Fast Food Nation entra in classe

Lui è Eric Schlosser, l’autore di Fast food Nation, lettura caldamente suggerita.

Forse è per effetto del successo del film-inchiesta Super Size Me. Il  libro di Schlosser entra in classe, succederà in alcune scuole di Manhattan, the High School for Health Professions and Human Services. Non sarebbe male che questa lettura venisse proposta anche nelle scuole italiane, non siete daccordo?

Avete presente l’aroma delle patatine fritte? è totalmente artificiale e agli aromi dedica molte pagine del suo libro. Avete idea di quali siano gli intrecci tra lobby del sistema agroalimentare e politica? e quali effetti possono avere sulle filiere produttive? Fast Food Nation vi darà molte risposte.

Quando le catene di fast food approdano in Europa” – dice Schlosser – “non aprono solo nuovi ristoranti. Esse esportano anche i loro sistemi di produzione e distribuzione del cibo, le loro politiche del lavoro, le loro strategie di mercato, e la loro promozione di abitudini alimentari non sane”.

Non sarebbe male che questa lettura venisse proposta anche nelle scuole italiane. Non siete daccordo? Altro tema interessante su cui riflettere, come viene attuata l’educazione alimentare nelle scuole italiane? un dossier in arrivo prossimamamente a cura della redazione di TRASHFOOD.

 

Fonti: nys


Food-blog-map-mania

Off topic? no, trovo davvero simpatico che si possa localizzare il proprio blog in una mappa e poter conoscere chi sta a pochi km. Magari ci si conosce e si trova il modo di incontrarsi di persona. Da qualche settimana Trashfood è registrato sul Feed Map

Poi ho scoperto una blog-map interamente dedicata ai food bloggers La trovate qui. e non ho resistito. Spargete la voce, può essere l’occasione per conoscerci meglio tutti!

Grazie a Laura che dal suo Gustoblog me lo ha fatto conoscere!

L’idea iniziale è di Tana Butler, adorabile e molto utile il suo Small farm.

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Homer Simpson sotto accusa

Homer Simpson sotto esame, quanto pesa, cosa mangia. Troppe calorie, troppi grassi idrogenati, ciambelle (doughnuts) e birra! non è un buon modello per chi guarda il cartoon. Ne avevo già parlato un anno fa in relazione ad uno studio condotto da un gruppo di ricercatori universitari. Si torna parlarne.
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Latte: Un futuro colorato

Coca Cola da una parte e PepsiCo dall’altra: due giganti delle bibite con le bollicinie. Nel mirino delle due multinazionai ci sono novità. Allo studio bibite frizzanti a base di latte, aromi e coloranti. L’occasione per tornare a parlare di food design di cui si era parlato un paio di anni fa prestando particolare attenzione ai prodotti destinati ai piu’ giovani. Ci eravamo lasciati con un interrogativo dopo aver presentato  alcuni prodotti innovativi: A quando il pane arancione e il latte rosso? i nuovi prodotti a base di latte colorato non si sono fatti attendere molto…..

Non più solo caramelle, bibite e budini colorati, la gamma di prodotti in cui si fa uso di coloranti si è quindi ampliata. Tra i colori che hanno suscitato molti consensi, da parte dell’industria, c’è stato il “blue”, a giudicare dai designed foods for kids immessi sul mercato in USA e in altri stati. Tra i prodotti degni di menzione, i biscotti che tuffati nel latte lo convertono di un bel blu. Hanno impiegato più di un anno i tecnologi della Nabisco per arrivare a questo prodotto. La Kellogg e la Disney insieme, hanno fatto la stessa cosa con i cereali. Come si chiamano? Mickey’s Magix.

La Dannon invece ha pensato a uno yogurt che cambia anche questo di colore e diventa blu quando si mescola con un preparato in polvere. Non è finita! Non possiamo dimenticare i Doritos, i  “color-changing snacks” che cambiano colore nella bocca! Si, gli snacks contengono un additivo che a contatto con la saliva si attiva, colorando il palato e la lingua di blue!

Tra i prodotti che hanno più successo tra i bambini c’è sicuramente il ketchup. I bambini ne sono grandi consumatori, diventando oggetto di grande attenzione e innovazione da parte delle principali aziende. Tra queste la Heinz che ha lanciato piu’ di due anni fa una versione green. Il verde è stato il primo a infrangere le regole del colore del ketchup. Ed è stato un grande successo con circa 10 milioni di confezioni vendute! L’aumento nelle vendite di ketchup (5,4%) ha dato il via al lancio di un nuovo colore: il viola.

Per i più scettici che pensavano che solo il ketchup, tra i condimenti, avesse rotto gli schemi dei colori classici, ecco la margarina in un versione blu (Electric Blue) e in un versione pink, sì, la margarina rosa “Shocking Pink Parkay Fun Squeeze” prodotte dalla ConAgra Foods. E che ne dite della maionese colorata? Non poteva mancare, anche lei è una realtà! La maionese blu è stata proposta dalla Nestlè in Sud Africa. Il nome? “Gloob”. Fate attenzione, non solo è colorata ma si afferma sia anche aromatizzata… tipo gomma da masticare! 

E ora bevande a base di latte multicolor.

Che altre sorprese ci riservano i food designer?

Altri links utili: Mailtribune, Trashfood
USATODAY.com – Food industry turns to color to sell to kids
Business: Food? Color it quirky


La bistecca: dal laboratorio al piatto

Leggo qui che si riparla di carne coltivata. Avrei qualche domanda per il Dr. Jason Matheny  (Università del Maryland) uno dei ricercatori che propone di crescere carne in laboratorio.

Quanto verrebbe a costare una bistecca? Tissue Engineering è la rivista dove è stato pubblicato il lavoro. Altre utili informazioni sulla carne in provetta si trovano sul sito della New Harvest , un ente di ricerca no-profit finalizzato allo studio di sostituti della carne. Leggi il seguito di questo post »


Professione culinologo:lo chef-scienziato

Non suona molto bene vero? meglio chef-scienziato.
Esistono già dei Degrees in CulinologyTM. Una via di mezzo tra Chef-scienziati e tecnologi alimentari. Multinazionali come la Kraft Foodservice e Università e colleges americani tra i proponenti come la Kendall College and Dominican University, Orange Coast Community College and California State Polytechnic University-Pomona,  e University of Georgia. 

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Un mondo di grassi idrogenati. Il punto della situazione

Nel primo numero di TRASHFOOD si era parlato di grassi idrogenati e del loro vasto impiego nell’industria alimentare. 

A distanza di tre anni torniamo a parlane, nuove conferme e nuovi studi epidemiologici hanno confermato gli effetti negativi esercitati dai grassi idrogenati sulla salute. Ci eravamo lasciati con una posizione precisa da parte della Food and Drug Administration che si era espressa con la proposta di una futura etichettatura alimentare e la cosa ha avuto un seguito. Dal prossimo gennaio 2006 negli USA, sarà obbligatorio indicare il livello di acidi grassi trans nelle etichette alimentari. Molte aziende negli USA hanno manifestato l’intenzione di modificare la composizione degli ingredienti al fine di ridurre l’impiego dei grassi idrogenati e acidi grassi trans nelle loro filiere produttive.

Cosa è accaduto negli USA?  e in altri stati? come è andata a finire? 

Fonte: http://www.bantransfats.com
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Etichette fuorvianti:Il Gelato Motta

Stroncatura di Guido Stecchi sulle pagine del periodico Vie del Gusto del gelato Cremeria Motta. Pubblicizzato come “gelato alla vaniglia con pezzetti di cioccolato”, ma dove sta la vaniglia?. NON C’E’. Basta leggere gli ingredienti. Merito dell’aroma vaniglia, aggiungiamo noi. Come si produce?

Fonte:Peperosso
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Contrasti

Senza parole

Fonte immagine: S.Sando
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Piccoli consumatori crescono

Un numero crescente di aziende alimentari usa i siti aziendali per catturare l’attenzione dei giovani e promuovere i propri prodotti (dolciumi, snacks dolci e salati, bibite). Una analisi dettagliata delle strategie usate dalle aziende alimentari è stata condotta recentemente da Sustain: the alliance for better food and farming.
L’intero reportage lo trovate qui.

Fonti: Food Commission  
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