This is why you're fat

fat

L’abitudine di fotografare il cibo, non solo quello che prepariamo in casa ma anche quello che ci capita di vedere, osservare, ordinare quando siamo fuori a pranzo, al ristorante, al fast food, per strada, ha generato tantissimo materiale, basta guardare nei vari social network. Il materiale che hanno raccolto Jessica Amason e Richard Blakeley, i due autori del blog “This is why you’re fat”, è ad altissimo indice aterogenico, ne è uscito anche il libro This Is Why You’re Fat: Where Dreams Become Heart Attacks.

Adatto solo ad un pubblico dallo stomaco forte…soprattutto a quest’ora del mattino.

This is why you’re fat,

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7 commenti on “This is why you're fat”

  1. Meristemi ha detto:

    Dopo due minuti di gallery ho dovuto aprire il frigo. Mi era venuta una fame incredibile ed avrei pagato oro per uno qualunque di quei piatti. Sono notoriamente un buongustaio 😛

  2. gianna ferretti ha detto:

    Nooooo…:) hai visto il bacon ricoperto di cioccolato?

  3. fritz ha detto:

    yougurt…marmellata…mostarda… uotsagana mostarda? ecco perché gli americani vincono gli apaches!! 😀

  4. simon ha detto:

    Sono immagini d’ impatto.
    Corrispondono a quelle che sono le immagini di lamiere e sangue nelle campagne di sensibilizzazione ad una guida corretta.
    Non trovate?

  5. Wyk72 ha detto:

    Io negli states ci sono stato piuttosto a lungo, e nel midwest (St. Louis e dintorni) diciamo che è un “paesaggio” molto usuale, il megapanozzo ultracondito.

    Il posto di elezione era la catena “Lion’s Choice”, tipico locale per camionisti stile USA.

    Il costo poi di tali mostri è praticamente irrisorio: con 5€ ti spari un “coso” che avrà un 1800Kcal, con un 30% di grassi saturi e un buon 20% di questi in forma trans (oddio, forse adesso saranno sul 6%, visto che là va fortissimo il “canola” – i.e. olio di colza – quando sono partito, a Marzo, era molto gettonato il NATREON Omega-9, perché “0 trans fats”…un colpo che non gli piglia, dico io).

    Oltretutto stì mega-panozzi, sono “vuoti” quanto a potere saziante, indi te ne spari pure 2, perché hanno 3000 aromi/salse ruffianissime (e grasse) che te li fanno molto ma molto..palatibili.

    La cosa più agghiacciante di tutto ciò, che ho notato in USA, è questa: il cancro a 50 anni è diventata una cosa quasi normale, l’ictus a 60 anni pure…l’infarto oramai nemmeno ci si fa caso…almeno là è così. Lasciamo stare il problema sovrappeso poi…non è un paese per vecchi, perché alla vecchiaia spessissimo, manco ci arrivi….

    La famiglia che mi ospitava aveva pure il gatto obeso, nutrito a scatolette zeppe di gamberetti in salsa rosa: è morto di cancro 4 mesi fa.

    Non c’è da stupirsi che TUTTA l’industria americana del cibo stia dando feroce battaglia a qualsiasi forma di sanità pubblica: sai QUANTI soldi gli costerebbe là??

  6. Meristemi ha detto:

    Gianna, per me i ciccioli fritti e la pancetta in qualunque sua forma sono la massima espressione della cucina italiana. Ho il colesterolo a norma per grazia ricevuta 🙂

  7. luca lombroso ha detto:

    l’altro giorno in autogrill ti volevo fare una foto gastro reporter, c’era uno scaffale incredibile di patatine e biscotti!
    comunque, la crisi e il declino petrolifero portano fatti inaspettati, letto?
    http://quotidianonet.ilsole24ore.com/esteri/2009/10/26/253152-anche_bigmac_sente_crisi.shtml


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