La colazione dei campioni

“Stamattina colazione a base di pane e Nutella”, come afferma Claudio Silvestri, chef della Nazionale italiana di calcio. Nutella Ferrero è sponsor delle nazionali di calcio sia della Germania che dell’Italia. Visto che stanno per partire gli Europei di calcio, non potevano scegliere momento migliore gli attivisti di Greenpeace per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’olio di palma e per chiedere alla Ferrero di modificare la composizione della formula della crema spalmabile.

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23 commenti on “La colazione dei campioni”

  1. Grissino ha detto:

    Concordo con Greenpeace che la Ferrero potrebbe migliorare la qualitá della sua crema. Ma dubito che lo fará sia per motivi di guadagno che di “perfetta cremositá” della sua crema. Finora, solo per quanto riguarda la cremositá eh, non ho trovato altra crema migliore.

  2. gunther ha detto:

    Da notare il corretto messaggio nutrizionale per un alimentazione sana, una prima colazione con pane e nutella!

  3. Stefania ha detto:

    La Nutella e’ uno di quei prodotti che furono lanciati dall’industria durante il boom industriale degli anni 50. In quegli anni mangiare dolci o snack dolcic (cosi’ come bere caffe’) inizio’ a diventare un’abitudine, semplicemente perche’ gli italiani iniziavano ad avere piu’ soldi da spendere per beni considerati di lusso. La nutella venne lanciata come il sostituto della piu’ tradizionale ‘merenda’ di pane e cioccolata – e il fatto che si potesse spalmare sul pane la faceva considerare non come una ‘festa’ , un ‘premio’ ma come un normale alimento. Originariamente venne chiamata ‘Supercrema’ o “Cremalba’ – il nome Nutella (in effetti nut= nocciola) venne introdotto nel 1963. Da Garlic and Oil, Helstosky.

  4. Dario Bressanini ha detto:

    Da amante della nutella 🙂 temo che qualsiasi variazione alla composizione di grassi possa incidere negativamente sulla spalmabilita’, come ha osservato grissino. Da quello che ho letto la “formula” e’ diversa per i prodotti estivi e quelli invernali, per ovviare ai problemi che invece affliggono piu’ o meno tutte le creme che cercano di imitare la nutella (come Novi e altre artigianali) che sono piu’ ricche di nocciole e di cacao, ma proprio per questo soffrono di una separazione dei grassi.

  5. Giorgio ha detto:

    In effetti credo non penseranno mai a modificare la composizione della Nutella classica, mentre per quella al cioccolato, che avevo trovato come “prototipo”, soffre invece del difetto della separazione della parte grassa da quella solida. Oltretutto non si trova più sul mercato quindi mi sa che è morta prima di nascere !
    @Dario
    Io sapevo che esistevano diverse formulazioni a seconda di dove doveva essere venduta (nord-sud) per mantenere inalterate le caratteristiche di cremosità del prodotto, ora probabilmente si sono limitati a estate ed inverno.

  6. andrea bez. ha detto:

    Spero di aver capito male ma non ditemi che scegliete la Nutella perche’ e’ “spalmabile” 😦

  7. Dario Bressanini ha detto:

    Andrea, beh, anche, perche’ no? La consistenza in bocca e’ molto importante per determinare il giudizio finale su un prodotto. E alcune delle creme che cercano di imitare la Nutella, nonostante abbiano piu’ cacao, o piu’ nocciole, a mio parere sono qualitativamente inferiori proprio per la consistenza e la testura finale. Non basta essere “artigianali” per fare un buon prodotto. E se sono buone, sono “altro” (La Novi e’ ottima come sapore, ad esempio, ma ha una consistenza diversa)
    Ho assaggiato “Creme artigianali” che con il loro strato di olio ti ricoprivano tutte le papille gustative 😦
    Tralasciando considerazioni nutrizionali o sul tipo dei grassi, a me la nutella piace perché lo trovo un prodotto bilanciato nel sapore (forse un po’ troppo dolce) e nella consistenza.

  8. Gianna Ferretti ha detto:

    Ma la Novi non è affatto complicata da spalmare….e gli ingredienti sono importanti, piu’ che la spalmabilità, almeno per me..:-D

    L’etichetta non cambia durante l’anno, visto che non sono indicate le percentuali dei grassi, è plausibile che cambino la formula. Forse grassi a diverso grado di insaturazione? o diversi rapporti tra emulsionante e altri ingredienti?

  9. Stefania ha detto:

    infatti anche secondo me non cambia proprio la formulazione durante l’anno, forse cambia invece leggermente a seconda del mercato d’esportazione. Considerando poi che i grassi trans ora sono off limits in diversi stati in US, di sicuro l’industria ha introdotto diversi grassi e a diverso grado di lavorazione. A parte questo, gli ingredienti sono molto importanti, la penso come Gianna. Poi uno se si vuole mangiare qualcosa che si avvicini ad una gomma solo perche’ cosi’ la puo’ spalmare sul pane, allora e’ un altro discorso.

  10. Dario Bressanini ha detto:

    @Gianna: non ho detto che la Novi è “complicata”, ma che resiste molto male alla temperatura e allo “stoccaggio” casalningo, per quel che riguarda la sua spalmabilitaà. Per la Nutella, secondo me cambiano le percentuali di grassi saturi, e forse il tipo. Ovviamente nessuno lo sa di preciso perchè non p scritto in etichetta. Ci vorrebbe uno studente per una tesi di laurea 😉

    @stefania: è per questo che esistono le degustazioni alla cieca: per non avere pregiudizi sui prodotti prima di assaggiarli :-p

  11. andrea bez. ha detto:

    @dario: a parte che non appena ho visto le foto della mousse di cioccolata sul tuo blog, mi sono feeddato subito 🙂
    saro’ sicuramente deviato dal giudizio sulle creme spalmabili in generale ed in particolar sulla”nutella” ma per quanto mi riguarda il problema e’ che e’ veramente tanto dolce e poco “nocciolosa” (non so se mi spiego). La spalmabilita’ effettivamente non l’ho mai presa in considerazione.
    Non amando il genere trovo comunque interessante la giacometta di giraudi ad esempio, li’ nocciol-taste a manetta! 🙂

    Riguardo al discorso “ricette diverse”, ho un cliente tedesco che dice di aver sentito dalle solite fonti ben informate (quindi da prendere come viene) che la mayonese kraft e’ fatta con una ricetta diversa tra Germania e Italia o Francia. In Germania per inciso, e’ peggio! :O

  12. Stefania ha detto:

    @Dario: eppure dovresti sapere che le degustazioni alla cieca sono fuorvianti perche’ guidate da pregiudizi – leggiti il caso del Pepsi challenge su Blink, Malcolm Gladwell 😉

  13. Dario Bressanini ha detto:

    @Andrea: ehehe, effettivamente la mousse di “cioccolato-solo-cioccolato-niente-panna” sta spopolando :-P. Ma tu sei quello che ha organizzato il test alla cieca sul parmigiano?
    Comunque, la Novi mi piace, intendiamoci. E sicuramente è più “nocciolosa”. Solo che difetta di spalmabilità e quindi ci consistenza in bocca.
    Comunque, sappi che avendo a casa della pasta di nocciole 100%, volevo provare a fare la mousse al fondente aggiungendo della pasta di nocciole, per ottenere una specie di “nutella al fondente”

    @Stefania: hoibo’, e come fa un test alla cieca a essere guidato dai pregiudizi? per definizione tutti i prodotti partono sullo stesso piano e non ti fai influenzare dal nome, dalla “fama”, persino dall’aspetto o dal colore. Leggendo la letteratura si scopre che molto spesso gli “intenditori” si fanno ingannare da un sacco di cose, anche dai nomi: prodotti che, assaggiati conoscendo il produttore prendevano punteggi molto superiori a quelli che invece prendono in un test rigorosamente alla cieca, o viceversa: cosa particolarmente utile per la nutella a causa dell’avversione “ideologica” che spesso porta con se 😉
    Comunque dammi un link che lo leggo volentieri

  14. Stefania ha detto:

    @Dario – come si fa? i test alla cieca normalmente vengono fatti assaggiando piccole porzioni di 2-3 anche piu’ prodotti diversi (quindi senza conoscere i nomi o le marche). Pero’ si tende sempre a preferire il prodotto piu’ dolce, perche’ e’ quello piu’ gradito al palato – ecco in questo senso chi organizza la ‘gara’ lo sa bene, che questo tipo di test non sono affidabili…. 😀
    Il libro dovresti trovarlo su Amazon oppure forse anche su IBS o altra libreria che vende testi stranieri (non e’ stato tradotto che io sappia) – dovrebbe essere facile da trovare, l’autore ha scritto anche ‘The Tipping Point’, entrambi i libri sono assai conosciuti.

  15. Dario Bressanini ha detto:

    @stefania: ho letto nel frattempo della questione della pepsi/coca, ma quello non era mica un vero test alla cieca, tanto e’ vero che, a quanto pare, davano sempre prima la pepsi e poi la coca, magari inframmezzata da un cracker salato :-). Era solo una trovata pubblicitaria, di nessun valore statistico.

    Questi test, fatti seriamente, sono affidabilissimi per quello che vogliono misurare: la preferenza dei consumatori sfrondata dai condizionamenti preesistenti. Se questi preferiscono il dolce il test evidenziera’ questo, come e’ giusto che sia. In realta’ comunque le cose sono molto piu’ articolate che non il semplice “dolce”, e un prodotto e’ giudicato per un insieme di fattori gustativi.

    Tieni presente che test alla cieca vengono fatti comunemente per i vini di qualita’ (a volte e’ un requisito del disciplinare di produzione) e per gli oli (e molti oli presunti EVO non passano i test alla cieca, e non potrebbero essere venduti come EVO) Si racconta di produttori di vino a cui e’ stato fatto assaggiare il proprio prodotto, alla cieca assieme ad altri, e lo ha bollato come “schifezza” 😀 😀

    Sto raccogliendo materiale proprio su questo, e prima o poi ne parlero’ sul mio Blog. Se mai ci incontreremo a qualche raduno ti sfidero’ ad un test alla cieca 🙂 , portando con me un po’ di creme e vedremo come il tuo palato, senza condizionamenti ideologici, posiziona la nutella 🙂

    ciao Dario

  16. Stefania ha detto:

    Gladwell descrive proprio tutti i retroscena e le ragioni che hanno portato a questo ‘challenge’ – leggitelo. Si trattava di un test commissionato dal reparto marketing della bibita gasata, non uno di quei test fatti nel supermercato 🙂 E il grande punto di domanda era legato al fatto che nonostante si apprezzasse un prodotto durante la prova, questa scelta non veniva poi riflessa nel consumo di tale prodotto. Il che pone grosse domande proprio sul processo cerebrale che porta una persona a decidere un gusto piuttosto che un altro (in altre parole, cosa spinge a scegliere questo prodotto se poi quando vanno a fare la spesa o in ristorante scelgono tutt’altro?).

  17. Dario Bressanini ha detto:

    @stefania: ma e’ proprio questo il punto, quando acquisti qualche cosa lo fai in base a tutta una serie di fattori psicologici che solo in parte riguardano il gusto. Lo fai per il nome, per il prezzo, per ideologia, il colore, la confezione, la pubblicita’, per etc.etc.etc…. A volte ti “fai piacere” una cosa proprio perche’ sei influenzato. Quanti mangiano Bio e magari trovano i prodotti migliori (anche quando non lo sono) per un condizionamento pubblicitario :-p ?
    Proprio per sfrondare questi aspetti, e cercare di giudicare il prodotto per quello che e’, che si fanno i test alla cieca. Nel mondo del vino ad esempio e’ un punto irrinunciabile, per cercare di giudicare senza pregiudizi un vino.

  18. Stefania ha detto:

    si ma io parlo di quanto questo ‘non’ pregiudizio – che si basa solo sulla gradita sensazione TEMPORALE – possa davvero essere considerato un buon modo di giudicare un prodotto x. Quando si assaggia, come dicevo sopra, si assaggia poco, e puo’ piacere quello che invece disgusterebbe se mangiato/bevuto in maggiori quantita’. Un sorso di caramello diluito in vaniglia puo’ piacere, ma proviamo a bere un’intera lattina e vediamo se ci piacera’ ancora.

    PS – se ne parlerai nel tuo blog, fara’ piacere leggere che hai inserito un link a questa interessante discussione… 😉

  19. andrea bez. ha detto:

    @dario: Ma tu sei quello che ha organizzato il test alla cieca sul parmigiano?

    Ebbene si! E adesso che mi ci fai pensare faccio anche un bel post sul blog con i risultati 🙂

  20. Marco ha detto:

    Nonostante io abbia in dispensa, come tutti, il mio barattolo di Nutella, la mia dietista conviene sul fatto che è più sano e preferibile mangiarsi una stecca di cioccolato vero piuttosto che una fetta di pane con qualsiasi “crema spalmabile”.

    In ogni caso credo che la colazione dei Campioni, visti i risultati dell’altra sera, non abbia giovato per niente alla Nazionale…

    Temo che il povero Silvestri dovrà riportarsi a casa il barattolo grande… quello che servirebbe (secondo la pubblicità) per festeggiare le vittorie!

  21. […] Trashfood – Blog Archive – La colazione dei campioni Pane e Nutella? (tags: oil breakfast nutella ferrero marketing eat food) […]

  22. nutellaparty ha detto:

    Ma scherziamoooooo?!?!? :O
    La Nutella non si tocca!!!!!

  23. Gianna Ferretti ha detto:

    breaking news: Claudio Silvestri preparerà la colazione al G8, pane e Nutella..:)


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