Tamarindo

tamarindo

In frigo ho trovato una lattina vuota di Tamarindo Juice,made in Tailandia. Non conoscevo il frutto del tamarindo e i suoi impieghi. In India dove è coltivato, si usa anche per preparare delle salse. Ho cercato in rete e ho trovato che Giovanni Brusa, droghiere in Varese parecchi anni fa, divenne famoso per il suo sciroppo di Tamarindo, il solo che “poteva gareggiare con quello delle primarie fabbriche del Regno”. Il tamarindo era “indicatissimo quale rinfrescante”, “molto gradevole da prendersi con l’acqua e Seltz”. Ma era anche purgativo, efficace sui nervi, risolutivo per bronchiti, catarri e irritazioni di petto, oltre che per le affezioni alla vescica.

Coincidenza, oggi parla del tamarindo anche il Corsaro.

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10 commenti on “Tamarindo”

  1. Stefania ha detto:

    la pasta di tamarindo si usa sopratutto nella cucina Thai. Se ne fanno marinate e salsette. Qui lo trovi anche secco o ridotto a candito – in effetti il succo non l’ho mai visto!

  2. gianna ha detto:

    Stefania hai visto che si produce lo sciroppo anche in Italia? io però non l’ho mai incontrato.

  3. […] -Serve per preparare salse, sciroppi e finisce perfino in lattina:ecco il tamarindo juice. […]

  4. Stefania ha detto:

    @Gianna – si, infatti, notavo – non avrei immaginato…

  5. Meristemi ha detto:

    La lattina nella foto appariente ad una linea di prodotti frequentissimi nei China Market o negli African Market del Nord Italia (e forse anche nel resto del paese), assieme al succo di lychees, di mango e di fiori di crisantemo. Non sono male, anzi. Quello di Tamarindo ha spesso un fondo dovuto ad una parte della polpa del frutto che resta in sospensione.

    Come bevanda e soprattutto in forma di sciroppo dissetante è in realtà una istituzione in Italia, assieme alle varie granatine, menta, orzata, eccetera. A differenza degli sciroppi fatti con concentrati, questi della Food Juice sono in effetti fatti direttamente con la frutta a quanto mi risulta.

    In erboristeria ed in parafarmacia è il tamarindo è tuttora frequentissimo come lassativo osmotico, a causa della forte concentrazione di tartrati, zuccheri e soprattutto acidi organici. Rientra nelle ricette ad esempio del Tamarine e di altre marmellate lassative. L’azione ha la stessa logica di quella lassativa delle prugne. Il succo è comunque troppo diluito per avere un’azione lassativa, che non è comunque violenta come quella degli antrachinoni.

  6. andrea bez. ha detto:

    quello di tamarindo? e’ anche uno dei (tanti) sapori che si sente assaggiando un buon balsamico! 🙂

  7. Stefania ha detto:

    uh ma non e’ per via della presenza del caramello che entrambi, succo di tamarindo e finto balsamico, hanno? e che ritroviamo nella coca cola? non scordiamoci che la cattiva reputazione di CCola & c. ha spinto questi produttori a cercare altre possibili nicchie e che questo puo’ voler dire che il caramello vada a finire nella composizione di altri prodotti ancora poco conosciuti. E’ il caso della soya, le cui farine sono finite in tantissime preparazioni (tipo il pane) solo perche’ ‘disponibile’… infatti tornando al caso del balsamico (Gianna, perche’ non facciamo un post su questo prodotto?) tanti di noi ricorderanno come questo aceto era pressoche’ ignoto negli anni 80… il boom del balsamico e’ davvero unico – e’ stato scritto pure un libro a riguardo e viene usato ovunque sopratutto in US, Australia e NZelanda – una vera fissa! 😀 sembra che sia un’icona del mangiare ‘cool’…

  8. Gianna Ferretti ha detto:

    @Stefania, sul boom del (finto) balsamico potrebbe esserci di grande aiuto Andrea Bezzecchi, autore di Fienile in fermento.

    Andrea sei all’ascolto?

  9. Azalais ha detto:

    A Catania lo sciroppo di tamarindo si usa per preparare una delle tante bevande che si possono comprare nei “cioschi”, chioschi in italiano, istituzione benemerita in una città sfinente e appiccicaticcia come la mia. Perché è costruita con la lava, Catania. E’ nera e bollente, e il colpo di calore è sempre in agguato.

  10. Francesca ha detto:

    Il tamarindo intero si trova facilmente in molti fruttivendoli negli USA. E’ particolarmente apprezzato dalle popolazioni caraibiche e sud americane.
    Ovviamente la provenienza riportata sulla maggior parte delle confezioni e’ Thailandese.
    La polpa ha un sapore dolce-aspro ed e’ molto appiccicosa, non semplice da mangiare avendo dei semi piuttosto grandi.


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