni impazziti), su cui le abitudini alimentari faranno presa e che difficilmente possono essere modificate da adulti. Ecco perche’ e’ importante dare l’esempio e continuare a farlo nonostante tutto. Inoltre molti scordano anche che le bevande dolci, succhi compresi, e la presenza di zuccheri raffinati in tutti questi alimenti pronti e’ causa di carie. Forse se si riuscisse ad unire l’educazione alla salute orale con quella alimentare si riuscirebbe meglio nel messaggio…?

  11. Stefania ha detto:

    a proposito se vogliamo parlare dell’onnipresenza del sale anche negli alimenti dolci, dovrei avere tabelle aggiornate prodotto per prodotto…

  12. Stefania ha detto:

    volevo anche inserire questo titolo, e’ di un libro fotografico che vale la pena sfogliare

    Hungry Planet: What the World Eats [Paperback]
    Peter Menzel (Author), Faith D’Aluisio (Author)

    paese per paese, una famiglia tipo viene fotografata insieme ai propri alimenti. Esilaranti (se non fosse tragico l’argomento) le foto delle famiglie tipo dei paesi industrializzati (USA e Italia inclusi)… lo consiglio davvero

  13. Marco ha detto:

    Vi racconto un altro aneddoto: quando mia figlia, allora lattante di pochi mesi, aveva le famose “colichine”, il pediatra si raccomandò di darle da bere dei cucchiaini di camomilla, tassativamente non dolcificati (ne’ con zucchero e nemmeno con miele) perchè secondo lui questo avrebbe influenzato il suo gusto in futuro… Anche durante lo svezzamento e nei mesi seguenti (più o meno fino ai 3 anni) ci fu un uso dei dolci abbastanza moderato… Adesso mia figlia ha 16 anni, mangia di tutto, ma non è particolarmente golosa: i cibi (e le bevande) troppo dolci dopo un po’ le danno un senso di nausea (dalle mie parti si dice che “la stuccano”). Addirittura le bevande gasate (cola, aranciata, etc…) non le piacciono per niente, mentre riesce a bere quei tè in bottiglia stradolci!

  14. Stefania ha detto:

    non solo, Marco – c’e’ sufficiente letteratura che prova come la predisposizione di carie avvenga quando ancora i bimbi sono cosi’ piccini, senza neanche i dentini da latte ancora – consigliano non solo di non dare bibite dolcificate (e il miele e’ vietato perche’ puo’ contenere dei batteri che il bebe’ non tollera), ma anche di evitare che il bebe’ si addormenti mentre succhia (che sia dal seno della madre o dal biberon). Ma alla carie non si pensa quasi mai quando si mettono in questione le bibite e i succhi….

  15. mammafelice ha detto:

    Quoto tutti gli ultimi interventi!
    C’è ancora gente che, quando dicevo che semplicemente mio figlio il ciuccio non l’ha mai voluto, mi consigliava di metterci sopra il miele!!!
    A parte il rischio botulino, ecco assicurata la carie! E l’abitudine al sapore eccessivamente dolce.
    Ora mio figlio ha 3 anni e mezzo, certo talvolta i dolci li mangia, ne apprezza alcuni in particolare, ma non gli piacciono quelli confezionati (a parte il gelato, ma è ultra occasionale), ma non va matto per il sapore dolce in modo eccessivo. Per esempio il suo yogurt quotidiano è bianco non dolcificato (di soia), perchè lo preferisce così!
    Per l’asilo: anche da noi è così purtroppo. Non è ottimale per casi particolari come questi ho cercato merendine confezionate (tipo crostatine o biscotti) che sono dolcificate con malto e sopratutto con una lista di ingredienti “ragionevole”…

  16. katia ha detto:

    I primi educatori siamo noi genitori. al secondo posto posto la scuola e I NONNI! Quante volte si consigliano i nonni sull’alimentazione dei nipoti, ma loro fanno tutto il contrario. E se un bambino mangia spesso dai nonni… io ho perso la partita con i nonni. Perfino quando ad una di mie figlie è venuta un’allergia all’uovo, loro insistevano di nascosto a darle l’uovo “perchè bisogna mangiare di tutto”; solo quando stava finendo all’ospedale per una crisi respiratoria, allora hanno preso paura e si sono rassegnati. ciao katia

    per favore non evidenziare la mia e-mail

  17. Domenico Tiso ha detto:

    Attenzione: i cibi industriali sono “buoni”, dico “buoni” non “sani”. La bontà, in questo caso è legata alla stimolazione massiccia delle papille gustative – e conseguentemente del cervello – da parte della triade “sale, zucchero e grassi” che è sempre presente in ogni alimento, sia esso salato o dolce. Invito a leggere le etichette se non si è convinti. Quindi, se i bambini ci dicono che quel cibo è buono, stiamo attenti a non contraddirli, perché è vero. Lo percepiscono chiaramente. Ma non è sano. E questo è un affare di noi adulti. Prendiamoci le nostre responsabilità di educatori. Non è mai troppo tardi.

  18. Marco ha detto:

    @katia.

    Confermo che la partita con i nonni è una guerra persa in partenza… I nonni sono una perfetta macchina “viziabimbi”… Come diceva un mio amico “quando nasce il primo figlio il problema vero non è la nascita del figlio, ma la contemporanea nascita di 4 nonni…”

    Tu puoi educare tuo figlio come vuoi ma alla fine le peggio abitudini (alimentari e non solo) i figli piccoli,le prenderanno dai nonni. Se poi provi a contestare i nonni allora si che sono guai!

    L’assurdo è che se penso a quando io (o mia moglie) eravamo piccoli i nostri genitori ci vietavano tutto quello che adesso concedono ai nipoti… e guai a farglielo notare!!!!

  19. Mario Reiner ha detto:

    Ridicolo, leggo questi commenti talebani e rido. Ma che caspita vorreste che mangino i bambini, suvvia, solo acqua distillata e zuppine di minestre dall’orto di casa? Spirito critico prossimo allo zero, buon senso zero assoluto. Come quelli che vanno a vedere il film del tipo che per tre mesi mangia solo da McD e poi fa “vedete quanto sono ingrassato?”
    Ma vah? Strano! 😉
    Abbiate senso della misura, non è vero che ogni Mars mangiato da un bambino muore una fatina del bosco. Siamo seri. Se uno è così fesso da nutrire i figli SOLO a merendine e schifezze è un conto, se è così fesso da privarlo del tutto di merendine e schifezze è uguale, fatevene una ragione.
    L’ESTREMISMO talebano è MALE, il buon senso e in particolare il senso della MISURA è BENE. Si può morire anche d’acqua, lo sapevate? L’iperidratazione provoca iponetremia, che nei casi più gravi provoca edema cerebrale e morte.
    Negherete adesso l’acqua ai vostri figli? Immagino (spero!) di no, ma con buon senso vi preoccuperete se NON bevono, oppure se BEVONO TROPPO (oltre ai 2 litri al giorno). Finisco: lasciate che la scuola insegni la conoscenza, la cultura, le scienze e le arti, che già se lo facesse sarebbe da ringraziare iddio (uno qualsiasi, per i diversamente credenti); l’alimentazione dipende dai genitori, e in particolare dal buon senso di questi. Nel quale, dopo avervi letto, dubito assai.

  20. Marco ha detto:

    @Mario Reiner

    il mio buonsenso di genitore e il mio senso della misura mi dicono che se prendo delle uova fresche, della farina, del lievito, del burro, del cacao etc… (possibilmente biologici e/o del commercio equo e solidale) e spendo un po’ del mio tempo libero per fare dei muffins o una qualsiasi torta al cioccolato fatta in casa, questa sarà più sana e anche più apprezzata da mia figlia, più di qualsiasi “Mars” o merendina industriale…

    Se poi mia figlia esce e si compra un “Mars” non ne faccio una tragedia, però io ho la coscienza a posto perchè le ho offerto un’alternativa più sana e più gustosa! Adesso che mia figlia è adolescente potrà preferire lo snack industriale perchè i suoi coetanei lo mangiano tutti, perchè è spinto dalla pubblicità, etc… ma in futuro quando sarà adulta si ricorderà più della torta fatta in casa che del cibo industriale… (noi adulti da queste fasi ci siamo già passati tutti)

    Noi “estremisti” non solo abbiamo a cuore la salute e i gusti dei nostri figli, ma con le nostre scelte alimentari cerchiamo soprattutto di educarli… Adesso stiamo seminando… i frutti li vedremo tra qualche anno e solo allora si potrà fare un bilancio…

  21. mammafelice ha detto:

    @Mario: talebani? Non mi pare che nessuno qui abbia detto che certe cose non vadano mangiate mai, ma solo che se ne mangiano assolutamente troppe. I cereali per la colazione di pessima qualità o le bevande gassate sono per molti ragazzi quotidiani e non occasionali. E’ questo il problema.
    Io poi ho semplicemente sottolineato il fatto, dimostrato, che nei primi anni di vita si sviluppa il senso del gusto: abitua un bambino ai mars e patatine fritte e sputerà sempre la minestra e didegnerà una crostata fatta in casa. Se invece si fa il contrario, ci si potrà codere in tutta serenità anche il mars.
    Il punto è che alcuni alimenti hanno zero valore nutrizionale (solo calorico: tutto zucchero o grassi e nessuna vitamina/minerali) ed è molto pericoloso per una corretta alimentazione rendere questi “cibi” base dell’alimentazione. Se per te è talebano mangiateli pure.

  22. Wyk72 ha detto:

    @Mario Reiner

    Le fatine del bosco mi informano che non vale la pena risponderti. Gli dò retta.

  23. meristemi ha detto:

    E’ un peccato che nei toni della discussione si sia perso il commento di Domenico Tiso, perchè contiene quegli stessi elementi di buon senso e misura a cui tutti fanno appello pro domo propria. Ci aggiungo una considerazione: i costi sanitari e sociali del sovrappeso crescente della popolazione graveranno sempre più sulle nostre spalle. I numeri delle culture alimentari che ci precedono lungo la medesima strada (USA in primis) sono inquietanti e mostrano che a livello infantile la tendenza al sovrappeso cresce a ritmi di due cifre da una ventina d’anni. Un motivo ci sarà e non è solo un problema di misura, ma di cultura del cibo e di stile di vita che passa anche verso una sana abitudine alla negazione di certi alimenti. Preoccuparsi per questo non è una pruderia da talebani, è intelligenza sociale.

  24. Wyk72 ha detto:

    (un po’ Off-topic)

    Volevo fare una STANDING OVATION alla ditta SANSON di Milano che commercializza l’UNICO gelato “industriale” che ho trovato nei banchi frigo dei supermercati della mia città che è fatto col BURRO invece di misteriosi “grassi vegetali” (quasi sempre cocco/palma, e quasi sempre idrogenati). Trattasi del “tartufo classico” (bianco o nero, è uguale). Stanno sulle 220Kcal per 100g (un cornetto sta sulle 311Kcal/100g).Indi, cazzarola, è POSSIBILE produrre delle cose perlomeno decenti, anche su scala industriale a costi ragionevoli.

    Peccato che la stessa azienda, nella sua linea produttiva (molto ampia) abbia anche una marea di prodotti realizzati con “grassi vegetali”, di incerta origine.

  25. meristemi ha detto:

    Per approfondire un minimo e con il poco sforzo che agosto impone, questi grafici sull’obesità infantile, sui suoi trend recenti e su alcune delle cause si spiegano da soli. http://www.good.is/post/project-create-an-infographic-about-childhood-obesity-submissions/

  26. Mauro Ronci ha detto:

    @Meristemi: l’obesità infantile è ormai una triste realtà evidenziata dalle tante agenzie di statistica. Addirittura diabete di tipo 2 nei bambini, assurdo, orribile (http://www.worldbakers.com/index.php/component/content/article/1-latest-news/350-third-of-european-kids-are-obese-warns-datamonitor-report). Ma cosa possiamo fare? Purtroppo da piccolo artigiano inserito nel grande caos del mercato alimentare ti dico: gli alimenti che oggi si trovano in commercio hanno la tendenza a riempirsi sempre più di additivi non dichiarabili (che permettono di dire “questo prodotto è naturale” quando in realtà è un trionfo di cose sconosciute) e perdono in ingredienti VERI. Cioè perodno il loro valore nutritivo e hanno un indice di sazietà sempre più basso (così più mangi, più consumi, più compri…ma più ingrassi). C’è da dire che c’è anche POCA educazione alimentare, poco controllo da parte dei genitori…talvolta i genitori stessi non sono educati.

    @Wyk: grande Wyk, mi tiri in ballo questo discorso che condivido alla grande! La ditta Sanson è la dimostrazione di quello che vado predicando da anni. Fare la QUALITA’ VERA è possibile, rimanendo competitivi (cioè senza fare una rapina a mano armata per una vaschetta di gelato). Ci vuole solo tanto studio, tanto sforzo e sacrificio perchè il prodotto mediocre, con grasso non specificato, con l’additivo che non ti fa addensare il gelato in freezer, è la scorciatoia a basso costo. A fare così, sono bravi tutti. Non solo: spesso succede che se un gelataio industriale deve comprare le macchine…chi ti vende le macchine ti da subito la ricetta bella e pronta… GIA’ CON I GRASSI ANONIMI. Un saluto a tutti.

  27. meristemi ha detto:

    @Marco Ronci: sfondi una porta aperta. Più che di poca educazione all’alimentazione, mi spingerei a parlare di poca educazione all’alimento intesa come scarsa conoscenza degli ingredienti e del loro significato. Nel settore cosmetico si sta facendo moltissimo, al punto che il segmento del “cosmetico consapevole” sta diventando appetibile anche per aziende importanti. Li’ l’attenzione di una discreta quota di consumatori è sufficientemente alta da non permettere troppe “magate” formulative in stile biscotto light (che comunque ci sono).

  28. Marco ha detto:

    Ieri stavo parlando con un mio amico di questo articolo di Carlo Petrini apparso su Repubblica e ripreso da Altracittà.

    http://www.altracitta.org/2010/08/03/quanto-cibo-quale-cibo-la-crisi-come-occasione-di-cambiamento/

    Questo amico, in modo un po’ brutale ma molto efficace, sosteneva che spinti dalla società dei consumi, normalmente mangiamo il triplo di quello che il nostro organismo richiederebbe. Un terzo del cibo lo mangiamo per far vivere noi stessi mentre gli altri due terzi (quelli dannosi) servono “a far mangiare” chi produce questo cibo e soprattutto le industrie farmaceutiche che producono i farmaci per curare le malattie da sovrappeso e obesità…

  29. gianna ferretti ha detto:

    @Marco, ho letto l’articolo di Carlo Petrini e le sue considerazioni sui prezzi degli ortaggi appartenenti alla IV gamma. Sai che ho visto delle confezioni di questi prodotti in vendita a Eataly?:)

  30. gianna ferretti ha detto:

    @Meristemi,grazie per il link sulle infografiche di GooD!

    Sui “cosmetici” quali sono gli ingredienti che vengono sostituiti per rispondere alla richiesta dei consumatori piu’ attenti?


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