Burger and Bottles

T.Keller

L’ hamburger è un simbolo per gli americani. E allora perchè sorprendersi se un grande chef decide di aprire un fast food? Si chiamerà "Burger and Bottles", parola di Thomas Keller (nella foto), considerato uno dei piu’ grandi chefs di New York e proprietario di "The French Laundry" della Napa Valley e di "Per Se" a New York. Ma non è una idea originale, prima di lui il rivale Danny Meyer, aveva aperto a Manhattan uno stand gastronomico con hamburger, hot dog, patatine fritte, gelato, Coca Cola e Pepsi. E altrettanto hanno già ideato altri cuochi famosi come Jean George Vongerichten. Aprire fast food a cinque stelle non è quindi una sorpresa anzi sembra diventata una moda gastronomica oltreoceano.

Fonte e immagine:Ansa.it, superchefblog.com


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3 commenti on “Burger and Bottles”

  1. Grissino ha detto:

    l’hambuger in sè è un’ottima ricetta che si presta a infinite (e anche raffinate) variazioni. Quindi perchè snobbarlo a cibo veloce e banale? Tutto (come sempre) dipende dalle materie prime e da come viene cucinato.

  2. Davide ha detto:

    In effetti: non scambierei la mia pasta col pomodoro con nessuna del vicinato, mia mamma è la più brava!

    probabilmente questi chef fanno degli hamburgher eccezionali!
    Beh, piuttosto che pagar 50 dollari un risotto con l’ascomicete puzzolente (tuber magnatum), per la polpa di un artropode o un cefalopode, per l’ultimo esemplare di dodo o per le uova di un pesce del mar nero…almeno qui mangio carne di mucca!

    Inoltre, mentre gli chef europei imitano la cucina italiana e la scoperta dei sapori tradizionali, soprattutto nella carne, devo dire che la buona cucina statunitense, sebbene più speziata e aromatica, è da apprezzare per l’enormità di sapori e i forti contrasti tra piccante, agrodolce, dolce.
    A San Francisco ho mangiato (spendendo una fortuna, lo ammetto) della buona carne del Montana cucinata “alla messicana” con spezie, probabilmente al ginepro o giù di li. Ho fatto addirittura la scarpetta perchè il “puccino” era favoloso!

  3. Grissino ha detto:

    Non sono d’accordo. La cucina europea ha una propria storia e non si copia, tantomeno copiano dagli italiani! Invece gli Stati Uniti hanno sì i loro piatti ma sono pochi e per lo più fanno un mix di cucine di tutto il mondo.


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