Questa settimana su Trashfood

mosaicosettimanale

Locavore è stata dichiarata la parola dell’anno.Tra le bancarelle di prodotti locali, la mia Domenica da locavora

– E’ il prodotto piu’ imitato all’estero: il Parmigiano Reggiano. Prima puntata sui prodotti falsi Made in Italy,ne seguiranno altre: Do you like reggianito?

– Filiere ittiche dell’Adriatico e proliferazione dei marchi di qualità in I marchi delle Marche

-Chi risolverà il nuovo Etichettibus?

– E’ on line il nuovo sito Food 4 thought con giochi e video educativi rivolti ai bambini. Il tutto fa parte della nuova campagna mediatica della British Heart Foundation


Do you like Reggianito?

Se non avessi letto della ‘Giornata internazionale della cucina italiana’, probabilmente non sarei andata a curiosare nel sito del Gruppo Virtuale Cuochi italiani che ha promosso la giornata dedicata alla carbonara.
Dai cuochi è arrivato un appello in difesa del made in Italy alimentare, quello autentico. Perchè sono tanti i prodotti falsi Made in Italy. In rete c’è un documento sul sito della Federalimentare (2003). In Usa troviamo il Parma Ham, il Daniele Prosciutto & company, l’Asiago del Wisconsin (Usa) e la Mozzarella Company di Dallas. In Australia si produce il Tinboonzola, che diventa Cambozola nel Nord Europa.

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British Heart foundation Multimedia

La British Heart Foundation si è sempre fatta notare per le sue provocazioni nelle campagne pianificate su temi legati all’alimentazione, stile di vita e salute.
Due anni fa proposero questi poster per far comprendere cosa finiva in alcuni prodotti dei fast food, poi è arrivata la campagna per far riflettere sul contenuto in grassi degli snacks salati e ora è stato inaugurato il nuovo sito web Food4thought per i giovani. Fateci un giro, l’idea è quella di utilizzare il web e giochi interattivi on-line per esplorare la giungla junk food e il loro contenuto. Nel tour virtuale si è accompagnati dal personaggio Sick Rick, attivata anche una serie di video su Youtube. Per le campagne precedenti e per quelle future consiglio di seguire il blog della Fondazione.

Esempi italiani?


Cosa c’è dentro?


what’s inside?

Ho scoperto Wired Science. What’s in your fridge? Etichettibus e Web. 2.0. 🙂


Abitudini e consumi alimentari:una indagine sugli studenti universitari

Tre anni fa, più o meno di questi tempi, ero particolarmente presa  dal progetto Abitudini e consumi alimentari: Scelte consapevoli…o vittime del marketing?”, svolto in collaborazione con l’associazione studentesca ASCU e la Antonio Tombolini srl. Il progetto includeva oltre a un ciclo di incontri divulgativi, anche una indagine sulle abitudini alimentari e conoscenze nutrizionali della popolazione studentesca dell’Università Politecnica delle Marche. I dati ottenuti nell’indagine e riguardanti tempi e luoghi di consumo, preferenze alimentari, aspetti comportamentali e consumo di bevande analcoliche e alcoliche, sono stati pubblicati in una tesi di laurea ma ho pensato che potrei riprendere alcune parti che offrivano diversi spunti di riflessione e riportarle qui.

Nel frattempo ho ritrovato il servizio del TG3 che ci dedicò attenzione in occasione della presentazione dell’iniziativa e grazie a Youtube, posso condividerlo con voi.. Nel filmato, oltre ad alcune interviste, ci sono Francesca dell’ASCU e Antonio, il fattore della Simplicissimus Blog Farm. Buona visione!

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