Arriva la Carbon Label


Due notizie sulla Walkers, forse un nome che in Italia ci dice poco. E’ una società inglese, produttrice di snacks salati, quarta divisione commerciale della Pepsi-Cola. La prima notizia è che ha firmato un accordo con i gestori del Wembley Stadium per cui potranno essere venduti solo snack della Walkersfino al 2010.

 

La seconda è che la Walkers è una delle prime aziende britanniche a dotarsi della carbon label e del  carboon footprint, una informazione sulle emissioni di CO2 durante l’intero processo produttivo, dai campi alla lavorazione, fino al trasporto dei pacchetti delle chips. Le informazioni saranno riportate  su tutti i pacchetti di uno dei formati della Walkers.  Il tutto è reso possibile dalla  Carbon trust,una  società governativa che offre a enti pubblici e aziende private la possibilità di ridurre le emissioni di carbonio e  sviluppare tecnologie ‘low carbon’.

Interessante – ho pensato -e mi sono messa a cercare, ed ecco una catena di supermercati inglesi, la Tesco che annuncia che inserirà  la carbon label sui suoi prodotti. Come reagiranno i consumatori di fronte a questa nuova informazione riportata sulla etichetta?

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8 commenti on “Arriva la Carbon Label”

  1. Giorgio Zarrelli ha detto:

    E pensare che ho passato almeno 30 minuti a rigirarmi fra le mani una bottiglia di acqua minerale “Alpi Cozie”, cercando di capire dove fosse stampigliata la data di scadenza: in translucido, sul collo della bottiglia, roba che manco con una cura di carote sarei riuscito a cogliere a colpo d’occhio…e poi mi si parla di carbon label…

  2. Carlo Merolli ha detto:

    Non sará mica un’ altra di quelle informazioni distraenti ? che ti nascondono la naturale industriale del prodotto ? una overkill di informazione per fare apparire piu´sano un prodotto cosi´cosá ?
    mi ricordo che giá negli anni settanta la Shell offriva un test gratuito di emissione di ossido di carbonio agli automobilisti che avessero fatto benzian nelle proprie stazioni di servizio. Finito il test ti davano un adesivo
    “testato” che potevi applicare sul parafango. Alla fine se non avevi quell’ adesivo ti sentivi un inquinatore, e cosi´nessuno pensava che la vera fonte del monossido di carbonio era la benzina e la sua combustione…..
    Speriamo bene.

    Ciao,

    PS I piselli, poi `sei riuscita a trovare niente ?? ( abist iniuria verbo)

  3. Carlo Merolli ha detto:

    Ovviamente e´: absit iniuria verbo.

    Ciao,

    Carlo

  4. mariella ciani ha detto:

    mi viene da ridere!
    a livello istituzione si cerca di combattere l’obesità con campagne informative che mirano a limitare il consumo di snack…e adesso arrivano quelli che hanno un ciclo produttivo low carbon, ma stiamo letteralmente dando i numeri!
    Mariella

  5. gianna ferretti ha detto:

    Carlo ho scritto una mail a Guido, i commenti non compaiono sul suo blog!

  6. Marco Garusi ha detto:

    sai a cosa conta la cabon label….
    fin tanto che la gente acquistera’ mele dall’australia e dal cile, agnello dalla nuova zelanda… acqua minerale dalla francia…. gamberi dall’indocina…. quanto carbon viene fuori dal trasporto di questi prodotti…..?

  7. […] e tra gli esempi riporta le chips della Walkers, una delle prime aziende a dotarsi di una carbon label: una etichetta che riporta le informazione sulle emissioni di anidride carbonica durante l’intero […]

  8. […] 2007  avevo scritto della Tesco, la prima catena GDO ad annunciare  l’impegno di aggiungere la carbon label, […]


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