La concezione ridicola del selenio

patatanelospot

Cosa mi aspettavo di trovare sul sito della patata al selenio? In primo luogo i livelli  di selenio che si ottengono con il metodo brevettato dal Consorzio. Poi la tecnica  utilizzata per arricchire di selenio i tuberi e  qualche dato sui meccanismi biochimici coinvolti. E magari anche informazioni sulla cottura e potenziali modificazioni composizionali. Invece niente. Però si trovano le proprietà nutrizionali delle patate crude e dati sul ruolo del selenio. Non manca la pagina ricette che rimanda al sito del Gambero. Il metodo brevettato ha permesso al Consorzio Buone Idee di vincere alcuni anni fa il procedimento contro la concorrente Natural Selenium la cui pubblicità è stata considerata ingannevole. E proprio tra le righe del procedimento si legge che il metodo messo a punto dal Consorzio, permette di ottenere un quantitativo di selenio di almeno 5 volte superiore a quello della normale patata italiana. Qui si trova invece un aumento di 10 volte maggiore. E cosa dire dell’ultimo spot della patata bolognese? Non l’ho visto ma mi hanno raccontato che i protagonisti sono quattro uomini che vengono fermati a caso da una donna che ha in mano un sacco di patate. Il direttore creativo e copy, ha spiegato così il concept della campagna: “Gli uomini hanno una concezione ridicola del selenio, per questo hanno una pessima conoscenza della patata. Le donne hanno una sana concezione del selenio, per questo sanno distinguere una gran buona patata. Gli uomini non dovrebbero mai occuparsi di patate, ma è anche vero che più la patata è buona più si diventa intelligenti”. Sembra che nello spot la donna getti il sacchetto addosso al malcapitato perché non si intende del tubero. Sulle intuibili interpretazioni anche boccaccesche dello spot  si è già scritto (1,2), non vado avanti. Adesso però la domanda è d’obbligo, voi uomini avete oppure no una concezione ridicola del selenio?

Fonte immagine Spotlandia

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8 commenti on “La concezione ridicola del selenio”

  1. davide ha detto:

    dunque..
    selenio…selenio… c’entra qualcosa con il tocoferolo e giustappunto il deidroascorbico?

    no,no, mi sbaglio. sicuramente, come dice l’uomo della radio…il selenio è quella cosa che si usa con le auto da corsa quando piove.
    sisi, sicuramente questo.

    mi sono sempre chiesto: perchè arricchire la patata col selenio? perchè, come per il tuo intervento precedente, non c’erano altre caratteristiche merceologiche su cui puntare?

  2. dario ha detto:

    Sono uomo, sono pure pubblicitario, devo ammettere che non ho mai analizzato la mia concezione del selenio, ma so riconoscere lo stronzio quando lo vedo in TV!

  3. sergio bezzanti ha detto:

    Concordo con dario. Quando il creativo è ‘troppo’ creativo mi accorgo solo dell’…altro elemento chimico.

  4. Giorgio Zarrelli ha detto:

    Ahem…se…sele…si…insomma…viene dalla luna, vero? 🙂

  5. Fabio Castellano ha detto:

    Ciao Gianna,
    so solo che 15 anni fa mi sono avvelenato usando uno shampoo antiforfora al selenio, scaduto da tempo…

    Non c’entra, ma ho appena visto la voce “Olestra” su Wikipedia: a te risulta che l’Olestra/Olean sia diffuso anche in Italia?

    http://en.wikipedia.org/wiki/Olestra

    Grazie, ciao,
    Fabs

  6. roberto ha detto:

    Ciao,

    potrebbe servire il selenio aggiunto, se qualcuno mangiasse le patate crude.
    Ma mi risulta che si degradi facilmente con la cottura.

    Pertanto????

  7. Marco ha detto:

    Sono un produttore di patate ed uno della sperimentazione del concime fogliare (2 interventi a 15gg l’uno dall’altro) per ottenere Selenella.
    Come sopra si tratta di un banale trattamento fogliare con un prodotto brevettato, non in vendita, distribuito in proporzione alla superficie dichiarata al consorzio buone idee.
    Saluti a tutti

  8. gianna ha detto:

    Grazie Marco, forse per lei è banale, ma non per tutti. Se ha voglia di raccontarci..Si tratta di un sale inorganico o un composto con selenio? grazie!


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