Le filiere alimentari secondo Carla

Si può fare informazione in modo ironico? Certo, documentandosi comunque in modo accurato per dare messaggi corretti da un punto di vista scientifico. E Carla di certo si è documentata.
Le perdoniamo qualche svarione, l’aver generalizzato abbondantemente e l’aver messo sullo stesso piano molecole e coadiuvanti così diversi tra loro? ascorbato di sodio, alginato di glicole propilenico, acido acetico, acido tartarico, solfato di alluminio, cloruro di nitrosile, sorbato di potassio e svariate altre molecole alcune delle quali usate nelle sofisticazioni alimentari?

In fondo è solo una gag radiofonica. 🙂

Ma veramente il glutammato di sodio è usato come agente oressizzante nei mangimi?

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8 commenti on “Le filiere alimentari secondo Carla”

  1. Francy ha detto:

    Ho trovato tutto curioso. Non metto in dubbio che la filiera di una merendina sia purtroppo simile a quanto dice la gag, ma se guardiamo gli eccipienti di un qualunque farmaco possiamo restare anche più inorriditi. Qualche tempo fa mi venne prescritto per la cura dell’emicrania un farmaco da assumere per bocca che conteneva acido cloridrico, non scherzo. Ora mi chiedo se alla fine mi faccia più male un pò di acido acetico, che assumo peraltro regolarmente con l’insalata che i piace ben irrorata di aceto, o l’acido cloridrico che ho assunto con il farmaco. Mi chiedo anche che cosa succederebbe se un giorno si facesse l’analisi degli eccipienti dei farmaci…Credo che molti comincerebbero di nuovo ad andare dallo sciamano!
    Francy

  2. gianna ferretti ha detto:

    Ciao Francy, e vogliamo parlare degli ingredienti dei cosmetici? 🙂

  3. Cecco ha detto:

    A proposito dell’aceto che ha citato Francy, è vero che procura carie più dello zucchero ?

  4. Silvia ha detto:

    Salve,sono una nuova lettrice del blog.
    Innanzitutto i miei complimenti per la creazione e l’impegno che viene messo per portarlo avanti.Trovo che,oggi più che mai,sia importante avere coscienza degli alimenti che consumiamo,ormai davvero cibo per topi.

    Avrei alcune domande da porre,in quanto vorrei iniziare a mangiare sano per davvero (per quanto possibile).

    1)I prodotti surgelati sono davvero sicuri? Vi sono per caso processi chimici nella loro creazione?

    2)E’ vero che nelle patatine in sacchetto,o prodotti simili,non vengono indicati molti altri ingredienti utilizzati? (questa cosa l’ho letta proprio qui sul blog)

    3)Una dieta senza carne è davvero pericolosa per noi uomini?Vorrei iniziare a smettere di mangiare carne,non solo per questioni etiche ma anche salutistiche.Ormai non si trova più la carne sana di una volta,siamo costretti a ingerire antibiotici e chissà quali altre schifezze perchè gli allevatori danno mangimi scadenti.Inoltre queste povere bestie vengono uccise nei modi più barbari.In ogni caso continuerò a mangiare pesce,quindi non credo avrò molte carenze proteiche ma volevo un vostro consiglio a riguardo.

    4)Un problema che sicuramente molti di voi avranno…come fare quando ci si trova costretti a mangiare fuori casa o da amici? Quali prodotti è meglio prediligere rispetto ad altri?

    5)Leggendo varie etichette di prodotti da forno,pre-pronti ecc ho notato come l’utilizzo di grassi vegetali idrogenati (o non idrogenati)e oli e grassi vegetali sia diventato la norma.Se ci si trova costretti a doverne fare uso,saltuariamente,quanto possono essere dannosi per la salute?

    6)Spesso nei pani confezionati dai supermercati o altre ditte non viene specificato l’uso di farine di soia o antimuffa…mi chiedo se è legale e se il consumo di questi prodotti possa creare danni a lungo termine.

    Un’ultima cosa: non trovate sia patetico che i nutrizionisti consiglino il consumo abbondante di frutta e verdura quando sappiamo bene che gli agricoltori usano quantità fuori legge di pesticidi?

    Grazie ancora per l’attenzione e scusate se sono stata prolissa ma vorrei davvero conoscere di più sull’argomento alimentazione!

  5. nicola ha detto:

    #francy
    Non vorrei dire, ma l’acido cloridrico ce l’hai già nello stomaco prodotto dal tuo corpo. Non credo che i mg presenti nel farmaco ti facciano male. Anzi, tieni conto che spesso gli eccipienti servono per migliorare l’assorbimento e/o la conservazione dei farmaci. Non credo siano lì per caso o per farci star male.

    Poi un nome strano di una sostanza chimica non vuol dire che faccia male o sia pericolosa, altrimenti di monossido di diidrogeno saremmo morti tutti. 🙂

  6. Francy ha detto:

    Verissimo, ho l’acido cloridrico nello stomaco, ma quando mi viene su, il mio esofago non è poi così felice.
    E quando prendevo quel farmaco, mi sentivo una sensazione di gonfiore alle labbra e alla lingua per nulla piacevole, che durava sempre non meno di una mezz’ora. E fa in ogni caso specie che ci sia una roba ritenuta comunemente velenosa in un farmaco (che poi non si chiama così per nulla!)
    Una roba così schifosa, in 41 anni di vita, non l’ho mai presa!
    Secondo me in questi tempi ci stiamo incancrenendo con la chimica nell’alimentare, in realtà sarebbe più logico andare a vedere tutta la chimica che troviamo anche altrove, medicine e cosmetici compresi. E mi piacerebbe che oltre a parlare di chimica in maniera “butto lì e vediamo che accade” più spesso ci si prendesse la briga si spiegare che cosa effettivamente sono, e che cosa fanno, cosa che trovo qui e nel blog di Bressanini. Spacciare per pericoloso l’acido acetico, o l’acido ascorbico…E poi riempirsi di vitamina C magari sotto forma di pastiglie effervescenti dà la misura dell’ignoranza nelle materie scientifiche!

  7. Wyk72 ha detto:

    Beh, la chimica, i processi digestivi, gli eccipienti, gli additivi, sono tutte cose da studiare nel modo MENO “spannometrico” possibile. Non credo sia necessaria una laurea a tutti i costi, ma una base matematica e chimico/fisica (ma proprio di base) SI.

    Altrimenti si finisce nel possibilismo “fa tutto bene/fa tutto male”.

    Gli additivi sono molto utili in moltissimi prodotti alimentari e sono fondamentali nella produzione di molti di essi (formaggi, vini, tanto per citarne due).

    Il discorso di complica quando si usano degli additivi o dei procedimenti per “mascherare” o alterare le qualità dei prodotti, per renderli più appetibili o, peggio, per toglierne dei difetti, o, peggio ancora, per riutilizzare prodotti di scarto.

    O ancora, cosa questa comunissima in alcuni mercati, vengono aggiunti vari tipi di conservanti, per aumentarne la “shelf life”, ossia per farli durare di più.

    Per questo esistono controlli e quantità ammissibili/non ammissibili di determinati additivi/conservanti/coloranti.

    La cosa che c’è da TATUARSI nel cervello: la quantità.

    A mio parere, le due cose attualmente veramente dannose sono

    – i grassi idrogenati (duri a morire, anche se vengono usati meno da qualche anno a questa parte)

    – il nitrito di sodio (anche il nitrato, ma meno dannoso), ancora utilizzato in quantità abbondanti nei salumi (prodotto abusato nel consumo a mio parere), e anche abbastanza inutile, visto che serve più che altro a mantenere il colore oramai.

    La chimica degli edulcoranti non mi preoccupa più di tanto, visto che, si spera, di farmaci se ne debba fare un uso saltuario. Sono comunque anch’essi controllati (la POSOLOGIA nei foglietti non è scritta a caso, vi è inclusa anche la quantità eventuale di eccipienti tollerabile senza particolari effetti) e sicuri. Tutti.

    Stesso dicasi per i cosmetici.

    La chimica non è nemica, è l’uso che se ne fa.

    Bisogna stare in campana e stare attenti

    a) alle frodi alimentari, purtroppo presenti, non moltissime ma ci sono eccome

    b) leggere le c&%$£o di etichette per bene e capire cosa c’è in quello che si mangia e perché.

    Discorso più complesso per quel che riguarda le carni ed i formaggi.

    Nelle mie care Marche, le uova le compro dai contadini che per 2 euro me ne danno 10 e qualcuna me la regalano (e sono un’altra cosa). L’olio me lo faccio io “comeiddiocomanda”. La carne la consumo molto di rado, per le verdure, per motivo di non-spreco,spesso mi rivolgo a dei prodotti surgelati BIO (tanto per cercare di limitare i pesticidi vari).

    Comunque, io sono negli USA, per un po’, e, credetemi, in Italia siamo dei Baronetti a confronto degli schifi che si ingurgitano qui.

  8. […] questa gag radiofonica l’avete già sentita se siete frequentatori del blog  Trashfood.com, oppure di Ecoblog.it. Io la riposto, per  i lettori che ancora non l’hanno ascoltata, […]


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