Uno sciroppo Anice Blue Brilliant

Impossibile – con il suo colore- non notarlo tra gli altri sciroppi sullo scaffale. Zucchero, acqua, aromi, colorante: E133, tutti qui gli ingredienti dello sciroppo Fabbri Gusto Anice Blue. Chissà per quale motivo a me incomprensibile si è deciso di impartire allo sciroppo il colore Blue brilliant FCF, nome in codice E133.

Da oggi la cartella Coloranti si arricchisce quindi di questo nuovo esemplare. Il colorante Blue Brilliant FCF trova impiego non solo nell’industria alimentare e farmaceutica, lo troviamo anche in alcuni cosmetici. E’ approvato dalla FDA, tuttavia diverse aziende hanno scelto di modificare le formulazioni in cui era presente, ricordate? la Nestlé–Rowntree decise di smettere la produzione delle Smarties blue nel 2005. Nel febbraio 2008 la produzione riprese con l’utilizzo della spirulina come colorante.

A me piace curiosare tra le filiere produttive di ingredienti e additivi. Una intervista interessante a Hamish McNab, docente di Chimica dell’Università di Edimburgo e specializzato nella sintesi di composti eterociclici utilizzati per produrre diversi coloranti è apparsa su Scientific American : Where does blue food dye come from?

Di recente su richiesta della Commissione europea anche l’EFSA si è occupata del Blue Brilliant FCF e dopo aver esaminato numerosi studi ha pubblicato il suo parere scientifico sulla sicurezza del colorante.

I dati disponibili sul’assorbimento, distribuzione e metabolismo ed escrezione, mostrano che il Brilliant Blue FCF è scarsamente assorbito e viene escreto nelle feci.

I primi documenti sul colorante erano stati pubblicati dal Joint FAO/WHO Expert Committee on Food Additives (JECFA) nel 1970 e dall’ European Scientific Committee for Food (SCF) nel 1975. Si era stabilita una ADI di 12.5 mg/kg bw/day. Nel 1984, the SCF la abbassò a 10 mg/kg bw/day, sulla base di nuovi studi condotti a lungo termine.
Il Panel EFSA ora ha abbassato ulteriormente l’ADI fissandola a 6 mg/kg bw/day. Ecco il documento completo in cui sono elencati i vari studi esaminati. EFSA Scientific Opinion on the re-evaluation of Brilliant Blue FCF (E 133) as a food additive

Il documento EFSA ci da quindi l’occasione per riflettere sugli studi condotti prima di autorizzare un additivo alimentare e come vengono calcolate le DGA (dose giornaliera ammissibile, Dga). L’autorizzazione per l’impiego di un additivo alimentare viene concessa a composti che -sulla base di studi scientifici- si siano dimostrati non dannosi per la salute umana. Tutti gli additivi alimentari devono essere quindi sottoposti ad una valutazione di sicurezza prima di essere approvati per l’uso. I test tossicologici includono studi di tossicità acuta e cronica, prove di cancerogenicità, mutagenicità e tossicità per la riproduzione. Il principale organismo europeo di valutazione della sicurezza è il Comitato Scientifico dell’Alimentazione Umana della Commissione Europea (SCF – Scientific Committee for Food). Sempre a livello internazionale, esiste il Comitato congiunto di esperti sugli additivi alimentari (JECFA – Joint Expert Committee on Food Additives) dell’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Le valutazioni si basano sull’esame di tutti i dati tossicologici disponibili, comprese le indagini su modelli animali. Sulla base dei risultati delle ricerche, si stabilisce la “dose giornaliera ammissibile” DGA di ogni additivo alimentare. La DGA prevede un ampio margine di sicurezza e si riferisce alla quantità di additivo alimentare che può essere assunta giornalmente nella dieta quotidiana, anche per tutto l’arco della vita, senza rischi.

La tossicologia sta attraversando un momento di profondo cambiamento. Da piu’ parti si avverte la necessità perché si riduca l’uso degli animali in vari settori della ricerca scientifica, nella sperimentazione di farmaci, negli studi tossicologici. Lo sviluppo di nuove tecnologie e nuovi modelli sperimentali hanno offerto l’opportunità di sviluppare test alternativi all’impiego di modelli animali nella valutazione tossicologica delle sostanze chimiche. Comunque i modelli animali continuano ad essere impiegati. Alcune cifre ci arrivano dalla “Relazione della commissione al consiglio e parlamento europeo – Sesta relazione sulle statistiche riguardanti il numero di animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici negli Stati membri dell’Unione europea” (Bruxelles, 30.9.2010). Nel 2008, gli animali utilizzati a fini sperimentali e ad altri fini scientifici nei 27 Stati membri dell’UE sono stati complessivamente più di 12 milioni. I roditori e i conigli rappresentano oltre l’80% del numero totale di animali utilizzati nell’UE. La percentuale di animali utilizzati per studi tossicologici riguardanti tre categorie di prodotti/sostanze (additivi alimentari per consumo umano, cosmetici e prodotti per uso domestico) è circa l’1,18% , una percentuale ridotta rispetto alle percentuali segnalate per le altre categorie di prodotti come i dispositivi per medicina umana, odontoiatria e medicina veterinaria che rappresentano la finalità per la quale viene impiegato il maggior numero di animali.

A proposito di coloranti e studi su modelli animali, la ricerca mi ha portato a questa notizia: Same blue dye in M&Ms linked to reducing spine injury A leggere meglio i dati sulla ricerca, il colorante di cui si parla è il Brilliant Blue G,, un analogo del Brilliant Blue FCF, ma sappiamo che il titolo sensazionale (accompagnato anche da immagini fuori luogo) è quello a cui si punta troppo spesso anche nei giornali on line. Vi risparmio le immagini degli animali paralizzati e trattati con il colorante.

Fonti:

Blue rats/

Nel blue dipinto di Blue patent V

Brilliant blue FCF as a dye tracer for solute transport studies. A toxicology overview

EFSA Scientific Opinion on the re-evaluation of Brilliant Blue FCF (E 133) as a food additive

3dchem.com

Fed up with foodadditives.info

Annunci

2 commenti on “Uno sciroppo Anice Blue Brilliant”

  1. Mauro Ronci ha detto:

    Grande Gianna. Oggi ho capito un po’ di più tutto l’iter “burocratico” dietro un additivo alimentare approvato. In effetti quando si parla di additivi fatico sempre a mettere un po’ di chiarezza. Alcune istituzioni approvano additivi che altre non approvano. Le DGA a volte cambiano.
    Allora, ok che potenzialmente tutto è tossico. Ma qualcosa di naturale, io lo preferirei alle svariate “E”. Se faccio un biscottino all’anice (ti porto la mia modestissima esperienza diretta) compro i miei bei semini d’anice. Se poi voglio dargli una nota ancora più forte, posso mettere addirittura un pizzichino di aroma naturale. Insomma, c’è una scelta un po’ più “genuina” per tutto credo io.
    Credo dipenda solo dai costi…


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...