Kellogs batte Barilla

Alla Kellogs spa, non devono aver gradito la discesa in campo della Barilla che ha inserito anche i cereali da colazione nella linea Grancereali ed è arrivata la denuncia all’Istituto di Autodisciplina pubblicitaria. Contestati i messaggi riportati su periodici, confezioni e sul sito internet come "La vera natura dei cereali" – "cereali integri" – "… così naturali", al naturale", "naturalmente buoni","bontà naturale, "con poco sodio", "la vera natura dei cereali","i veri cereali…"

La sentenza è arrivata a fine gennaio,il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, ha dichiarato che i messaggi contestati ‘integro‘ e ‘poco sodio’ non sono conformi all’art. 2 del Codice di Autodisciplina Pubblicitaria e ne ha ordinato la cessazione. Ha disposto altresì che l’inibitoria sia eseguita, per quanto riguarda le confezioni, entro tre mesi dalla data della sentenza.

Non potevo non dare uno sguardo alle altre informazioni riportate sul sito dei Grancereali. A me hanno colpito quelle riferite alla mela che è uno degli ingredienti del Grancereale alla frutta.

Tutta la forza della mela – si legge.  La mela è uno dei frutti più interessanti dal punto di vista alimentare, per la sua ricca composizione e le caratteristiche di digeribilità. Infatti, oltre all’85% d’acqua che la rende dissetante e diuretica, contiene il 12% di zuccheri, responsabili dell’elevato potere energetico e acidi organici che stimolano la digestione e proteggono le mucose gastriche. Per la bontà dei suoi frutti, oggi il melo è l’albero più coltivato nel mondo.

Ed è tutto vero, ma se la mela, è presente nel prodotto, solo al 3% ed è per giunta in forma disidratata, a cosa serve sottolineare le proprietà diuretiche e dissetanti del frutto dovute all’acqua?


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10 commenti on “Kellogs batte Barilla”

  1. severine ha detto:

    Come dire che se la mela ha tutte queste qualità è un po’ merito di Barilla.
    Mi stavo anche chiedendo se non era scorretto lo spot dove lei pianta un semino caduto dal biscotto in un vaso di terra. Poi ho pensato che in realtà non lo vediamo germogliare, quindi non si può dire niente. Uno, nei vasi di casa sua, può anche piantare i tappi della birra.

  2. Grissino ha detto:

    Vero, vero, anche io avevo pensato al semino.
    😛

    Gianna, ormai si sa che le confezioni non devono essere piú prese come indicazione del contenuto del prodotto perché ci mettono su solo cose per vendere.

    Certo che hanno fatto quelli al naturale, quelli alla frutta ma non quelli al cioccolato. Non credo li compreró nemmeno per assaggiarli…

  3. gianna ferretti ha detto:

    Ragazzi a me questa cosa del semino e del vaso era sfuggita. A che prodotto si riferisce?

  4. davide ha detto:

    mi sa che segnerò il tuo post sul mio blog. questa cosa è veramente curiosa.
    secondo me
    – o tutti i tecnologi alimentari si sono fermati alla triennale
    – o alla 8ari//à comanda troppo il settore marketing

    secondo me è solo una questione di ignoranza. non nel senso dispregiativo. ignoranza di chi compra, ignoranza di chi controlla ma soprattutto ignoranza di chi inventa la pubblicità (opppure scarsa comunicazione interna) boh!!

    ciaociao
    buona domenica
    davide

  5. gianna ferretti ha detto:

    Grazie Davide, aspetto i commenti dei tuoi amici tecnologi!

  6. Laura ha detto:

    Concordo assolutamente sulla questione “mela”, ma perchè “integro” è ingannevole?
    Non sono cereali Whole grain?

  7. Grissino ha detto:

    Mi sembra che la pubblicità sia quella dei Grancereale biscotti. Lei li mangia e poi quando fuori viene a piovere (se non ricordo male) mette un semino proveniente dai biscotti in uno dei vasi sul balcone. Se é rimasta in mente a tanti quella del semino è stata una grande trovata anche se in sé e´una azione idiota visto che il semino é morto dal calore di cottura!
    😀

  8. petula ha detto:

    il bello è che a guardarlo con attenzione non è nemmeno un semino ma un fiocco di cereale dal quale ben difficilmente può mascere una pianta … mi aspetto la stessa pubblicità dai produttori di fazzoletti di cotone 😉

    la cosa più ingannevole è il termine al naturale che fa pensare che ci mettano solo fiocchi di cerali. se poi si vanno a leggere glii ngredienti si scopre che dentro ci son zuccheri (in 4 modi diversi, zucchero, miele, caramello e sciroppo di glucosio) e oli vegetali (vabbè non idrogenati…).
    bah?

  9. davide ha detto:

    io invece trovo in quella pubblicità una dolcissima metafora per una più cosciente concezione del cibo ed educazione alimentare.
    ricordiamoci che nella pubblicità abbiamo trovato in passato mucche lilla, mucche che fanno il fruttolo, cereali per la pronta colazione che trasformano un gattino in un leone, (e un ippopotamo che canta in the jungle. non c’entra niente ma mi diverte sempre moltissimo) e l’immancabile tono pinne gialle
    Non sto scherzando!

    (peccato che poi sia incoerente con gli ingredienti utilizzati)

  10. Aurora ha detto:

    Bhe io sto discutendo di questa causa proprio in questi giorni col prof. Ubertazzi in persona, che come potete vedere sul link che vi manda sulla pronuncia finale pubblicata dallo IAP, è stato il Relatore della causa kellog VS Barilla!
    L’aggettivo “INTEGRO” è stato interpretato in questo modo dal Giurì Testuali parole:
    Kellog ha contestato la frese delle confezioni dei prodotti Barilla secondo cui essi sarebbero “integri”.La pubblicità Barilla non precisa e definisce cosa sia l’integrità reclamizzata.E qui sono immaginabili tre diverse ipotesi:
    perchè il consumatore, e specialmente quello più sprovveduto, potrebbe pensare che il claim di integrità voglia indicare che il prodotto è un prodotto “integrale”; le difese del convenuto hanno sostenuto talvolta che la pubblicità di Barilla reclamizza la presenza di tutte le caratteristiche indicate dall’associazione Whole Grains Council come proprie dei prodotti whole grains; e le medesime difese hanno altre volte argomentato che essa indicherebbe la presenza di un rilevante quantitativo di chicchi interi di cereali, che avrebbero una gradevolezza maggiore della presenza dei loro “sfarinati”.Tutte e tre le letture possono essere ragionevolmente operate dagli uni o dagli altri consumatori.Barilla aveva l’onere di provare che in tutte e tre le letture il suo claim corrisponda a verità. Quest’onere probatorio non è stato assolto da Barilla.Ed il suo messaggio deve perciò essere dichiarato ingannevole.

    Questa è la spiegazione per cui il Giurì ha ordinato la cessazione dei messaggi contenenti i termini “poco sodio”(per altre ragioni diverse da queste descritte sopra)e “integro” per ciò che ho scritto sopra.
    Proprio per questa causa qui, avrei bisogno di alcune foto dei packaging col claim giudicato “mendace” ed anche la famosa pubblicità col “semino”…Se qualcuno potesse aiutarmi…mi contatti per favore!!!Grazie a tutti per l’attenzione!!!CIAOOOOOO Aurora


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