Inulina:dolcificante o prebiotico?

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Cosa hanno in comune il latte Fibresse della Parmalat, lo yogurth Fibrya della Yomo e i biscotti Fibrattiva  Saiwa? Hanno  ingredienti particolari, gli oligo-fruttosi, termine sconosciuto nelle filiere alimentari e nelle etichette fino a qualche decina di anni fa. Ci offrono l’occasione per parlare di inulina e di oligo-fruttosi.Cosa sono? Quali hanno un effetto prebiotico?

Inulina, FOS (frutto-oligosaccaridi), e prebiotici, iniziamo con il mettere insieme questi termini. Digitando su Google le parole inulina e prebiotici, troviamo numerosi siti in cui si parla delle loro caratteristiche strutturali e funzionali. Non è facile districarsi tra le informazioni se non si è addetti ai lavori.

I FOS (frutto-oligosaccaridi) sono una famiglia numerosa ed eterogenea di composti chimici costituiti da un monosaccaride: il fruttosio.  Sono contenuti in natura in molti vegetali come ortaggi (es.cicoria), tuberi (es.Topinambur)  e anche nel miele.

Inulina

 

 

 

 

Tra i FOS è inclusa anche l’inulina,un polimero del fruttosio. E’ contenuta nella cicoria da cui viene estratta ma può essere  anche sintetizzata chimicamente.

 

 

 

Alcuni studi clinici hanno dimostrato che l’assunzione di inulina facilita lo sviluppo e la crescita di microrganismi specifici:i bifidobatteri presenti nella flora intestinale. Questo aumento sembra svolgere un ruolo importante per la salute umana. Ne deriva che all’inulina e ai FOS è attribuito un ruolo come prebiotici. Il termine prebiotico è stato coniato solo dieci anni fa per definire infatti “ composti che non vengono digeriti ma influenzano positivamente e selettivamente la crescita e l’attività di alcuni batteri presenti nella flora intestinale.” I prebiotici sempre piu’  spesso sono associati  ai microorganismi probiotici, e ne è nata anche una definizione nuova, quella degli “alimenti simbiotici” che indicano prodotti in cui sono presenti entrambi (es. yogurth e prodotti del settore caseario).

Ma torniamo all’inulina e ai FOS.  In Europa la produzione industriale di inulina è concentrata nelle mani di un numero ristretto di produttori nord-europei (Sensus, Orafti e Cosucra). Ognuno di loro ha immesso sul mercato diversi prodotti che prendono il nome di  fibruline™, fibrulose™, frutafin™, frutalose™,Beneo™, tutti sono a base di oligofruttosi. Date uno sguardo ai siti web delle tre aziende. Tutti vi sorridono e si mettono in risalto gli effetti fisiologici e l’azione positiva sul benessere intestinale. E’ importante sottolineare comunque che l’attenzione rivolta dall’industria a questi composti chimici ha numerosi interessi commerciali oltre che salutistici. Sulla base  delle loro proprietà molecolari e funzionali si può prevedere un notevole incremento nelle prospettive di impiego futuro nell’industria alimentare. Infatti alcuni  FOS e la stessa inulina, contribuiscono alla qualità organolettica e danno cremosità ai latti fermentati.  Curiosate tra gli ingredienti di molti yogurth e li troverete. Possono essere impiegati inoltre come coadiuvanti nell’industria dolciaria.

Si prevede pertanto un loro notevole impiego in particolare nei prodotti light. I FOS a basso peso molecolare trovano utilizzo anche come dolcificanti. Li trovate quindi al bar tra gli ingredienti di alcune bustine di dolcificanti.

Per la legislazione europea i prebiotici sono inclusi tra le fibre vegetali e questo permette l’uso di claims riferiti alla presenza di fibre nelle confezioni di numerosi prodotti arricchiti come il latte, negli yogurth e nei minidrinks.

Inulina e FOS: ingredienti decisamente multifunzionali.

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19 commenti on “Inulina:dolcificante o prebiotico?”

  1. pina iuliano ha detto:

    posso usare l’inulina per dolcificare il
    caffè

  2. ilaria misticoni ha detto:

    E’ possibile che l’inulina, assunta per mezzo di un tipo di pasta per diabetici(io però non sono diabetica!)più o meno tutti i giorni per oltre due anni, sia causa di continui malditesta(tipo cefalea) e di un aumento considerevole della sudorazione?

  3. […] diverse occasioni. Margarine formaggi e minidrinks con fitosteroli (1,2), prebiotici e probiotici (1,2),yogurth con polifenoli e fattori proposti come sazianti. Una mail tira l’altra e nel mese […]

  4. […] diverse occasioni. Margarine, formaggi e minidrinks con fitosteroli (1,2), prebiotici e probiotici (1,2),yogurth con polifenoli e fattori proposti come sazianti. Una mail tira l’altra e nel mese di […]

  5. marcella ha detto:

    che cosa sono i punti per estrarre il inulina dalla radice della cicoria?

  6. marcella ha detto:

    Which chemistry method is the best to extract or obtain inuline from the roots of the chicory plant?

    Which are th steps of that chemistry method to obtain inuline from the roots of the chicory?

    I’m in college. I study engineer of biochemistry, in México.
    I’m very interested in the inuline…. Please send me all the information you have about it. Thankyou!

  7. […] settore degli alimenti funzionali, in Italia abbiamo il latte arricchito in fibre, in vitamine, in acidi grassi omega 3 (DHA) di cui ho intenzione di parlare presto, ma non ho mai […]

  8. […] tutti quelli che pensano che le fibre prebiotiche come inulina e fruttani siano indispensabili per il nostro benessere intestinale e al tempo stesso che siano […]

  9. […] Vi ho mai detto che raccolgo bustine di zucchero? una buona parte sono di dolcificanti ipocalorici. Avete mai letto la composizione? La maggior parte contiene saccarosio, aspartame e lattosio. Sweet’n low contiene anche aromi e un antiagglomerante (E551).Tra quelli della foto uno contiene accarina e ciclammato. Il ciclammato fu vietato dalla FDA parecchi anni fa, era contenuto in molte bibite negli USA e bibite come Cool-Aid ne contenevano fino al 28.5%. La Lipton che ne faceva uso nei suoi prodotti donò il dolcificante artificiale a ospedali psichiatrici e penitenziari in Ohio. Aromi anche in Dolce linea, un Edulcorante con fibra, cosa potrebbe essere mai? ancora lei, l’inulina. […]

  10. […] alla famiglia dei frutto-oligosaccarid (FOS), ingredienti molto usati nell’industria alimentare a causa di una serie di ricerche che ne hanno mostrato […]

  11. […] ad un tecnologo quali prodotti si ottengono dalle radici della cicoria risponderebbe di certo: l’inulina. Ma se avessimo posto la stessa domanda parecchi anni fa la risposta sarebbe stata decisamente […]

  12. […] a un técnico que productos se obtienen de las raíces de la achicoria respondería seguramente: la inulina. Pero si hubiéramos hecho la misma pregunta muchos años atrás la respuesta habría sido […]

  13. Paola Giordano ha detto:

    sono interessata all’acquisto di inulina per aggiungere ai gelati che necessitano di fibre. Dove posso trovarla?

  14. […] che in passato non erano considerate fibre, ne sono esempi l’amido resistente (resistant starch,)inulina e oligosaccaridi che non vengono digeriti dagli enzimi […]

  15. […] L’inulina, come già detto, è un polimero che trova largo impiego nell’industria alimentare. […]

  16. jenny ha detto:

    Per sapere veramente tutto sull’alimentazione

    I prebiotici
    Copyright by THEA 2005

    I prebiotici sono sostanze non digerite, ma comunque importanti in quanto favoriscono nel colon la crescita di batteri utili. Sono quindi in grado di arrivare intatti nell’intestino crasso (dove avviene in minima parte l’assorbimento del cibo e la formazione delle feci) ed essere trasformati dai batteri della flora intestinale in acidi grassi a corta catena come acetato, butirrato e propionato ecc.. Questi acidi grassi provocherebbero un calo del Ph nell’intestino crasso con una presunta riduzione della crescita di batteri ad azione patogena, l’aumento dell’assorbimento di alcuni micronutrienti, una miglior “funzionalità” intestinale e altri effetti fisiologici. Il butirrato è una sostanza energetica per le cellule del colon. Inoltre i prebiotici stimolano la crescita dei Bifidobatteri (perciò vengono detti fattori bifidogenici).

    Non sono da confondere con gli alimenti probiotici.

    È importante conoscere almeno la denominazione dei principali prebiotici perché diventeranno sempre più frequenti nella nostra alimentazione.

    Frutto-oligosaccaridi; sono oligosaccaridi a catena corta costituiti da D-fruttosio e D-glucosio; sono prebiotici molto utilizzati, anche in associazione con probiotici, in alimenti o integratori (in tal caso la dose è di 10 g al giorno).

    Inuline; sono carboidrati che appartengono alla classe dei fruttani; si ottengono dalle radici della cicoria e del carciofo di Gerusalemme.

    Isomalto-oligosaccaridi; si formano per trasformazioni enzimatiche e sono presenti in numerosi integratori soprattutto in Giappone e negli USA.

    Lattitolo; in Europa è impiegato come dolcificante, in Giappone è usato come prebiotico, mentre negli USA è impiegato a livello sperimentale.

    Lattosaccarosio; anch’esso ottenuto per trasformazione enzimatica è usato soprattutto in Giappone e, in misura minore, negli USA.

    Lattulosio; è un disaccaride formato da D-fruttosio e D-lattosio. Negli Usa è venduto come farmaco per il trattamento della costipazione e dell’encefalopatia epatica, mentre in Giappone è impiegato come prebiotico.

    Pirodestrine; attualmente sono ancora in fase sperimentale.

    Oligosaccaridi della soia; sono commercializzati in Giappone e negli USA.

    Transgalatto-oligosaccaridi; sono costituiti da una miscela di oligosaccaridi costituiti da D-galattosio e da D-glucosio; sono commercializzati anche in Europa.

    Xilo-oligosaccaridi; commercializzati principalmente in Giappone, si stanno diffondendo anche sul mercato statunitense.

    Come si vede, tranne frutto-oligosaccaridi e inuline, i prebiotici sono usati soprattutto in Giappone e, in misura minore, negli Stati Uniti. Si trovano però in molti cibi, in particolar modo nella farina di frumento, nelle banane, nel miele, nel germe di grano, nell’aglio, nella cipolla, nei fagioli e nei porri.

    Se sicuramente una dose di prebiotici nell’alimentazione è corretta, non si deve sopravvalutare la loro importanza fino a spingersi a parlare di prevenzione di forme tumorali.

    Esistono anche controindicazioni all’uso di alimenti contenenti prebiotici:, sindrome del colon irritabile, soggetti irradiati nel tratto gastrointestinale e intolleranti al lattosio (in questo caso è da stabilire una dose massima di assunzione senza effetti collaterali).

  17. Stefania ha detto:

    volevo fare un aggiornamento sull’inulina per farvi sapere che l’ho beccata anche nelle tavolette di cioccolato belga commercializzato con un bel ‘no sugar added’ sulla confezione.

  18. […] abbonata alla newsletter della Beneo, una delle aziende europee che produce inulina. Nell’ultimo numero, tra i nuovi prodotti, si parla della svizzera Balanceline, una nuova […]

  19. massimo ha detto:

    Se i prebiotici alimentano la flora batterica intestinale i probiotici cosa fanno li combattono?
    Grazie


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