Tecnofood:Soluzioni rapide in cucina

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Ehi tu che stai leggendo, se fai uso di piatti pronti, pizze surgelate, risi e minestre in busta o brick, insomma ti piace tutto pronto in 5 minuti, fai parte di quel 60% degli italiani  che dichiarano di scegliere e consumare regolarmente cibi precotti o pasti sostitutivi. E’ dedicato a questo argomento, un articolo di Isabella Egidi nell’inserto Salute di Repubblica (Tecnofood,quando in cucina e a tavola trionfano le soluzioni rapide, 28 Settembre 2006). I risotti e minestre in busta sono risultati tra i cibi piu’ apprezzati da un campione di 1000 italiani tra i 25 e i 50 anni. Ma dove avevo già letto queste cifre? Adesso ricordo! su Peperosso Weekly del gennaio scorso. Possibile che non si trovino dati piu’ recenti? Tornando ai piatti pronti, cosa dice in proposito la Federalimentari? Che l’industria rende sempre più diversificata la loro offerta affinché siano in linea con le esigenze dei consumatori anche in termini nutrizionali. Siamo sicuri? Ecco alcune etichette che mi hanno portato alcuni miei studenti (1,2) e oggi sono finiti nel carrello della mia spesa alcuni prodotti di questa azienda. Mi sto documentando insomma e in un panorama così eterogeneo non è facile.

Fonte Tool dell’immagine:Util e Inutil


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8 commenti on “Tecnofood:Soluzioni rapide in cucina”

  1. Carlo Zaccaria ha detto:

    Ricordo l’articolo di Peperosso ed è un peccato non poter più attingere alle preziosi informazioni presenti su questo sito.
    Sui piatti pronti la mia personale impressione è che la loro fortuna e diffusione sia determinata dalla grande campagna promozionale fatta non solo dalle ditte produttrici. E’ sufficiente provarli i piatti pronti delle buste (spesso ricchi di grassi idrogenati) per rendersi conto che non è un gran mangiare. Oltretutto è ridicolo il concetto di tempi stretti e conseguente ricorso ai piatti espresso delle buste, preparare un piatto di pasta, un risotto, una bistecca oppure due uova al tegamino è semplicissimo oltre che più salutare.

  2. gianna ferretti ha detto:

    CArlo, mi ricordo bene che commentasti anche sul blog di MAssimo su questo argomento.

    Concordo sui tempi, si possono preparare tanti piatti senza ricorrere a buste e bricks.

    Tornando a Peperosso, perchè rimuovere tutti i contenuti e non renderli accessibili? Però ho trovato su Webarchive la presentazione: “Quando Luca Ajroldi – editore dei blog di CommunicaGroup – mi ha chiesto di scriverne uno per chi bada a ciò che mangia , ” insolente sì , ma in dosi omeopatiche ” , ho pensato a Peperosso . Metà Paperinik metà Balizarde : la spada di Porthos [ nel senso del moschettiere , e pure del mensile di Sandro Sangiorgi ] , Peperosso sfida i contafrottole e gli snob della gastronomia . Amici/Nemici a cui pare normale 1) innalzare cuochi alla destra del padre , 2) assolvere sedicenti università del gusto , 3) suggerire vini costosi quanto salassi , 4) parlare come i sommelier del TG5 Gusto , presente ? Cibo e vino conditi con Peperosso insomma , una miscela letale appena addolcita da consigli su ristoranti , vini , salami , luoghi , e cose da fare . Dateci un’occhiata ogni tanto , spero di ricambiare con un po’ di divertimento . Massimo Bernardi”

    🙂

  3. Grissino ha detto:

    Provate con InternetArchive
    😉
    http://www.archive.org/web/web.php

    Beh, la crema ai gallinacci, detta così, mi ispira tantissimo ma visto che il primo ingrediente è oli vegetali idrogenati, non la prenderei mai!!

    Il successo dei cibi già pronti è dato da:
    -la gente tende sempre più a lavorare e a dedicare meno tempo alla cucina
    -la gente non viene educata al buon gusto: il mangiare diventa un’operazione automatica (mandar giù qualcosa) anzichè un momento piacevole dove avere nuove esperienze
    -la gente non conosce il significato delle etichette perchè a scuola nessuno glielo insegna (intanto abbiamo magari 6-8 ore di latino o italiano alla settimana così avremo degli obesi con un’ottima conoscenza del latino!!).

    Non so se avete notato che una volta c’erano molte più materie prime nel banco surgelati mentre ora è pieno di piatti pronti. Cose tipo i lamponi, le fragole, le castagne surgelate sono diventate difficili da trovare mentre puoi trovare un Caciucco alla Livornese o una Paella in ogni supermercato.

    PAZZESCO.

  4. gianna ferretti ha detto:

    @GRissino.ho provato anch’io su http://www.archive.org/web/web.php…. ma si trova solo una pagina. ci sono altre soluzioni?:-)
    grazie!

  5. Carlo Merolli ha detto:

    Cara Gianna,

    Non c’entra nulla con i cibi premasticati, ma spinto dal tup post sono andato a vedere l’informantissima
    pagina della Knorr: nel piatto della storia della ditta, dal 1900 al 1944 c´e´un buco…..chissá perché?!

    Ciao,

    Carlo

  6. gianna ferretti ha detto:

    @Carlo. Bisogna ammettere che il sito della Knorr è ricco di notizie, ed è una delle poche aziende che scrive gli ingredienti di molti dei suoi prodotti. E noncostringe così la trash-food blogger a impazzire tra gli scaffali
    🙂

  7. cumbo francesca ha detto:

    Ciao, Gianna
    Io sono sempre stata contraria ai cibi pronti, non hanno gusto, o almeno il gusto è sempre quello: il glutammato monosodico! Per non parlare poi dei grassi idrogenati quasi sempre presenti…
    Quello che volevo chiedere è questo: quando tra gli ingredienti di alcuni alimenti (tipo gelati, biscotti..) trovo solo “olii vegetali”, suppongo che non siano idrogenati, giusto?
    Grazieeee
    Francesca

  8. […] di prodotti che permettono di risparmiare tempo come i piatti surgelati salati, in accordo con dati emersi in precedenza.C’è un set su Flickr con diverse etichette che ho […]


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