Eat real. Eat local.

Mentre stavo cercando delle animazioni su temi legati alle filiere e all’alimentazione mi sono imbattuta nel video prodotto nell’ambito del progetto Eat real. Eat local. Il contenuto è rivolto ai canadesi ma i temi ci sono comunque familiari: attenzione alle filiere, all’ambiente, alla stagionalità, maggiore consapevolezza negli acquisti. La sorpresa è che il committente è la Hellmann’s Best Food, brand della multinazionale Unilever. L’azienda è leader nella produzione di maionese e salse derivate per il mercato di Stati Uniti e Canada.
Lo chiamiamo un esempio di greenwashing? Con questo termine che deriva delle parole inglesi green (verde) e washing (lavare) ci si riferisce a quelle aziende, industrie, entità politiche o organizzazioni che organizzano campagne marketing eco-friendly. Il tutto allo scopo di creare un’immagine positiva di proprie attività (o prodotti) e distogliere l’attenzione dalle proprie responsabilità nei confronti di impatti negativi sull’ambiente.

Il video comunque per me è un piccolo capolavoro di animazione.

Fonte: CANADIANS ENCOURAGED TO ‘TWEET’ FOR CHARITY JULY 29TH eatrealeatlocal.ca

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21 commenti on “Eat real. Eat local.”

  1. Wyk72 ha detto:

    Il video è delizioso. Non saprei dire se sia greenwashing, ma è realizzato in maniera egregia, a mio parere. Un condensato di buon senso, cosa rara in uno spot.

  2. Stefania ha detto:

    vediamo un po’ di cifre ?

    Unilever ha un mercato nordamericano del 23%, secondo dopo quello europeo. Quindi forte presenza. Ha iniziato la sua ‘corsa’ verso l’ ‘organic’ , ovvero il biologico – industriale, ben inteso, non parliamo del biologico del piccolo produttore. Avrei un paio di grafici che rendono l’idea…Gianna te li mando per email perche’ qui non riesco ad inserirli.
    Questo per dire che a Unilever la causa ‘verde’ conviene, eccome. Ed e’ per questo che sta ristrutturando, sopratutto nei mercati emergenti, per incentivare i segmenti che sembrano cavalcare meglio i trends del momento.

  3. Biola' ha detto:

    Che potenti queste multi ! Il video e’ veramente ben fatto

    ma dove lo prenderanno poi tutto questo cibo bio ?
    Se ha il 23% del mercato in NA ed in Europa di piu’ sono volumi veramente considerevoli ….

  4. Stefania ha detto:

    in che senso, ‘prenderanno’ , Biola’? Ricordiamoci che queste societa’ hanno una struttura tipicamente verticale e che … certi cambi di direzione dell’imprenditoria agroalimentare nazionale dipendono da accordi multilaterali. Per quanto riguarda il caso specifico del governo Canadese, leggi qua che dice il documento di programmazione Growing Forward:

    >> Growing Forward is an integrated and comprehensive plan that focuses on key results in the areas of competitiveness and innovation, society’s priorities and proactive risk management. Growing Forward will give farmers and others across the value chain the marketplace edge to capture business success, both domestically and in export markets. The new framework includes programs that enable greater adaptation and quicker response to changing consumer markets.
    ….
    Growing Forward also focuses on supporting the enhancement of food safety systems and the continued implementation of on-farm environmental actions. In addition, the framework commits Governments to continue to work with the sector to put in place traceability and biosecurity systems.
    ….

    Ministers instructed the federal, provincial and territorial Country of Origin Labelling (COOL) Task Force to continue to strongly advocate Canada’s opposition to United States COOL through the United States Department of Agriculture (USDA) rule-making process and to examine all options available to defend Canada’s interests.

    e infine…:

    Ministers also recognized Canada’s important role as a global producer of food. They discussed the recent volatility of commodity prices and agreed to monitor the situation and maximize opportunities for the agricultural sector at home and abroad.>>

    ‘at home and abroad’ – quindi: incentiviamo la produzione dei prodotti Canadesi per il fabbisogno interno e per l’esportazione.

  5. Biola' ha detto:

    Detto dal Canada come loro futura politica agro alimentare e’ credibile , e che sono abituato a quella Italiana ! 😉

  6. bacillus ha detto:

    @stefania
    Ma quel documento del governo canadese parla esplicitamente di “organic”?

  7. Stefania ha detto:

    no, quelle sono linee molto generali – pero’ come puoi capire il passo dal ‘verde’ ed ‘ ecologico’ e’ breve, ovvero e’ facile capire come mai un colosso del genere appoggi una campagna pro-local food/eco-friendly quando ha gia’ investito nel marchio ‘bio’ diverse risorse e lo considera come un segmento in ascesa…e quando il governo dice che si devono incentivare le risorse locali… Fra l’altro in diversi paesi (come ad es. qui in UK) l’opzione ‘organic’ e’ lasciata all’industria totalmente (che sia produzione, manifattura o distribuzione).

  8. […] | trashfood.com Taggato con:eat local, greenwashing, Hellmann’s Best Food, […]

  9. bacillus ha detto:

    Non vorrei sembrasse che ho intrapreso una guerra personale contro il bio… Ma francamente non capisco perché i temi del magiare sano, del consumo di produzioni locali, della stagionalità, dell’agricoltura sostenibile devono indissolubilmente essere legati al biologico.
    Stefania, non sono in grado di leggere pagine e pagine in inglese, ma su quel sito della Hellmanns io non riesco a trovare nessun riferimento al biologico. Non l’ho trovato nemmeno su altri siti canadesi che invitano all’ “eat local”.
    Non ti sembra di esserti abbandonata ad una interpretazione un po’ forzata? 🙂

  10. Stefania ha detto:

    mi sono espressa male io, mi sa. Ho fatto l’esempio del biologico per indicare come una grande societa’ transnazionale abbia gradualmente iniziato la ristrutturazione in certi segmenti e investimenti in altri (es. bio) e globalmente percepiti e/o proposti come migliori a livello di sostenibilita’ – ambiente e aspetti socio culturali compresi. Dall’altra abbiamo il governo canadese che dice

    Ministers also recognized Canada’s important role as a global producer of food. They (…) and agreed to monitor the situation and maximize opportunities for the agricultural sector at home and abroad.

    quindi e’ facile, tornando al discorso Unilever, trovarsi poi coinvolti in iniziative come quella segnalata da Gianna in questo post che difende la produzione locale (‘agricultural sector at home and abroad) perche’ e’ quello il trend che il governo locale ha deciso di perseguire, sia per un discorso di fabbisogno interno che di commercio di prodotti canadesi verso altri paesi. C’e’ anche da dire che il Canada e’ da diversi anni nel bel mezzo di dispute commerciali con i vicini di casa – USA (compreso il bando di manzi canadesi dopo la scoperta di BSE diversi anni fa) e che impone certe condizioni commerciali che gli USA utilizzano come barriere per vietare l’ingresso di certi prodotti nel proprio paese (di queste situazioni ho accennato sul post della filiera del gambero).

  11. bacillus ha detto:

    Ah, ecco. Quanto tu riporti, ovvero “Ministers also recognized Canada’s important role as a global producer of food”, è esattamente quanto pensavo… Il governo di quel paese ritiene di avere grandi potenzialità in campo agricolo. Considera il settore primario un settore strategico. Perché di fatto può creare ricchezza, perché può innescare tutta una serie di attività correlate che a loro volta creano ricchezza. E poi, appunto, valorizzando l’agricoltura vi sono importanti implicazioni sociali, non ultima quella di indirizzare i cittadini verso un consumo di cibo più sano ed equilibrato.
    L’iniziativa di Hellmann’s, secondo me, si inserisce in questo contesto. Non a caso su quel sito si legge che la maionese è fatta con uova canadesi e olio di canola…
    In questo quadro interessante, il biologico non risulta obbligatorio e non è detto affatto che sia un punto di arrivo per il futuro. Secondo me… 😉

    Ecco un bell’esempio di modernità, lungimiranza, buonsenso. E tanto per fare un po’ di polemica, 🙂 il Canada è quello stato che ha condannato un suo concittadino per aver tentato furbescamente di strumentalizzare la questione OGM. Bravi.

  12. Stefania ha detto:

    Si, esattamente quello che intendevo, Bacillus. Se a livello globale la Unilever ha iniziato ad investire in questo senso, non significa che questo succeda a livello locale (canadese in questo caso). Pero’ penso che sia molto piu’ facile per un governo incoraggiare l’agricoltura locale (che in questi tempi di dimostrazioni in piazza, ad es, a causa del rincaro di certi alimenti) servono ad accontentare diversi gruppi di popolazione. Io in verita’ non trovo questa mossa ‘moderna’, al contrario, semmai – molto ‘collaudata’, diciamo… 😀

    comunque passando di palo in frasca… tu che sei un produttore di vino, sarai qui il prossimo maggio?

    http://2010.londonwinefair.com/

  13. bacillus ha detto:

    😀 …se io fossi tra quegli espositori forse sarei dotato di un animo meno “incazzoso” 🙂 …ma chissà, fra una decina d’anni… 😉

    Piuttosto, mi spieghi meglio quando dici che “[…] in diversi paesi (come ad es. qui in UK) l’opzione ‘organic’ e’ lasciata all’industria totalmente (che sia produzione, manifattura o distribuzione)”? Cioé, cosa intendi con “lasciata”?

  14. Stefania ha detto:

    si, scusa – poco chiaro. Allora: il governo, come azione, decide di dare il totale sostegno all’agricoltura locale, senza privilegiare il biologico (con incentivi ad es.). Quindi la scelta se fare o non fare biologico alla fine sta all’agricoltore, oppure alla fabrichetta che magari produce pane e sceglie di fare una linea di filoni utilizzando farina biologica (anche importata se non la trova localmente). Oppure alla distribuzione, e qui e’ proprio il caso dell’UK perche’ la grande distribuzione ha un forte potere d’acquisto e decide i trends commerciali … e quindi si crea una situazione in cui (parlo per l’UK) i piccoli produttori sono proprio… piccoli e pochi e il ‘biologico’ inteso come prodotto locale e’ rarissimo. Invece domina il biologico ‘industriale’ (vedi Unilever), raffinato/processato. Stessa cosa succede in USA dove il biologico importato domina la scena e una catena di prodotti biologici (Wholefoods) e’ come un WalMart del biologico da ogni parte del mondo e altamente lavorato/raffinato. E vuoi ridere? La Cina sta diventando uno dei piu’ grossi fornitori anche del biologico. Oltre che, naturalmente, essere il paese dove l’Europa manda la propria plastica e vetro per riciclare. Ci sarebbe da ridere se non fosse tragico.

  15. Wyk72 ha detto:

    E’ anche abbastanza divertente, in un mondo che ha spinto fortissimamente sulla globalizzazione (intesa come massima libertà sugli scambi commerciali, ognuno vende-e-compra dove gli pare e piace, insomma), vengano prodotti degli spot che invece promuovono una certa autarchia alimentare (ossia il “il principio economico in base al quale una nazione deve essere in grado di produrre autonomamente tutto ciò di cui ha bisogno.”), seppur in forma, chiamiamola, light, non certo quella del Ventennio fascista italiano (non a caso, dalle mie parti, i contadini sono quasi tutti nostalgici del “Duce” – che tanto pompava con la propaganda la produzione locale di cibo).

    In sostanza è una sorta di guerra commerciale sottointesa Canada/USA.

    I concetti di base però sono assolutamente corretti, a mio parere, e se applicati strettamente, determinerebbero la quasi-scomparsa delle multinazionali del cibo, e un forte ridimensionamento del settore petrolifero (per portare a spasso tutti stì cibi, ci vuole carburante…) il che è una vera e propria chimera. Però i ragionamenti che fanno sono molto belli: 14% di aumento della popolazione…600% di aumento import di carni!!! Chissà com’è che poi si diventa tutti ciccioni…

  16. gianna ferretti ha detto:

    Qualche dato sulla “Organic Industry structure” negli USA

    https://www.msu.edu/~howardp/organicindustry.html

    Stefania hai dei dati europei?

  17. Stefania ha detto:

    @Wyk – si, esattamente come dici tu; per questo dicevo che la mossa Canadese alla fine a me non pare mica tanto ‘moderna’ – a chi ti parla con nostalgia del Duce, puoi rispondere che aveva anche dato disposizione affinche’ le derrate andassero a finire agli alleati in Germania, e che gli italiani all’epoca stavano letteralmente morendo di fame… Per quanto riguarda la guerra commerciale, non c’e’ solo quello in ballo; il Canada, cosi’ come l’Australia sono due paesi la cui economia si basa quasi esclusivamente sulle ‘commodities’, che di questi tempi sono state soggette al grande tsunami dei mercati, niente di strano che il governo stia pensando anche a questo problema, cosi’ come ai due grandi mercati d’esportazione (Cina e India), dove la neonata classe media ha soldi da spendere proprio nelle filiere che derivano da queste commodities (noodles istantanei, pasta easy-cook, piatti pronti in genere, ristoranti fast food etc).

    @Gianna – sul biologico in EU…? uhm mi pare di no dovrei controllare – forse ho qualcosa….

  18. bacillus ha detto:

    @Stefania
    Scusa il ritardo, grazie per l’attenzione. Vorrei approfondire il concetto di “biologico industriale”: mi interessa (anzi, mi fa impazzire 🙂 ). Magari, se hai pazienza, ci torno.
    Ciao!

  19. Stefania ha detto:

    si certo – io saro’ poco presente per un po’.

    @Gianna – su EU specificamente non mi pare di avere nulla. Ho qualcosina qua e la’ sul biologico come trend, insieme agli altri trends agro… tipo fair trade, nanotech etc
    pero’ ancora non ho finito di smistare le emails, sorry!

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