Come nascono i Glocal McDonald’s

Lo sapevate che dal 2006 a Hong Kong c’è il McDonald’s Food Studios and Quality Center in cui si studiano modelli di consumo e gusti locali nelle varie regioni del mondo? Tutto viene analizzato in dettaglio per arrivare a nuove proposte che rispettino alcune regole ben precise, non solo la forma, gli ingredienti e il look, anche il tempo di consegna è omologato e fissato in 55 secondi. Anche in Europa c’è un centro ricerche, si trova a Monaco ed è qui che sono stati messi a punto formati e ingredienti degli ultimi prodotti. Tutti i dettagli entrano nel Product File dove sono riportate tutte le informazioni di peso, dimensioni, quantità e altre cose che il prodotto deve avere. Leggo che negli ultimi anni un team di 14 chef con esperienze culinarie importanti, guidati da uno chef italiano -chi sarà?- ha lavorato all’European Food Studio per sviluppare ricette dal “sapore italiano” come i Sapori di Montagna con Speck dell’Alto Adige IGP.

Forse anche il McItaly è frutto di studi condotti in questi centri anche se il Ministro afferma che è una sua idea e ha raccontato di aver dovuto rincorrere la multinazionale prima che la sua idea fosse ascoltata e avesse seguito. A proposito avete visto il servizio di qualche sera fa al Tg1 sulle polemiche Luca Zaia – Guardian?

Non è una novità quindi per Mcdonald’s cercare di inserire gusti e materie prime regionali nei suoi punti vendita sparsi per il mondo. Ho cercato in rete e ho trovato prodotti davvero strani. Nel ricorrere i gusti locali e regionali, sono nati: McDo Croque per il mercato francese, Ebi-O Filet In Giappone, il McFalafel in Egitto, l’hamburger Shogun a Hong Kong, il McCurry in India,il McBingsoo in Corea del Sud. Solo in Italia però l’iniziativa ha ricevuto il supporto -anche se gratuito- del Ministero delle Politiche Agricole.

E’ curioso trovare che nella storia del Mcdonald’s, ricca di successi, si contano anche diversi flop legati in vari casi proprio a proposte diverse dal classico panino e hamburger. Tra i prodotti McDonald’s caduti nel dimenticatoio o scomparsi del tutto ho trovato:

McGratin croquette Era uno speciale hamburger progettato per il mercato giapponese. Cause del fallimento forse l’abbinamento tra deep-fried macaroni, gamberi, e purè di patate serviti su un letto di foglie di cavoli?.

Hulaburgercreato nel 1963, era rivolto a cattolici rispettosi del venerdì senza carne. Si trattava di un cheeseburger, ma una fetta di ananas sostituiva la carne.

Deluxe Arch Un fallimento anche il Deluxe Arch forse per il prezzo maggiore delle altre proposte.

Mclobster L’aragosta al McDonald? Sembra che in Canada non sia andata troppo bene con il Mclobster.

McAfrica le numerose critiche suscitate dalla campagna pubblicitaria nel 2002, convinse gli addetti ai lavori a non proseguire.

McPizza Nella metà degli anni Novanta, McDonald’s decise di entrare nel business della pizza, nasceva McPizza. Progetto gradualmente abbandonato e dimenticato negli anni successivi.

Dinner Menu:McPasta testato per 6-12 mesi in due sedi a New York e Tennessee. comprendeva la pizza di cui sopra, ma anche lasagne, spaghetti, fettuccine Alfredo, e il pollo arrosto come antipasti. Come contorno purè di patate e verdure. Come il McPizza, fu un fallimento.

Recentemente la società ha proposto piatti di pasta per bambini in Nuova Zelanda e Australia. La scarsa domanda sembra che abbia fatto fallire l’idea.

Tornando al McItaly, è’ presto per fare bilanci. Sarà il tempo dell’esperimento -si parla di sette settimane- a stabilire se la nuova proposta McItaly sarà gradita ai giovani che il ministro si prefigge di educare.

Riuscirà anche la nuova proposta a contribuire a valorizzare i prodotti DOP scelti per l’operazione e ad avere una positiva ricaduta sull’agricoltura italiana? per ora le critiche superano abbondantemente pareri favorevoli sull’intera operazione.

Fonti:

Il McItaly su BlogBabel e su GoogleNews

L’occhio vuole la sua parte… A tavola?!

Top 10 Failed McDonald’s Products

A golden recipe for McDoonald’s Europe

McDonald’s Europe

‘McDonald ‘convertito’ sulla via di Damasco da super Zaia o Made in Italy McDonaldizzato?

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10 commenti on “Come nascono i Glocal McDonald’s”

  1. Mauro R. ha detto:

    Anche il McDonald ha un centro qualità…incredibile!

  2. Chissà se il ministro ha visto questo:
    http://www.focacciablues.it/
    Questo si che è stato un gran successo per l’agry..cultura italiana 😉

  3. gianna ferretti ha detto:

    Ciao Francesco! dicono che quella storia non sia andata proprio così. In bocca al lupo per Agrycult! 😉

  4. no, non mi dire,…. anche li sotto sotto…

    Crepi il lupo!! 🙂

  5. Giorgio ha detto:

    Ecco finalmente ho scoperto come si chiamava il panino con l’aragosta che avevo mangiato nei dintorni di Boston, ma mi chiedo che fine possano aver fatto le patatine fritte con il formaggio fuso e la salsa barbecue….(queste le avevo mangiate in Canada).

  6. Wyk72 ha detto:

    Peste li colga.

  7. Marco ha detto:

    La cosa che mi ha sconvolto maggiormente in questo post è il tempo di consegna… 55 secondi!

    Nemmeno l’uovo al tegamino si fa in 55 secondi…

    Il resto, cioè la valanga di panini dei vari paesi, mi sembra solo un modo per farsi pubblicità…

    E a proposito di pubblicità… purtroppo sono anche sponsor dei Giochi Olimpici… Vita sana, sport, fratellanza fra i popoli conditi con … hamburger e bibita marrone…

  8. Stefania ha detto:

    davvero, Marco, non sapevi che i tempi (non solo di consegna) vengono studiati apposta? proprio perche’ McDonalds ha come obiettivo servire quanti piu’ pasti puo’ giornalmente (quindi vendere e vendere) fa installare sedute scomode nei propri ristoranti… per evitare che i clienti rischino di trovare le sedie troppo comode e si trattengano oltre i tempi necessari per consumare. So che puo’ sembrare incredibile ma e’ cosi’!

  9. Marco ha detto:

    Che studiavano queste cose lo sapevo, ma 55 secondi mi sono sembrati esagerati… ed anche la storia delle sedie è esagerata… Non so perchè ma mi è venuto in mente questo brano tratto dal Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry…

    Era un mercante di pillole perfezionate che calmavano la sete. Se ne inghiottiva una alla settimana e non si sentiva più il bisogno di bere.
    “Perché vendi questa roba?” disse il piccolo principe.
    “È una grossa economia di tempo”, disse il mercante, “Gli esperti hanno fatto dei calcoli. Si risparmiano 53 minuti a settimana”.
    “E cosa se ne fa di questi 53 minuti?”
    “Se ne fa quel che si vuole…”
    “Io”, disse il piccolo principe, “se avessi 53 minuti da spendere, camminerei adagio adagio verso una fontana…”

  10. Stefania ha detto:

    eh si, citazione azzeccata. Non sai quanto e’ difficoltoso per molti ri-educare le persone a ‘mangiare’ … intendendo con questo non solo l’atto della masticazione, ma l’intera esperienza che va dalla pianificazione del pasto (che sia in casa o fuori casa). Purtroppo sopratutto nei paesi dove la cultura industriale e’ forte, ognuno si e’ specializzato nel proprio lavoro, disinteressandosi di tutte le altre cose che riempiono la vita di ogni giorno. Ci sono persone che mangiano solo il preparato perche’ pensano che sia troppo complicato farlo a casa e di non avere tempo, lavorano magari 14 h al giorno (in USA questa e’ ritenuta una qualita’, complice anche la forte cultura puritana) e l’industria alimentare che fa? offre loro l’opportunita’ di cibarsi in 55 secondi.


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