Storie di mangimi e oli esausti riciclati

Olivia

Si chiama Olivia® il contenitore speciale stradale a postazione fissa per la raccolta di olio vegetale esausto prodotto dai cittadini, da collocare presso aree di raccolta differenziata di rifiuti. Io sono (quasi) maniaca della raccolta differenziata. Separo carta,vetro, plastica da poco anche i farmaci scaduti. Ma non sapevo che si potesse raccogliere e riciclare anche l’olio usato per friggere. Nelle Marche alcuni comuni hanno già aderito all’iniziativa. Ma che fine fa l’olio raccolto? Un po’ di ricerca on line e ho scoperto che in altri stati l’olio esausto dopo la cottura viene trattato opportunamente e usato come carburante. Altri impieghi sono la purificazione e impiego nella produzione di mangimi da usare in zootecnia. Vi siete già dimenticati dello scandalo belga dei polli e delle uova alla diossina,di qualche anno fa? In quella occasione (1999) in una Europa già attraversata dalla crisi BSE, esplose la vicenda dei mangimi animali contenenti diossina, una sostanza cancerogena. La vicenda portò il comitato veterinario dell’Unione europea a imporre il ritiro e il divieto di commercializzazione di polli, uova e prodotti derivati provenienti dai 416 allevamenti del Belgio. La contaminazione, secondo le ricostruzioni eseguite, furono provocate da una fabbrica di mangimi fiamminga, la Verkest, che oltre a grasso di scarto e carcasse di animali, avrebbe utilizzato residui di olii minerali per automobili e trasformatori elettrici.
All’inizio di novembre 2004 è stato lanciato un nuovo allarme alimentare in Olanda, in Germania e in Belgio,dopo aver scoperto che scarti della lavorazione (buccia) provenienti da un produttore patate fritte contaminate con diossina erano stati utilizzati come mangimi per animali da reddito, in particolare mucche da latte. Le patate erano state contaminate dopo essere venute a contatto, in una fase della produzione, con della caolina (tipo di argilla) contenente diossina. L’attività di quelle fattorie che avevano acquistato e utilizzato questo mangime sono state immediatamente bloccate.

La commissione dell’Unione europea annunciò che la situazione non rappresentava un rischio per il consumatore. Il latte contaminato ottenuto da animali così nutriti era giunto infatti al consumatore mescolato con quello proveniente da numerose altre fattorie non toccate dal problema. In questo modo, del tutto involontario, la concentrazione di diossina –secondo gli addetti ai lavori -era stata diluita ad un livello tossicologicamente trascurabile.
La diossina quindi di nuovo al centro dell’attenzione in Europa e ancora una volta in relazione all’impiego di rifiuti dell’industria alimentare utilizzati per la produzione di mangimi.

Una utile lettura sulla posizione ufficiale del Parlamento europeo riguardante gli oli da cucina riciclati la trovate qui


50 commenti on “Storie di mangimi e oli esausti riciclati”

  1. vertesprit ha detto:

    I ristoranti da anni sono (sarebbero) obbligati a raccogliere l’olio esausto da consegnare ai consorzi di raccolta con registro di scarico.
    Per gli aspiranti ecologisti che vogliono riciclare l’olio usato di casa senza impazzire nel trovare il contenitore possono versarlo nei contenitori dell’olio dei benzinai, il destino è lo stesso.

  2. Anonimo ha detto:

    Sono (o sarebbero)? 🙂

    grazie per l’informazione!

  3. vertesprit ha detto:

    La legge esiste, il controllo no. O meglio i pochi ufficiali sanitari hanno altro da fare e non mi risultano (le mie fonti sono parziali) multe elevate per questo motivo.
    Tutte le grandi realtà della ristorazione hanno comunque il bidone della raccolta.

  4. Anonimo ha detto:

    Ciao, se hai delle altre informazioni, potremmo scrivere un post e aggiornare l’argomento.
    Mescolare ad esempio olio esausto proveniente dalla ristorazione con quello delle officine non mi sembra una cosa giusta…se quegli oli vengono poi raffinati e usati per altri scopi..
    tu hai altre informazioni?grazie!

  5. vertesprit ha detto:

    Mi intendo di ristorazione pratica e tecnologie alimentari (laurea di Torino), di riciclo ne so poco ma mi pare di aver letto che il percorso del riciclo oli sia lo stesso (lo scandalo diossina nei mangimi partì proprio da oli minerali riciclati, non so se in modo improprio o con dolo).
    In ogni caso l’olio esausto, anche di frittura, è altamente inquinante, soprattutto per il terreno. E crea problemi allo smaltimento acque perchè galleggia e ostacola l’attività batterica delle vasche. Quindi assolutamente il contenitore, anche a livello casalingo con comuni bottiglioni da consegnare poi ai centri raccolta rifiuti oppure (meglio che niente) al benzinaio-autofficina.

  6. vertesprit ha detto:

    Non dimenticare che nell’olio esausto (troppo usato o bruciato o comunque troppo vecchio) si è scisso il trigliceride, gli acidi grassi liberi subiscono l’inacidimento chimico e dopo la perossidazione, con sviluppo di acroleina, potenzialmente cancerogena. Mi pare che si possa eliminare l’aldeide acrilica con assorbimento su carbone vegetale.

  7. vertesprit ha detto:

    Scusate la fretta e le ripetizioni, ho letto l’interessante documento della CE che era collegato al post, chiaro il destino diverso dei due tipi di oli, vegetali e minerali.
    Continuo a difendere la mia scelta, preferirei che anche gli oli di cucina esausti finissero in combustibile invece di ritrovarmeli nei mangimi per animali, con tutti i pericoli di residui che permangono.

  8. cres perrella ha detto:

    avendo la necessità di smaltire mangime per polli scaduto, vorrei sapere qual’è il codice CER da attribuirvi e possibilmente quali sono i centri di conferimento più vicini alla mia provincia (CB).

  9. Trashfood ha detto:

    Di nuovo mangimi contaminati con diossina. Sono le autorità sanitarie belghe che hanno messo in quarantena circa 400 allevamenti di suini e pollame nel corso di alcune indagini che hanno accertato la comparsa di diossina nel mangime animale. L’O…

  10. andrea ventura ha detto:

    Chi potrebbe darmi qualche indicazione su dove potrebbero essere trasformati in combustibile gli olii esausti vegetali?

  11. alex ha detto:

    cercando sul web ho letto che in Usa con un kit apposito si può usare nel motore diesel l’olio alimentare usato e che molta gente lo prende dai ristoranti che preferiscono regalarlo piuttosto che pagare imprese di smaltimento, visto che li è obbligatorio farlo.
    Ho letto che il motore diesel ideato da Rudolf Diesel, era progettato per funzionare con olio di arachidi e non con un derivato del petrolio. Attenzione a quello che pensate ma Rudolf Diesel è morto misteriosamente pochi anni dopo.
    comunque credo che qua ci siano informazioni: greasecar(kit conversione diesel-olio)
    veggevan organization

    ciao.

  12. mario bianchini ha detto:

    Volevo sapere quale era l’azienda che produce questi contenitori .
    Grazie

  13. gianna ferretti ha detto:

    Ciao Mario, se ti riferisci ad Olivia, puoi chiedere all’Adriatica oli,

    sul post c’è il link, eccolo :http://www.adriaticaoli.com/progetti.htm

  14. Francesca Apolloni ha detto:

    avendo la necessità di smaltire mangimi scaduti, vorrei sapere qual’è il codice CER da attribuirvi e possibilmente quali sono i centri di conferimento più vicini alla mia provincia (PU).

  15. Francesca Apolloni ha detto:

    avendo la necessità di smaltire mangime scaduto, vorrei sapere qual’è il codice CER da attribuirvi e possibilmente quali sono i centri di conferimento più vicini alla mia provincia (PU).

  16. Maurizio Marchiori ha detto:

    Forse vedo le cose in modo semplicistico, ma non capisco come sia possibile che i carciofini biologici sott’olio siano una delizia e l’olio dei carciofini possa essere tossico e pericoloso. Lo stesso vale per l’olio delle patatine: me le friggo per me (e per i miei tre figli) e, anche se lo so che non sono al vertice della graduatoria dei cibi più salutari, mi pare assurdo che l’olio dove galleggiavano fino ad un istante prima di entrare nella nostra bocca ora sia diventato un mostro totale.
    Non so che olio usano i ristoratori, ma io uso olio d’oliva, che è vegetale e, a quanto ne so, totalmente biodegradabile: ovvio che dia problemi se versato a litri sul terreno, ma mi sembra più un problema di modalità, piuttosto che di natura tossica dell’olio stesso.
    Detto questo, specifico che – tanto per non sbagliare – faccio anch’io la raccolta differenziata anche dell’olio alimentare esaurito, e conferisco ogni priomo mercoledì del mese le mie brave bottiglie colme di liquido dorato … però il dubbio mi rimane.
    Forza, ricicloni!

  17. Rachela Magnaterra ha detto:

    Dato l’interesse per la raccolta differenziata di oli vegetali esausti da utenza domestica,in qualità di raccoglitori, riteniamo possa essere utile fornirvi le seguenti informazioni, pervenuteci dal C.O.N.O.E. (Consorzio Obbligatrorio Nazionale di raccolta e trattamento oli vegetali) a cui siamo iscritti nel comparto raccoglitori.

    C.O.N.O.E. – Notizie

    La destinazione
    Gli oli e grassi alimentari esausti (oli di frittura – Cod. CER 200125) vengono raccolti dalle aziende consorziate e il Consorzio Nazionale Oli vegetali e animali esausti promuove e controlla lo sviluppo della filiera al fine di recuperare quanto disperso nell’ambiente.
    Il fine istituzionale è ambientale e a tutela della salute pubblica.

    Il recupero
    L’olio vegetale esausto dopo una prima lavorazione che ne elimina le impurità (residui di cibi e acqua) può essere trasformato ad esempio in:
     biodiesel per trazione
     glicerina per industria saponiera
     lubrificante a base vegetale per macchina agricole – trasformatori etc..
    tutti i riutilizzi sono comunque per usi industriali.

    Da ogni litro di olio esausto si ricava mediamente:

    a) 8-10 % di glicerina
    84-86 % di biodiesel
    4-5 % di scarto di lavorazione

    b) 90-92 % di olio lubrificante a base vegetale
    8-10 % di scarto di lavorazione

    Il risparmio
    Recuperare e riciclare l’olio vegetale esausto significa contribuire all’uso sostenibile delle risorse disponibili ed evitare che un rifiuto seppur classificato non pericoloso, comporti conseguenze molto dannose per l’ambiente se viene disperso sul teritorio.

    Il C.O.N.O.E. ha recuperato ed avviato al riutilizzo dal 2001, primo anno di attività, al 31/12/2005 circa ton. 90.000 di rifiuto; il suo valore può essere stimato in 36 milioni di euro. Questo dato deve essere raffrontato al costo di depurazione (ingente) e/o al costo ambientale qualora fosse stato disperso.

    Il risultato economico sarà sempre maggiore in rapporto ai quantitativi crescenti effettivamente raccolti e riciclati dal Consorzio Obbligatorio.

    Il mercato totale
    Viene valutato in ton. 220-260.000/anno di cui:
    – ton. 45-55.000 dal settore ristorazione recuperato e riciclato per l’80% circa di cui oltre il 50% dal C.O.N.O.E.
    – ton. 35-45.000 dalle industrie alimentari che essendo strutture consolidate, provvedono direttamente al riciclo o smaltimento
    – dal settore domestico viene recuperato solamente il 10-15%; è del tutto evidente che è in questo settore che deve essere indirizzato lo sforzo maggiore teso a recuperare ton. 120-140.000 di rifiuto altamente dannoso che viene oggi disperso nell’ambiente.

  18. michele ha detto:

    volevo sottolineare che non e’ compito degli ufficiali sanitari il controllo dello smaltimento degli oli
    e non si puo portare l olio di frittura al distibutore !!
    sono 2 consorzi diversi il CONOI E IL CONAE
    CIAO A TUTTI

  19. Claudio Piacente ha detto:

    Ciao,
    qualcuno gentilmente mi saprebbe dire dove posso portare l’olio vegetale esausto a Torino?
    grazie
    Claudio

  20. Matteo ha detto:

    volevo ricordare che l’olio esausto vegetale si porta nelle aree ecologiche
    della propria citta’.

  21. Gino ha detto:

    L’olio esausto delle fritture casalinghe, a Venezia centro storico, dove lo porto?

  22. gianni ha detto:

    ciao vorrei sapere come incominciare a creare una ditta di recupero oli da cucina sia di uso domestico che di uso industriale quali sono
    gli enti da contattare in campania grazie anticipatamente

  23. Laura ha detto:

    vorrei chiedervi se gentilmente sapete come posso comprare i raccoglitori di olio vegetale prodotti dalla Nuova C Plastica srl, so che la ditta ha sede in provincia di bologna ma, abitando a Firenze, vorrei quindi sapere se c’è un modo per acquistarli a distanza??? Grazie Mille

  24. gianluca ha detto:

    messaggio per gianni che vuole intraprendere l attivita di smaltitore e recupero di oli vegetali , anche io sono interessato alla materia ma vedo che il mecato e’ gia completo da grandi aziende monopolistiche.ma nonoste tutto cerco ugualmente di portare avanti il progetto.lei a che punto e’ arrivato?per contatti melgia@hotmail.it

  25. dario ha detto:

    sarei super interessato a sapere come creare una ditta di recupero oli da cucina , risiedo attualmente a Montelupo Fiorentino Siate Gentili rispondetemi Grazie

  26. MARIO VIRZI' ha detto:

    Salve, qualcuno sa dirmi se a Roma esistono postazioni di raccolta per gli olii alimentari esausti e, se si, dove si trovano.
    Grazie ed auguri a tutti noi.

  27. ciro conte ha detto:

    dove posso portare l’olio per cucinare recuperato , abito ad afragola vicino napoli.
    grazie

  28. Carola jovine ha detto:

    ho ricevuto questa mail e desidero sapere se corrisponde al vero, “a me, me pare ‘na st….ta:
    Oggetto: Dove buttare l’olio fritto URGENTE! E’ BENE SAPERLO PER LA TUA SALUTE E LA SALUTE DEL TUO MONDO.Sapete dove buttare l’olio della padella dopo una frittura fatta in casa? Sebbene non si facciano molte fritture, quando le facciamo, buttiamo l’olio usato nel lavandino della cucina o in qualche altro scarico, vero? Questo è uno dei maggiori errori che possiamo commettere. Perchè lo facciamo?…Semplicemente perchè non c’è Nessuno che ci spieghi come farlo in formaadeguata.Il meglio che possiamo fare è ASPETTARE CHE SI RAFFREDDI e collocare l’olio usato in una bottiglia di plastica, o barattoli di mayonese o marmellate,chiuderli e metterli nella spazzatura.UN LITRO DI OLIO CONTAMINA CIRCA UN MILIONE DI LITRI D’ACQUA, quantità sufficiente per il consumo di acqua di una persona per 14 anni. Se tu scegli di inviare questo ai tuoi amici, l’ambiente ti sarà molto riconoscente.Universita’ degli Studi di Parma

  29. gunnar ha detto:

    è una mezza bufala, leggi attentamente qui http://attivissimo.blogspot.com/

  30. Elena ha detto:

    Credo anch’io che sia una bufala come in tutte le mail dove non viene mai citata la fonte!

  31. marga4 ha detto:

    Ecco la risposta dell’AMA di Roma:

    Dal 27 febbraio è possibile conferire gratuitamente l’olio vegetale per uso alimentare domestico, raccolto in una piccola tanica o fusto (quindi in modico quantitativo) presso una delle 5 Isole Ecologiche AMA elencate nel nostro sito http://www.amaroma.it alla sezione “Raccolta differenziata”, recandovisi dalle 07.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.30 dei giorni feriali e dalle 08.00 alle 13.00 dei festivi con un automezzo proprio e non per conto terzi.

    Per il recapito telefonico della struttura più vicina alla sua abitazione, utile a un contatto preventivo sempre consigliato, le suggeriamo di chiamare il nostro Numero Verde sotto riportato.

    Grazie per averci contattato. Distinti saluti.
    Linea Verde AMA

    Per ulteriori informazioni può contattare il nostro numero verde 800867035 attivo nei giorni:
    dal lunedì al giovedì dalle 08.00 alle 17.00;
    venerdì dalle 08.00 alle 14.00.
    Soltanto per le emergenze può essere contattata la centrale operativa ai numeri 0651693339 – 3340

    elenco delle isole ecologiche di Roma:

    http://digilander.libero.it/leperseidi/isole.htm

  32. sonia ha detto:

    non ho ben capito dove devo buttare l’olio delle mie fritture. SONIA LA SPEZIA

  33. Meristemi ha detto:

    Sonia, credo che la cosa migliore sia contattare la municipalizzata di La Spezia e chiedere quale formula hanno adottato per il riciclo degli oli alimentari. La prassi potrebbe cambiare da società a società.

  34. Costantino ha detto:

    Io l’olio esausto di cucina lo porto ad un ristorante del mio paese (S. Maria a Vico CE) che lo smaltisce insieme al suo. Il ristoratore mi ha detto che la cosa non gli comporta incomodo alcuno in quanto per lui smaltire un quintale di olio o un quintale e cinque chili è la stessa spesa. Costantino

  35. Andrea ha detto:

    Molto cose giuste, ma anche tante imprecisioni. La gestione dell’olio esausto è affidata ad un consorzio obbligatorio (art. 233 D.lgs 152/06) CONOE. Sono obbligati a partecipare al consorzio (sanzione da 8.000 a 45.000 euro) le imprese che producono il rifiuto (codice CER 200125 o 200126 se contaminato), quelle che lo raccolgono e quelle di trattamento. I produttori di olio “nuovo” dovrebbero contribuire economicamente (principio Comunitario del “chi inquina paga”), ma il DM del 2003 è stato sospeso dal TAR per vizi di forma. Il produttore di rifiuto (p. es. ristorante) che non conferisce al consorzio CONOE è passibile si sanzione (da 260,00 a 1.550,00). Il rifiuto, se correttamente gestito è una risorsa (biodisel etc,) diversamente una potenziale minaccia per l’ambiente e la salute. per informazioni http://www.consorzioconoe.it

  36. Andrea ha detto:

    … dimenticavo, nel sito del Consorzio trovate le imprese autorizzate alla raccolta presso http://www.consorzioconoe.it/aziende.php (ciò vale per le imprese che debbono smaltire il rifiuto – ristoranti, friggitorie, industrie alimentari, che, peraltro dovrebbero essere obbligariamente consorziate, i “comuni” cittadini possono provare a contattare la locale azienda “municipalizzata” di raccolta rifiuti urbani (ma non molti comuni sono organizzati ed i pochi lo sono a livello “sperimentale” … allora si potrebbero (dovrebbero) lamentare con il proprio comune, anche perchè la mancata gestione del rifiuto la paghiamo con la bolletta per i rifiuti

  37. MIKI ha detto:

    Tra i tanti che hanno iniziato a pensare di costituire una cooperativa di raccolta degli oli, chissa’ qualcuno avra’ anche dato un’occhiata ai dati relativi alla CONOE, in particolare relativo allo statuto costitutivo di un consorzio OBBLIGATORIO:
    “Art. 7 – Finanziamento delle Attività del Consorzio
    […] contributo di riciclaggio sugli oli e grassi vegetali ed animali per uso alimentare umano destinati al mercato interno.”
    Fatta una minima ricerca sull’ammontare del contributo (sancito dal decreto 27/2003, fissazione del contributo di riciclaggio)
    http://www.arpalazio.net/main/normativa/Rifiuti/2004/Decreto27-11-2004.htm
    scopro che ammonta a 3,09 euro per tonnellata il che’ si trasforma in un bell’incentivo di circa 440mila euro per le 142mila tonnellate recuperate dalla conoe nel periodo 2001/2006. Bravi…
    Una tonnellata sono mille chili per cui si parla di 142milioni di chili di olio: se un chilo di olio equivale a circa un 1.25litri allora ci troviamo di fronte ad un mare di circa 178milioni di litri di olio!
    Se solo il 70/80% di tutto quest’olio diventasse biodiesel, dove lo vanno a vendere tutto questo carburante??? tutto all’industria??? o all’allevamento sotto forma di “sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano”???

    Le risposte si perdono in un meandro di anfratti di manipolazioni e monopoli loschissimi, quando in realta’ in clima estivo si puo’ tranquillamente utilizzare l’olio vegetale usato come carburante in un qualsiasi motore diesel SENZA NESSUNA MODIFICA! Problemi (facilmente arginabili) incorrono in inverno ma il sito segnalato in precedenza (www.greasecar.com) e molti altri del settore SVO spiegano facilmente come ovviare all’inconveniente.
    Fatto e testato su VW Jetta’85 1.6diesel NONmodificata per 2000km questa estate senza il benche’ minimo problema di accensione o quant’altro: stessa autonomia (20km/litro) e stessa potenza. Unica riduzione: le emissioni!!! praticamente pulite e profumate (all’olio di girasole 😉
    [incomparabilmente meglio del diesel]

    E intanto la gente paga per farsi portar via… il carburante… e la salute!!!

  38. sandro ha detto:

    lavoro in ristorante di nuova gestione da maggio 2008 ci siamo ritrovati 2 fusti di olio per fritture e non sappiamo a chi rivolgerci siamo in provincia di TORINO nel Monferrato. ci sono dei consorzi nei pressi?

  39. PIETRO ha detto:

    CIAO A TUTTI HO UNA DITTA DI RACCOLTA OLII VEGETALI ESAUSTI PER REGIONE CAMPANIA CHI FOSSE INTERESSATI ALLA STIPULA DI CONTRATTO E SMALTIMENTO MI CONTATTI ALL EMAIL: pietromangia2@hotmail.it o cell. 3356977978

  40. MIKI ha detto:

    Bravo Pietro!
    Ben fatta… magari ci sentiamo anche via mail:
    cosa ne fai degli olii che raccogli?

  41. daniela ha detto:

    lavoro per un’ azienda che ha l’ impianto di trattamento degli oli esausti vegetali a roma …ho visto molto scetticismo sul recupero degli oli ma io vi dico che non è così…abbiamo molte iniziative per le industrie gli artigiani e i privati cittadini; l’ ama e il conoe forniscono consigli e notizie esaurienti; basta saper chiedere e ascoltare. 06-71320007 danyela

  42. daniela ha detto:

    ….sempre io Daniela lascio il mio indirizzo di posta per domande delucidazioni relativo agli oli esausti di cottura per il territorio di roma e provincia
    danyelap@live.it

  43. yuliana ha detto:

    CIAO A TUTTI… VOLEVO SOLO CHIEDERE SE A TORINO C’E UN POSTO DOVE POSSO PORTARE L’OLIO USATO IN CASA. GRAZIE…

  44. PIETRO ha detto:

    LA BIO-COM di PIETRO MANGIA EFFETTUA RITIRO OLI VEGETALI PER REGIONE CAMPANIA
    http:www.biocomweb,com

  45. diana ha detto:

    …cari miei io fin’ora! L’ho messo in bottilie di plastica e l’ho buttato nei rifiuti “normali”…piuttosto che nel lavandino..almeno spero che vada a produrre energia, magari in Germania!MA stò qui a leggervi prorio perchè sta soluzione non è che mi soddisfi tanto….la maggior parte delle persone forse per ignoranza o ancor peggio per pigrizia non si pone prorio il problema…Grazie di avermi aperto un pò di più gli occhi e di avermi dato nuove soluzioni…io direi di continuare a sensibilizzare chi ci sta vicino…un giorno saremo di più?!! Se no, ci ritroviamo in spiaggia a far le “fettine panate” DIANA

  46. gianni ha detto:

    sono un imprenditore edile e voglio prendere a cuore lo smaltimento degli olii esausti investendo denaro e tempo in questa giungla di consumismo e fatevelo dire di menefreghismo da parte degli enti locali e dei cosi’ detti ambientalisti che tutto sono ma non ambientalisti non fanno nulla per far si’ che vengano applicate le leggi dello stato che prevedono lo smaltimento degli olii esausti condominio per condominio come la raccolta di vetro carta etc.. et cetra la verita’ e unaltra solo se’ a qualche imprenditore dell’industria puo’ far gola la raccolta degli olii esausti per la conversione in biocarburante si muove la macchina delle reggioni. ecologisti.. svegliatevi e fate il vostro dovere

  47. luigi 31-maggio 2010 ha detto:

    gianni at 22-32- fatti vivo che ti faccio consulenza sulla tua idea ho esperienza potrei abche investire con te in che regione ti trovi ciao luigi

  48. luigi 31-maggio 2010 ha detto:

    gianni at 22-32- fatti vivo che ti faccio consulenza sulla tua idea ho esperienza potrei anche investire con te in che regione ti trovi ciao luigi


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