Do you Kogi? Yes, I twitter

Kogy Food

Non conoscevo il “Kogi”, un fast food ambulante, diventato case hystory ed esempio delle aziende che cinguettano con successo su Twitter. Due furgoni Roja e Verde che vendono, seguendo un certo itinerario, un particolare tipo di snack Coreano a Los Angeles. Il “kogi” che significa “carne” in coreano, è molto particolare. L’idea di usare Twitter per informare in modo rapido, accessibile anche dal cellulare, delle prossime fermate del furgone, in modo da permettere ai potenziali clienti di organizzarsi per l’acquisto ha funzionato. Basta vedere la coda che si forma ad ogni sosta davanti al furgone per comprare.

Funzionerebbe anche qui da noi?

Foodies flock to Twitter-savvy food trucks

Quando l’azienda cinguetta

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4 commenti on “Do you Kogi? Yes, I twitter”

  1. luca lombroso ha detto:

    Non c’è dubbio. L’attrazione di un fast food è fatale, soprattutto sui giovani, ricordo il primo impatto con un MacDonald, avevo 18 anni appena compuiti, gita scolastica a Vienna, allora pochi andavano in gita all’estero, per noi fu una scoperta incredibile, poi non sapevo nulla di cambiamenti climatici e hamburger connection ( http://www.peacelink.it/ecologia/a/4246.html) e men che meno di quel che c’è dentro e dietro.
    Qualche giorno fa all’università c’era un furgone con semplicissime piadine, ebbene sbirciando dalla vetrinetta ho letto gli ingredienti, non ricordo di preciso tutto ma mi chiedo ancora che metterci a fare destrosio in una piadina!

  2. Stefania ha detto:

    c’e’ da dire anche che la cultura degli ambulanti alimentari e’ molto forte in Asia. Quindi questa idea non fa che ‘modernizzare’ un’abitudine assai diffusa fra gli asiatici – a LA poi le mode si sprecano. Il problema e’ come diceva Luca, la materia prima. D’altronde anche in Asia, gli ambulanti ‘genuini’ stanno scomparendo…

  3. Gianna Ferretti ha detto:

    Vicino all’università dove lavoro, è parcheggiato un furgone che vende kebab. Quando apre all’ora di pranzo, si forma sempre un codazzo di studenti. Periodicamente la ASL supervisiona la gestione e il furgone resta chiuso nelle settimane successive per poi riaprire nuovamente. 🙂

  4. Marco ha detto:

    Da noi a Firenze gli ambulanti col furgone fanno ormai parte della nostra storia gastronomica e risalgono addirittura a quando c’erano i “barroccini” trainati dai cavalli…

    Logicamente non vendono piadine, hot dog o hamburger, ma piatti della nostra tradizione come panini con la trippa, col lampredotto, con le budelline e, nei rarissimi casi in cui l’ASL dà l’autorizzazione, i mitici roventini fatti col sangue del maiale…

    Vicino a casa mia ce n’è uno e vi giuro è sempre pieno di affezionatissimi clienti, tanto che anche alcuni miei colleghi preferiscono fare un km a piedi per il panino al lampredotto piuttosto che prendere i primi pronti e surgelati del bar sotto l’ufficio (…io invece mangio a casa…).


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