La foto del giorno- Siamo alla frutta

Mentre la situazione dei produttori italiani è dichiarata ormai insostenibile e si decide la distruzione di pesche e nettarine visto che da tre, quattro anni i redditi sono sempre piu’ ridotti a causa dei bassi prezzi praticati, dall’altra parte del confine anche i frutticoltori francesi protestano. Ecco le immagini di ciò che da un po’ di tempo accade in Francia. I produttori francesi manifestano il loro malcontento distruggendo i carichi di frutta importati a prezzi irrisori dalla Spagna. Senza parole.

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13 commenti on “La foto del giorno- Siamo alla frutta”

  1. Grissino ha detto:

    Mah, senza parole non troppo. Qui mi sembra che i contadini si diano piú da fare e vadano a vendere la merce anche ai piccoli mercatini nei paesi. In Italia, si sa che i passaggi sono talmente tanti che il contadino non ci guadagna nulla e noi ci salassiamo il portafoglio. In Francia non so. Ma in Italia la catena é marcia.

  2. Gianna Ferretti ha detto:

    Senza parole a commento delle distorsioni del mercato, della politica agricola comunitaria che permettono che tutto questo accada. Però si continua a parlare di ridurre gli sprechi alimentari

  3. Wyk72 ha detto:

    Dà disappunto assistere a certe cose. Se ne potrebbe parlare per ore. Il punto cruciale, io credo, è sempre quello: finanziarizzazione di tutto, videogames di borsa invece di “roba vera”, indi di mercati veri, reali e tutto sommato semplici, avulsi da queste contorsioni mentali che “ti conviene importare” invece che comperare la frutta sotto casa. Conviene A CHI? Spesso leggo il blog di Medo “vita nel petrolitico”, e sto cominciando a condividere il suo catastrofismo.

  4. mammafelice ha detto:

    Senza parole no: fa proprio inc*******! I mercati sono marci è vero. E poi al negozio sotto casa mia le pesche sono comunque 1,50 al chilo (se va bene).

  5. Se tanto è un gesto simbolico ed eclatante che si cerca, per attirare l’attenzione in tempi di crisi non sarebbe meglio protestare regalando la frutta nelle piazze?

  6. dani ha detto:

    Sulla frutta, praticamente, non ci sono controlli.
    Occorrerebbe dotare di rifrattometro le forze dell’ordine, per misurare regolarmente il grado zuccherino.
    Sapete quanta frutta raccolta prematuramente e proveniente dall’altro capo del mondo sparirebbe dagli scaffali?

  7. cecco ha detto:

    L’amministrazione del mercato dei beni di primo consumo è un argomento che non mi aspettavo veder trattato dalla Dottoressa Gianna , mi fa molto piacere e spero per il futuro non sia un post isolato sull’argomento ma venga ripreso .
    Parliamo di etichette ma anche di etica . Sabato , al supermercato di catena francese , ho visto nel banco frigo centinaia di confezioni di pomodori senza il barlume di una etichetta o marchiatura del contenitore . Esistono i controlli ?
    In virtù del fatto che il primo creditore del nostro paese , pretenda giustamente di riottenere quello che gli spetta , possiamo permetterci la distruzione del settore alimentare italiano ?
    Contemporaneamente mi piacerebbe togliermi qualche dubbio con una analisi chimica dei prodotti provenienti dalle aree italiane inquinate . Ho visto delle foto di limoni che sembrano caschi di banane , voi no ?
    Un abbraccio.

  8. Gianna Ferretti ha detto:

    @Cecco, i post sulla etichettatura e aspetti nutrizionali sono decisamente piu numerosi ma sono sempre stata convinta che sia giusto parlare di alimentazione nei suoi molteplici aspetti e riflettere anche su aspetti economici ed etici. Nella categoria “Filiere” me ne sono occupata in passato e prometto di trattare questi temi anche in futuro. Se ti interessano, ti suggerisco la serie dedicata da Stefania Puxeddu all’Acquacoltura

    Come è possibile che ci fossero nel banco frigo “centinaia di confezioni di pomodori senza il barlume di una etichetta o marchiatura del contenitore”?.

    Sull’altra domanda, ti riferisci forse ai limoni di Terzigno? fece discutere e troppo frettolosamente qualche emse fa la notizia. http://www.tigulliovino.it/dettaglio_articolo.php?idArticolo=7218

  9. cecco ha detto:

    Letto ora Stefania , interessante quanto purtroppo non caso isolato. Se ne parla solo quando li trovano. Non voglio fare il catastrofista ma dalle mie parti ogni tanto fermano qualcuno .
    Sempre dalle mie parti pochi mesi fa è stato arrestato un ispettore dell’ufficio di igiene , i due colleghi sono ai domiciliari. Chiedevano una sorta di pizzo.
    Tornerò al supermercato e proverò a vedere se riesco a proporle una fotografia senza ovviamente citarne l’origine .
    Quando un paio di anni fa si era anche sentito parlare di etichette sovrapposte per la carne, in un altro posto , io le avevo trovate .
    Barattoli di acciughe col tappo non ad incastro e senza filettatura, si aprono con un dito.
    Si erano i limoni di Terzigno . Devo dire che però dopo aver visto la puntata di Report dove le pecore non riuscivano a stare in piedi per poi morire di diossina mi ha fatto riflettere sui prodotti vegetali della stessa zona, ma non solo di quella .
    Le mando un abbraccio .

  10. LA LUNA NERA ha detto:

    …mi torna in mente un vecchio detto “morire di fame con la dispensa piena”

    in questa nostra Italia, ma anche dalle altre parti, ci sono troppe cose che non quadrano.

  11. Gianna Ferretti ha detto:

    @cecco, il sito di Greenme è irraggiungibile in questo momento. Ma il titolo è piuttosto eloquente. episodio di frode alimentare in quel di Latina?

  12. cecco ha detto:

    “Barattoli di vetro e di metallo arrugginiti e rigonfi per la presenza di batteri, insudiciati e sporcati da escrementi di volatili: non stiamo parlando della spazzatura abbandonata per le strade di Napoli, ma delle 136.000 confezioni (circa 100 tonnellate di peso) di salsa di pomodoro sequestrate dai Nas di Latina in uno stabilimento della provincia.

    I barattoli erano confezionati e imballati, ma non ancora completamente etichettati, per essere esportati e messi in commercio in Grecia, Germania e Francia.

    Il tutto è avvenuto durante un controllo del Nucleo Anti Sofisticazione di Latina, che dopo il sequestro, ha analizzato le confezioni, scoprendo all’interno la presenza di escrementi, pericolosissimi per la salute pubblica.
    Il valore di mercato degli alimenti sequestrati e sottratti alla commercializzazione si aggira intorno ai 140.000 euro e il titolare dell’azienda, che produce preparati alimentari a base di pomodoro, come ketchup, concentrati e passate, è stato subito denunciato.

    Nel corso del controllo i militari hanno anche riscontrato carenze igieniche in tutti i locali dello stabilimento, sia sulle pareti che sul pavimento, tanto che hanno l’intervento di personale medico e tecnico dell’Azienda Usl di Latina e disposto l’immediata sospensione delle attività dell’azienda.

    Ma le confezioni già distribuite e vendute? Nel dubbio, W l’autoproduzione! Ecco la ricetta per la salsa di pomodoro fatta in casa”

    Citazione del suddetto collegamento , fonte Greenme.it , articolo di Verdiana Amorosi.


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